Il medico William Thomas Polik a "La Vita in Diretta": ho rivisto mia moglie dopo la sua sua morte

Abbiamo ricevuto delle segnalazioni su una storia andata in onda ieri su Rai Uno durante il programma "La vita in Diretta".  Abbiamo deciso di raccontarvi questa storia.


Ci siamo già occupati di medici che asserivano di aver vissuto storie di NDE "Near Death Experience" come Eben Alexander, e abbiamo dato voce alle opinioni di Enrico Facco su tema. Ma la vicenda di William Thomas Polik è un caso molto particolare. L'uomo -un angiologo affermato- sostiene di aver visto Rita la moglie morta, "in luce" oltre ad aver osservato più volte ad occhi aperti tunnel di luce, creature alate e il suo angelo custode.

 

Polik si definisce un medico che non ama l'irrazionalità. La vita dell'angiologo si svolge tranquillamente tra lavoro e famiglia ma un fatto drammatico avvenuto nel 2009 la cambia radicalmente. Una grave malattia gli porta via per sempre sua moglie Rita sua compagna e consigliera. La tristezza e lo sconforto prendono il sopravvento fino a quando esperienze che lui definisce incredibili, danno un nuovo senso alla sua esistenza. "Io so quello che ho visto ed è verità, nessuno può dirmi guarda ti sei sbagliato perchè io ho visto ad occhi aperti, ho visto bene e ne sono certo" afferma Polik. Quest'uomo scopre da allora un mondo nuovo che lo circonda, attivandosi per indagare sulla sua ed altre esperienze.

 

Cristina Parodi lo presenta come "medico, con formazione scientifica razionale, che si definiva scettico."  Questo è il suo racconto. 

Racconta Polik:

"Tre anni fa ho ricevuto la telefonata di un mio amico che tra l'altro non avevo visto da parecchio tempo. E mi ha detto, guarda William, devi correre da me, ho cose importanti da dirti. Ho visto tua moglie mi è apparsa e mi ha parlato di te."

Il Medico a questo punto chiede all'amico di dargli delle prove di questa sua visione, e gli viene raccontato un episodio vissuto con la moglie nella chiesetta di Sperlonga che nessuno può sapere.

 

Il giorno dopo l'amico riceve il medico in salotto e li si svolge la prima apparizione in luce della moglie. Il medico è confuso "non è possibile, non è possibile".

 

Il medico racconta di essere stato calmo e tranquillo e di aver chiamato quattro volte la moglie: "Al centro della stampa mi è comparso un cerchio ovalare bianco, tendente all'azzurrino, come se fosse fatto da una nuvola, una cosa incredibile. Ondeggiava al centro della stanza.

La Parodi lo interrompe" Non poteva essere un trucco ?".

Il medico nega decisamente, non c'era assolutamente nulla e nel cerchio ha notato un volto scuro che si è avvitato su se stesso ed è scomparso.


Le apparizioni continuano, dopo due settimane la moglie si mostra ancora al marito, questa volta come un flash di luce e poi come un viso nella sua completezza.

"Il volto era scuro e quasi tridimensionale, mi creda io sono venuto in televisione per confermare"

 

La Parodi lo interrompe: "E' difficile da credere."

 

La terza esperienza si avvicina più decisamente alle esperienze di premorte, Un tunnel di luce e una creatura angelica che l'uomo definisce la più bella figura che abbia mai visto.

 

"Una gioia infinita, i miei occhi erano aperti, io ho visto ad occhi aperti, ho visto quest'angelo, l'ho visto entrare dal muro.

 

La Parodi afferma alla fine dell'intervista "Io credo che lei non abbia nessun interesse a raccontare cose non vere quindi, sono portata a credere che è un'esperienza che abbia davvero vissuto"

 


Alla fine di questa storia rimane un senso di indeterminatezza. Polik è effettivamente un medico specialista, un angiologo che esercita da anni a Villa del Lido. Questo non fa di lui automaticamente un'autorità, ma indubbiamente inquadra la sua esperienza da un punto di vista laico sul tema. Ha scritto anche un libro sulla sua esperienza, che però lui sostiene essere solo una testimonianza dovuto di cui non vuole nessuna ricompensa, poichè non gli servirebbe visto il suo alto tenro di vita.

