La nuova frontiera dell'esplorazione umana nello spazio? Gli asteroidi

Gli asteroidi hanno un potenziale immenso, di risorse e di utilizzo per la colonizzazione spaziale. La Nasa ha divulgato da poco i nuovi dati sul numero di asteroidi individuati come possibili obiettivi per l’esplorazione umana del Near-Earth Program Office. Ci sono 1346 candidati a diventare il secondo oggetto spaziale in cui l'uomo metterà piede, dopo aver conquistato la Luna nel lontano 1969.

 

Nel numero di possibili asteroidi entrano tutti i candidati conformi ai criteri di selezione del NHATS, sigla che sta per Near Earth Object Human Spaceflight Accessible Targets Study: un sistema automatizzato di raccolta dati di stanza a Greenbelt, nel Maryland, che controlla e aggiorna periodicamente la lista dei candidati a una missione futura. Arrivare su un asteroide è la tappa intermedia prima di arrivare su Marte, secondo il piano messo in cantiere da Obama, nel luogo percorso che dovrebbe portare gli Stati Uniti su Pianeta Rosso. E non finisce qui. Perché gli asteroidi sono ricchi di minerali che sono rari sulla Terra, sfruttati al meglio potrebbero diventare i centri minerari per escavatori telecomandati e macchinari di lavorazione. In 20 anni, un settore a che si può a malapena immaginare ora potrebbe essere l'invio di materiali raffinati, metalli rari e anche gratis, l'energia pulita sulla Terra da asteroidi e altri corpi.

Insomma tutti pazzi per gli asteroidi? Ma a che punto siamo nella pratica?


Rispetto al Pianeta Rosso, alcuni di questi asteroidi costituiscono una meta ben più credibile a breve termine.


Più vicini, moderatamente costosi da raggiungere, meno rischiosi. La capsula Orion Deep Space si è comportata bene nel suo test di volo, lo scorso dicembre, e lo scudo termico ha retto bene in fase di rientro. Ma non siamo che agli inizi. Manca lo Space Launch System, il super razzo che dovrebbe rivoluzionare il mondo dei lanciatori. Mancano tutti gli step intermedi che servono a gestire una missione di questa portata. Con Orion e SLS sappiamo a malapena come si parte e come si torna. Per il resto?


«Quando eravamo poco più che ragazzini, negli anni Settanta, ci immaginavamo di trascorrere le vacanze su Callisto entro il 2015», ricorda nostalgico Brent Barbee del NASA Goddard Space Flight Center e programmatore del NHATS. Ora sappiamo che le distanze spaziali sono molto più complesse da affrontare. Sono passati 40 anni da quando, era il lontano 1973, NHATS ha avvistato il primo asteroide compatibile transitato a 12 mila chilometri dalla Terra nel giugno 2011. Oggi attendiamo importanti risultati dalle missioni in cantiere: il Large Synoptic Survey Telescope che dovrebbe essere pronto per il 2021 o il telescopio spaziale Sentinel che verrà lanciato nel 2017.

Un asteroide per la Luna

In quest'ottica la Nasa ha come obbiettivo di catturare un asteroide e collocarlo in orbita lunare. Un progetto ambizioso su cui stanno lavorando all'Agenzia Spaziale Statunitense. Il progetto, -che se dovesse andare in porto costerebbe 2,6 miliardi di dollari-, costituirebbe un primo passo del programma spaziale per mandare l'uomo su Marte. La missione è prevista per il 2025 e, secondo la rivista New Scientist, dovrebbe contribuire a rimettere in moto i programmi per l'esplorazione dello spazio profondo.

La cattura dell'asteroide risponderebbe a due profili di ricerca, accanto infatti all'esplorazione spaziale, c'è anche quella dello studio delle contromisure da adottare nell'eventualità di una minaccia da parte di corpi celesti entrati in orbita di collisione con il nostro pianeta. La cattura di un asteroide poi consentirebbe anche lo svolgimento di indagini minerarie per l'estrazione di acqua e minerali, elementi che dovrebbero essere presenti su Deimos e Phobos, i satelliti del Pianeta Rosso.

L'asteroide poi potrebbe costituire la base di appoggio e di lancio della spedizione spaziale marziana. A questo proposito la NASA sta già studiando un nuovo gigantesco vettore spaziale: si chiama Orion SLS ed è un missile alto 127 metri (tre volte quello utilizzato per mandare in orbita gli space-shutle) e pesa 170 

Anche per Giovanni Bignami  si è aperta una nuova frontiera di conquista, non solo sul fronte della colonizzazione ma anche delle risorse naturali.


