WorldUfoDay 2015: 10 storie ufologiche per celebrare la giornata degli UFO

Oggi ricorre la giornata mondiale dell'ufologia. A pochi giorni dalla ricorrenza dell'incidente di Roswell il mondo festeggia un evento che nelle intenzioni dovrebbe riportare alla memoria il "mito dei dischi volanti". L'8 luglio 1947 apparve il titolo un articolo nel Roswell Daily Record in cui si accennava alla cattura di un misterioso "piattino volante" da parte delle forze aeree militari statunitensi. E' una buona occasione per pensare al tema extraterrestre in tutte le sue sfaccettature. A parte la parte speculativa della vicenda, la ricerca di vita aliena fuori dal nostro pianeta e più in generale fuori dal sistema solare è entrata prepotentemente nelle cronache dei giornali, nei piani delle agenzie spaziali e nello studio dell'astrobiologia come materia di riferimento. Ecco 10 spunti di riflessioni per festeggiare la giornata degli ufo.

1. Molti pianeti abitabili la fuori

Quanto sono comuni i pianeti abitabili come il nostro? Risponde la Nasa, basandosi sui dati forniti dalla missione Kepler: una ogni cinque stelle simili al Sole possiede un pianeta abitabile come la Terra con una temperatura favorevole alla vita tra i cento miliardi di stelle della nostra galassia. La statistica e' stata calcolata considerando tutte le osservazioni di Kepler dagli astronomi dell'Universita' della California e dell'Universita' delle Hawaii e descritta in uno studio pubblicato sulla rivista PNAS"Vuol dire - ha spiegato Erik Petigura che ha condotto l'analisi dei dati di Kepler - che quando guardiamo alle migliaia di stelle nel cielo notturno, la piu' vicina stella simile al Sole con un pianeta analogo alla Terra e' probabilmente a soli dodici anni luce di lontananza e puo' essere vista ad occhio nudo. E' sorprendente".

2.Siamo soli nell'universo?

Secondo Ellen Stofan, capo scienziato della Nasa, la risposta molto probabilmente e' no. Un discorso del genere l'abbiamo sentito tante volte, ragionamenti di buon auspicio con solide basi scientifiche, seguiti da date, tutte da confermare. "Abbiamo forti indicazioni che troveremo forme di vita oltre la Terra nel prossimo decennio", ha spiegato nel corso di un convegno a Washington, precisando come ci siano "molte probabilità che nei prossimi 20 o 30 anni l'umanità riesca a trovare le prove definitive" che confermino la presenza di forme di vita aliene su altri pianeti. Gli alieni, si sa solleticano l'immaginario collettivo e ogni ragionamento può essere strumentalizzato facilmente. Certo sono "aliene" tutte le forme di vita organiche presenti fuori dal nostro pianeta, ma nel giornalismo moderno questo sostantivo si sovrappone in maniera perfetta al concetto di extraterresti, razze pensanti con cui rapportarci. Quindi l'analogia è presto fatta: la Nasa sa dove sono gli alieni e sa come trovarli, o comunque sa dove cercare, e prima o poi si deciderà a farlo. Il discorso di Ellen Stofan ovviamente si riferisce a microorganismi, messi in relazione alla presenza di acqua nei mondi abitabili più prossimi nel nostro sistema solare ed oltre. In quella conferenza il discorso verteva sui "mondi d'acqua" e su come questi possano influenzare le possibilità di trovare vita fuori dalla Terra. E' comunque un buon punto di partenza.

3.Il messaggio di Arecibo

ll messaggio più famoso del mondo, lanciato verso altre civiltà aliene che lo potessero captare ha compiuto 40 anni lo scorso anno. Lanciato dal radiotelescopio di Arecibo, e reso celebre dal film Contact, si tratta del primo vero tentativo serio di comunicazione tra genere umano ed eventuali altre civiltà avanzate. Siamo nel 1974 precisamente 16 Novembre, la destinazione individuata è l'ammasso globulare dell'Ercole (M13), 25000 anni luce da noi. Il messaggio viene inviato a una frequenza di 2380 MHz, un fascio estremamente stretto che ha una ampiezza di circa 2 minuti d'arco, che equivale più o meno ad 1/15 del diametro della luna piena. L'idea del contatto era venuta a Franke Drake, famoso scienziato che aveva già sviluppato la celebre equazione che cercava di dare un numero a quante civiltà avanzate potessero esserci nel cosmo. Nel team era presente anche il compianto Carl Sagan.

