Atlantide era in Marocco? La mitica civiltà investigata nel libro "Meet me in Atlantis"

Studiosi e archeologi la cercano da secoli. Qualcuno l'ha identificata in Creta, altri nell'isola di Santorini, altri, ancora, in Siracusa. Ora, forse, la tecnologia dissipa i dubbi: Atlantide sarebbe stata localizzata in Marocco, sotto le Colonne d'Ercole, dove pure la descrive Platone. È la tesi di un nuovo libro, "Meet me in Atlantis", appena pubblicato negli Usa. Mark Adams, l'autore, ribalta il senso della ricerca che affanna da sempre gli studiosi: e se Atlantide non fosse la città sommersa, ma soltanto una città distrutta da un terribile tsunami?

Il resto del lavoro lo fa un computer. Il ricercatore tedesco Michael Hubner, con l'aiuto di un software creato apposta, punta il dito precisamente sulla piana del Souss, sotto Agadir. È qui che si troverebbero le rovine. O quel che resta ancora, dopo numerosi terremoti e tsunami, della potenza navale che avrebbe conquistato Europa e Africa, nel 9.600 a.C., e che fermata da Atene, sarebbe sprofondata "in un singolo giorno e notte di disgrazia, per opera di Poseidone", come racconta Platone. La regione di Agadir, in Marocco è nota per aver subito un terribile terremoto nel 1960, seguito da uno tsunami. E in precedenza, nel 1731 un'altra scossa rase al suolo la città.

L'onda lunga dell'oceano fece il resto. Hubner ha usato un sistema matematico per calcolare precisamente le coordinate GPS della città perduta. Inserendo nel software 51 chiavi identificative di Atlantide, ricavate in gran parte da Timeo e Crizia, i due dialoghi platonici che ne parlano, ha cercato la città a "3.100 miglia da Atene", che "non sta né in Europa, né in Asia", "con alte montagne alle spalle", e il cui centro era "circondato da cerchi concentrici".


Ha diviso il mappamondo in 400 zone. Il risultato è strabiliante, perché la zona del Marocco a sud di Agadir possiede tutte le chiavi di ricerca. E quando ci sono errori, le misure si discostano al massimo del 10 per cento rispetto a quelle di Platone. Il ricercatore tedesco ha formulato questa teoria nel 2008. Ma è rimasto pressoché inascoltato fino a quando ha incontrato Mark Adams nel 2013, pochi mesi prima di morire. Lo scrittore americano ha utilizzato le ricerche di Hubner per costruire il saggio che ora riapre la questione, forse per chiuderla per sempre. Restano da convincere solo quanti, da Aristotele in poi, credono che Atlantide sia un mito, un'invenzione letteraria di Platone.


Fu proprio Aristotele, allievo del filosofo della Scuola di Atene a dire: "Atlantide? L'uomo che l'ha sognata, l'ha anche fatta scomparire"

Dalla Sardegna a Santorini

 

Atlantide nel corso dei secoli è stata collocata un po' dappertutto. In un libro di qualche anno fa: Le Colonne d'Ercole, in cui veniva ipotizzata un prima collocazione delle colonne al Canale di Sicilia, si erano rivalutati molti miti del mondo antico. Da strampalate e spaesate che apparivano, ambientate da sempre al di là di Gibilterra, le testimonianze  firmate Omero, Erodoto, Platone, Terre e Storie erano riapparse assai più realistiche, scrupolose - talvolta satellitari - entrando nel Mediterraneo occidentale. Qualcuno penso addirittura alla Sardegna,come scriveva il National Geographic nel 2010.



Un dibattito lungo millenni.

Il primo a parlare di Atlantide fu Platone, nel Timeo (23 c-25 d): un tempo, al di là delle Colonne d' Ercole (il nome che gli antichi davano allo stretto di Gibilterra) esisteva un' isola che nel Crizia - un altro dei Dialoghi - Platone descrive come splendida, dal punto vista naturalistico e urbanistico, ma su cui dominava una potenza così violenta da minacciare di sottomettere l' Asia e l' Europa intere. Solo Atene le si era opposta e l' aveva sconfitta. Ma a distanza di secoli, nel breve corso di un giorno e una notte, Atlantide, sepolta dalle acque, era scomparsa per sempre. E a distanza di circa duemilacinquecento anni il dibattito suscitato da questo racconto non è ancora finito: è solamente un mito, o nasconde una realtà storica? Nel IV secolo avanti Cristo, Crantore, il primo editore del Timeo, giurava sulla sua autenticità, ma Aristotele era di parere opposto: secondo lui Platone aveva fatto inabissare Atlantide nel mare per evitare che qualcuno gli chiedesse dove si trovava. Il che non ha impedito che nei secoli successivi si continuasse a cercarla, individuandone le tracce nei luoghi più disparati, dalla Spagna, secondo l' ipotesi di Plinio il Vecchio, alle isole Azzorre, secondo quella ottocentesca di Ignatius Donnelly, deputato del Congresso americano, per arrivare al mar Baltico, dove negli anni Trenta del secolo scorso Heinrich Himmler fece addirittura eseguire degli scavi. E negli ultimi decenni dello stesso secolo si pensò che Atlantide fosse l' isola di Creta, o secondo alcuni la vicina Thera (oggi Santorini).  

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