L'asteroide che distruggerà la terra a Settembre non esiste, ma il problema resta

Un asteroide ci distruggerà, a Settembre e l'umanità sarà spazzata via dal pianeta che abita da milioni di anni. E' l'ultima apocalisse che circola sul web, circa la caduta di un corpo celeste in grado di cancellare la nostra civiltà. La profezia elaborata con una buona base di cinismo da imprecisati teorici religiosi, è datata settembre 2015 e avrebbe inizio con lo schianto di un asteroide, tra il 22 e il 28 settembre a cui seguirebbero 7 anni di 'tribolazione'.  L'asteroide killer per fortuna esiste, ma un giorno ci sarà e siamo impreparati ad affrontare la situazione.

La prima a intervenire è stata la NASA che tramite un suo portavoce ha chiarito che nessuno "è a conoscenza di un asteroide o cometa attualmente in rotta di collisione con la Terra, quindi la possibilità di un grosso impatto è piuttosto piccola", secondo quanto riportato da Yahoo News. "In effetti, per quanto ne sappiamo -continuano da Houston- non c'è alcun oggetto che abbia delle probabilità di colpire la Terra in qualsiasi momento nei prossimi secoli".

 

Purtroppo notizie come queste che riescono ad apparire credibili anche quando l'asteroide in questione non esiste, per un equivoco di fondo. Oggi non siamo in grado di prevedere con assoluta certezza la probabilità che Terra venga colpita da un asteroide, e ci affidiamo a complessi calcoli statistici. Un po' come avviene per i terremoti. A differenza dei terremoti se individuiamo un asteroide saremmo ipoteticamente in grado di deviarlo o ridurre il rischio, ma a condizione che il pericolo sia rilevato con consistente anticipo.


Sulla Terra tuttavia gli asteroidi arrivano comunque. Sono ben 26 gli asteroidi che fra il 2000 e il 2013 hanno raggiunto la Terra esplodendo nell'alta atmosfera e liberando un'energia compresa fra uno e 600 chilotoni. Per confronto, l'esplosione della bomba atomica che distrusse Hiroshima nel 1945 aveva una potenza di 15 chilotoni. La B612 Foundation, una fondazione privata che sta raccogliendo fondi per lo sviluppo di un sistema di monitoraggio degli asteroidi che potrebbero entrare in collisione con il nostro pianeta, da tempo cerca di sensibilizzare l'opinione pubblica.

Ma dato che gran parte di questi impatti non provoca danni - perché avvengono nelle regioni più alte dell'atmosfera oppure cadono negli oceani o in aree disabitate - solo pochi di essi assurgono agli onori della cronaca, come quello da 600 chilotoni a Chelyabinsk, in Russia, nel 2013, o quelli avvenuti a Sulawesi, in Indonesia, nel 2009, nell'oceano Antartico nel 2004, e nel Mediterraneo nel 2002. Ma in realtà il bombardamento della Terra da parte di questi corpi celesti è continuo.


Così ci vogliono alcuni blogger che si divertono ad interpretare i passi della Bibbia per riuscire a parlare del tema nei giornali, solo così gli asteroidi fanno notizia: devono distruggere l'umanità.


Ma ci sono molte possibilità intermedie tra l'"apocalisse" e "nessun pericolo". Danni a livello regionale, esplosioni in alta atmosfera (come nel caso russo) o situazioni che si potrebbero presentare all'improvviso con asteroidi inferiori ai 500 metri di diametro, ma capaci comunque di distruggere intere porzione di territorio e fare danni ingenti con milioni di morti. 


Il problema della rilevazione degli asteroidi prossimi alla Terra

Come sottolineano i responsabili della B612 Foundation, nessuno degli asteroidi potenzialmente pericolosi è stato rilevato in anticipo da un osservatorio spaziale o terrestre: gli impatti sono stati registrati solo grazie alla rete di sensori sviluppata nel quadro degli accordi sul disarmo nucleare, che monitora costantemente il pianeta per rilevare la firma a infrasuoni di un'eventuale detonazione nucleare.


“Mentre è stata rilevata la maggior parte dei grandi asteroidi in grado di distruggere un intero paese o un continente, meno di 10.000 del milione e più dei piccoli ma pericolosi asteroidi in grado di distruggere un'intera area metropolitana sono stati individuati nello spazio attorno alla Terra”, aveva detto Ed Lu, già astronauta dello Shuttle e della Stazione Spaziale Internazionale e co-fondatore della B612 Foundation un anno fa “Poiché non sappiamo dove o quando si verificherà il prossimo grande impatto, l'unica cosa che ha impedito una catastrofe dovuta a un asteroide di dimensioni sufficienti a distruggere una città è stata la fortuna.”

Ed è con la stessa sicurezza statistica che in italia Giovanni Valsecchi, ricercatore Iaps - Istituto di Astrofisica e Planetologia Spaziali, che all'agenzia di stampa adnkronos cerca di spiegare come stanno le cose.  "Una balla colossale" -afferma lo scienziato- chiarendo che "gli asteroidi sono continuamente monitoratiA settembre, poi, non c'è nulla di significativo che passi nell'orbita della Luna. Detto questo, che un asteroide delle dimensioni di una decina di chilometri, in grado di cancellare l'umanità dal pianeta, cada sulla Terra è un'eventualità che si può verificare ad intervalli di circa 100 milioni di anni".

La frequenza, stimata, si abbassa quanto più si riducono le dimensioni di questi oggetti. Così per asteroidi di un chilometro si parla di "un milione di anni". Mentre di quelli grandi come un'auto "ne cadono uno all'anno: fanno un botto paragonabile alla bomba di Hiroshima ma non hanno nessuna conseguenza perché bruciano nelle parti alte dell'atmosfera, se sono grossi da fare qualche danno allora i tempi scala si allungano. Eventi interessanti ne avvengono uno ogni mezzo secolo circa"


Insomma l'asteroide non esiste, e state tranquilli la matematica  è dalla nostra parte. Per ora.
Il problema però è solo rimandato, e quando accadrà le parole non basteranno a deviarne l'orbita.

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