4.La similitudine ufo = disco volante.

"Le indagini mostrano che il numero sbalorditivo di quaranta milioni di americani ha visto qualcosa di descritto come Ufo. Alla lettera l'acronimo significa Oggetto Volante non Identificato, cioè che nessuno sa di cosa si tratti. La stampa però ha trasformato un'accezione negativa (non sappiamo) in una positiva (sappiamo che è qualcos'altro). Nell'immaginazione comune questo qualcos'altro è una navicella spaziale proveniente da un altro mondo. Così, se qualcuno vede nel cielo qualcosa che non sa identificare, questo qualcosa  -cosi funziona il ragionamento- è candidato ad essere un velivolo alieno".Sono le parole di Paul Davies, -fisico e saggista inglese direttore della divisione del Seti sul Post-Detection TaskGroup-, che racconta uno spaccato della sua esperienza sullo studio degli Ufo. Una testimonianza sull'avvicinamento al tema nel corso del tempo, da parte dello scienziato che ha personalmente constatato come sia facile trovarsi davanti a casi ufo "fragili". C'è spazio anche per il suo incontro con il celebre ufologo Allen Hynek.

5. Quegli ufo in Vaticano

Racconto Console Alberto Perego nel volume Perego "Gli extraterrestri sono tornati" Il 6 novembre 1954, sabato, verso le 11 a.m. ero nel quartiere Tuscolano, quando vidi nel cielo alcuni puntini bianchi. Intorno a me erano una ventina di operai dello stabilimento Neri, di acque minerali. Mi recai allora sulla terrazza dello stabilimento. E vi rimasi per due ore avvinto da quello che non saprei descrivere se non come lo spettacolo più emozionante della mia vita. Molte persone che erano con me si stancarono presto la vista, o se ne andarono per motivi di lavoro. Alcuni rimasero. Cominciai ad essere veramente stupito quando vidi una prima squadriglia di "quattro" apparecchi in "perfetta formazione a losanga". Gli apparecchi erano altissimi, ma il cielo era sereno e azzurro: sembravano capocchie bianche di spilli. Nonostante la chiarezza del cielo, gli apparecchi erano visibili, quasi sempre per 30-40 secondi al massimo: poi scomparivano fra le brume. A distanza di 3-4 minuti vidi altre squadriglie di 4 apparecchi a losanga, di 7 a "delta", di 12 a largo angolo ottuso. Qualche volta (ma non sempre) gli apparecchi lasciavano una cortissima scia bluastra, spesso brillavano al sole e nel cielo appariva allora come una piccola scintilla. 

6.Il caso Ufo di Firenze

Sono passati 60 anni, ma il fascino degli avvistamenti Ufo di Firenze, inseriti nell'ondata del 1954 non svanisce. Era il 27 Ottobre 1954. Numerosi oggetti non identificati di colore bianco a forma "di ali di gabbiano" solcano i cieli del capoluogo toscano.  Altri testimoni notano nel cielo velivoli "a forma di cappello da "mandarino cinese". Sono le 14:20 e gli ufo arrivano a sorvolare il Duomo, rimanendo visibili per circa 15 minuti. La Domenica del Corriere esce con copertine rimaste memorabili. Gli oggetti arrivati da nord-ovest, dalle Cascine, proseguono verso sud-est, in direzione di Rovezzano. Infie arrivano allo Stadio. L'evento ebbe numerose testimonianze a supporto, tra cui quella del capocronista de La Nazione Giorgio Batini.

7.Il segnale WOW e il sogno del contatto

Wow! Ecco la parola migliore mai pronunciata. Semplice come una rasoiata e meravigliosamente secca per raggiungere il massimo dell’efficacia. Ma anche soffusa di ironia, così da stemperare la sbalorditiva possibilità che racchiude: potremmo non essere soli nell’Universo. Wow! passò allo storia come l’appunto accanto a una sequenza di numeri e frequenze, scritto di getto in un giorno d’estate - il 15 agosto 1977 - da Jerry R. Ehman, mentre lavorava per il «Progetto Seti» con il radiotelescopio Big Ear dell'Università dell’Ohio. Indicava un segnale alieno, il primo - e unico - mai individuato. Non solo aveva avuto una durata anomala, 72 secondi, ma (ecco l’altro elemento incredibile) possedeva le caratteristiche previste un ventennio prima da altri due ricercatori, Giuseppe Cocconi e Philip Morrison: il valore di 1420 Mhz corrispondeva infatti alla radiazione dell’idrogeno, l’elemento più comune nel cosmo, e quindi - supponiamo noi, da un punto di vista umano - rappresenta il messaggio universale per antonomasia, quello che qualunque mente può concepire come l’alfa e l’omega. Quel giorno di Ferragosto avrebbe potuto trasformarsi in una delle date-chiave dell’umanità e invece svaporò in una nube di dubbi. Il bis non c’è mai stato e senza repliche certe non c’è scienza. Robert Gray ripercorre nel suo libro "The Elusive Wow",  l'avventura di quei tempi.