 

Pur non essendo classificabile come le N.D.E, -esperienze note nei racconti persone che dicono di aver sperimentato esperienze di contatto con l'aldilà in condizione di arresto cardiocircolatorio, o coma- i racconti di Polik rientrano n quello che viene descritto come punto di contatto, da anni oggetto di dibattito e di analisi scientifica.

 

A occuparsi del tema oltre a prestigiosi studiosi stranieri era stato la prima volta un medico italiano lo scorso anno, il professor Enrico Facco, docente di Anestesiologia e Rianimazione presso l'Università di Padova e specialista in Neurologia e terapia del dolore che si era cimentato in lavoro che riguardava la Nde, dal titolo "Esperienze di premorte - Scienza e coscienza al confine tra fisica e metafisica", edizioni Altravista, in cui analizza una ventina di casi di pazienti che avevano vissuto esperienze di uscita dal corpo e di vita oltre la vita.

 

"Le Nde sono esperienze di tonalità mistica molto forte - spiega il professor Facco - in cui il paziente ha la sensazione di entrare in un tunnel e di vedere una luce nel fondo di esso. La maggior parte di loro racconta di avere incontrato parenti defunti o persone sconosciute, probabilmente defunte. Inoltre, vengono descritti contatti con entità superiori. Per quasi tutti i soggetti analizzati è presente una revisione olografica di tutta la propria vita, quasi se ne dovesse fare un bilancio.

Tutti sperimentano una gioia e una serenità di straordinaria profondità e intensità, solo in una esigua minoranza si è assistito ad esperienze con qualche tonalità spiacevole. In buona sostanza non siamo di fronte a forme di delirium o di alterazione organica transitoria del cervello senza alcun significato".

"Le Nde hanno un enorme valore trasformativo e portano il paziente a superare la paura della morte. Molti cominciano a vedere la vita sotto un altro profilo e ad elaborare nuove e diverse prospettive metacognitive. Per gran parte dei pazienti esaminati avviene una fase fisiologica di crisi e di trasformazione in cui il soggetto, partendo dalla sua visione precedente della vita, elabora una nuova strategia di intendere la vita e il mondo in un senso cognitivamente più evoluto e più bello".

 

Lo studio di Resuscitation Research sulle Esperienze di premorte

 

A tentare di offrirci qualche speranza, o certezza per qualcuno, circa l’immortalità dell’anima era stato un nuovo studio internazionale condotto dai ricercatori della The State University of New York Stony Brook nell'ottobre scorso.

Il dott. Sam Parnia, Assistente Professore del Critical Care Medicine and Director of Resuscitation Research e colleghi,avevano seguito per quattro anni 2.060 casi di arresto cardiaco in 15 ospedali AWARE (AWAreness during REsuscitation) study. I risultati avevano che i temi relativi all'esperienza della morte appaiono di gran lunga più ampi di quello che è stato capito fino a ora, o rispetto a ciò che è stato descritto come le cosiddette esperienze di premorte (o NDE, da Near Death Experience).

 

L’analisi degli scienziati aveva permesso loro di scoprire che, in alcuni casi di arresto cardiaco, i ricordi di consapevolezza visiva compatibili con le esperienze fuori dal corpo (Obe o Oobe, out of body experience) potevano corrispondere con eventi attuali e reali. Vi era un’alta percentuale di persone che possono avere vivide esperienze di morte, ma non le ricordavano a causa della effetti delle lesioni cerebrali o dei farmaci sedativi nei circuiti della memoria, come spiegavano i ricercatori.

Nello specifico, gli scienziati avevano  scoperto che dei 330 sopravvissuti agli eventi cardiaci, 140 avevani riportato di essere stati oggetto di esperienze fuori dal comune. Il 40% poi di chi risultava clinicamente morto, anche solo per pochi minuti, quando riportato in vita ha raccontato di essere stato consapevole di sé durante quegli istanti in cui il cuore aveva smesso di battere.

