La cosidetta "UFOLOGIA" può essere ammessa fra le scienze? 

Uno dei presupposti fondamentali della scienza consiste nell'accertamento dei fatti. E in effetti chiaro a tutti che se un fatto non è accertato, è del tutto inutile cercare di spiegarlo, trovarne le regolarità di accadimento e poi, di prevedere a quali condizioni si potrà ripetere. Dall'altra parte, il mondo che ci è dato osservare non è costituito solo da fatti oggettivi e uguali per tutti. Del mondo facciamo parte anche noi e spesso il nostro modo di osservare collide con quello altrui, per cui un fatto che è tale per noi può benissimo non esserlo per altri. Si a me pare che faccia freddo, dirò che il clima è gelido ma per qualcun altro potrebbe non essere vero. Ovviamente è proprio per questo che la scienza ha criteri di accertamento e di misura standardizzati che, grazie alla loro accettazione universale, consentono non giusto di affermare che fa freddo caldo, ma di stabilire quale sia la temperatura secondo il criterio accettato. A quel punto, le valutazioni soggettive saranno comunque assai diverse fra loro, ma senza poter pretendere di sostituirsi alla valutazione oggettiva degli strumenti.

Le convenzioni scientifiche, che consentono misurazioni oggettive, possono anche apparire quali auto-limitazioni della ragione e come veri e propri atti di rinuncia alla scoperte della verità ma, dopotutto, è solo sulla loro scorta che possiamo procedere nella descrizione e nella spiegazione del mondo.

Nel testo "Un mondo di Ipotesi Vizi e virtù della ragione nel terzo millennio" Massimo Negrotti parla anche di ufologia e si chiede se questa meriti di essere definita "scienza".

"L’accertamento dei fatti ha pero risvolti anche più drastici: per esempio, la cosiddetta ufologia può essere ammessa fra le scienze ?

 

Se con quella espressione intendiamo unicamente riferirci alla ricerca "proprio nel senso del cercare“ - di possibili oggetti volanti non identificati provenienti da altri pianeti o galassie, allora non c'è nulla da obbiettare: perché, trattandosi di una sorta di esplorazione, una simile impresa ha semplicemente qualche senso.

 

Se, al contrario, pensassimo all'ufologia come ad una scienza stabilita sbaglieremmo grossolanamente poiché nessuno, a quanto pare, ha mai accertato oltre ogni dubbio la persistenza degli oggetti volanti di cui si diceva. Ciò nonostante chiunque è perfettamente libero di “crederci“ a tale esistenza pur collocandosi in un ambito cli pensiero certamente non scientifico.

 

Accanto all'accertamento dei fatti, la scienza vivrà di ipotesi, ossia di proposizioni da confermare sperimentalmente più che di tesi, cioè di proposizioni la cui verifica si può solo dimostrare per via logica partendo da qualche assunto. Anche se uomini illustri, come Newton, hanno dichiarato ipotesi per significare che la scienza può solo descrivere i fatti ma non risalire alle loro cause, la costruzione di ipotesi è un evento quotidiano in ogni ricerca scientifica cosi come nella diagnostica medica o nelle indagini di polizia e, sotto forme meno rigorose, in moltissime circostanze della nostra stessa vita quotidiana.

 

Costruire ipotesi non vuol dire imporre ai fatti le proprie preferenze psicologiche, emotive o magari estetiche. Un’ipotesi è solo una specie di scommessa in cui noi affermiamo che le cose si svolgono (o si sono svolte o si svolgeranno) in questo o in quel modo, con questa o con quella sequenza di eventi. A questo punto, saranno i fatti stessi, opportunamente e concordemente definiti e misurati, a stabilire se abbiamo immaginalo qualcosa di verosimile oppure siamo completamente fuori strada."


E' dunque normale cercare di applicare un criterio scientifico all'ufologia, senza fermarsi al primo istinto e senza voler demolire, ma affrontare il problema, senza limitarci ad osservarlo passivamente. E' pur vero che per spiegare un oggetto non identificato si fa ricorso a tutto lo scibile umano, ma cosa molto diversa è strumentalizzare un oggetto identificato -o che si può facilmente identificare- creando attorno a questo un concetto aleatorio di "mistero" in nome di un'irriconoscibilità posticcia.


