Jaime Maussan, Maurizio Baiata e la mummia aliena: dove eravamo rimasti

Il caso del presunto alieno di Roswell rinvenuto in una teca di vetro continua a fa discutere. Dopo le pubbliche scuse arrivate da due componenti del dream team che lavorava all'evento di Be Witness, Anthony Bragalia e Don Schmitt,, l'unico a tenere duro è Jaime Maussan. Subito dopo la conferenza vi avevamo dato conto delle reazione degli ufologi italiani alle diapositive. Tra i commenti più negativi spiccavano quelli di Pablo Ayo ma soprattutto di Maurizio Baiata, quest'ultimo in particolare amico e sostenitore di Maussan, che per l'occasione aveva fatto emergere tutto il suo scetticismo. Bene, è di ieri l'intervista che lo stesso Baiata ha pubblicato nel suo sito. Una lunga chiacchierata in cui Maussan affronta tutti gli aspetti più controversi della storia, rifiutandosi però di riconoscere degli errori e sostanzialmente continuando ad affermare che quel corpo è tutto tranne che umano. A seguire l'intervista di Baiata, il Maussan pensiero e le altre novità.

Ecco le parti salienti dell'intervista:


Baiata: Jaime, grazie, non mi aspettavo una risposta così repentina alla mia chiamata di stamattina. Ok, a te la scelta. Da dove partiamo? 


Maussan: Dal fatto che ciò che sta accadendo è ingiusto. Tutti si basano sulla scritta che appare sulla targhetta della teca, considerandola la prova definitiva del falso, ma vorrei arrivarci fra un momento. Mi sconcerta che nessuno abbia mostrato e stia mostrando alcun interesse per i risultati delle ricerche forensi che hanno individuato in quel cadavere una serie di anomalie rilevanti che lo differenziano da un corpo umano. Come le spiegano? Come spiegano la presenza di sole sei costole? Cosa hanno di umano? Gli anatomo-patologi messicani – le loro perizie scritte saranno pubblicate a breve – hanno tutti concordato che la lunghezza delle ossa, la difformità del femore distale (prossimo al ginocchio), l’assenza dell’articolazione del polso e delle clavicole, le minimali caratteristiche facciali con denti inesistenti e naso appena percettibile, costituiscono un complesso morfologico completamente improprio per un mammifero e fanno escludere che si tratta di un essere umano. 


Baiata: Quindi, che peso dovremmo dare a questi dati anomali?scritta decifrata 


Maussan: Che dovrebbero essere presi in considerazione. Invece, a causa della scritta decifrata mediante il sistema di digitalizzazione usato da Frank Warren (e diversi altri, Ndr), sono emerse le parole “Corpo Mummificato di un Bambino di Due Anni”, mentre alle analisi dei nostri esperti nessun termine risultava leggibile. Sono quindi del parere che i dati, per come sono stati analizzati, proposti e interpretati, siano stati condizionati dal presupposto che l’immagine mostrasse un essere umano. Da qui si sono scatenati contro di me i molti che non fanno indagini sul campo e vivono su Internet. Noi dimostreremo che le lettere non sono leggibili. Le stiamo testando di nuovo. 


Baiata: Perché non avete interpellato David Rudiak, al quale si deve l’elaborazione del famoso “Ramey Memo” che portò alla decifrazione parziale, ma molto significativa, del telex, il foglio di carta che ha in mano il Generale Ramey nella foto scattata durante la conferenza stampa del “pallone sonda” a Fort Worth, a seguito dell’incidente di Roswell del Luglio 1947? Lì anche c’era solo una fotografia, ma ne è venuta fuori una “quasi pistola fumante”… 


Maussan: Glielo abbiamo chiesto! Rudiak ci ha lavorato su e persino lui non è stato in grado di tirare fuori niente da quella targhetta. Lo stesso vale per i foto analisti del Pentagono: non sono riusciti ad evidenziare e decifrare niente. 


(NOTA dell’Autore: sarebbe stato giusto chiedere qui come mai la scritta sulla targhetta, nella seconda diapositiva virata in blu, appaia coperta, sbianchettata). 


Baiata: Alle accuse dovresti rispondere tu, con una dichiarazione ufficiale, questo si attende la maggioranza delle persone. Considera che in Italia, come negli Stati Uniti, è opinione prevalente che sia tutto falso. 


