Next Generation Transit Survey: In Cile 12 nuovi telescopi per la caccia ai pianeti extrasolari

La caccia ai pianeti extrasolari trova un nuovo alleato. L'NGTS (Next-Generation Transit Survey) ha conseguito la prima luce all'Osservatorio dell'ESO al Paranal, nel Cile settentrionale. Questo progetto formato da 12 telescopi, cercherà transiti di pianeti extrasolari, cioè pianeti che passano di fronte alla propria stella madre e di conseguenza producono una lieve attenuazione della luce della stella che può essere osservata da strumenti molto sensibili. I telescopi si concentreranno nella ricerca di pianeti delle dimensioni di Nettuno e più piccoli, con diametro tra due e otto volte quello della Terra.

L'NGTS  infatti è un sistema osservativo a grande campo, composto da una schiera di dodici telescopi, ciascuno con un'apertura di 20 centimetri

A darne notizia è proprio l'Eso (European Southern Observatory) che in Cile gestisce i tre siti osservativi di Paranal, La Silla e Chajnantor. A seguire tutti i dettagli.

Questa nuova struttura - costruita da un consorzio britannico, svizzero e tedesco e che l'Eso ospita ma non gestisce - sfrutta le superbe condizioni osservative e le strutture disponibili presso il sito cileno. "Ci serviva un sito in cui le notti serene fossero tante e l'aria limpida e secca, in modo da poter fare misure molto accurate e il più spesso possibile, il Paranal era di gran lunga la scelta migliore", dichiara Don Pollacco dell'Università di Warwick nel Regno Unito, uno dei dirigenti del progetto Ngts.


NGTS è progettato per funzionare in modo robotico e terrà sotto controllo in modo continuo la luminosità di centinaia di migliaia di stelle relativamente brillanti nel cielo meridionale.

Cercando gli esopianeti in transito raggiungerà un livello di accuratezza nella misura della luminosità delle stelle - una parte su mille - mai prima raggiunta da uno strumento per survey a grande campo che opera da terra. Questa grande accuratezza nella misura delle luminosità, su un campo molto grande, è tecnicamente molto impegnativa, ma tutte la tecnologie chiave necessarie per l'NGTS erano già stata dimostrate come fattibili su un prototipo più piccolo, in funzione a La Palma, nelle isole Canarie, tra il 2009 e il 2010. L'NGTS si basa anche sul successo dell'esperimento SuperWASP, che finora guida la classifica della rilevazione dei grandi pianeti gassosi.


Le scoperte dell'NGTS verranno ulteriormente approfondite con altri telescopi più grandi, tra cui il VLT (Very Large Telescope) dell'ESO. Uno degli scopi è di trovare pianeti piccoli che siano sufficientemente brillanti per misurarne la massa planetaria. Di conseguenza si potranno stimare le densità dei pianeti e quindi derivare indizi sulla loro composizione. Sarà anche possibile sondare l'atmosfera degli esopianeti durante il transito. Infatti in questo periodo una parte della luce della stella attraversa l'atmosfera dell'esopianeta, se presente, e lascia una traccia piccola, ma identificabile. Finora sono state portate a termine solo poche di queste osservazioni così delicate, ma l'NGTS fornirà molti obiettivi potenziali.


Questo è il primo progetto di telescopio ospitato, ma non gestito, dall'ESO al Paranal. Altri progetti che operano con accordi simili si trovano al sito più vecchio dell'Osservatorio di La Silla. I dati dell'NGTS confluiranno comunque nel sistema di archiviazione dell'ESO e saranno disponibili per gli astronomi di tutto il modo per i prossimi decenni. Peter Wheatley, uno dei capi-progetto dell'NGTS, dell'Università di Warwick, conclude: "Siamo entusiasti di iniziare la nostra ricerca dei piccoli pianeti intorno alle stelle vicine. Le scoperte dell'NGTS e le osservazioni di approfondimento dei telescopi da terra e dallo spazio saranno passi importanti per la nostra ricerca sull'atmosfera e la composizione dei pianeti piccoli come la Terra."


Il Consorzio NGTS è composto dall'Università di Warwick, Regno Unito; dalla Queen’s University di Belfast, Regno Unito; dall'Università di Leicester, Regno Unito; dall'Università di Cambridge, Regno Unito; dall'Università di Ginevra, Svizzera e da DLR di Berlino, Germania.

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