L'astronomo Martin Rees: "Contatto con gli alieni avverrà attraverso i robot"

Chi troverà per primo gli alieni? Non saranno gli esseri umani ma i robot. A parlare dello scenario futuristico- come riporta il Telegraph- è Martin Rees, dal 1995 Astronomo reale d’Inghilterra, una delle onorificenze più ambite del Regno Unito, con la quale originariamente si indicava il direttore dell’Osservatorio di Greenwich. «Se ci sarà un contatto con gli alieni, questo avverrà attraverso i robot». ha detto in un'intervista rilasciata nell'abito del Festival della scienza di Cheltenham. Rees parlando del progresso tecnologico che ci aspetta nei prossimi 50-100 anni ha esclamato: "Se segnali di vita extraterrestre saranno captati, ciò non avverrà ad opera di vita organica, da parte cioè di esseri umani" Per lo scienziato un contatto con gli alieni è probabile attraverso macchine installate su altri pianeti, al di fuori del sistema solare.

«Penso sia molto probabile – ha poi aggiunto – che entro qualche secolo l’intelligenza prevalente sarà quella artificiale, delle macchine, dato che per esse sarà più facile andare oltre i confini della Terra, per il fatto di non essere forme di vita organica, e che il maggior numero di esplorazioni sarà portato avanti dalle macchine e non dagli uomini».

Martin Rees si è soffermato sulla capacità che i robot avrebbero di cogliere un segnale SETI (Search for Extra Terrestrial Intelligence). Essi sono, quindi, il futuro: verrà il giorno in cui prevarranno sugli umani, «che sono apparsi solo da un brevissimo frammento di tempo» e, nella futuribile visione dell’Astronomo reale, sono destinati ad essere sostituiti. 

Martin Rees al Festival della Scienza
Martin Rees al Festival della Scienza

Rees ha anche ragionato sul perché un equipaggio umano non sia più stato inviato sulla Luna dal 1972: "Non vedremo un'altra missione Apollo, perché quelle missioni sono state alimentate da rivalità tra superpotenze. Chi farà il pioniere nello spazio non saranno gli astronauti tradizionali, ma avventurieri folli"

Poi ha continuato: "Alla fine del secolo ci saranno alcune persone che vivranno lontano dalla Terra e che avranno bisogno di adattarsi geneticamente quando genereranno la loro prole. Questo sarà l'inizio dell'era post-umano perché essi evolveranno in una nuova specie". Ma Rees si è detto preoccupato per l'aumento incontrollato del settore delle biotecnologie, e ha avvertito che i computer e robot saranno presto così avanzati che saranno in grado di creare la prossima generazione di macchine senza intervento umano.

Già Stephen Hawking aveva recentemente ammonito che l'aumento dell'intelligenza artificiale potrebbe significare la fine del genere umano. Speriamo che i due geni abbiano torto, ma si può fermare il progresso?

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