Nuove conferme, uno scontro tra la Terra e sua "sorella" Theia fece nascere la Luna?

Come si è formata la Luna? Se ne dibatte da decenni ma i nuovi studi sembrano confermare l'ipotesi prevalente, cioè che il nostro satellite si sarebbe formato dallo scontro mastodontico di due pianeti molto simili, la Terra e un sosia, chiamato Theia. Esisteva cioè nel Sistema solare un pianeta roccioso più piccolo ma dalla composizione similare. Un impatto violentissimo, che provocò la nascita della Luna: a rivelarlo sono nuove simulazioni dell’evento che portò alla formazione del nostro satellite, coordinate dall’italiana Alessandra Mastrobuono-Battisti, del Politecnico di Haifa, in Israele.

I risultati pubblicati su Nature spiegherebbero così le enigmatiche somiglianze esistenti tra la Terra e la Luna. Altri due studi pubblicati sulla stessa rivista, coordinati dall’Università tedesca di Munster e quella francese di Lione, rivelano inoltre che Terra e Luna vennero successivamente ‘avvolte’ da uno strato di polveri metallicheA seguire i dettagli.

Le teorie più varie


Ciò che portò la nascita della Luna è stato per molti decenni un enigma per risolvere il quale sono state proposte varie ipotesi, dalla ‘costola’ della Terra al ‘rapimento gravitazionale’.


Tra queste, la teoria più accreditata è quella della formazione avvenuta 4 miliardi di anni fa a seguito di un grande impatto fra la Terra e un pianeta delle dimensioni di Marte, chiamato Theia.


Considerando che ogni oggetto, pianeta o asteroide, del Sistema solare ha una sua caratteristica composizione, una sorta di impronta digitale unica, restava un mistero la mancanza di tracce di Theia nella composizione della Luna. Ad eccezione di piccolissime differenze, Terra e Luna hanno infatti una composizione identica. Simulando al computer quello che potrebbe essere avvenuto in passato, la ricercatrice italiana ha scoperto che molto probabilmente Theia potrebbe aver avuto una composizione molto simile a quella del nostro pianeta. Una scoperta che quindi risolverebbe il principale dubbio della teoria del grande impatto. Nuove conferme arrivano anche dagli altri due studi secondo i quali le piccole differenze sulla presenza di alcuni metalli, in particolare di ‘varietà’ di tungsteno, sarebbe stata causata dal successivo deposito di polveri metalliche catturate in modo differente dai campi gravitazionali di Terra e Luna.

Le ricerche precedenti sulle analisi delle rocce lunari portate sulla Terra dalle missioni Apollo.

 

A giugno del 2014 era arrivata una conferma alla teoria della collisione attraverso il monitoraggio e l'analisi delle rocce lunari.  I dati, pubblicati sulla rivista Science, ricavati dall'analisi delle rocce portate a Terra dalle missioni Apollo 11, 12 e 16, eseguita dal gruppo dell'università di Colonia guidato da Daniel Herwartz, avevano confermato che la Luna si fosse formata 4,5 miliardi di anni fa dalla catastrofica collisione fra la Terra e un pianeta delle dimensioni di Marte, Theia. 


I risultati, presentati in California quasi un anno fa nella conferenza Goldschmidt, si basavano sulle misure degli isotopi elementi presenti nelle rocce, primi fra tutti ossigeno, titanio e silicio ed in altri elementi rinvenuti nei campioni lunari arrivati sulla Terra come meteoriti. Questi campioni però, una volta raggiunto il nostro pianeta, avevano scambiato isotopi con i materiali con i quali erano entrati in contatto falsando così i risultati. La Nasa aveva allora permesso ai ricercatori di esaminare i campioni lunari raccolti dagli astronauti sulla Luna nel corso delle missioni Apollo 11, 12 e 16.


"Le differenze sono piccole e difficili da individuare, ma ci sono'', aveva detto Herwartz. ''Ciò significa - ha aggiunto - che ora possiamo essere ragionevolmente sicuri che la gigantesca collisione ha avuto luogo ed inoltre i dati ci forniscono un'idea sulla geochimica di Theia. Il prossimo obiettivo è quello di scoprire quanto materiale di Theia c'è sulla Luna".


I risultati erano stati letti allora con un leggero scetticismo dagli addetti ai lavori, ma alla luce dei nuovi studi appaiono più forti che mai. 

Bibliografia e fonti:

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