Scott e Mark Kelly: ecco come la Nasa si servirà dei "gemelli spaziali"

Segnatevi questi nomi: Scott e Mark Kelly. Loro non sono solo due uomini americani e due astronauti. Hanno una caratteristica fondamentale: sono gemelli e faranno da cavie per un esperimento della Nasa. Entrambi calvi, uno dei due porta i baffi, per farsi riconoscere dall’altro, prestano servizio come astronauti della NASA, l’ente spaziale americano, e sono entrambi veterani dello spazio. Mark è un astronauta pilota, che ha già preso parte a quattro missioni dello space shuttle, la celebre navetta spaziale americana, che ha effettuato voli spaziali fino al 2011. Scott è decollato per la quarta missione due giorni fa dalla base spaziale di Baijkonur, nel Kazakhstan. 

Dopo un anno in orbita, i medici della NASA vogliono capire e confrontare quanto gli effetti del lungo periodo in relativa assenza di gravità abbiano influito sul gemello che starà in orbita, in particolare sulla debilitazione ossea e muscolare, e anche quanto la dose di radiazioni abbia inciso su Scott rispetto ai parametri biologici del gemello Mark che sarà rimasto a Terra. I risultati saranno fondamentali per ricostruire le conseguenze della permanenza degli esseri umani nello spazio.

Una maratona spaziale

E' una vera maratona dello spazio, quella appena iniziata. Per un anno tutti i parametri fisiologici di Scott e Mark Kelly saranno confrontati e, poichè sono gemelli identici hanno quindi lo stesso Dna, i risultati permetteranno finalmente di avere un'idea più precisa degli effetti sull'organismo umano dei lunghi periodi trascorsi in assenza di gravità. Sono conoscenze preziose per tutelare gli astronauti che, in futuro, affronteranno i lunghi viaggi spaziali diretti sulla Luna o su Marte.

Il gemello nello spazio e l'altro che resta a Terra suggeriscono immediatamente il paradosso dei gemelli ideato da Albert Einstein per spiegare la teoria della relatività. Sotto questo punto di vista, però, gli effetti non saranno affatto evidenti poichè Scott, nella sua permanenza in orbita, sarà più giovane di Mark soltanto di tre millisecondi.

Sulla Stazione Spaziale si fermerà per un anno anche Kormienko, mentre il resto dell'equipaggio continuerà ad avvicendarsi con i tradizionali turni di sei mesi. A bordo della Stazione Spaziale, che raggiungeranno in sei ore, li attendono, con Samantha Cristoforetti, il comandante Terry Virts e il russo Anton Shkaplerov.


Ma gli esperimenti a cui si sottoporranno sia Kornienko che Scott Kelly non si fermeranno agli effetti dell'assenza di gravità, saranno più di trenta, solo un terzo dei quali coinvolgeranno anche il fratello Mark che farà da “cavia” di riferimento a terra. Fra questi ci saranno studi sull’efficienza cardiovascolare, misurazioni dei livelli di ossigenazione del sangue e di volumetria del sangue stesso, monitoraggio della densità ossea, dell’invecchiamento cellulare.


Scott Kelly (che ha 51 anni) e Kornienko (quasi 55), torneranno sulla Terra il 3 marzo 2016, dopo 342 giorni in orbita, mentre Padalka rientrerà prima, dopo soli (si fa per dire) 168 giorni. Mark e Scott Kelly, sono nati il 21 febbraio 1964, e sono stati selezionati entrambi come astronauti dalla NASA nel 1996.  


Un anno ininterrottamente nello spazio

Solo in una precedente occasione, nel 1988, due cosmonauti erano rimasti in orbita per 365 giorni di fila: i russi Titov e Manarov sulla stazione russa “Mir”. In seguito, il solo Valerij Poliakhov, anch’egli cosmonauta russo, vi restò per 14 mesi, tutt’ora il record assoluto.

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Commenti: 2
  • #1

    Lau (domenica, 29 marzo 2015 18:44)

    Potevano sceglierli più belli ^_^ bassocci calvi con il nasone... poche donne con gusto alla Nasa ^-^
    In bocca al lupo lo stesso !

  • #2

    raf (lunedì, 30 marzo 2015 17:45)

    ....la Naso