"The Visit": il documentario che esplora in maniera autentica lo scenario del contatto extraterrestre

Un nuovo film indipendente che sarà presentato al Sundance Film Festival sta facendo parlare gli appassionati di alieni. Si tratta della prima opera che affronta il caso di un primo contatto con gli extraterrestri con la tecnica del falso documentario. "The Visit" infatti presenta lo scenario del contatto in maniera molto autentica, cercando di descrivere i problemi reali da affrontare nel corso di un evento del genere. Le ricostruzioni sono estremamente realistiche, e le situazioni che sembrano uscite da un fatto realmente accaduto, contribuiscono a creare un'atmosfera autentica che appassiona lo spettatore. L'elemento più geniale del film è l'uso di persone reali che potrebbero effettivamente trovarsi far fronte a una situazione di primo contatto. Gli scienziati, i militari e i funzionari governativi, tra cui Mazlan Othman, direttore dell'Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari spaziali, si sono offerti di apparire nel film. A seguire il Trailer, le foto e altri particolari.

L'opera si presenta come un mockumentary (dalla fusione delle parole inglesi mock, "fare il verso" e documentary, documentario) e crea degli eventi verosimili ma fittizi appositamente realizzati per rendere credibile la trama, alla scopo di creare una narrazione perfettamente assimilabile a quella di un evento storico realmente accaduto.

Riprendere gli aspetti ipoteticamente reali creando un racconto che induca nello spettatore il dubbio che tutto sia già successo, è un mezzo semplice e allo stesso tempo immediato per far comprendere la portata reale di un evento storico, come sarebbe in questo caso il contatto extraterrestre.


Si legge nel sito che presenta il documentario:


"Questo film documenta un evento che non ha mai avuto luogo . Il Primo incontro dell'uomo con la vita intelligente dallo spazio"

La Terra potrebbe non essere stata mai visitata dagli alieni, ma da quando c'è stata l'invenzione della radio e della televisione, gli esseri umani hanno inviato segnali nello spazio, annunciando la loro esistenza ad altre civiltà, per cui la questione non è "se succede", ma piuttosto "quando ". Con un accesso senza precedenti a tutti i livelli, dal direttore dell'Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari spaziali, agli esperti della NASA, ISU (International Space University), SETI (Search for Extraterrestrial Intelligence) Institute, e consiglieri militari, il film costruisce un agghiacciante e credibile scenario del primo contatto alieno sulla Terra, a cominciare dalla più semplice delle domande: Perché sei qui? Come pensi? Cosa vedi negli esseri umani che non vediamo in noi stessi?


The visit porta gli spettatori in un viaggio oltre il loro punto di vista terrestre e verso l'ignoto, rivelando le paure, le speranze, e i rituali di una specie costretta non solo a confrontarsi con forme di vita aliene che possono o non possono vedere noi come una minaccia, ma anche la propria immagine di sé e la questione più difficile di tutte: "Chi siamo noi".

Il regista del film, Michael Madsen, spiega: "In caso di una visita di tale portata ci sarebbe per lo meno di fronte  questioni fondamentali, inesplorate, e forse anche impensabili su noi stessi e il nostro posto nell'universo. Il mio obiettivo è l'esplorazione delle nostre reazioni probabili e delle precauzioni, così come delle conseguenze e delle implicazioni di un incontro con gli alieni "The Visit sarà mostrato in anteprima il 28 gennaio 2015 al Sundance Film Festival.

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Commenti: 8
  • #1

    nato (lunedì, 26 gennaio 2015 18:27)

    Finalmente qualcosa si sta muovendo..

  • #2

    Malles (martedì, 27 gennaio 2015 14:32)

    "The visit", ovvero il primo contatto...tra gli uomini e gli esseri di altri mondi è già avvenuto in modo molto diverso di come la letteratura fantascientifica l'ha immaginato. certamente non in modo così violento come nei vecchi film di fantascienza anni '50 (La cosa da un'altro mondo, Ultimatum alla Terra, La guerra dei mondi, L'invasione degli ultra corpi, ecc.) ma altrettanto sicuramente non nel modo elegiaco del cinema fanta come Incontri ravvicinati del terzo tipo, After Earth, E.T., oppure Cocoon.

