Si riaccende il Large Hadron Collider (Lhc) del Cern di Ginevra con rinnovate ambizioni

Ripartirà nell'ultima settimana di marzo l'acceleratore di particelle più grande al mondo, il Large Hadron Collider (Lhc) del Cern di Ginevra: la materia oscura sarà una delle sue prime 'prede', in questa seconda vita dopo la storica scoperta del bosone di Higgs.  A quanto si apprende, le prime collisioni sono previste tra la fine di maggio e l'inizio di giugno. L'obiettivo ambizioso è quello di arrivare ad ottenere collisioni ad un'energia mai raggiunta finora in nessun acceleratore al mondo.

La riaccensione dell'Lhc è annunciata dal Cern di Ginevra con un video quasi hollywoodiano, i cui protagonisti sono i mastodontici macchinari e rivelatori del laboratorio, che in questi giorni stanno affrontando gli ultimi ritocchi in vista dei nuovi esperimenti con energie da record che scriveranno il prossimo capitolo della fisica dopo la storica scoperta del bosone di Higgs.


Come dimostra il video in timelapse, ingegneri e fisici sono alle prese con gli ultimi preparativi che consentiranno a Lhc di lavorare ad un'energia quasi doppia rispetto a quella degli inizi: l'obiettivo ambizioso è quello di arrivare ad ottenere collisioni ad un'energia mai raggiunta finora in nessun acceleratore al mondo, pari a 13.000 miliardi di elettronvolt (TeV).

I lavori fervono, e il video mostra alcune delle fasi salienti. Il rivelatore dell'esperimento Atlas sta riportando tutte le sue componenti in posizione, mentre le ruote del rivelatore dell'esperimento Cms stanno tornando nella loro configurazione 'chiusa'. La grande porta rossa dell'esperimento Alice è stata chiusa in vista della ripartenza, mentre la porta di accesso al tunnel di Lhc viene sigillata con mattoni di cemento.


Il dominio della materia

Intanto una nuova teoria, illustrata in un articolo apparso l'11 febbraio sulle pagine di “Physical Review Letters”, e riportata da Scientificamerican mette in mezzo proprio il bosone di Higgs scoperto dal LHC al Cern per cercare di spiegare scientificamente l'enorme preponderanza della materia sull'antimateria, ancora oggi uno dei grandi misteri del nostro universo. Secondo un nuovo studio teorico, la materia avrebbe avuto la meglio per l'effetto delle variazioni d'intensità del campo di Higgs, associato alla particella di Dio scoperta, avvenute nei primi istanti dell'universo-


Si pensa che il campo di Higgs pervada tutto lo spazio e conferisca la massa alle particelle che lo attraversano. Se il campo di Higgs avesse avuto un valore molto elevato nei primi istanti dell'universo e fosse andato gradualmente diminuendo, avrebbe avuto l'effetto di differenziare le masse delle particelle dalle loro antiparticelle nel corso del tempo, creando così un'anomalia, poiché attualmente l'antimateria ha la stessa massa, ma carica opposta rispetto alla materia.

Questa differenza di massa, a sua volta, avrebbe potuto rendere più probabile la formazione di particelle di materia che di antimateria nei primi istanti dell'universo, producendo l'eccesso di materia che vediamo oggi. “È una bella idea che merita ulteriori approfondimenti”, ha spiegato il fisico Kari Enqvist dell'Università di Helsinki, che non è tra i firmatari dell'articolo ma ha studiato anch'egli la possibilità che il campo di Higgs possa essere diminuito nel corso del tempo. “La probabilità che il campo Higgs abbia avuto un valore iniziale elevato dopo l'inflazione è molto alta”.  Potete leggere il resto della storia nel sito di Lescienze.

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