Astronauti su Marte a rischio demenza ?

Vuoti di memoria, riflessi rallentati, scarsa concentrazione: ecco cosa potrebbero rischiare gli astronauti in missione su Marte per colpa dei raggi cosmici. L'esposizione prolungata a queste particelle cariche di energia che attraversano lo spazio rischierebbe di danneggiare in modo irreversibile il loro cervello, provocando un declino cognitivo simile a quello della demenza, che renderebbe di fatto complicato portare a termine la missione.

 

E' quanto dimostra lo studio condotto dall'Università della California a Irvine in collaborazione con la Nasa: pubblicato sulla rivista Science Advances, è l'ultima di una nutrita serie di ricerche scientifiche che hanno già dimostrato come i futuri conquistatori del Pianeta Rosso potrebbero sperimentare problemi alla vista, al sonno e al sistema immunitario, oltre che una perdita di tessuto muscolare e osseo. A seguire i dettagli.

Il rischio di sviluppare sintomi simili a quelli della demenza è stato scoperto irradiando dei topi di laboratorio con particelle cariche (ossigeno e titanio ionizzati) che mimano le radiazioni cosmiche presenti nello spazio. Questo 'bombardamento' ha scatenato processi infiammatori nel cervello che hanno distrutto la trasmissione dei segnali fra i neuroni. Queste alterazioni strutturali e funzionali delle cellule nervose hanno determinato un calo delle performance dei roditori nei test di memoria e apprendimento.


Secondo le stime dei ricercatori, questi effetti non si dovrebbero manifestare negli astronauti a bordo della Stazione spaziale internazionale (dove le radiazioni sono ridotte grazie allo scudo magnetico della Terra), ma soltanto in coloro che si dovessero avventurare in viaggi molto lunghi nello spazio, come quelli necessari per raggiungere Marte. Per garantire la sicurezza sarà necessario sviluppare nuove soluzioni, come scudi protettivi più efficienti per i veicoli spaziali e terapie farmacologiche preventive.

Che diventare un viaggiatore dello spazio fosse rischioso, soprattutto se si pensa a missioni di lungo corso era noto da tempo. Il corpo umano è costretto a subire numerose sollecitazioni, compreso l’effetto di raggi cosmici e radiazioni nocive. Rischi da tenere seriamente in considerazione nella fase di progettazione di missioni spaziali con equipaggio umano soprattutto di lunga distanza (oltre i 6 mesi di permanenza nello spazio). Nuovi studi nell'ottobre scorso avevano analizzato le problematiche di lunghi viaggi spaziali. Il team di ricercatori guidato da Nathan Schwadron dell’Università del New Hampshire, come riportava il notiziario online dell’Istituto nazionale di Astrofisica, arrivava proprio la conferma che, a causa dell’anomalo e prolungato ciclo di attività solare poco intensa, il vento solare mostra una densità estremamente bassa di particelle e un campo magnetico altrettanto debole, il che provoca livelli allarmanti di raggi cosmici che pervadono l’ambiente spaziale e che provengono dall’esterno del Sistema solare.  “Il comportamento del Sole è recentemente cambiato ed è da 100 anni a questa parte che non si osservava una situazione del genere”, ha detto Schwadron, sottolineando che “le missioni verso la Luna, Marte o asteroidi più lontani non verranno bloccate per questo motivo, ma i limiti sono comunque tanti”.

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Commenti: 3
  • #1

    Giotto (lunedì, 04 maggio 2015 19:34)

    Anche stando sulla Terra se è per questo

  • #2

    Sballo (martedì, 05 maggio 2015 18:11)

    A me capita la stessa cosa quando guardo Colorado su Italia 1.

  • #3

    Daniele (mercoledì, 06 maggio 2015 10:09)

    A me peggio ancora....basta proprio che accendevo la Tv (abolita da tempo)
    e il tg ? (ho rischiato due volte l'encefalogramma piatto !!)
    Meglio Marte !