Hawking ritorna e avverte: "Colonizzare altri pianeti è l'unica salvezza per l'umanità"

Dobbiamo aumentare gli sforzi per lasciare il nostro pianeta e trovare un altro approdo sicuro. Almeno in prospettiva. L'idea di colonizzare gli altri pianeti è un vero pallino per il celebre scienziato britannico Stephen Hawking: "L'umanità si salverà solamente se l'uomo comincerà a colonizzare altri pianeti nell'universo". Il fisico parlando a un evento al Museo della Scienza di Londra, ha avvertito che "la fine dell'umanità potrà arrivare da un'aggressione da parte della stessa specie umana".

Alcuni giorni fa a Sanremo l'astronauta italiana Samantha Cristoforetti aveva detto: "Da quassù si è più consapevoli del legame particolare con la terra nel suo complesso, questa fragile terra che alla fine è la nostra astronave che ci porta tutti nello spazio: dobbiamo averne cura perché un'altra non l'abbiamo" Negli ultimi anni l'esplorazione umana nello spazio ha subito un brusco rallentamento, e le condizioni di salute del nostro pianeta, sempre più minacciato tra disastri naturali, effetto serra e surriscaldamento globale sono peggiorate. Senza considerare gli scenari più cupi, che sia proprio l'uomo a rendere invivibile il posto dove oggi prospera. Distrutta la Terra l'umanità si troverebbe scoperta.
Non è la prima volta che Hawking lancia l'allarme: dobbiamo pensare a un dopo per la nostra civiltà lontano da dove siamo ora.

Hawking ha sottolineato infatti che per l'uomo il problema principale da correggere è appunto l'aggressività. "Forse era utile per gli uomini delle caverne e per la loro sopravvivenza, per procacciarsi cibo, territorio e donne", ha osservato, ma ora rischia di distruggerci, magari con una grande guerra nucleare che potrebbe costituire la fine della nostra civiltà". Poi, appunto, i viaggi nello spazio: "Potrebbero essere un'assicurazione sulla vita per la nostra specie in futuro", ha concluso Hawking. 


Il genio inglese nel 2011 aveva lanciato un appello a The Canadian Press, per il debutto di allora del programma televisivo anglo canadese “Brave New World With Stephen Hawking. "Bisogna sbrigarsi a colonizzare lo spazio", diceva lo scienziato, "perchè dopo aver prosciugato di risorse la Terra presto rimarremo senza cibo, acqua e risorse energetiche, insomma la catastrofe incombe". 

Una celebre scena del film: "La teoria del tutto"
Una celebre scena del film: "La teoria del tutto"

La teoria del tutto: da Nature critiche sul film alla vigilia degli oscar

 

Di Hawking ha parlato anche la prestigiosa rivista Nature, in relazione alla prossima notte degli Oscar, in programma il 22 febbraio al Dolby Theatre di Los Angeles. Gli scienziati saranno tra i protagonisti almeno metaforicamente. Non altrettanto si può dire, però, della scienza. In un editoriale intitolato “And the winner is: not science“, la la rivista britannica Nature sottolinea che “le rappresentazioni della scienza al cinema sono diventate sempre più sofisticate. Ma restano basate su clichés, come quello dello scienziato eccentrico, o del genio solitario”.

 

Nature non cita solo il film su Hawking ma anche la pellicola “The Imitation Game”, sulla vita del matematico inglese Alan Turing, che ha contribuito a decrittare il codice nazista “Enigma“. Il film si contenderà insieme a “La teoria del tutto“, storia del celebre cosmologo padre della teoria dei buchi neri Stephen Hawking, la palma di miglior film, e gli interpreti dei due scienziati - Benedict Cumberbatch nei panni di Turing ed Eddie Redmayne in quelli di Hawking -, la statuetta di miglior attore.

 

“I due film sono stati ampiamente apprezzati, ma sfortunatamente – scrive Nature – in quanto a far luce su quello che i due studiosi hanno realizzato, lasciano molto a desiderare. Gli scienziati – si legge nell’editoriale – si meritano di vedere le proprie vite rappresentate in modo che risuonino, almeno in parte, con il mondo della scienza come realmente è. Nel caso di questi due film non accade”.