    Va sottolineato che l'ufologia e la fantascienza sono due discipline senza nessun rapporto tra di loro, perchè la prima è una scienza (o una pseudoscienza, secondo i detrattori) e la seconda è una forma di narrativa. Questo tipo di opere hanno 3 possibili ambientazioni: sulla Terra, su un pianeta lontano, o nello spazio. Molto sporadicamente si sfugge a questa ripartizione, mostrando contatti che avvengono nel tempo oppure in universi paradimensionali, anche se risulta (come sempre) ottimo il romanzo del solito Asimov, "Neanche gli dei", che con molta arguzia non ricorre ad un contatto fisico, ma lo ottiene mediante una comunicazione attraverso una distorsione, "un buco", nel continuum spazio-temporale.

    Trovo simpatico un racconto di Fredric Brown: "Il vecchio, il mostro spaziale e l'asino". Qui si ha un incontro tra militari americani con un mostruoso extra trovato da un vecchio cercatore d'oro nel deserto, questi, a dorso di un somarello lo conduce all'appuntamento con i militari che, devono vincere la ripugnanza e si dicono più contenti quando il cercatore rivela che in realtà il mostro è solo un robot e il vero extra è lui stesso. Più contenti ancora quindi perchè "la razza dominante della galassia è umana". Per finire si scopre che anche il vecchio è un robot, e il vero extraterrestre è l'asino...L'intento morale di Brown è chiaro: non si deve badare alle apparenze, ma alla sostanza. Una vera lezione di antirazzismo...Un saluto

  • #3

    Daniele (martedì, 27 gennaio 2015 16:07)

    Apprezzo lo sforzo in linea generale, ma non credo che sara' chissa' che cosa come opera.
    Personalmente apprezzo poco i mockumentary mi danno l'impressione di un sottile inganno, ma ripeto e' solo una mia idea personale.
    Cmq credo sia molto difficile per qualsiasi regista cercare di raccontare una storia come questa senza incappare negli ormai inflazionatissimi stereotipi, del tipo scienziati svegliati nel cuore della notte e scortati in chissa' quale centro supersegreto,militari sbraitanti e diffidenti sia degli scienziati e sia degli alieni, tute anticontaminazione e sale preoperatorie immacolate, e alla fine un mucchio di domande che non potendo avere risposta (per forza di cose" rimarranno eluse alla fine del "film".
    Dal mio punto di vista il mondo non e' pronto e non lo sara' mai se non iniziamo a investire in cultura a livello planetario.
    Voglio dire, se voi foste il capo della flotta aliena inviata per comunicare con i terrestrri come fareste ? con chi parlereste ?
    sulla Terra non parliamo neppure la stessa lingua tra terrestri, la nostra forma di governo e' rappresentata da governi e confini delimitati ancora da fiumi e montagne, assomigliamo molto ad una forma tribale 2.0. Nel giro di 1000-2000 km passate da citta come New York alla poverta dei paesi sud americani. continuiamo a spararci e fare guerre per risorse, e perfine per "ideologie religiose". Dal punto di vista antropologico e sociale, passereste da un fisico premio nobel, ad un capo tribu la cui societa' e rimasta praticamente al neolitico e vive in capanne e usa attrezzi rudimental.
    Insomma credo che sia al lato pratico impossibile contataare l'inera umanita' e a mandare un messaggio che possa essere recepito in maniera univoca. Verrestre scambiati sia che per Alieni,sia che per invasori, chi vi applaudirebbe, chi vi odierebbe, chi addirittura vi scambiereste per Dei.
    Assisteremmo a opinioni molto diverse sia in campo politico,religioso, e sociale, passando da moviementi amici delle stelle pronti ad imbarcarsi per viaggi spaziali, fino a movimenti xenofobi urlanti in piaza.
    Credo che in questo caso non vorrei essere il "capitano Kirk" incaricato di contattare la Terra,

  • #4

    IBelive (mercoledì, 28 gennaio 2015 08:05)

    E se fosse un modo per prepararci tutti! gli ufologi cono da sempre favorevoli alla diffusione film simili perchè possono preparare l’umanità a conoscere altri esseri. La finzione cinematografica dà una grande mano in questo senso. Utilizzando la finzione si possono dire cose vere senza paura di censura, come facevano i comici ai tempi dei re. Chi è scettico non farebbe affatto male a capire i meccanismi di questa propaganda ;) Infatti WELLS quando ha raccontato l’invasione aliena della Terra era al soldo dei servizi segreti americani.