 

Se da una parte i ricercatori ritenevano che vi possano essere prove oggettive di questo genere di esperienze, dall’altra fanno notare che i termini utilizzati per definirle erano, e sono ancora scientificamente imprecisi: esperienze di “premorte” e “fuori dal corpo”, secondo gli scienziati, non possono infatti essere sufficienti per descrivere l’esperienza reale della morte.

La storia di Eben Alexander


Vi avevamo parlato anche parlato in alcuni articoli precedenti della storia di Eben Alexander, un neurochirurgo americano di 59 anni che raccontava la sua esperienza di premorte nel libro best seller A Proof of Heaven (in Italia edito da Mondadori con il titolo Milioni di farfalle). Il libro era un'autobiografia del racconto di N.D.E del professore americano, vissuta dopo che una malattia al suo sistema nervoso, lo aveva ridotto in coma una settimana. E proprio in quei giorni, dal 10 al 17 novembre 2008 è successo quello che Alexander raccontava nel libro: la visione del paradiso, il dialogo con un'entità che lui riconosce come Dio, e la sensazione di vivere fuori dal corpo. Non erano mancate le critiche: il magazine americano Esquire aveva pubblicato una lunga inchiesta del giornalista Luke Dittrich, in cui tentava di smontare pezzo per pezzo la storia di Alexander. 

 

Il caso di Alexander cominciò con dolorosi mal di testa causati dal batterio Escherichia coli, che  attaccò il suo sistema nervoso. Alexander arrivò all’ospedale di Lynchburg che sue funzioni cerebrali erano minime. La dottoressa Laura Potter, di turno quando Alexander indusse il coma farmacologico. Da quel momento iniziarono le visioni per Alexander. Come  raccontato nel suo libro si trovò in un posto verdeggiante, quasi idilliaco, assieme a altre persone in abiti da contadini e a milioni di farfalle: poteva anche udire una melodia soffusa e celestiale provenire dall’ambiente circostante. Appena avvertì di essere arrivato in questo luogo, una donna che cavalcava una farfalla gli si avvicinò, sussurrandogli: «Sei amato e benvoluto, non hai nulla da temere. Non hai fatto nulla di male»

Nel 2012 l’editore Simon & Schuster comprò i diritti del suo libro che ad aggi ha venduto milioni di copie. Con la celebrità arrivarono anche le accuse. In un articolo apparso su Scientificamerican.com il 3 dicembre 2012, ci furono critiche feroci alla versione del Neurochirurgo:

 

Le pretese di scientificità di Alexander sono state oggetto di aspre critiche, e, a mio avviso, smentite senza ombra di dubbio. Il neurologo Steve Novella demolisce le basi stesse della pretesa Alexander osservando che il presupposto di fondo, che la sua corteccia cerebrale fosse "disattivata", è sbagliato. "Alexander afferma che non esistono spiegazioni scientifiche per le sue esperienze, ma eccone una: [le esperienze] si sono verificate mentre le sue funzioni cerebrali erano in calo o in ripresa, o in entrambi i momenti, e non quando vi era poca o nessuna attività cerebrale."


E non basta. Il neuroscienziato Sam Harris sottolinea che mancano addirittura le prove dell'inattivazione cerebrale di Alexander.  "Il problema è che TAC ed esami neurologici [quelli citati dal neurochirurgo] non possono stabilire l'inattività neuronale, né nella corteccia né in qualsiasi altro luogo. E Alexander non fa alcun riferimento a dati funzionali che potrebbero essere stati acquisiti con fMRI, PET o EEG, né sembra rendersi conto che solo quel tipo di prova potrebbe sostenere la sua tesi."

 

Ma l'Esquire, era andato oltre. Non si era limitato ad indagare sul racconto ma sulla vita del professore. E le sue incapacità mediche sono diventate lo strumento per cercare di invalidare la sua storia. Come dire, non sa operare sarà sicuramente un bugiardo anche quando racconta la sua esperienza di premorte. Ha falsificato una cartella clinica, non potrebbe falsificare una storia di N.D.E, anche servendosi delle sue conoscenze mediche, romanzando una storia solo per ricavarne guadagni e fama?  