 

La pellicola su Hawking, tratta dal libro di memorie “Travelling to Infinity: My life with Stephen” scritto dalla prima moglie Jane Wilde, dà risalto alla storia d’amore tra lo scienziato e la donna. Una storia che s’intreccia con le difficoltà legate alla malattia che paralizza lo studioso, costringendolo a esprimersi attraverso un sintetizzatore vocale. E nella quale la scienza rimane sullo sfondo. “Il film fa solo uno sforzo sbrigativo – sostiene Nature – nel descrivere la traiettoria scientifica di Hawking, sebbene il cosmologo sia forse lo scienziato vivente più famoso al mondo”.

 

Hawking e tutto il suo mondo insomma fanno ancora parlare, sia a Londra che a Los Angeles.

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Commenti: 15
  • #1

    Il forestiero (sabato, 21 febbraio 2015 22:57)

    Hawking ha ragione, dobbiamo iniziare la colonizzare del sistema solare.

    Se la società si evolverà come oggi con i ritmi frenetici e con l'allungamento della vita avremo un'esplosione demografica senza precedenti.

    Un prolungamento della vita media di ciascun essere umano anche solo del 200% porterebbe ben presto ad una contingente scarsità di risorse alimentari, energetiche e di spazi vitali. L'equilibrio biologico del sistema Terra potrebbe cosi andare al collasso; l'unica alternativa a questo sta nella colonizzazione dello spazio.

  • #2

    jonas (sabato, 21 febbraio 2015 23:05)

    Ritorna? E dov'era mai andato, è sempre qui a fare i moniti come napolitano

  • #3

    Franz (domenica, 22 febbraio 2015 08:42)

    Peccato che tutti gli altri pianeti del sistema solare siano tutti deserti sterili, senza atmosfera respirabile ed esposti alla radiazione cosmica.
    Per cui è necessario pensare a salvare il nostro pianeta.

  • #4

    Ibelive (domenica, 22 febbraio 2015 17:52)

    "Peccato che tutti gli altri pianeti del sistema solare siano tutti deserti sterili, senza atmosfera respirabile ed esposti alla radiazione cosmica."

    Bugia colossale, e poi esistono le possibilità di creare ambienti protetti con atmosfera artificiale su Marte e sulla Luna, e creare anche centri con una gravità come quella terrestre, basta avere la volontà e dirottare i finanziamenti dalle speculazioni finanziarie a progetti seri. Si può salvare il pianeta e cercarne un altro caro Franz, e vivi e divertiti che sei sempre cupo e pessimista :O

  • #5

    Franz (domenica, 22 febbraio 2015 21:33)

    Ibelive" poi esistono le possibilità di creare ambienti protetti con atmosfera artificiale" certo che esiste questa possibilità ma questa comporta la prigionia a vita in una struttura artificiale che potrebbe tramutarsi in una tomba (come per esempio in caso di un incendio).
    "creare anche centri con una gravità come quella terrestre"
    Peccato che nessuno sia mai riuscito a creare la gravità.
    E in quanto alle radiazioni cosmiche ad alta energia per queste attualmente non esistono barriere efficaci.

  • #6

    Giotto (domenica, 22 febbraio 2015 23:34)

    Franz hai scoperto che colonizzare lo spazio è pericolo, complimenti. Anche stare sulla ISS eppure ci stiamo, se lo avessi detto a un uomo del medioevo ti avrebbe preso per pazzo. Il progresso serve a quello tramuta le ambizioni in azioni. La gravità artificiale si può ricreare teoricamente con spazio con la rotazione di un corpo cilindrico su se stesso. Ricreare la gravità terrestre tipo su marte non è impossibile. Poi pensiamo al terraforming, con calma ahahaha

  • #7

    Receptionist (lunedì, 23 febbraio 2015 01:21)

    Prima di trasportare milioni e milioni di persone nello spazio ce ne vuole di tempo.
    Spero di sbagliarmi ma siamo spacciati.

  • #8

    Franz (lunedì, 23 febbraio 2015 09:12)

    Giotto " si può ricreare teoricamente con spazio con la rotazione di un corpo cilindrico su se stesso"
    La gravità dipende dalla massa ( o densità ) e non dal moto degli oggetti.
    " Anche stare sulla ISS eppure ci stiamo"
    Con la differenza che chi stà sulla ISS non è prigionero a vita diversamente da chi dovrebbe stare su Marte oltre ad una minore esposizione ai raggi cosmici.

