La Nasa: il clima sulla Terra nel 2100, tra alte temperature e catastrofi naturali

Come cambierà la Terra nei prossimi 85 anni ? Ci aspettare cambiamenti climatici sempre più repentini, con un aumento, anche in termini di intensità, di catastrofi naturali come inondazioni e siccità. Lo dice la Nasa, che ha pubblicato l'analisi delle condizioni meteorologiche con previsioni fino al 2100. In molte aree della Terra, scrive l'agenzia spaziale degli Stati Uniti, "la temperatura tenderà ad aumentare e crescerà la concentrazione di anidrite carbonica presente nell'aria, con un dato che si stabilizzerà intorno alle 900 parti per milione (ppm), valore di circa il doppio della media di oggi"Con significativi rischi per l'ecosistema del nostro pianeta.

In molte aree della Terra, scrive l’agenzia spaziale degli Stati Uniti, la temperatura tenderà ad aumentare e crescerà la concentrazione di anidrite carbonica presente nell’aria, con un dato che si stabilizzerà intorno alle 900 parti per milione (ppm), valore di circa il doppio della media di oggi. Tuttavia, i meteorologi si mantengono cauti su una previsione di tale tipo: si tratta sempre di ipotesi azzardate che tengono conto principalmente della variabile Co2, mentre potrebbero inserirsi in futuro tante altre variabili in grado di “guidare” i cambiamenti climatici, determinando non per forza un forte aumento della temperatura globale.

Cos'è il NASA Earth Exchange Global Daily Downscaled Projections (NEX-GDDP) ?


Scopo dell'iniziativa, partita nel 2009, è quello di aiutare scienziati, responsabili della gestione del territorio e politici a  valutare meglio gli effetti dei cambiamenti climatici non solo a scala globale ma anche locale, così da predisporre, regione per regione, misure per ridurre le conseguenze di eventi come siccità, inondazioni, ondate di calore e riduzione della produttività agricola.

 

Per creare le mappe e le simulazioni, gli scienziati di NASA Earth Exchange hanno raccolto centinaia di terabyte di dati acquisiti dai satelliti della NASA che monitorano costantemente il pianeta, per poi elaborarli con un supercomputer dell'Ames Research Center. In questo modo sono stati estratti 11 terabyte di dati convertibili in mappe con una risoluzione di appena 25 chilometri, ossia tale da quantificare il rischio per singole città, aree agricole, fiumi o foreste.


Per ottenere questi dati e definire le mappe, i ricercatori sono partiti dai modelli usati dall'IPCC, che hanno una buona affidabilità a scala globale, e li hanno integrati con i risultati delle simulazione ottenute con 21 differenti modelli relativi alle previsioni su scala regionale.

Argomenti Correlati

Scrivi commento

Commenti: 1
  • #1

    Daniele (lunedì, 22 giugno 2015 02:45)

    Signori, queste cose erano evidenti gia' alla fine degli anni 60 Ed e li, in quel periodo storico che andavano presi provvedimenti. Ma nulla e' stato fatto, perche' dal mero punto speculativo l'applicazione di nuovi protocolli di sviluppo venivano visti solo come una perdita di denaro, a beneficico delle generazioni future.
    Si e' continuato per anni e poi per decenni, prima a cercare di ridimensionare la questione, poi addirittura a ridicolizzarla al punto che la gente stessa tendesse a ridicolizzare chiunque avesse sollevato la questione.
    Quando poi i primi effetti sono diventati evidenti, e la gente ha iniziato a farsi domande, ancora una volta la faccenda non e' stata presa in serai considerazione, limitandosi a puri incontri tra i vari "grandi della Terra" dove si facevano solo proclami ipotetici su eventuali riduzioni di inquinamento future aventi come unico scopo pura propaganda rassicurativa ma assolutamente priva di intenti concreti.
    E ora ?
    Ora signori e tardi ! anche se da domani iniziassimo ad attuare tutti i protocolli che avremmo dovuto intraprendere 40 anni fa' gli effetti migliorativi sarebbero ininfluenti.
    Tanto per intenderci e fare un piccolo esempio sulle emissioni in atto, e come se ad ebbollizione dell'acqua messa in un bollitore spegnessimo la fiamma e ci aspettassimo che dal bollitore immediatamente cessasse la fuoriuscita di vapore. Esso e' impossibile e l'evaporazione continuerebbe per svariati minuti.
    Una cosa simile ora sta succedendo sul pianeta con la Co2, l'eccesso di Co2 ha causato gia' il riscaldamento !!! e il riscaldamento continuera' per secoli prima di invertire la tendenza anche se da domani tutti gli uomini sulla Terra si estinguessero (e con loro le loro attivita).Non solo ! ma la stessa Co2 continuera' ad aumentare anche se da domani cessassimo ogni attivita'. Questo a causa di un effetto a catena.
    Per farla breve, e' tardi quindi finalmente i grandi produttori e inquinatori del pianeta hanno un buon alibi per non fare nulla.
    Anzi sognori meglio cosi' perche' se il pianeta si desertifica vorra' dire che ci venderanno l' acqua ad un prezzo maggiore del petrolio con un litro d'acqua a 5 euro si prospettano per loro affari d'oro.
    Regola n 1 di Wall Street "La devastazione crea opportunita' !!!! "