Che "gusto" ha la Luce? 

Per ora il privilegio è solo dei piccoli vermi Caenorhabditis elegans. Loro hanno già gustato il "sapore" inconfondibile della luce, un "sapore" che sanno riconoscere perfettamente, grazie a due recettori del gusto che si attivano in presenza dei composti tossici prodotti dalla reazione tra luce e ossigeno. La "capacità" di questi vermi è stata scoperta dai ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (Mit). Nel loro studio, pubblicato su Neuron, ipotizzano perfino l'esistenza di un meccanismo simile anche nell'uomo. Se nuove ricerche dovessero confermare questo risultato, allora potremmo trovarci di fronte a un sistema di percezione della luce del tutto nuovo, mai osservato finora. A oggi, infatti, si conoscono solo meccanismi di rilevazione che funzionano grazie ai cromofori, cioè piccole molecole che cambiano forma oppure trasferiscono elettroni ogni volta che assorbono una particella di luce (fotone). A seguire i dettagli.

Ad aprire questo nuovo capitolo della biologia sono i vermi C. elegans, dei veri e propri "Dracula" che sfuggono continuamente alla luce.


Oltre a scappare, i vermi colpiti dalla luce smettono anche di mangiare, per evitare di ingerire sostanze tossiche che possano danneggiare in modo irreparabile sia le cellule sia il Dna. Entrambe queste reazioni di difesa sono scatenate dalla presenza del perossido di idrogeno, prodotto dall'interazione tra luce e ossigeno.


A far scattare l'allarme sono due recettori del gusto (chiamati GUR-3 e LITE-1) che si trovano nella faringe, su due dei 302 neuroni che compongono il sistema nervoso dell'invertebrato. Il recettore GUR-3 si attiva in presenza di perossido di idrogeno, mentre il recettore LITE-1 si accende in presenza sia del perossido di idrogeno sia di altre specie reattive dell'ossigeno generate dalla luce.

Repubblica.it

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