 

Alexander secondo il giornale ha anche romanzato alcuni aneddoti minori della storia. Non avrebbe mai urlato «Dio, aiutami!» prima di cadere in come perchè era intubato, non vide mai piovere in continuazione perchè il tempo era sereno e non vide mai l'arcobaleno quando usci dall'ospedale.


Il professore ha risposto ribadendo la veridicità della sua storia e accusando la rivista di scavare nel torbido in modo non onesto intellettualmente. 

Indubbiamente ogni volta che una persona, sia essa sconosciuta, famosa, o professionalmente ineccepibile racconta la sua esperienza si espone a critiche, ma porta una testimonianza importante.
Gli studi rivelano che c'è un aumento esponenziale di persone -che grazie alle tecniche mediche sempre più avanzate che permettono di "tenere" in vita casi una volta irrecuperabili- ritornano coscienti e raccontano di fatti straordinari, che loro percepiscono come reali. Riportano aneddoti noti solo ai chirurghi nelle sale di rianimazione, e sempre più spesso sono frutto di indagini serie e rigorose per elaborare una casistica. Ad oggi non c'è una spiegazione univoca sulle esperienze di premorte, continuano a interrogarci su confine che unisce vita e morte durante il trapasso e oltre. 

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Commenti: 15
  • #1

    Lau (mercoledì, 29 aprile 2015 21:32)

    L'espressione della Parodi non è molto convinta... ^_^ Però io tendenzialmente sono d'accordo, perchè dovrebbe raccontare delle cose false. Tocca una storia così intima e personale, mette in mezzo la povera moglie, io penso che ci abbia pensato a lungo prima di decidere di fare questo grande passo. La vita dopo la morte è un mistero che nessuno sa. Citando papa francesco "chi siamo noi per giudicare il signor Polik" ? ^-^

  • #2

    Lorenzo (giovedì, 30 aprile 2015 09:28)

    Analogamente, chi è il signor Polik per andare in tv e raccontare che LUI ha visto un fantasma ?
    Quel che mi da fastidio è dirlo in televisione, un po come chi pensa di avere la verità in tasca e la vuole divulgare al pubblico, ma senza prove.

  • #3

    Malles (giovedì, 30 aprile 2015 15:20)

    "Analogamente, chi è il signor Polik per andare in tv e raccontare che LUI ha visto un fantasma?"
    Bueno, diciamo allora che è molto meglio stare SEMPRE zitti altrimenti i benpensanti fanno il solito covone e gli danno fuoco...Indubbiamente ci vuole più coraggio a denunciare che a deridere. Basterebbe solo informarsi a quella fascia di dati che, pur scomoda alla scienza ufficiale e scettica riguardo alle extrasensorialità, esistono, è sufficiente attingere a riviste mediche tipo "Lancet" per avere la possibilità matematica di tradurre in statistica quanti individui in media, hanno questo tipo di fenomenologie, con attitudini a produzioni ESP, con il solito tunnel, luci, colori, sensazioni di benessere, ecc..., ma NON solo, una percentuale di persone ha visioni e contatti con defunti anche senza obbligazioni indotte da NDE. Quindi, l'amico del Dr. Polik, deve essere considerato uno di questi, e non ha fatto altro che da "connettore"inconscio per lui.

    Scetticismo si, ma dopo un profiquo contributo culturale e analizzativo in merito a TUTTE le fenomenologie di confine, altrimenti si spande fiato (e a volte ahimè, anche inutile bava) non curando, o non sapendo i periodici risultati editi da prestigiosi congressi che un pò ovunque si svolgono nel mondo. Non si vive di solo pane e televarietà, quando si fa finta di non sapere pure che viviamo in una società dominata sempre più da guerre e violenze, dove ogni cultura spiritualistica rischia di soffocare tra fondamentalismi religiosi e analfabetismi intellettuali, alimentati da intrattenimenti-spazzatura, letteratura hard-splatter, e nozionismo elettronico.

