Un sistema solare antichissimo rilancia l'ipotesi che la via Lattea abbia già ospitato la vita

La vita nell'universo potrebbe essere non soltanto molto diffusa, ma antichissima. È lo scenario aperto dalla scoperta di 5 pianeti dalle dimensioni confrontabili a quelle della Terra. Questo sistema solare, antico oltre il doppio del nostro, si è formato infatti 11,2 miliardi anni fa. Annunciato sull'Astrophysical Journal, il risultato si deve al gruppo di ricerca guidato da Tiago Campante, dell'università britannica di Birmingham. La scoperta ha fatto rapidamente il giro del mondo, dal Guardian, all'Independent per arrivare alla BBC. La scoperta potrebbe mettere in discussione i criteri sullo sviluppo e la diffusione della vita nella nostra galassia, presente e passata, facendo dire agli scienziati che "forse abbiamo sottovalutato la capacità della Via Lattea di ospitare sistema planetari simili al nostro."

Il sistema solare "d'epoca" ruota intono alla stella chiamata Kepler 444 è il più antico che si conosca con pianeti grandi quando la Terra. 

Quando è nato il nostro pianeta, 4,5 miliardi di anni fa, i mondi rocciosi di questo sistema avevano già una volta e mezzo l'età che ha la Terra oggi.

A scoprire 'l'anziano' sistema planetario è stato il cacciatore di pianeti della Nasa, il telescopio spaziale Kepler, che ha individuato i 5 "mondi alieni" mentre transitavano davanti al disco della loro stella.

Le composizioni dei pianeti rocciosi ancora non si conoscono.

Gli scienziati hanno condotto la loro ricerca utilizzando l’astrosismologia - ossia ascoltando le risonanze naturali della stella ospite, causate dai pianeti che le ruotano attorno. Queste oscillazioni portano a minuscoli cambiamenti o impulsi di luminosità della stella, consentendo ai ricercatori di misurare il diametro, la massa e l’età della stella. I pianeti sono stati poi rilevati dall’oscuramento che si verifica quando i pianeti transitano davanti al disco stellare. Questa variazione nell’intensità della luce stellare ha permesso agli scienziati di misurare con precisione le dimensioni dei pianeti rispetto alle dimensioni della stella.


Per Campante la scoperta potrebbe avere implicazioni di vasta portata: ''ora sappiamo che i pianeti delle dimensioni della Terra si sono formati molto presto nella storia dell'universo, e questo potrebbe implicare l'esistenza di forme di vita molto antiche nella nostra galassia''.


Oltre che sulle origini della vita nell'universo il risultato potrebbe fare luce sull'era in cui sono cominciati a formarsi i primi pianeti. ''Questa scoperta - rileva - potrebbe adesso aiutare a individuare quella che potremmo chiamare 'l'era della formazione dei pianeti'''.


Scienziati entusiasti

Secondo il professor Bill Chaplin, dell’Università di Birmingham e leader del gruppo che nell’ambito della missione Kepler si è occupato delle stelle di tipo solare, «la scoperta di pianeti extrasolari in orbita attorno a stelle simili alla nostra, ci spinge a continuare la ricerca di pianeti simili alla Terra nel vicinato del nostro Sistema Solare».


«Questo eccezionale risultato consolida le potenzialità dell’astrosismologia nella determinazione dei parametri fisici delle stelle», sottolinea Ennio Poretti dell’INAF-Osservatorio Astronomico di Brera, raggiunto da Media Inaf per un commento. «Come ha dimostrato il caso di Kepler-444, la precisa determinazione di massa e raggio delle stelle ospiti  hanno una immediata ricaduta sulla conoscenza degli stessi parametri dei pianeti. La missione ESA PLATO 2.0 è basata su questo connubio maturato negli anni proprio tramite le missioni CoRoT e Kepler.  Ma ancor più significativo è l’uso dell’astrosismologia per rivelare quel dato che le stelle ostinatamente tendono a nascondere,  la loro età».

Bibliografia e risorse

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Commenti: 1
  • #1

    abc (sabato, 31 gennaio 2015 03:22)

    "Quando è nato il nostro pianeta, 4,5 miliardi di anni fa, i mondi rocciosi di questo sistema avevano già una volta e mezzo l'età che ha la Terra oggi."
    Ho dovuto rileggere due volte la frase per realizzare quanto tempo sia