Scosse di Terremoto in Texas: il fracking torna sotto accusa

La rara serie di scosse sismiche che ha colpito il Texas settentrionale non ha provocato danni significativi, ma ha spaventato la popolazione e intensificato le proteste contro il fracking, la tecnica utilizzata sempre più spesso negli Stati Uniti per estrarre petrolio e gas naturale da giacimenti a grande profondità.

 

In meno di 24 ore, tra la sera di martedì e la mattina di mercoledì scorso, nove scosse tra 1,6 e 3,6 di magnitudo sono state avvertite nella regione di Dallas. Subito gli abitanti della zona hanno inondato Twitter di proteste e accuse contro le compagnie petrolifere.

 

Il fracking o fratturazione idraulica, consiste nell'iniettare acqua e additivi chimici ad alta pressione nel sottosuolo, in modo da frantumare le rocce scistose liberando il petrolio e il gas che vi sono imprigionati. Questa tecnica è all'origine del nuovo boom del petrolio negli Stati Uniti, ma diversi studi scientifici hanno provato che  può innescare lievi terremoti,  oltre a causare altri gravi danni all'ambiente; tanto che lo Stato di New York, primo negli USA, ha deciso di vietarla. Anche da noi in Italia la pratica -per ora- non è legale. In Inghilterra il dibattito è rovente. Negli Stati Uniti la polemica si sta intensificando.

 

Per quanto riguarda le scosse in Texas gli scienziati sono prudenti: "è prematuro fare ipotesi sulle cause", dice Brian Stump, sismologo alla Southern Methodist University di Dallas. Certo è però che nel Forth Worth Basin, la zona colpita, l'attività sismica era praticamente sconosciuta fino a poco tempo fa. "La documentazione precedente all'ottobre 2008 segnala una possibile scossa nel 1950, e basta", spiega lo studioso.

Dal 2008 a oggi, invece, le scosse sono state più di un centinaio. 


In diverse ricerche, Stump e altri scienziati hanno dimostrato l'esistenza di una "plausibile connessione" tra alcuni di quei terremoti e i pozzi di iniezione impiantati nell'area per liberarsi delle scorie del fracking e di altre attività industriali. Attraverso i pozzi i liquidi di scarto vengono pompati, spesso a pressione altissima, a grandi profondità nel sottosuolo.

 

Stump fa parte di un'équipe che sta monitorando la zona per misurarne meglio le caratteristiche geologiche e tracciare una mappa delle linee di faglia. I dati saranno analizzati nei prossimi mesi. 


Ma una mole crescente di studi indica che le iniezioni di acqua di scarico possono lubrificare le faglie e quindi facilitare il loro scorrimento, innescando terremoti. Anche se i rappresentanti dell'industria petrolifera tendono a minimizzare la possibilità di un collegamento tra i due fenomeni. 

Uno schema della tecnica del Fracking
Uno schema della tecnica del Fracking

La Railroad Commission of Texas, responsabile della regolamentazione dell'attività estrattiva nello Stato, ha di recente ordinato alle compagnie che vogliano aprire un pozzo di iniezione di controllare la documentazione per accertarsi del livello di rischio sismico della località prescelta. Il provvedimento è stato approvato dopo le proteste degli abitanti di Azle, una cittadina nei dintorni di Forth Worth colpita da una serie di scosse dopo l'inizio dei pompaggi. Per Stump, è difficile stabilire una connessione precisa tra un singolo pozzo di iniezione e un terremoto, "ma studiando una quantità sufficiente di eventi, spero che possiamo arrivare alla comprensione di questi processi". 

Elizabeth Cochran, sismologa dello U.S. Geological Survey, sostiene che di solito occorre circa un anno di studi per accertare la causa di un terremoto. "Di solito installiamo strumenti addizionali, che ci permettono di ottenere dati migliori sulla posizione", spiega, "in modo da capire dove si trovano le faglie in rapporto ai pozzi di iniezione. Così possiamo determinare quanto sia probabile che una specifica serie sismica sia collegata all'attività petrolifera. C'è ormai una serie di studi che indica che il pompaggio di liquidi di scarico sia tra le cause. Il nesso non riguarda un evento sismico preciso, ma probabilmente una significativa parte di quegli eventi". 

