Ostensione della Sindone, polemica dell'Uaar: lo stato sponsorizza la pseudoscienza

Con la Messa nel Duomo di San Giovanni, a Torino dei giorni scorsi, è iniziata ufficialmente l'ostensione 2015 della Sindone. A presiedere la celebrazione è stato l'arcivescovo di Torino, monsignor Cesare Nosiglia. Il lenzuolo, che secondo la tradizione ha avvolto il corpo di Gesù nel sepolcro, è stato svelato ai fedeli. Al momento dell'atto penitenziario è stato infatti tolto il velo che copriva la teca di fronte alla quale sfileranno i pellegrini di tutto il mondo.

Da Domenica 19 migliaia di fedeli stanno facendo la fila per partecipare al rito collettivo del presunto sudario di Cristo. 

 

E riparte la polemica vecchia di secoli sulla veridicità del reperto. Intanto l'Uaar va all'attacco: uno scandalo che lo stato finanzi la pseudoscienza.

In realtà i fatti sono più complicati di come appaiono.

 

In queste ore -come per ogni ostensione- ripartono le polemiche su tutti gli studi precedenti della reliquia. E pronte come sempre arrivano smentite, indiscrezione e cambi di punti di vita. A seguire le foto dell'evento e il resto della storia.

Da ogni parte d’Italia, un po’ per fede e un po’ per turismo.

Le visite alla sindone hanno già superato le 25.000, con punte di 5.000 persone al giorno entrate in Duomo.  

 

E con il centro entrato in pieno nell’atmosfera dell’Ostensione, con la coda dei non prenotati che gira in questi giorni intorno alla Cattedrale, un gran numero di sacerdoti e suore a passeggio, come le famigliole, i gruppi di amici, le coppie di genitori con un figlio disabile, i ragazzi che intonano cori seduti per terra, i souvenir sindonici che imperversano nelle vetrine, i volontari che salutano chi li guarda incuriosito, i militari che presidiano il sagrato e intanto danno informazioni sulla città.


Ha scritto l'Espresso che "il pellegrinaggio sotto la Mole significa prenotazioni da ogni parte del mondo: dalla Cina al Sudafrica, dall'Argentina al Qatar agli Emirati Arabi. Quasi 2 mila dalla sola Polonia."


Il periodo non è stato scelto a caso: in contemporanea con la esposizione internazionale di Expo a Milano (a solo un’ora di treno) e nel bicentenario della nascita di don Giovanni Bosco, un santo amatissimo dai piemontesi e conosciuto in tutto il mondo cristiano. Mettendo insieme le due ricorrenze ecco che arriva un'ostensione a misura, preparata come un maxi-evento.


Le associazioni di commercianti e albergatori hanno valutato il possibile giro d’affari complessivo di almeno un miliardo e mezzo di euro che potrebbe arrivare, spinto dai migliaia di visitatori dei padiglioni milanesi, a superare i due miliardi. Una vera manna dal cielo.

La polemica sui costi: Atei all'attacco.

 

Un comunicato stampa dell’Uaar (Unione degli Atei e Agnostici Razionalisti) solleva un’interessante questione riguardo ai costi dell’ostensione della Sindone .


Secondo questo documento, per l’evento sono stati stanziati 800mila euro dalla Regione Piemonte, altrettanti dal Comune di Torino e 100mila euro dalla Provincia, per un totale di 1,7 milioni di euro. Si può obiettare che i benefici economici generati dal turismo potrebbero superare i costi. Tuttavia, osserva il presidente dell’associazione, Roberto Carcano, “…come tutti i grandi eventi cattolici insegnano, i pellegrini mangiano, bevono e dormono in strutture cattoliche. Non c’è e non ci sarà dunque l’indotto dei grandi eventi, che peraltro si concludono quasi sempre in perdita ovunque si svolgano”.