Maussan: Tom Carey e Donald Schmitt stanno preparando il testo della dichiarazione ufficiale, che sarà firmata da noi congiuntamente… 


(Nota: Poche ore dopo questa intervista, Tom Carey rilasciava un comunicato a titolo personale e dai toni pacati in cui ribadiva che pur non potendo dimostrare che quello ritratto nelle diapositive sia il corpo di un alieno, altresì non si diceva convinto che fosse umano. Don Schmitt, dal canto suo, il 14 Maggio ha preso le distanze da tutta la faccenda, chiedendo accoratamente scusa ai suoi estimatori perché per tre anni, trascinato dallo zelo, non ha visto l’altra faccia della medaglia: che poteva trattarsi di una mummia umana). 


(… Maussan): Va ricordato che abbiamo tutto in Spagnolo. Stiamo traducendo in Inglese i documenti dei patologi dell’Istituto Nacional de Medicina Legal y Ciencias Forenses e poi li presenteremo sottotitolati. Prima di emettere una sentenza, di dare tutto per scontato sulla base della targhetta, bisognerebbe vedere e valutare tutto quello che abbiamo prodotto in questi anni di ricerche. Poi giudicare.


Baiata: Se Adam Dew è il proprietario delle diapositive e ha cercato di proporle a John Rao di Open Minds, come mai quest’ultimo ha rinunciato? E, cosa rispondi a chi dà ormai per assodato che quella è una piccola mummia umana esposta in un museo? 


Maussan: Confermo, il proprietario è Adam Dew. Rao non ha acquistato le diapositive perché dubita che si tratti di qualcosa di alieno. La questione della “Mummia” per me è un’ipotesi circostanziale (indiretta, basata su elementi collegabili a un determinato evento, ma non decisiva, Nd.R.) e altrettanto valida e circostanziale potrebbe essere l’ipotesi che i corpi, che erano custoditi in un hangar, siano stati messi in scatole di legno e quindi trasportati altrove, per essere analizzati in ambiente militare, dove sarebbero state scattate le foto. Anche la targhetta costituisce un elemento circostanziale e in un’aula di tribunale non verrebbe accettata come prova. Quello che conta non è quella scritta, è il corpo. E ancora più importante è la ricostruzione forense, assolutamente neutrale, che è stata realizzata e che ha dimostrato che il cadavere ha una lunghezza di circa 120 centimetri. Ora, qualcuno può spiegarmi come possa la mummia di un bambino di due anni essere lunga 120 cm, se nella media un bimbo di due anni non supera gli 87 centimetri di altezza? Non è un bambino. 


Baiata: Avrei molte altre domande, ma preferisco lasciarti alle decine di chiamate telefoniche che ti stanno arrivando. Jaime, attendo che tu mi faccia pervenire copie alla massima risoluzione delle diapositive originali. 


Maussan: Promesso. 


Giovedì 14 Maggio 


Impegni personali mi hanno indotto ad attendere altri due giorni, poi Maussan mi ha chiamato nuovamente via skype, stavolta in video. (scrive Baiata nel suo blog n.d.r)


Maussan: Maurizio, vorrei aggiornare le mie dichiarazioni alla luce di nuovi sviluppi, precisando alcune cose importanti. 


Baiata: Ok, Jaime, non posso registrare ora. Ma sono pronto. 


Maussan: Ok. Tutta la storia della “Mummia” per me fa parte di una campagna di disinformazione tesa al discredito ai miei danni e di altre persone. Una campagna che ha convinto la gente che si tratta di una mummia. L’hanno descritta così sulla base della dicitura sulla targhetta, hanno stabilito che era stata esposta in un museo per lungo tempo, eppure non ne hanno trovato alcuna immagine. Hanno detto che la mummia è stata seppellita molti anni fa. Certo, questo è possibile, in tutto il mondo esistono musei etnologici e archeologici che espongono mummie. 


Baiata: Quindi? 


Maussan: Ripeto: mostratemi le foto di questa mummia. Credo però che il problema vada ricercato alla fonte dalla quale la notizia della mummia è scaturita, ovvero Anthony Bragalia. Chi è Anthony Bragalia? Prova a porre la domanda a chiunque e nessuno saprà risponderti. Esiste davvero questo signor Anthony Bragalia? Potrebbe trattarsi di un nome fittizio, dietro cui si cela un personaggio infiltrato nell’ambiente ufologico. Chi lo conosce? Anche se non fosse tale, cosa lo muove? Dichiara di essere un esperto in mummie, di averne studiate circa 400 e allora come mai è stato lui il primo ad aver rilasciato informazioni sulle diapositive? Non si era reso conto che si trattava di una mummia? 