  • #9

    Professor Malafede (lunedì, 23 febbraio 2015 10:57)

    Eh... caro signor Hawking, mi meraviglio di lei e della sua logica, che stavolta fa difetto. Se il problema è il genere umano, che tu lo lasci sulla terra o lo porti su Plutone o su altre stelle, cosa cambia? Sposti il problema ma non lo risolvi. Chi è aggressivo su un posto così bello come la terra migliorerà rinchiudendolo in una scatoletta di latta, come un'astronave in viaggio verso chissà dove? Io sono certo che si arriverebbe ai coltelli ancor prima di cominciare il viaggio. Qua bisogna cambiare il genere umano, bisogna in qualche modo convertirlo, ma questo è un argomento che proprio uomini come il signor Hawking escludono a priori. E allora che cosa facciamo? A parte il fatto che fino ad ora non è stato trovato alcun porto di approdo dove dirigerci, non ci resta che piangere, destino crudele. Caro Signor Hawking, o ha ragione lei (del che, in questo caso, dubito) oppure ha ragione un certo signore nazaretano di 2000 anni fa. Non vedo altre vie di uscita, coltelli a parte.

  • #10

    Daniele (martedì, 24 febbraio 2015 00:19)

    Mi sembra un po' il paradosso dell'uomo che perso nel deserto si sente dire per sopravvivere basta che raggiunga il fiume al di la del deserto.
    Il problema e' ? quanta energia ha ancora a disposizione l'uomo per attraversare il deserto ?.
    Insomma non ci piove che la Terra e' finita (confine fisico), ha risorse finite mentre l'aspettativa economica punta a generare produzione e crescita al'infinito. Cio' e impossibile ! alla fine esauriremo carbone,petrolio,uranio,e altri elementi. Con l'espansione delle citta' finiranno le foreste, e prima o poi
    non si riuscira' piu' a sfamere i 30 miliardi di esseri umani previsti tra circa 100-150 anni.
    Esauriremo tutto gia' adesso i mari sono alla sfinimento per pesca eccessiva ecc,ecc.
    Quindi prima o poi dovremmo trovare altre risorse esattamente come fanno gli animali quando migrano per trovare terre piu' vantaggiose.
    Ora e' praticamente una gara contro il tempo, riusciremo a creare le tecnologie adatte per cercare e vivere li fuori o ci estingueremo prima di essere riusciti a trovarle per esaurimento delle risorse ?.
    Insomma supponiamo che ci vogliano 500 anni per avere una tecnologia per il volo interstellare. La domanda e' come sopravviviamo fino ad allora ?
    Se in un secolo siamo passati da 1 miliardo e 300 milioni a sette miliardi...quanti saremo tra tre secoli o cinque ? come sara ridotta la Terra ad un simile ritmo di predazione delle risorse ? cosa sara' rimasto nei mari ? esisteranno ancora le foreste ? L'acqua potabile ? quante specie si saranno estinte ? ecc,ecc
    delle risorse

  • #11

    Maurone (martedì, 24 febbraio 2015 08:51)

    La soluzione c'è ed esiste da molto tempo, si chiama sviluppo sostenibile, basta smetterla di vivere come se fossimo tutti a Las Vegas!

  • #12

    Franz (mercoledì, 25 febbraio 2015 09:11)

    Dato che la terra è popolata da miliardi di persone più di qualsiasi epoca storica lo sviluppo sostenibile deve legarsi allo sviluppo tecnologico-scientifico (come per esempio i tanto osteggiati ogm).

  • #13

    Receptionist (giovedì, 26 febbraio 2015 02:42)

    Cioe' e' cosi' diabolica la distruzione del pianeta che sembra quasi studiata a tavolino.
    L`abitudine ci rende ciechi.

  • #14

    Raimondo (giovedì, 26 febbraio 2015 07:44)

    io mi chiedo come fa a essere ancora vivo un uomo con la sla quando dopo i 5 anni dalla diagnosi la mortalità è del 90%. Forse ci sta fregando tutti...

  • #15

    CondicioX (venerdì, 27 febbraio 2015 06:48)


    cit.Rec
    "...che sembra quasi studiata a tavolino..."
    non sei lontano...l'ultimo "calcolo" sul raggiungimento del "livello tecnologico" attuale terrestre era stato fatto circa 7000 anni fa... o_O

    cit.Rai
    "...mi chiedo come fa a essere ancora vivo..."
    se ci aggiungiamo almeno altre sette o otto malattie e disfunzioni "gravi", l'unica cosa sensata che mi viene in mente è che è un alieno!.. :D

    questo è del 2008, anticipava un po' gli ultimi tempi, ma poi nemmeno tanto...attenzione ai particolari... :)

    http://it.wikipedia.org/wiki/WALL%E2%80%A2E