Ci sono poi i contributi della Fondazione Cassa di risparmio di Torino e della Compagnia di San Paolo: 800mila euro ciascuno. Protagonista della vita cittadina la Compagnia ha sborsato 25 milioni in quindici anni per il restauro di 23 fra le più belle chiese del centro e la la valorizzazione delle 33 chiese più importanti della città aperte per l’esodo cristiano.

La polemica insomma è destinata a continuare, da una parte religiosi e un gruppo di studiosi convinti della bontà del reperto, e dall'altra scettici e razionalisti. Che la sindone sia il lenzuolo usato per avvolgere il corpo di Gesù nel sepolcro, o che l'autenticità della reliquia sia tutta da dimostrare, non si può dire che l'argomento lasci indifferenti. Da secoli interroga le coscienze, gli storici e la scienza che sulla sua genuinità ha dato giudizi contrastanti.

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Commenti: 8
  • #1

    Franz (venerdì, 24 aprile 2015 12:51)

    Purtroppo è la chiesa stessa ad alimentare i dubbi degli scettici a causa del loro divieto di condurre ricerche scientifiche direttamente sul reperto.

  • #2

    IBelive (venerdì, 24 aprile 2015 14:09)

    UAAR

    Unione
    Anticristiana
    Anacronisita
    Ridicola

  • #3

    Malles (venerdì, 24 aprile 2015 21:28)

    Se si guarda solo la facciata con i business che la compongono, vediamo solo una parte della medaglia, diamo a Dio quel che è di Dio e il folklore che lo circonda ad attori, cantanti e &. La leggenda parla di molteplici miracoli legati alla Sindone, forse il più grande è quello di avere messo in imbarazzo gli scienziati...certo è che Questa non è una paccottiglia come tante altre, mi riferisco alla moltitudine di reliquie importate che sono fondamentalmente oggetti di lucro.
    Obbiettività? Bisogna considerare che la scienza, come tutti, ha dei limiti obbiettivi, atei o credenti, siamo tutti imbevuti di cristianesimo e logicamente esistono dei limiti alla obbiettività delle interpretazioni. Gli svariati tentativi di dimostrare che l'impronta sindonica non è stata una breve e violenta esplosione di qualche radiazione diversa dal calore, ha portato finora a risultati contrastanti, per non dire puerili.

    Sorrido alla costanza del mio amico Garlaschelli, che di notte rimugina su e giù per Strada Nuova, fino al Ponte Coperto perchè non sa più che pesci pigliare per dare credito alle "sue sindoni". Peccato, perchè a volte la troppa testardaggine oscura l'intelligenza: non è ancora riuscito (per esempio) a far apparire "sul corpo", dal tronco alle gambe, gli evidenti segni del "Flagrum", una frusta a più nastri di cuoio terminanti in palline di piombo. Oppure a dare una vasta impronta sulle spalle come testimonia l'uomo della Sindone che, è fuori dubbio, camminò gravato dal "Patibulum", la trave trasversale della croce che schiacciò, deformò e riaprì le lesioni causate dai flagelli.

    Nè il mio amico Garlaschelli è mai riuscito a presentare una zona escoriata e contusa tra lo zigomo e il naso, provocata probabilmente da una bastonata inferta con un randello, la cui violenza ha agito con maggiore forza sul naso, rompendo la cartilagine, ma non fratturando l'osso (qui S. Giovanni dice la sua in 18-22, molto attinente a questo particolare). Moltissimo si può dire sulle "prove"della Sindone, ma queste non sono comparabili con l'originale, a nulla sono valsi i vari strumenti, a niente è servito l'alcool, l'agave, il piombo, la pelle di capra, ecc. ecc.