Baiata: Descritto come un esperto ufologo, avevo visto Bragalia molto attivo e informato quindi, essendo italoamericano, sai come è fra “paesani”, avevo pensato di stabilire un contatto con lui, ma al suo defilarsi avevo rinunciato, ora certamente lo cercherò di nuovo. 


Maussan: Fu lui a contattare anni fa Don Schmitt e Tom Carey, che appartenevano al “Roswell Dream Team” e gli passò dei documenti classificati e informazioni di fonte militare, che usarono per il loro libro “Witness to Roswell” e lo ringraziarono pubblicamente. Da qui il suo nome prese a circolare nella comunità ufologica e infatti anche Bragalia è entrato nel Dream Team. Ma Schmitt e Carey non lo conoscono di persona. 


Baiata: Strana questa assenza di notizie su Bragalia. 


(in merito a Bragalia, vedi nota 1-2-3 con le dichiarazioni di Richard Dolan, Stephen Bassett e Peter Robbins. Ndr). 


Maussan: Esatto. Non circolano sue foto. Nessuno ha mai visto la sua faccia, in campo ufologico. Carey e Schmitt l’hanno invitato a Roswell, ma ha declinato, adducendo ragioni di salute, o che non poteva prendere l’aereo. Con lui, solo comunicazioni solo telefoniche. Non si sa dove abiti. È stato invitato per l’evento di Mexico City, ha rifiutato. C’è di più. Eppure, guarda caso, a proposito della “Mummia”, pochi giorni fa il giornalista spagnolo José Antonio Caravaca, anche lui ufologo, ha ricevuto una telefonata da Bragalia, che gli ha detto di aver individuato il museo in cui il corpo era stato custodito. 



Baiata: Jaime, dagli USA all’Europa, il coro di critiche si arricchisce ogni giorno di voci sempre più dure nei tuoi confronti, come quella del nostro amico inglese Philip Mantle. 


Maussan: A questo punto devo dire cosa penso di Mantle. Puoi citarlo tranquillamente. Penso che stia facendo tutto questo solo per redimersi dalla pessima figura fatta con il Santilli Footage. Per riacquistare credibilità. Ma preferisco tornare al punto principale, la “Mummia”. Dove sarebbe finita? Dicono che è stata sepolta. Ok, ma le prove, allora? Nessuna. Invece, noi abbiamo prodotto un testimone oculare, Eleazar Benavides, ex militare che vide gli esseri nell’hangar di Roswell e per lui la somiglianza fra quello che vide e il corpo nelle diapositive è totale. 



Baiata: E questa testimonianza ti ha portato a dire “Diapositive di Roswell”, non ti sembra di aver sbagliato? 


Maussan: Non sono stato io a chiamarle in questo modo, ma altri. Voglio arrivare a una precisazione importante. Mi riferisco a quello che ti ho detto due giorni fa, che non eravamo stati in grado di decifrare niente dalla targhetta. Ebbene ora siamo riusciti a decifrare alcuni termini e coincidono con quelli riscontrati da altri. Abbiamo decifrato i seguenti termini: “… BODY TWO YEAR OLD BOY”. Ma non siamo riusciti a decifrare il “MUMMIFIED”, che ancora non risulta leggibile. Quindi abbiamo “… CORPO DI UN BAMBINO DI DUE ANNI”. Ora, non è possibile che sia il corpo mummificato di un bambino di due anni, come hanno ribadito anche oggi gli anatomo-patologi dell’Istituto di Medicina Legale e Scienze Forensi. È impossibile perché l’altezza massima di un piccolo di due anni è 87 centimetri e inoltre, se si fosse trattato di un bambino Anasazi, sarebbe stato di altezza ancora minore. Un’ultima cosa. Sembra che in quel museo arrivarono due corpi. Di uno sappiamo. Dell’altro invece si sa che non venne preso in carico, perché le sue fattezze erano troppo impressionanti per i visitatori. 


Baiata: Grazie, Jaime. 


Maussan: Grazie a te, Maurizio. 

Bibliografia e risorse:


  • Maussan ha diffuso tramite il suo canale ufficiale tutti gli spezzoni della manifestazione, comprese le sue analisi da parte degli esperti da lui contattati per le perizie forensi.

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Commenti: 1
  • #1

    Yale (giovedì, 21 maggio 2015 23:12)

    "I foto analisti del Pentagono" ----sic ç_ç