Gli scienziati provano a spiegare la pausa del riscaldamento globale

Il riscaldamento globale è in atto o si sta fermando? Negli ultimi tempi la disputa tra scienziati è stata feroce, in ragione del fatto che alcuni dati erano in controtendenza con le evidenze scientifiche precedenti. Eravamo in una sorta di blocco del global Warming. 


Questa pausa del riscaldamento globale in particolare era riferita al tasso d’incremento della temperatura che era in diminuzione. La temperatura media globale sta salendo ancora, ma negli ultimi 10-15 anni meno rapidamente che nei decenni precedenti.

 

Anche se l’incremento di temperatura in atto è un problema, un tasso inferiore è certo preferibile. Ma perché è avvenuto questo rallentamento, e quanto durerà? La risposta come spiega Le Scienze- arriva da alcuni climatologi che hanno combinato le registrazioni delle temperature dal 1880 al 2010, concludendo che il rallentamento è causato dall’interazione tra due grandi cicli oceanici, l’Oscillazione multidecennale pacifica e l’Oscillazione multidecennale atlantica.

 

E la loro analisi, pubblicata online su “Science”, indica che il rallentamento si esaurirà entro pochi decenni.

Rappresentazione della fase di raffreddamento del Pacifico settentrionale dovuta all'Oscillazione multidecennale pacifica
Rappresentazione della fase di raffreddamento del Pacifico settentrionale dovuta all'Oscillazione multidecennale pacifica

La temperatura dell’Oceano atlantico e dell’Oceano pacifico, in particolar modo negli strati più superficiali, segue cicli naturali di aumento e diminuzione, per effetto di processi di circolazione di grandi masse d’acqua, che avvengono in questi come in altri mari del mondo. I periodi di riscaldamento e di raffreddamento possono durare diversi decenni. L’analisi mostra che, di solito, quando il Pacifico settentrionale si riscalda, il Pacifico settentrionale si raffredda e viceversa, compensandosi l’un l’altro nell’influenzare le temperature atmosferiche dell’emisfero boreale.


Ma i cicli e la loro ampiezza non sono sincronizzati esattamente. Nell’ultimo decennio, l’entità del raffreddamento del Pacifico settentrionale è stata maggiore del riscaldamento dell’Atlantico settentrionale, con il risultato netto di un rallentamento nell’incremento della temperatura, come ha spiegato Byron A. Steinman, professore di scienze terrestri e ambientali dell’Università del Minnesota a Duluth, che ha guidato il nuovo studio.


Comprendere queste dinamiche è importante, poiché possono rallentare oppure accelerare il riscaldamento dovuto alle attività umane. Nelle conclusioni dello studio, gli autori notano che le oscillazioni dei due oceani hanno “compensato il riscaldamento antropogenico nel corso dell’ultimo decennio”, e proseguono sottolineando che, sulla base dei cicli naturali degli ultimi 130 anni, la tendenza “probabilmente si invertirà, e gli effetti di riscaldamento si sommeranno nei decenni successivi”. Le oscillazioni hanno rallentato il riscaldamento dovuto alle attività umane per breve tempo, ma quando l’effetto inevitabilmente si esaurirà, le oscillazioni si aggiungeranno al riscaldamento umano, riportando il suo tasso d’incremento su valori elevati.

Rappresentazione della fase di riscaldamento dell'Atlantico settenttrionale dovuta all'Oscillazione multidecennale atlantica
Rappresentazione della fase di riscaldamento dell'Atlantico settenttrionale dovuta all'Oscillazione multidecennale atlantica

Quando inizierà il super-riscaldamento? Lo studio non era stato progettato per ottenere una linea temporale precisa, ma gli andamenti storici “indicano che in questo momento siamo vicini al picco dell’escursione negativa e quindi prossimi all’inversione”, afferma Michael Mann, direttore dell’Earth System Science Center della Pennsylvania State University, e coautore dell’articolo. Quando questo avverrà, nota Steinman, “il risultato sarà un’accelerazione del riscaldamento”.


Un lavoro separato di Mann, presentato in un articolo su "Le Scienze" lo scorso mese di giugno, indica anche che la pausa non durerà a lungo. Mann ha calcolato che, se il mondo continua a consumare combustibili fossili al tasso attuale, la temperatura globale si alzerà di due gradi entro il 2036 rispetto ai livelli preindustriali, passando la soglia oltre la quale la civiltà umana potrebbe essere minacciata. E anche se la pausa si prolungasse oltre il previsto, la stessa soglia verrebbe oltrepassata nel 2046.


Tutto questo ci insegna che anche se gli oceani sono interessati da cicli di riscaldamento e raffreddamento, immettere sempre più gas serra in atmosfera col tempo renderà il sistema sempre più caldo. Nell’ultimo decennio gli oceani ci hanno salvato, in parte, da un rapido riscaldamento atmosferico, ma quando l’attuale effetto dell’oceano si invertirà, il problema delle nostre emissioni tornerà a perseguitarci.

Bibliografia e riferimenti

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