    Purtroppo il fronte "illuministico" dei benpensanti sghignazza accomunando ovviamente cartomanti, astrologi, maghi, esorcisti, pranoterapisti, esoteristi, occultisti e tutti quelli che vogliono sbarcare il lunario senza lavorare, con chi invece ha fenomenologie "strane" ma vere, anche a sua insaputa (soprattutto). Questi (i benpensati), vanno a nozze trovando buone scuse per irridere pubblicamente i fenomeni paranormali e negarne l'esistenza, con qualche abbicì della scienza, ma poi, in privato, nel buio della loro stanza, questi stessi paladini della razionalità ad ogni costo, pur se appartenenti a laici o chiesastici pulpiti dell'antiparanormale e dell'antispiritismo, invocano celesti "presenze"e qualche trascendentale prodigio non appena starnutiscono o temono di morire. Un saluto

  • #4

    Annamaria Poggi (giovedì, 30 aprile 2015 15:30)

    Questa non è una esperienza di premorte è un'esperienza mistica aiutata della presenza di un medium che fa da tramite tra il mondo terreno e quello degli spiriti. Non ho ben compreso se il suo amico fosse ignaro di questa sua facoltà medianica prima che apparisse Rita o se faceva il medium prima. In ogni caso è un'esperienza ben diversa dalla nde. Perchè la moglie parla con un estraneo e non con il marito? Semplicemente perchè gli spiriti nell'accezione dominante hanno bisogno di un collante con la Terra che prescinde dai rapporti di parentela. Potete crederci oppure no ma chi le ha vissute sente il bisogno di condividerle, fare outing e non ha paura di DONARE la sua storia oltre i pregiudizi. Grazie di aver raccontato questa storia, sarei grata se si potesse vedere la trasmissione su you tube!

  • #5

    IBelive (giovedì, 30 aprile 2015 16:29)

    "Quel che mi da fastidio è dirlo in televisione, un po come chi pensa di avere la verità in tasca e la vuole divulgare al pubblico, ma senza prove."

    Mi sta bene non parliamo più di niente senza le carte bollate.
    Niente casi di cronaca prima della fine del processo, niente testimonianze di nessuno, aboliamo ogni culto, bruciamo i libri di omeopatia, vietiamo la ricerca e punto. Rimaniamo imbelli e sicuri di noi stessi. Poi in silenzio fate come i non credenti che quando stanno per morire chiedono di convertirsi, per essere sicuri che ci sia una vita dopo la morte! come montanelli, o berlinguer.

  • #6

    Daniele (giovedì, 30 aprile 2015 16:59)

    La morte e' paragonabile all'orizzonte degli eventi nei buchi neri. La forza gravitazionale e' cosi forte che neppure la luce puoì uscirne, quindi non vi 'emodo di vedere cosa vi sia al di la' di quell'orizzonte.
    Dal momento che dalla morte definitiva non si torna indietro non lo sapremo mai.
    Sappiamo dalla fisica che la materia puo' trasformarsi in energia e viceversa, quindi una volta morti non e' detto che qulcosa non si ritrasformi in energia (anima).
    Non vi sono prove certe ma in tute le culture vi sono racconti di persone che ricordano altre vite altri luoghi.
    Io sarei cauto nel riderci su.

  • #7

    Yale (giovedì, 30 aprile 2015 17:13)

    Berlinguer è morto d'infarto, informati prima di convertire pro domo tua.

  • #8

    Malles (giovedì, 30 aprile 2015 17:45)

    Vedi caro Yale, a parte il fatto che Berlinguer sia morto dopo 4 giorni dall'ictus che lo aveva colto, da te che lamenti scarsezza di veri commenti, mi aspettavo una relazione attinente all'articolo. Così 'ssò boni tutti, diceva in una pubblicità il grande G.Proietti, te pare?