Cochran ha studiato in particolare il caso dell'Oklahoma, dove sono aumentati, oltre ai terremoti veri e propri, anche le scosse di assestamento. "È un cambiamento radicale", sostiene: "di solito gli eventi sismici hanno un andamento prevedibile. Quindi dev'esserci un elemento che ha forzato la situazione, ed è qui che potrebbe entrare in gioco l'iniezione di liquidi". 

Tra i rappresentanti dell'industria, la parola d'ordine è minimizzare. Chad Warmington, presidente della Oklahoma Oil and Gas Association, sostiene che è ancora troppo presto per capire se c'è una connessione tra i pozzi di iniezione e l'attività sismica o se si tratta di un fenomeno naturale. 

"Siamo preoccupati perché anche noi viviamo qui", dice, "ma non vogliamo che il problema sia affrontato con reazioni istintive, ad esempio aumentando divieti e restrizioni che non sarebbero efficaci a ridurre il rischio sismico".

Nationalgeographic

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Commenti: 1
  • #1

    Daniele (martedì, 10 febbraio 2015 18:20)

    Negli Usa vi sono moltissimi studi che provano la correlazione tra terremoti locali e tecnica di Fracking.
    In alcune zone sono pefino intervenuti gli enti locali per fermare le attivita a causa di continui terremoti.
    Metano e altri gas si sono infiltati nelle tubature dell'acqua potabile provocando scoppi e incendi nelle abitazioni e rendendo le fonti idriche insevibili.
    Le compagnie lo sanno benissimo e quando chiedono l'autorizzazione ai proprietari terrieri obbligano i medesimi a firmare un accordo dove essi sollevano le compagnie da ogni responsabilita' in caso di incidenti,contaminazioni e ogni altro effetto possibile, se essi non accettano questa clausola le compagnie non pagano loro i diritti allo sfuttamento.
    Di conseguenza da un punto di vista legale, nonostante la tecnica del fracking sia effettivamente responsabile, non si puo' procedere contro le compagnie di estrazione,ne asserire che siano state responsabili degli effetti collaterali.
    Tutte le corporation usano la stessa tecnica per fare soldi a scapito della popolazione senza pagarne il prezzo e farla franca per ogni danno causato a terze parti. Accolando le spese delle bonifiche e la riparazione danni allo stato o agli stessi cittadini che hanno subito i danni.
    Spsso le stesse assicurazioni sono di proprieta delle stesse compagnie di trivellazione, cosi i cittadini vengono truffati due volte.
    La prima volta con 4 soldi gli trivellano il terreno e quei 4 soldi dati se li riprendono dalla assicurazione che pretende il pagamento della poliza dai proprietari terrieri, ma alla richiesta di risarcimento il premio non viene elargito poiche' gli stessi proprietari terrieri hanno firmato nel contratto di estrazione la clausola di non ritenere la compagnia responsabile per eventuali danni.
    Cosi si tengono i danni, e in piu' sono obbliagati a pagare una poliza assicurativa che non risarcira mai i danni subiti.
    Ma il bello e' che e' tutto assolutamente legale.
    Tanto per fare un altro esempio di truffe assicurative, basti pensare che durante l'uragano Kartina molti abitanti di New Orleans nonostante avessero stipulato una assicurazione sulla casa che copriva i danni in caso di alluvione non furono risarciti, poiche' fu la diga a tracimare.
    E dal punto di vista lessicale si tratto di tracimazione e non di allagamento.
    I cittadini non videro nemmeno un centesimo dalle compagnie assicurative.
    Non solo, durante un un tornado una famiglia americana perse il tetto della propria abitazione a causa di un furgone che sollevato dalla potenza dei venti fini per schiantarsi sul tetto dalla loro abitazione distruggendolo.
    Nonostante la polizza assicurativa per danni da tornado anche loro non videro un centesimo poiche' secondo la compagnia assicuratrice, fu il furgone a causare il danno al tetto e non il tornado direttamente.
    Ora sapete perche' sentite dire spesso (dai potenti) Dio Benedica L'America.