C'è metano sui meteoriti di Marte caduti sulla Terra ?

Dalla frantumazione di sei meteoriti provenienti da Marte si sono sprigionati diversi gas, tra cui il metano. La scoperta rafforza l'ipotesi che le rocce che si trovano sotto la superficie del Pianeta Rosso possano liberare questo idrocarburo in seguito a reazioni chimiche con altre sostanze, rendendo così la sua concentrazione sufficiente a sostenere forme di vita che lo utilizzano nel loro metabolismo. Lo riferisce il Magazine Lescienze, citando una ricerca della rivista “Nature Communications” Nigel J.F. Blamey della Brock University a St. Catharines, in Canada. Il dato rafforza l'ipotesi che sul Pianeta Rosso siano presenti microrganismi in grado di utilizzare questo idrocarburo nel loro metabolismo.

Da molti anni si sospetta che Marte, in qualche periodo della sua storia, abbia avuto condizioni favorevoli alla vita, e il metano potrebbe essere una delle “firme” caratteristiche di quelle forme biologiche: sulla Terra, infatti, alcuni microorganismi appartenenti al regno degli Archea si basano su un tipo di respirazione cellulare, chiamata metanogenesi, che porta all'emissione di metano come prodotto di scarto. Altri microbi, chiamati metanotrofi, utilizzano il metano come unica fonte di carbonio e di energia.

Le misurazioni effettuate dalla sonda Curiosity della NASA hanno dimostrato che l'atmosfera marziana contiene effettivamente metano, ma in piccole quantità. Alcuni ricercatori hanno perciò ipotizzato che concentrazioni maggiori possano essere presenti sotto la superficie.

Ma quale processo potrebbe portare alla formazione di metano sul pianeta?

Il suolo marziano ripreso della sonda Pathfinder (JPL/NASA)
Il suolo marziano ripreso della sonda Pathfinder (JPL/NASA)

Una delle ipotesi più accreditate prevede che l'idrocarburo si formi da una complessa serie di reazioni chimiche che partono con una trasformazione metamorfica a bassa temperatura del minerale olivina, denominata serpentinizzazione. L'olivina è infatti un'importante componente dei sedimenti marziani e la serpentinizzazione potrebbe essere una reazione frequente, come documentato dallo strumento CRISM del Mars Reconnaissance Orbiter (MRO), una sonda lanciata nel 2005 allo scopo di individuare sulla superficie di Marte un luogo adatto all'atterraggio delle future missioni. Blamey e colleghi avanzano ora l'ipotesi che il metano possa essere liberato dalla frantumazione delle rocce marziane, per effetto di reazioni chimiche con sostanze presenti nell'ambiente. Per verificarlo, hanno frantumato sei campioni di meteoriti marziane cadute sulla Terra. Si tratta probabilmente di frammenti rocciosi proiettati nello spazio in seguito a violenti impatti di altri corpi sulla superficie di Marte: attualmente se ne conoscono un centinaio, la maggior parte dei quali scoperti a partire dall'anno 2000.

 

Le analisi degli autori hanno mostrato che da tutti e sei i campioni si solo liberati metano e altri gas, che erano probabilmente rimasti intrappolati in piccole sacche all'interno dei minerali rocciosi. Il risultato corrobora l'idea che sotto la superficie del Pianeta Rosso esistano condizioni molto più favorevoli alla vita microbica che non sull'inospitale superficie: è possibile quindi che negli strati geologici profondi vi sia una biosfera simile a quella della Terra.

Bibliografia e risorse

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Commenti: 8
  • #1

    FABIOSKY63 (mercoledì, 17 giugno 2015 16:13)

    un altro sassolino bianco nella tasca di Pollicino..."di notte" segneranno la strada... :)

  • #2

    Malles (mercoledì, 17 giugno 2015 17:32)

    Con questo pragmatico commento il Grande Fabiosky vi, anzi, ci invita tutti a meditare, così come lo fu per Orazio: "ci son più cose in cielo e in terra di quante non ne sognino i vostri sistemi filosofici". Ringraziamo dunque Fabiosky. Con un inchino sarebbe mejor...

  • #3

    Yale (mercoledì, 17 giugno 2015 18:56)

    Sarà ... ma sento dire che hanno trovato la prova della vita su Marte da quando portavo i calzoni corti.
    "Vita su marte" "acqua su marte" "metano su marte!" "su marte tramonta il sole! "Marte respira!".

    Quando troveranno un fossile fatemi un fischio.

  • #4

    Curva fiesole (mercoledì, 17 giugno 2015 19:11)

    E tu credi che te lo dicano... Sciocchino.