 "La Luna? Solo fumo negli occhi. La strada da seguire sono gli asteroidi". Il presidente dell'Istituto Nazionale di Astrofisica, darà alle stampe nelle prossime settimane "Oro dagli asteroidi e asparagi da Marte", un libro dedicato allo sfruttamento delle risorse spaziali.

Repubblica lo ha intervistato


Non crede allo sfruttamento della Luna?

"I depositi di ghiaccio da cui si estrarrebbe l'idrogeno si trovano a oltre 200 gradi sotto zero. Scendere sulla Luna in modo morbido, cercare il luogo migliore per scavare, costruire impianti in condizioni tanto ardue e poi risalire trasportando l'idrogeno liquido sono imprese possibili, ma dubito che un'azienda riesca a renderle convenienti. Molto diversa è la prospettiva degli asteroidi".


Perché?

"Non c'è bisogno di spendere energia per atterrare e ripartire, essendo la gravità debole. E mentre la Luna è una sorta di Terra, gli asteroidi offrono elementi più interessanti".


Qual è la differenza?

"La Terra è rimasta semiliquida per quasi un miliardo di anni. I metalli pesanti interessanti per uno sfruttamento economico come uranio, torio, platino, oro, sono precipitati verso il centro. Gli asteroidi, essendo più piccoli, non hanno vissuto questo fenomeno. Basterebbe un corpo celeste di qualche decina di chilometri tutto di ferro per rendere interessante una missione spaziale".


Come si trasporterebbe il ferro sulla Terra?

"Una sonda potrebbe agganciare l'asteroide e trasportarlo in un'orbita comoda per lo sfruttamento, ad esempio attorno alla Luna. E un corpo celeste ricco di platino varrebbe molto più di un asteroide tutto d'oro".

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Commenti: 1
  • #1

    Mad Max (martedì, 17 febbraio 2015 02:25)

    Escludere la luna in modo categorico dal discorso di esplorazione umana dello spazio e'una visione limitante.
    Se il business minerario sugli asteroidi puo'aiutare a sviluppare e finanziare l'esplorazione spaziale ben venga, e'fattibile e sarebbe straordinario.
    Ma non bisogna dimenticare che la luna ha i suoi vantaggi, in questo articolo non citati, e non citati da Bignami:
    La luna e'un validissimo luogo dove preparare uomini e tecnologie per lo sbarco su Marte.
    Per atterrare sulla luna sono necessarie operazioni di avvicinamento al grande corpo celeste ed atterraggio tramite lander, tutte cose che serviranno anche per Marte, tutte cose che non si fanno piu'dai tempi delle missioni Apollo, tutte cose che non sono necessarie per un asteroide, data la massa insignificante, che quindi, gia'sotto questi aspetti, non costituirebbe affatto un valido training.
    Poi, una volta sulla luna, potremmo testare un habitat, che servira'anche su marte, con il beneficio di una forza di gravita',seppure ridotta, che ci consentirebbe di permanere senza incorrere, se non in minima parte, nelle conseguenze negative dovute all'assenza di peso, cosa che invece avremmo su di un asteroide, con tutti i limiti conseguenti.
    L'habitat lunare, dovra'poi essere protetto dalle radiazioni solari, come su marte, cosa per cui andranno sviluppate le opportune tecnologie di schermatura, e gli uomini dovranno fronteggiare le insidie delle sottille e pericolosa polvere lunare, conosciuta grazie alle missioni Apollo, insidiosa come quella marziana, testando cosi'tute spaziali e tecnologie adeguate.
    Sulla luna, inoltre, gli uomini potranno gia'testare i mezzi di esplorazione, come eventuali rover, cosa anche questa che non si fa piu'ormai dalle missioni Apollo, e, sulla base delle nuove esperienze, modificarli per l'esplorazione marziana. Cosa, anche questa, non fattibile su di un asteroide, data la ridottissima o assente forza di gravita'.
    E si potrebbe proseguire, ma chiudo dicendo che l'articolo, e Bignami, non citano poi le risorse minerarie della luna, se non il ghiaccio per l'idrogeno, ma sappiamo che la luna e'anche molto ricca di elio 3, che in un futuro non remoto servira'per la fusione nucleare sulla terra, a cui si sta lavorando con la fase di costruzione del reattore ITER con un impegno internazionale senza precedenti.
    In sintesi, avviamo pure il grande business minerario degli asteroidi, ma se vogliamo sbarcare su marte, prepariamoci sul serio, prepariamoci sulla luna.