La spiegazione sulla formazione dei misteriosi crateri russi era sbagliata ?

Avevamo seguito la vicenda dei misteriosi crateri siberiani che avevano interrogato gli scienziati. Le tre enormi voragini erano profonde circa 15 metri. Il caso era considerato chiuso, ma qualcosa è cambiato. Nei giorni scorsi grazie alle immagini satellitari i ricercatori russi ne hanno trovati molti altri, tra cui una depressione di notevoli dimensioni circondata da 20 crateri più piccoli.

La prima scoperta, avvenuta lo scorso Luglio, aveva stimolato la curiosità del popolo dei social media, che si era lanciato nelle più ardite supposizioni. Tra le ipotesi più fantasiose circolate in Rete l'origine del fenomeno sarebbe di volta in volta da attribuire a un meteorite, a un missile vagante, agli alieni o alle misteriose forze del Triangolo delle Bermuda

Nel mese di novembre, gli scienziati del Centro Russo per l'Esplorazione Artica erano scesi in un cratere profondo 16,5 metri, affermando che la causa più plausibile poteva essere il rilascio esplosivo di idrato di metano, un materiale simile al ghiaccio congelato nel terreno artico, dovuto al riscaldamento globale. Ma a distanza di qualche mese i nuovi crateri sembrano aver fatto cambiare idea ai ricercatori. Da cosa sono originati davvero gli enormi buchi nel terreno ?

In primo momento il caso era stato preso in carica dal Centre for the Study of the Arctic e dal Ministero Russo per le EmergenzeAppena era stato scoperto, Anna Kurchatova, del Centro per la ricerca scientifica del sub-articososteneva che il cratere (all'epoca solo uno) si fosse formato da un’esplosione connessa al  riscaldamento globale, che stava producendo un costante e inesorabile scioglimento del permafrost (lo strato di ghiaccio superficiale) nelle zone artiche.
A novembre quindi gli
 scienziati avevano raggiunto uno dei tre crateri e si era calati nelle profondità di una delle tre voragini alta circa 16 metri e mezzo e avevano effettuato un carotaggio.

Ma alla luce dei nuovi crateri ritrovati oggi teoria è ritenuta improbabile: gli idrati di metano si trovano solo nel permafrost, circa 225 metri al di sotto della superficie, ovvero molto più in basso rispetto ai crateri. Secondo Carolyn Ruppel, a capo del Gas Hydrates Project dello U.S. Geological Survey, la nuova mappatura satellitare suggerisce che la spiegazione abbia a che fare con il rapido scioglimento di carote di ghiaccio chiamate pingo.


A sinistra il primo cratere scoperto a luglio 2014, a destra la spedizione di Novembre dello stesso anno degli scienziati per effettuare i carotaggi.


Teorie allarmanti 


Un pingo, detto anche idrolaccolite, è una collinetta a forma di cupola che si forma in ambiente periglaciale, costituita da un nucleo centrale di ghiaccio che, espandendosi, solleva le sabbie e il silt circostante. Quando si sciolgono rapidamente, come è accaduto lo scorso anno a causa delle temperature insolitamente calde registrate in Siberia, possono causare il collasso di una parte del terreno, formando dei crateri. Ma questo processo non è sufficiente a spiegare la presenza delle rocce trovate sui bordi, che suggeriscono un'esplosione.

Ruppel teorizza quindi che i crateri si siano formati a causa di un improvviso rilascio di gas naturale, precedentemente immagazzinato nel permafrost e tenuto sotto pressione dal peso dei pingo. Questa ipotesi è sostenuta dai dati satellitari russi, che mostravano la presenza di pingo nelle posizioni esatte in cui in seguito si sono formate le cavità. La ricercatrice avverte che, in futuro, con il continuo riscaldamento del pianeta, altri crateri potrebbero prendere il posto dei numerosi tumuli ghiacciati presenti in Siberia e nella regione dell'Alaska North Slope.

Ed è proprio questa possibilità a preoccupare lo scienziato moscovita Vasily Bogoyavlensky, vice direttore dell'istituto russo di ricerche su gas e petrolio, che ha richiesto indagini urgenti: dal momento che questi combustibili fossili vengono estratti in prossimità dei crateri nella penisola russa di Yamal, nel nord della Siberia, la sicurezza dei lavoratori potrebbe essere in pericolo.

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Commenti: 2
  • #1

    chip (martedì, 03 marzo 2015 20:36)

    E' normale che una dolina naturale, abbia segni di carotaggi artificiali orizzontali?!
    E' normale che una dolina naturale abbia una forma semicircolare quando i ghiacciai hanno altre forme e lasciano segni ad U nelle valli?!
    E' normale che una dolina abbia archietetture naturali a semicerchio quasi perfetto quando le grotte naturali non hanno tali archietture?!

  • #2

    Delta Force (domenica, 08 marzo 2015 19:00)

    Chip, tu che spiegazione dai?