  • #9

    IBelive (giovedì, 30 aprile 2015 18:37)

    @Yale

    1° è morto di ictus
    2° Per la conversione se non lo sai tu Montanelli che era ateo morì da cristiano! e dalle testimonianze su Berlinguer disse suoi amici più intimi di credere nel paradiso.
    E poi non vedo cosa cambi se anche fosse morte di infarto. Era per dimostrare che tutti hanno bisogno di una loro dimensione oltre il conosciuto, per istinto naturale e per sentirti completi. Gli essere umani sono fatto di corpo e anima, non sono bestie.
    Il dottore, ha visto la moglie e come ha detto bene lui puoi sbattere le gambette fino a quando vuoi, è successo davanti ai suoi occhi.
    Ci sono migliaia di persone che sanno e hanno visto, che hanno parlato, che sanno.
    Non è paranormale è normale che non riusciamo a catalogare, c'è ma non lo possiamo capire!

  • #10

    Lorenzo (giovedì, 30 aprile 2015 18:47)

    @IBelieve
    "Niente casi di cronaca prima della fine del processo."
    -------------------------------------------------------
    Eccome. Si deve essere innocenti fino a prova contraria.

    "Niente testimonianze di nessuno."
    -------------------------------------------------------
    Una testimonianza deve essere resa a chi ne faccia richiesta, non sbandierata ai quattro venti, soprattutto per fare audience.

    "aboliamo ogni culto, bruciamo i libri di omeopatia"
    -------------------------------------------------------
    Perchè abolire i culti o bruciare i libri senza avere le prove che siano inutili ?

    "Rimaniamo imbelli e sicuri di noi stessi."
    -------------------------------------------------------
    E' possibile se la ricerca è finalizzata alla conoscenza, la quale è sbagliare sperimentando.

    Vietiamo la ricerca ?
    Direi proprio di no, almeno fino al limite etico.
    Ricerca significa sperimentare fino a comprendere per riprodurre: Un fenomeno, se riproducibile, è compreso.
    Vietiamo piuttosto le affermazioni personali rivolte ad un pubblico di sognatori che crede ad ogni cosa faccia loro comodo senza dubitare; Queste persone devono essere tutelate, se da sole non ci arrivano.
    La fede lasciamola stare, ma l'informazione deve essere sincera, seria e trasparente, scevra da fattori di carattere puramente personale.
    Se la verità (e la verità è serietà) fa male, allora che faccia male.

    @Malles
    "...vanno a nozze trovando buone scuse per irridere pubblicamente i fenomeni paranormali e negarne l'esistenza, con qualche abbicì della scienza, ma poi, in privato, nel buio della loro stanza, questi stessi paladini della razionalità ad ogni costo, pur se appartenenti a laici o chiesastici pulpiti dell'antiparanormale e dell'antispiritismo, invocano celesti "presenze"e qualche trascendentale prodigio non appena starnutiscono o temono di morire."
    -------------------------------------------------------
    La scienza non è materia per imbelli, tantomeno per incoerenti, quindi non è scienziato colui che non prende seriamente qualunque fenomeno che lo intrighi, che lo renda curioso di apprendere il perchè si manifesti; La sua serietà, però, si evince dal rendere pubblico il risultato dei suoi studi corroborati da prove inconfutabili e numericamente consistenti, nonchè riproducibili.

    @Malles

  • #11

    milingoledita (giovedì, 30 aprile 2015 19:15)

    Cosa dovrebbe ricercare un uomo che vede sua moglie defunta in un arco di luce ? fate un trattato sull'anatomia del fotone?

    Rilassatevi sta solo raccontando la sua esperienza, se vi succede qualcosa di straordinario cosa fate vi chiudete in una stanza a girarvi i pollici o cercate di studiarla, condividerla e venirne a capo? E' pure angiologo non esattamente il primo pirla che passa.

    Da uomo di scienza ha assistito a qualcosa di straordinario e lo racconta, visto che non può fare ricerca sperimentale.

    Mi sembra serio, non bisogna tutelare nessuno, il pubblico è adulto e consenziente.