  • #5

    Daniele (mercoledì, 28 gennaio 2015 15:03)

    @IBelive
    Sarabbe bello che tutto cio' sia fatto per preparare il mondo culturalmente al primo contatatto ufficiale.
    Ma vedendo cosa accade nel mondo, in questa specie di Terza guerra mondiale combattuta in comparti stagni, apparentemente ma solo apparentemente scollegati fra loro, credo che siamo piu' sul punto di una nuova catastrofe bellica globale,rispetto che ad un condizionamento pilotato per prepararci al primo contatto.
    La storia si ripete, e mi sembra che siamo piu' vicini ai primi del 900 che ai primi del nuovo millennio.
    Se dovessi citare una frase ad effetto direi che questo mondo e' solo sete di potere e non vi e' null'altro.

  • #6

    umberto telarico (venerdì, 06 febbraio 2015 17:25)

    Ma di quale "contatto umano-alieno" si sta parlando? Che i rappresentanti di varie razze aliene ci hanno già visitati migliaia di anni fa è un dato incontrovertibile che emerge dai miti, dalle leggende, dalle religioni, dagli ooparts e dalle migliaia di reperti paleo-astronautici dalle caratteristiche "spaziali", presenti nei musei (e nelle cantine di questi) di tutto il mondo. In tempi molto più recenti, ossia dal 1940 fino agli anni 80 del XX secolo, i contatti umano-alieni si sono notevolmente intensificati e palesati in quasi tutti i paesi delle Terra. Finora, in tutti i casi, la "risposta" dei governi nazionali ed ogni organismo sovrannazionale è stata sempre la stessa: Cover-up, disinformazione, eliminazione di prove, testimoni e ricercatori (ufologi e non) scomodi e "pericolosi" per il vigente status-quo economico, politico e religioso internazionale, non che dei suoi più che squallidi -criminali- rappresentanti. In un tale "buio scenario" sociale, scientifico e culturale, ci vuole davvero un "grande ottimismo" e un'altrettanto cieca "buona fede e credulità" nei confronti dei beceri rappresentanti del potere costituito oggi vigente, per "credere" in un prossimo evento di contatto umano-alieno diffuso e conclamato a livello istituzionale, "accettato" docilmente e pacificamente da coloro i quali, se ciò dovesse avvenire, perderebbero -di colpo e in modo irreversibile- ogni leadership e controllo sulle rispettive società umane (quanto meno una gran parte di queste) oggi a loro sottomesse. Se poi, un giorno, i vari governi dovessero "ufficializzare" un contatto umano-alieno con un gruppo e/o una delle specie aliene presenti nel nostro ambito planetario, ci dovremmo preoccupare per davvero; in questo caso, difatti, potremmo essere certi del fatto che, tali visitatori, sarebbero certamente in combutta con i governi (magari con quella oscura "cupola" che di fatto controlla l'economia e la politica delle varie nazioni) per fini tutt'altro che filantropici. Meditate gente........meditate - Umberto Telarico-Ricercatore e Libero Pensatore

  • #7

    David XXX (domenica, 22 marzo 2015 03:26)

    Per quando uscirà in italia diventerò nonno.........

  • #8

    Angelo (lunedì, 23 marzo 2015 14:07)

    @IBelive
    hai detto bene è un modo per prepararci.
    Gli ufologi sono favorevoli alla diffusione di tali film solo per il loro tornaconto ovvero scrivere articoli su riviste o libri e conferenze varie. Quando avviene un caso reale, ne abbiamo avuti, inizia un guerra tra loro, peggio della Terza Guerra mondiale, per la gestione ed alla fine lo stesso diventa un falso.
    La fantascienza è il primo passo verso la verità ricordiamoci di Giulio Verne che con i suoi racconti ha anticipati quello che sarebbe successo dopo.