La Nasa e quelle persone salvate in Nepal: quando la tecnologia aerospaziale ci migliora la vita

Spesso ci chiediamo quanto la tecnologia sviluppata dalle grandi società aerospaziali del pianeta sia utile per noi. In questi anni sono nate molte polemiche sui fondi investiti per il progresso scientifico destinato all'esplorazione spaziale. Anche la Nasa non è stata immune a queste critiche. Le cifre stanziate dal congresso in tempo di crisi erano diventate pane per i populisti. Per questo c'è una bella storia che vale la pena raccontare. Una tecnologia messa a punto dal Jet propulsion laboratory della Nasa, creata per l'esplorazione spaziale è stata usata e riconvertita dal 2013 in un dispositivo che è riuscito a salvare le persone rimaste intrappolate sotto le macerie. Un esempio concreto si è avuto nel recente terremoto in Nepal. In un villaggio raso al suolo dal terremoto del 25 aprile il FINDER ha individuato e letteralmente salvato da morte certe alcune vittime del terremoto.

La storia comincia nel settembre 2013 quando il Dipartimento per la sicurezza interna (Dhs) degli Stati Uniti aveva annunciato la realizzazione di un radar - sviluppato appunto dal JLP Nasa - in grado di individuare e riconoscere il battito del cuore di un uomo sepolto sotto 9 metri di detriti, nascosto dietro muri di cemento spessi 6 metri o, in campo aperto, a 30 metri di distanza. 

A seguire il resto della storia.

Questo innovativo strumento, sviluppato da circa due anni, ma ancora in fase di test, consente di rilevare battiti cardiaci grazie all’utilizzo di un radar a microonde, nonostante la presenza di una notevole serie di ostacoli, almeno secondo le testimonianze fino ad ora raccolte durante le prove effettuate: 9 o 6 metri circa, rispettivamente di detriti di varia natura o vero e proprio cemento. Inoltre è presente una funzionalità che permette di stabilire la posizione approssimata di una persona, intrappolata a 5 metri di distanza dal punto di rilevazione. Grazie a questa tecnologia -secondo quanto fatto sapere dal Jpl- utilizzando il Finder le squadre sono riuscite a individuare 4 uomini sepolti da giorni in due diversi edifici crollati e a tirarli fuori dalle macerie. 

David Lewis, presidente della R4 Inc. di Eatontown (New Jersey), una delle aziende che lavora con il Dipartimento della sicurezza interna era arrivato in Nepal il 29 aprile, e con sé aveva due prototipi Finder (la valigetta che vedete nella foto a fianco).

Il device è stato sviluppato in collaborazione con la DHS (Department of Homeland Security),
e questa è stata purtroppo la prima vera applicazione in caso di vera emergenza, come confermato dal segretario Reginald Brothers:

 

Il vero test di qualunque tecnologia è l'operatività nelle operazioni di vita reale. Naturalmente nessuno desidera che simili disastri accadano, ma strumenti come questo sono stati sviluppati per aiutare quando i nostri peggiori incubi si realizzano. Sono fiero che siamo stati capaci di metterlo (Finder) a disposizione per aiutare a recuperare questi quattro uomini.

 

 

Alla Nasa: La nostra tecnologia ha un impatto concreto 

"La tecnologia della Nasa - ha detto David Miller dal quartier generale di Washington dell’Agenzia spaziale statunitense - gioca ruoli diversi e importanti: guida l’esplorazione, protegge le vite dei nostri astronauti e migliora, addirittura salva, le vite degli uomini sulla Terra. Il Finder è un esempio di come la tecnologia studiata per l’esplorazione spaziale ha un impatto profondo sulla vita terrestre". 

Quando la tecnologia spaziale ci aiuta a vivere meglio.

Questo è solo l'ultimo esempio virtuoso di come la tecnologia sviluppata per lo spazio ci migliora concretamente l'esistenza. Di esempio se ne trovano centinaia. Tra gli ultimi le nuove protesi per disabili, leggere e resistenti, che sono state costruite grazie all’AMS-2, il rilevatore di particelle che, sulla Stazione Spaziale Internazionale, va a caccia di antimateria e materia oscura.


Anche i pompieri che usano visori termografici a infrarossi per localizzare i focolai e le persone da soccorrere durante gli incendi devono "dire grazie" alla Nasa. Nei modelli più evoluti si è adottata la tecnolgia Qwip, messa a punto al Jet Propulsion Laboratory della Nasa per “analizzare” gli scarichi incandescenti dei razzi al decollo e per studiare l’atmosfera dei pianeti.


Fino al cibo.

E lo sapevate che la Nasa arriva anche negli alimenti confezionati? Nella produzione delle patatine, infatti la fase più critica è quella dell’impacchettamento: per non rompersi, le patatine devono cadere nella busta con velocità e traiettoria perfette. Per calcolarle, un costruttore di sistemi per il confezionamento (Rovema) ha impiegato modelli e simulazioni numeriche usati dall’Agenzia Spaziale Europea per calcolare le traiettorie di alcune sonde, come il sistema che ha "deposto" il rover Curiosity su Marte. 

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Commenti: 5
  • #1

    Satan (venerdì, 08 maggio 2015 14:23)

    Storia molto bella, ma nello stesso momento o quasi dei droni americani con tecnologia americanoide uccidevano civili inermi in tante altre parti del mondo.

    Polemiche a parte anche la vernice ceramica isolante o il mini pacemaker sono frutto di ingegneria aerospaziale ad usi civili sul larga scala.

  • #2

    Paolino (venerdì, 08 maggio 2015 22:05)

    Anche le scarpe da tennis sono frutto di ingegneria aerospaziale!

  • #3

    Receptionist (sabato, 09 maggio 2015 02:19)

    La mach3 e' opera dell`airforce?

  • #4

    Paolino (sabato, 09 maggio 2015 20:25)

    Ma che credi che io sia un burlone? Allora - ignorantone - leggiti questo: http://www.nasa.gov/missions/science/f_apollo_11_spinoff.html
    Così capirai che le scarpe sportive che porti ai piedi (anche se non te lo meriti) sono anche frutto della tecnica aerospaziale.

  • #5

    Receptionist (sabato, 09 maggio 2015 21:50)

    In verita' Mr Paolino , io non l`avevo calcolata prp.
    Pratichi uno sport, prenda un`animale da compagnia o semplicemente si rilassi.