  • #12

    Il Forestiero (giovedì, 30 aprile 2015 19:22)

    "Vietiamo piuttosto le affermazioni personali rivolte ad un pubblico di sognatori che crede ad ogni cosa faccia loro comodo senza dubitare; Queste persone devono essere tutelate, se da sole non ci arrivano."

    ==
    Oh adesso non esageriamo, vuoi limitare la libertà di parola, o mettere un tutore a tutti quelli che esternano qualcosa ahah occhio che troverai sempre uno più puro che epurerà te e giudicherà quello che dici.
    ti dice qualcosa: I disapprove of what you say, but I will defend to the death your right to say it :D

  • #13

    Fausto M. Romitelli (giovedì, 30 aprile 2015 19:33)

    Che uomo fortunato giorgio gori...

  • #14

    Malles (giovedì, 30 aprile 2015 22:43)

    "La scienza non è materia per imbelli, tantomeno per incoerenti, quindi non è scienziato colui che non prende seriamente qualunque fenomeno che lo intrighi, che lo renda curioso di apprendere il perchè si manifesti;".......Bè, qui mi sono divertito, davvero...

    Mi viene in mente il "povero" T. Edison e il suo fonografo presentato all'Accademia delle Scienze di Parigi, deriso ed umiliato da un solone di primo piano il quale prese per il collo il suo assistente urlandogli: "miserabile, non siamo qui convenuti per farci prendere in giro da un ventriloquo"... Oppure quei sant'uomini di A. S. Woodward, responsabile del Dipartimento di Geologia del British Museum, e del suo braccio ambi-e-destro... C. Dawson, i quali annunciarono nel corso di un convegno della Geological Society di Londra di aver scoperto l'anello mancante tra le scimmie antropomorfe e l'uomo, "l'Uomo di Piltdown" (ovviamente mai esistito).

    Oppure l'esimio Prof. Auguste C. che si rattristava perchè era sicurissimo che la chimica delle stelle non sarebbe mai stata studiata...Od anche l'accertamento delle false pitture rupestri di Zubialde da parte dei fenomeni prof. J. Altuna e J. M. Apellaniz. Ma non fecero tutto da soli, si avvalsero dell'attività truffaldina dei titoli accademici e di prestigio di altisonanti e insospettabili scienziati - palloni gonfiati. Un fenomeno a sè fu W. Thomson che affermava la non possibilità alcuna di volare perchè l'aria era troppo leggera per qualunque tipo di macchina... Pure il "grande" Lavoisier urlò stizzito che i meteoriti non possono cadere dal cielo perchè in cielo non vi sono pietre. Vi fu pure chi dalla cattedra di psicologia (Cyril Burt) affermò il carattere (fasullo) ereditario dell'intelligenza gemellare. Gente come questa dovrebbe "...apportare prove inconfutabili?..." ma per favore...

    Meglio allora quel "mago" e alchimista di I Newton, oppure F. August Kekulè, famoso scienziato, al quale si deve la scoperta della struttura della molecola del benzene, il quale asserì che la sua scoperta scientifica gli derivò da una rivelazione onirica.
    Concludo dicendo che abbiamo un'ampia letteratura di visioni che si presentano naturalmente in punto di morte, ma sappiamo ANCHE di un tipo di visioni che si affacciano alla coscienza di "persone normali", e indipendentemente da situazioni emotivamente coinvolgenti, sembrano introdurre a nuove dimensioni della realtà. Un saluto

  • #15

    daniela (venerdì, 06 maggio 2016 18:13)

    io so solo che non ci fermiamo qui la vita è eterna non ho poteri almeno non mi risulta ma dalla morte di mio fratello ho sperimentato cose che non immaginavano e mai avrei creduto potessero succedere tutto documentato e visto da terzi niente di religioso cose anche troppo normali nella loro anormalità all'inizio mi sono spaventata non volevo crederci ho cercato spiegazioni poi ho capito che non si muore principalmente ha voluto farmi capire che mi vedeva e mi vede e mi sente anche si ci vedono noi no e ci sentono se sono lì in quel dato momento comunque la morte è una conseguenza della vita la religione è un mezzo