  • #4

    Paolino (sabato, 25 aprile 2015 13:09)

    @ Franz: Ma perché prima di parlare o scrivere non collegate la bocca al cervello e - soprattutto - non vi documentate? Ci sono centinaia di analisi fatte proprio direttamente sul reperto!! Per quanto riguarda i buffoni dell'UAAR, che parlano di falsa scienza, andate a guardare questa pagina dell'ENEA che tratta solo degli studi sulla Sindone (http://www.frascati.enea.it/fis/lac/excimer/sindone/sindone.html). L'ENEA, mica il CICAP, per non parlare degli studi fatta dalla NASA e da tanti altri enti scientifici a livello mondiale. Altro che falsa scienza! Documentatevi, prima di parlare! Abbiamo tutti Internet a disposizione, non abbiamo più scuse per l'ignoranza! Basta muovere la manina e il ditino sul mouse e tutto appare sullo schermo! Quanto ai soldi, quelli dell'UAAR dimenticano (in malafede) che questi eventi portano alle casse pubbliche e private introiti ben maggiori dovuti al turismo. Una cosa è certa: l'Italia non vive certo dei soldi che provengono dall'UAAR ma da quelli che provengono da eventi mondiali come questo! Do You understand?!

  • #5

    Franz (domenica, 26 aprile 2015 08:40)

    Paolino Certo di analisi ne sono state fatte tante ma di analisi dirette sul reperto ne è stata fatta solo una ufficialmente in occasione della presunta datazione voluta dal vaticano.
    Anche se Giuli Fanti sembra che abbia di nascosto avuto a disposizione reperti della sindone ma che il Custode Pontificio della Sacra Sindone ne mette in dubbio la veridicità di tali reperti e quindi anche i risultati degli esperimenti.
    http://vaticaninsider.lastampa.it/inchieste-ed-interviste/dettaglio-articolo/articolo/sindone-23653/
    Questo a dimostrazione del fatto che è la stessa chiesa ad alimentare come ha sempre fatto lo scetticismo sulla sindone mettendone in dubbio la veridicità.

  • #6

    vradox (domenica, 26 aprile 2015 18:47)

    sono d'accordo con Ibelieve la UAAR fa ridere i polli....

  • #7

    Ale & Marco (domenica, 26 aprile 2015 20:27)

    gli UAAR sono degli stupidi e peggio dei satanisti !!

  • #8

    Paolino (martedì, 28 aprile 2015 20:22)

    Allora questo studio dell'ENEA (http://www.frascati.enea.it/fis/lac/excimer/sindone/Di%20Lazzaro%20-%20colorazione%20simil-sindonica%20-%20ENEA_RT.pdf) è del 2010, non di 20 anni fa! Riposto le conclusioni citando il documento a pag. 21. Andate a leggervelo, se non ci credete:

    "...i nostri risultati dimostrano che un brevissimo e intenso lampo di radiazione VUV direzionale può colorare un tessuto di lino in modo da riprodurre molte delle peculiari caratteristiche della immagine corporea della Sindone di Torino, incluse la tonalità del colore, la colorazione superficiale delle fibrille più esterne della trama del lino, e l’assenza di fluorescenza. Tuttavia, va sottolineato che la potenza totale della radiazione VUV richiesta per colorare istantaneamente la superficie di un lino corrispondente ad un corpo umano di statura media,

    pari a IT superficie corporea = 2000 MW/cm2 17000 cm2 = 34mila miliardi di Watt

    rende oggi impraticabile la riproduzione dell’intera immagine sindonica usando un singolo laser eccimero, poiché questa potenza non può essere prodotta da nessuna sorgente di luce VUV costruita fino ad oggi (le più potenti reperibili sul mercato arrivano ad alcuni miliardi di Watt). Piuttosto, il lavoro riassunto in questo Rapporto Tecnico ha dimostrato che la radiazione laser è uno strumento adatto a studiare in dettaglio i processi fisici e chimici che potrebbero essere alla base della produzione della immagine corporea della Sindone, indipendentemente dalla sorgente di radiazione (o energia) che può aver generato questa immagine".

    Io di fronte a questi dati scientifici non posso far altro che levarmi il cappello e stare zitto. E Garlaschelli continua a cianciare parlando di falso medioevale!

    Eh sì, Leonardo da Vinci aveva un laser ultravioletto da 34mila miliardi di Watt! Chissà dov'è finito poi?! Ce lo dirà mai Garlaschelli?

    I dati parlano da soli! Non aggiungo altro.