8. Il battesimo per gli extraterrestri

Se domani venisse una spedizione di marziani verdi, con il naso lungo e le orecchie grandi come vengono dipinti dai bambini. Ma se uno di loro dicesse «io voglio il battesimo» cosa accadrebbe? Si era espresso così Papa Francesco lo scorso anno, nel corso dell’omelia quotidiana a Santa Marta commentando una pagina degli Atti (11, 1-18). L'esempio fu utilizzato dal Santo Padre per attualizzare la "crisi interna" vissuta dalla Chiesa antica quando si pose il problema di battezzare i gentili, cioè le persone che chiedevano di diventare cristiani senza essere stati ebrei e circoncisi, ma divenne il titolo di tutti i giornali "Il papa disposto a battezzare i Marziani". Ora c'è un altro Gesuita che parla volentieri di vita extraterrestre, questa volta in un contesto di serietà. E' Guy Consolmagno, 62 anni, nativo di Detroit e dal 1993 astronomo della Specola vaticana. A riportare le sue parole è il sito Vatican Insider, nella sua versione italiana e internazionale. Il religioso nel suo ultimo testo Would You Baptize an Extraterrestrial? (Vuoi battezzare un ET?), parla dell'amore universale e dei sacramenti. Dopo un lungo ragionamento teologico sulla vita "altrove" conferma: "sarei disposto a battezzare gli extraterrestri."

 

9. La vita aliena cambierebbe le religioni?

In un recente articolo apparso su Live Scienze, ci si chiede come muterebbe la nostra percezione della religione in seguito alla scoperta di vita extraterrestre. Il pretesto è fornito dall'uscita di un libro pubblicato da David Weintraub, in cui l'astronomo dell’Università di Vanderbilt si è interrogato a proposito di una questione già ampiamente dibattuta ma estremamente interessante: come, la presenza di vita aliena potrebbe influire sul modo in cui l’uomo vede sé stesso all’interno dell’Universo, in particolare, su come ciò potrebbe andare ad incidere sul sentimento religioso di ogni persona. Nell'opera, l’astronomo analizza l'impatto psicologico e sociologico dell'assunto "non siamo soli" sulle religioni, sui credenti, e su come essi si commisurerebbero con l'eventualità di una coesistenza con altri esseri universali. Secondo Weintraub, in America sono molte le persone che credono nella vita fuori dalla Terra: su circa 6 mila persone intervistate, sono il 37%, e di questa percentuale il 55% sono atei, il 44% musulmani, il 37% ebrei e il 32% cristiani. Una base di partenza per un' indagine sulla filosofia delle religioni in merito alla questione aliena.

10. Le dimensioni di Magonia

Una spiegazione del fenomeno ufologico viene dall'esistenza di un universo parallelo?

Secondo l'Adnkronos si. La popolare agenzia di stampa ha intervistato Gianfranco De Turris, giornalista, saggista e scrittore, consulente editoriale di Edizioni Mediterranee, studioso della "letteratura del fantastico" in Italia, e ha pensato bene di rilanciare la notizia. "Un modo per spiegare questo fenomeno, depurandolo da imbrogli, bufale, sperimentazioni segrete e fenomeni meteorologici, è quello di utilizzare l'ipotesi di Jacques Vallée: la dimensione di Magonia, un mondo parallelo al nostro che ogni tanto si fa vivo nella nostra realtà", spiega all'Adnkronos de Turris. Ma a cosa si riferisce "Secondo l’ufologo franco-americano Jacques Vallée esisterebbe un universo parallelo al nostro, la cosiddetta "dimensione di Magonia" in grado di interferire con noi" spiega il giornalista. Così dopo i folletti indagati dalla forestale, Adnkronos si occupa di dimensioni parallele.

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