Philae si è svegliato! Il lander comunica con Rosetta dopo 7 mesi 

Alla fine si è svegliato. Philae, il lander dell'Esa in "ibernazione" sulla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko dal 12 Novembre scorso ha ripreso a comunicare con la sonda "madre" Rosetta. Il segnale è stato ricevuto dal centro di controllo di Darmstadt alle 22.28 di ieri ma è probabile che Philae fosse "sveglio" già da qualche giorno. Il robottino ha già cominciato a inviare pacchetti di dati che saranno analizzati nei prossimi giorni. La comunità scientifica è in festa, ora si attendono nuovi e importantissimi dati.

Come anticipato il segnale è stato ricevuto dal centro di controllo dell'ESA a Darmstadt alle 22.28 di ieri. Attraverso Rosetta, il lander ha "parlato" con la Terra per 85 secondi, e dalle prime analisi dei dati arrivati - 300 pacchetti, per ora, ma nella memoria di Philae ce ne sono altri 8000 da studiare - sembra che sia risvegliato già da qualche giorno. La cometa si trova ora a 305 milioni di chilometri circa dalla Terra.

I rimbalzi di Philae visti da OSIRIS a bordo di Rosetta (ESA)
I rimbalzi di Philae visti da OSIRIS a bordo di Rosetta (ESA)

Una missione storica

Il 12 Novembre 2014 il mondo aveva atteso con il fiato sospeso la buona riuscita di una delle missioni spaziali più difficili della storia: il primo "robot" umano su una cometa. Una reazione entusiasta c'era stata nella sala controllo di Darmstadt, dove i tecnici dell'Agenzia spaziale europea avevano confermato che il lander Philae era atterrato sulla superficie della cometa Churyumov-Gerasimenko e stava inviando segnali a Terra. Le trivelle da ghiaccio sulle zampe del lander erano penetrate sulla superficie della cometa. Dopo che il lander si era sganciato dalla sonda Rosetta, erano seguite sette ore di trepidazione, visto che la discesa doveva avvenire in automatico e Philae non poteva inviare segnali. Poi, alle 17.04 del 12 Novembre dello scorso anno l'annuncio - "Philae è sulla superficie e ci sta parlando" - accolto da abbracci, festeggiamenti e qualche lacrima. 

 

Dopo una prima parte della missione in gran parte riuscita  il lander era rimasto bloccato senza energia sulla cometa  67P/Churyumov-Gerasimenko.  In tutto questo tempo i responsabili della missione però non hanno mai smesso di cercarlo. E pochi giorni fa l'analisi dei dati raccolti dallo strumento CONSERT di Rosetta al momento della discesa ha fatto pensare di aver finalmente individuato il piccolo lander disperso.

 

Philae si troverebbe vicino all'orlo di una grande depressione, entro un'area ampia circa 16 metri per 160, all'ombra di un pendio che, oltre a nasconderlo alla vista, impedisce alla luce solare di raggiungerlo in quantità sufficiente per alimentarne gli strumenti e quindi per comunicare con Rosetta.

 

Se tutto andrà come previsto ora Philae sarà pronto per affrontare la seconda parte della sua missione, che promette di essere ancora più avvincente della prima per le informazioni che potrà dare su oggetti primitivi come le comete.


E' ottimista il responsabile delle operazioni di Philae per l'agenzia spaziale tedesca Dlr, Stephan Ulamec: ''Il lander adesso è pronto per le operazioni ha una temperatura di funzionamento di meno 35 gradi Celsius e ha a disposizione 24 Watt". Da un primo esame è emerso con chiarezza che Philae doveva essersi svegliato da un po', perché in quei pochi secondi ha inviato osservazioni databili ad almeno 1,5 giorni cometari.

Grande soddisfazione è stata anche espressa da Roberto Battiston, presidente dell'Agenzia spaziale italiana, che ha commentato con gioia la notizia del "risveglio" del lander Philae.


L'attesa adesso è tutta per i dati che arriveranno, e per le altre informazioni che il lander saprà fornirci dopo il lungo sonno.

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Commenti: 1
  • #1

    Satan (domenica, 14 giugno 2015 20:31)

    Evviva adesso tutti i nostri problemi sono risolti !!!