Fibre e strutture cellulari scoperte nelle ossa dei dinosauri

Jurassic Park in laboratorio: cellule simili a globuli rossi e fibre, che ricordano il collagene, sono state estratte dalle ossa fossili di un dinosauro vissuto 75 milioni di anni fa. Il risultato, descritto sulla rivista Nature Communications, suggerisce come le strutture organiche nei fossili possano conservarsi molto più a lungo di quanto finora pensato. Cellule e molecole che somigliano alle proteine sono state infatti trovate finora in fossili di molte decine di milioni di anni fa, ma solo in campioni eccezionalmente ben conservati e la cui identificazione si era dimostrata controversa. Da tempo dunque ormai si riteneva che le molecole delle proteine potessero sopravvivere non più di 4 milioni di anni.

I ricercatori guidati da Sergio Bertazzo, dell'Imperial College di Londra, sono invece riusciti a rilevare delle strutture organiche in otto ossa di un dinosauro, risalenti al periodo del Cretaceo, nessuna delle quali particolarmente ben preservata. Alcune ossa contenevano strutture a forma di uovo con dei nuclei, che potrebbero essere dei globuli rossi, mentre altre avevano delle fibre, con una struttura a strisce simile a quella delle moderne fibre di collagene.

Il che dimostra, secondo i ricercatori, che vale la pena di fare le analisi molecolari anche di fossili non particolarmente ben conservati, senza contare che la conservazione di proteine attraverso le ere geologiche potrà aiutare nelle ricerche sulla fisiologia e il comportamento di animali estinti da tempo.

Il sogno di clonare animali estinti


Appena due mesi fa aveva fatto scalpore le notizia riportata dall' l'Independent di alcuni scienziati russi e sudcoreani che avevano deciso impegnarsi da alcuni anni per ricreare un moderno Jurassic Park, fatto di animali estinti da millenni riportati alla vita. Il primo della lista pronto per essere "scongelato" era il Mammut. L'animale ha dei vantaggi rispetto ai dinosauri: ha un patrimonio genetico più semplice e disponiamo della mappatura del genoma trovato nel pelo, nella pelle e nelle ossa dei resti congelati, in quantità tali da essere stato sequenziato senza molti problemi. Il processo è noto come “de-estinzione”.

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Commenti: 1
  • #1

    paolo (giovedì, 11 giugno 2015 12:34)

    Veramente, se vogliamo dar credito all'ammiraglio Bird che ebbe modo di entrare all'interno della terra cava, menziona la presenza di mammut che brucano pacifici l'erba al polo con una temperatura di 20°C.
    Perchè scomodarsi tanto nel ricostruirli in laboratorio?