I fatti dicevamo, che non fanno torto a nessuno. E su quelli si basa la nostra capacità di studiare e rendere degna l'ufologia di essere apprezzata. Interessarsi a una materia non vuol dire farne merce di scambio, barattando i fatti con le opinioni e consentendo a queste ultime sulla base di un'ipotetica indeterminatezza di consentire di tutto.

 

Il concetto di verosimile che ricalca Negretti che si intreccia con il concetto di definizione e misurazione di un fatto, concorrono entrambi a dare dignità a qualcosa che si pretende di condividere. Nel caso ufologico, sempre se -come ricorda Negrotti volessimo fare dello studio degli oggetti non identificati- una scienza stabilita, non ci sono eccezioni.

Si può certamente pretendere di etichettare un oggetto -qualcuno ci ha provato addirittura con la Luna- come avulso alla normalità, ma c'è sempre il solito problema: se si afferma che un uccello è un ufo, che un pallone è un ufo, che un palo della luce è un ufo, o che la Luna è il X Pianeta, non si può pretendere che dire il contrario significhi demolire, contrapporre, combattere. Significa spiegare con i fatti, e se tutto si può credere a prescindere, niente si può sostenere contro la ragione.


Brano tratto da Un mondo di ipotesi. Vizi e virtù della ragione nel terzo millennio Di Massimo Negrotti

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Commenti: 13
  • #1

    Yale (mercoledì, 29 aprile 2015 16:29)

    Da mostrare nelle scuole, bravo questo Negrotti ;) non posso che essere d'accordo in tutto e per tutto con lui e in disaccordo con gli altri. E pazienza se adesso verrà Malles a sculacciarmi e dirmi che sono un miscredente patologico. In fondo lui è da questa parte della barricata, solo che ancora non lo sa. Deve solo imparare a selezionare qualche caso che merita.

  • #2

    IBelive (mercoledì, 29 aprile 2015 16:58)

    SI certo che SI

  • #3

    stefano (mercoledì, 29 aprile 2015 18:27)

    NO, certo che NO. E' un hobby che andrebbe affrontato con metodo scientifico cosa di cui difettano molti gruppi ufologici....

  • #4

    Franz (mercoledì, 29 aprile 2015 18:56)

    L'ufologia può essere ammessa come scienza solo se esite il presupposto della verificabilità.

  • #5

    Franco (mercoledì, 29 aprile 2015 18:59)

    Nessuno lo pretende

  • #6

    Il forestiero (mercoledì, 29 aprile 2015 23:29)

    Voto SI , l'ufologia allargata al concetto di vita fuori da noi. Per quanto sono duro contro i falsi ufo secondo me una parte non trascurabile di avvistamenti sono percentualmente inspiegabili e su quelli si concentra l'ufologia applicata alla scienza. Ma è già noto non è una novità, cose dette e ridette, lo fanno i francesi e lo hanno fatti molti altri sul campo.

  • #7

    Daniele (giovedì, 30 aprile 2015 14:12)

    esiste gia' l'esoplanetologia,l'esobiologia....quindi....
    prima o poi nascera' una dottrina per studiare comprendere le civilta' dello spazio quindi una "ufologia" prima o poi diverra' una vera scienza
    diciamo una laurea in scienze delle civilta' galattiche !

  • #8

    Hiverside (giovedì, 30 aprile 2015 15:42)

    Una manna dal cielo in questo triste mondo XD Pagine felici come direbbe il sempre fu. Ma il Negrotti era pagato da qualcuno sicuramente, o "voleva abbattere gli ufo".

  • #9

    chip (giovedì, 30 aprile 2015 18:31)

    UNO: quoto letteralmente quello che dice Negrotti-di possibili oggetti volanti non identificati provenienti da altri pianeti o galassie-
    La distanza tra la nostra galassia e quelle del gruppo locale (escludendo l'Ultra Deep Field di Hubble) si misurano in KLY ossia multipli di 1000 Light Years
    http://it.wikipedia.org/wiki/Gruppo_Locale
    Ho idea, che il sig. Negrotti non abbia idea di cosa stia parlando.