  • #5

    Daniele (giovedì, 18 giugno 2015 02:23)

    Credo che la domanda giusta sia
    Esiste vita autoctona su Marte ?
    Perche scrivo questo ?
    Perche' la vita su Marte esiste al 100 % ma si tratta di batteri terrestri portati sul pianeta dalle nostre sonde e rover.
    Le missioni apollo stabilirono che sui rottami delle sonde russe schiantate sul suolo lunare erano presenti colonie di batteri terrestri ancora vivi e vegeti (potete controllare su qualsiasi sito di astronautica).Questo perche' e' praticamente impossibile sterilizzare al 100% una sonda e tutti i suoi componenti.
    Ricordo poi che le procedure di sterilizzazione per le sonde americane e russe dei primi anni 70 erano molto piu' rudimentali di quelle odierne, e per quanto riguarda le prime sonde russe sbarcate sul pianeta pare che non furono presi particolari accorgimenti.
    Quindi e probabile (praticamente al 100%) che sui vari rottami sparsi sul suolo di Marte esistano colonie di batteri terrestri vivi e prosperi (se sono riusciti a sopravvivere sulla Luna di sicuro le condizioni su Marte sono ancora piu' favorevoli).
    Senza contare spore e pollini.
    Quindi la domanda e' se esiste vita autoctona.

  • #6

    Receptionist (giovedì, 18 giugno 2015 17:44)

    Qui sulla terra ogniqualvolta si solleva una questione importante, si distoglie l'attenzione , come un'abile illusionista e lo spettatore é guidado a guardare da un'altra parte.
    Ebbene hanno esportato il metodo anche nello spazio.
    Se ci fanno guardare sempre marte magari da un'altra parte....

  • #7

    FABIOSKY63 (venerdì, 19 giugno 2015 12:33)

    @Daniele
    se la vita è arrivata sulla Terra 4 miliardi di anni fa NON vedo "il perché!?!" non possa essere arrivata anche su Marte che ha più o meno "la stessa età"...anche visto che "un tempo", se pur NON sappiamo ancora esattamente "il quando", possedeva anche un'atmosfera stabile, oceani immensi, un campo magnetico planetario, una rotazione più stabile e veloce, diversa inclinazione, stagioni cicliche probabilmente simili alle nostre attuali, ecc.ecc... :)

    al che i "batteri" sottoterra sono una inevitabile conseguenza, NON credi?..tuttalpiù farei due pensierini -ma proprio due èh! :)- sulla possibilità che oltre a quelli -i batteri e le muffe- siano "sopravvissuti" nel sottosuolo esseri viventi un po' più "sviluppati" -evoluti "sulla scala", non quella di Milano- anche perché...se 4 miliardi di anni sono stati "sufficienti" per noi viventi -anche umani!- sulla Terra NON vedo "il perché" lì -se pur oggi apparente deserto SIMILE ai nostri, vedi Atacama- non debbano sufficere alla vita... :)

    "autoctono" o no -panspermia docet- NON credo faccia la differenza...giusto dottor geologo?.. ;)

  • #8

    Daniele (venerdì, 19 giugno 2015 19:23)

    @Fabiosky
    Guarda che io la penso come te ! e quello che ho scritto non e' in contrasto con la tua tesi. Io sono fermamente convinto che vi sia presenza batterica su Marte. Anzi rilancio:
    Dal momento che gli impatti meteoritici quando la vita primordiale sulla Terra era gia' presente erano molto piu' frequenti che oggi,e considerando che i nuovi studi hanno definitivamente accertato che spore funghi pollini alghe e batteri possono sopravvivere nello spazio all'inerno di rocce e detriti porosi, e per ultimo considerando che Terra e marte si sono scambiti detriti da impatto per 4 miliardi di anni...ne conseguono svariati paradossi. La vita potrebbe essere nata su Marte ma aver attecchito e prosperato sulla Terra una volta giunta dal pianeta rosso, o forse la Terra ha inseminato marte e la vita ha continuato ad evolversi fino ai cambiamenti drastici subiti dal pianeta lasciando solo batteri nel sottosuolo. Oppure si e' evoluta in maniera autoctona su entrambi i pianeti...oppure oppure ecc.ecc (le varie teorie le sappiamo tutti).
    Insomma finche qualcuno non porta un laboratorio biologico lassu (per una volta lasciando in panchina i rover geologici) e mette sotto un vetrino un po' di "terra" marziana presa un po in profondita' per dargli un occhiata non lo sapremo mai con certezza.(ps so delle sonde Viking ma i test elaborati diedero esiti interpretabili e non definitivi insomma i risultati furono ambigui e qualcuno ne contesta ancora qualcuno...ecc ecc