Jurassic Park, il Mammut e la De-estinzione: clonare DNA di animali estinti per riportarli in vita

Ogni tanto ritorna in voga: è il sogno di clonare gli animali estinti sfruttando frammenti di Dna ritrovati nel corso del tempo ed estratti dai loro resti.

 

Come informa l'Indipendent, alcuni scienziati russi e sudcoreani hanno deciso impegnarsi da alcuni anni per ricreare un moderno Jurassic Park, fatto di animali estinti da millenni riportati alla vita. Il primo della lista pronto per essere "scongelato" è il Mammut.

 

L'animale ha dei vantaggi rispetto ai dinosauri: ha un patrimonio genetico più semplice e disponiamo della mappatura del genoma trovato nel pelo, nella pelle e nelle ossa dei resti congelati, in quantità tali da essere stato sequenziato senza molti problemi.

 

Questa visionario tentativo di invertire l'ordine naturale delle cose si chiama “de-estinzione” il sogno proibito dei biologi più temerari e fonte di polemiche, sia per la sua realizzazione pratica che per lo scontro sul principio etico che muove il tentativo degli scienziati. E' giusto manipolare la natura fino a questo punto? E poi è davvero possibile riuscirci senza rischi?

Naturalmente, nessuno sta cercando di riportare in vita i dinosauri, almeno per ora. Ci sono alcuni animali che si sono estinti in tempi relativamente recenti che sono potenziali candidati per la de-estinzione. Come la Tigre della Tasmania, un grande carnivoro marsupiale spazzato via dagli allevatori di ovini un secolo fa, lo Stambecco dei Pirenei che è stato cacciato per sport fino a quando l'ultimo esemplare fu ucciso nel 2000, o la Ritina di Steller, un gigante buono annientato da marinai affamati nel 18° secolo.

E poi c'è lui, il re di tutti gli animali estinti, di cui abbiamo più elementi utili per procedere: il Mammut. Il team russo-coreano tenterà di clonare il mammut estraendo il nucleo di una cellula dal tessuto di mammut e inserire tutto questo materiale genetico nell’uovo, senza nucleo, di un elefante asiatico, in funzione di madre surrogata. Potrebbe funzionare dicono in molti, in realtà ci sono vari problemi, in tutte le fasi dell’operazione: è difficile trovare un nucleo cellulare in buono stato di conservazione (anche perché l’ultimo è morto circa 3.500 anni fa, che non è poi così poco); è difficile poi far sì che la cellula, anche in un ambiente favorevole, trovi la strada per svilupparsi e dare origine alla vita; è difficile tutta la fase della gestazione e del parto. Insomma, una scommessa. Anche perché, una volta nato, andrà anche allevato. I ricercatori ci hanno già pensato, esiste una regione in Siberia che si chiama Pleistocene Park.


Un altro approccio alla de-estinzione è quello di tagliare e incollare grandi frammenti di DNA di mammut nei cromosomi di un elefante asiatico, creando così un mammut-elefante geneticamente modificato, quello che in gergo si definisce un "ibrido". Gli scienziati coinvolti in questo progetto preferiscono pensare ad un elefante asiatico che abbia tutte le caratteristiche peculiari di un Mammut: si adatti al freddo, abbia una spessa pelle pelosa e strati di grasso sottocutaneo per un buon isolamento termico.

 

Gli scienziati sono già riusciti a sequenziare circa la metà del genoma del mammut dai tanti piccoli frammenti di DNA isolati da resti congelati di materiale biologico, come la pelle, capelli, ossa, denti e anche sterco. I biologi sostenitori di questo progetto credono che sia solo una questione di tempo prima che venga raggiungono l'ultimo gradino del progresso scientifico che permetta la de-estinzione. E ci sarà un primo passo: un ibrido vivente. "Stiamo preparandoci a creare un elefante ibrido che avrà le migliori caratteristiche degli elefanti moderni e le migliori caratteristiche del mammut," spiegava George Church, -professore di genetica alla Harvard Medical School- alla TEDx, una conferenza sulla de-estinzione, svoltasi a Washington due anni fa. Ora i tempi cominciano ad essere maturi. Sarà un successo?

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Commenti: 2
  • #1

    Marco V (giovedì, 16 aprile 2015 19:58)

    Riusciranno a farlo entro la nostra generazione. Ci scommetto.

  • #2

    Delta Force (martedì, 21 aprile 2015 17:07)

    "Questa visionario tentativo di invertire l'ordine naturale delle cose si chiama “de-estinzione” il sogno proibito dei biologi più temerari e fonte di polemiche, sia per la sua realizzazione pratica che per lo scontro sul principio etico che muove il tentativo degli scienziati."

    Non ravviso alcuna inversione dell'ordine naturale delle cose: l'estinzione fu dovuta a cause esogene, non naturali, qualcuno direbbe che si è trattata di un'ingiustizia della storia. Suggerisco al team russo-coreano di "resuscitare" anche il moa della Nuova Zelanda, che non ha mai fatto male a nessuno.