    DUE: l'ufologia e la paleoufologia, applicando il metodo scientifico, potrebbero essere benissimo inserite nel gruppo delle scienze sociali
    http://it.wikipedia.org/wiki/Scienze_sociali
    Non c'e' solo la fisica a dettare le dimensioni del mondo, prima della fisica c'e' l'economia che senza risorse non si costruisce nemmeno mezzo metro di LHC.

    TRE: il perno per applicare il metodo galileiano é la definizione chiara dell'oggetto di studio, che permette la sua misurazione. Se non si sa misurare il proprio oggetto di studio, manca il primo passo del metodo scientifico:

    OSSERVARE IL FENOMENO (se non sai misurare il tuo oggetto di studio, che cosa misuri? come si separa gli eventi dall'asimmetria informativa orizzontale e verticale e dal caos antropico?!)

    DESCRIVERE IL FENOMENO: (estrarre mutabili di misurazione del fenomeno per focalizzare l'attenzione sugli elementi quantitativi e costruire un modello matematico che descriva il fenomeno nelle sue componenti essenziali)

    EXTRAPOLARE: fare previsioni per testare il modello

    VERIFICARE: controllare la extrapolazione con il dato reale se é errato, tornare alla descrizione od osservazione del fenomeno per aggiustare gli errori

    Che vuol dire che l'ufologia classica la si puo' mandare a cagare, in 60 anni non hanno compicciato niente.
    La classificazione di Hyneck la si puo' mandare a cagare, mescolare eventi falsi con eventi veri classificati per tipo di balle non porta a niente.
    Approdare alla paleoufologia razionale :-D invece aiutarebbe alquanto.

  • #10

    Malles (giovedì, 30 aprile 2015 23:21)

    Caro Yale, noto che c'è sempre più interesse per le sterili polemiche che non per la ricerca della verità. Credo sia legittimo porsi almeno una domanda : se la scienza non crede agli ufo e non si fida delle molteplici segnalazioni al riguardo, perchè mai noi invece dovremmo fidarci della scienza, visto che spesso commette grossolani errori? Se i suoi strumenti non hanno "visto" la vita nemmeno sul nostro pianeta, è assai probabile che abbiano preso lo stesso macroscopico abbaglio anche per Marte, per gli E.T. e company.

  • #11

    Malles (venerdì, 01 maggio 2015 00:32)

    L'ufologia ha sempre avuto con il mondo scientifico un rapporto incostante fatto di fasi alterne, c'era chi, astrofisici dell'Università di Harvard, portavano avanti vere e proprie crociate per dimostrare l'inconsistenza del fenomeno ufo, mentre altri come il fisico J. McDonald e l'astronomo Hynek sostenevano l'assoluta serietà di tale problema, occupandosene e producendo dei contributi insostituibili.

    Certo è che in molte circostanze, la scienza si è fatta poco onore, perchè contraddice gli stessi principi di ricerca della verità che stanno alla base di ogni disciplina scientifica. D'altronde, come già detto, la storia della scienza terrestre include molti esempi della finale accettazione di fenomeni originariamente considerate come favole popolari: due secoli fa, i meteoriti (considerati in seguito pietre cadenti dal cielo) si trovavano in questa categoria.

  • #12

    Franz (venerdì, 01 maggio 2015 08:35)

    Malles il principio base della ricerca della verità è la sua verificabilità la scienza per essere tale deve basarsi su questo principio.
    Il problema dell'ufologia come per altri fenomeni stà nella sua verificabilità per l'ufologia esistono solo racconti e immagini di difficile interpretazione (in tanti anni non esiste per quanto mi consta nessuna immagine che ritrae in modo inequivocabile un astronave aliena).

  • #13

    Massi (venerdì, 01 maggio 2015 16:59)

    Se l'ufologia è una scienza il cancro si cura con il bicarbonato. Mi "facci" il piacere :)))
    L'ufologia è un hobby, un passatempo. Come dice giustamente Daniele esiste già una scienza che studia la vita nel cosmo, è l'esobiologia, astrobiologia o come la si chiami.
    Gli ufo sono una rispettabilissima branca di un hobby, la scienza è molto diversa e richiede certezze empiriche che l'ufologia ad oggi non può offrire anche volendo.