Scoperti “Kepler-438b” e “Kepler-442b” gemelli della Terra nella zona abitabile

Da poco rientrato in "servizio" a causa di un guasto nel suo sistema di orientamento, il telescopio spaziale della Nasa Kepler -che ha appena  il traguardo dei mille esopianeti scoperti- non finisce di stupire. Tra i pianeti scoperti due di loro, denominati “Kepler-438b” e “Kepler-442b2", hanno attirato l'attenzione degli astrobiologi.  Sono poco più grandi della Terra e si trovano, rispettivamente, a 475 e 1100 anni luce di distanza dal Sistema solare. Entrambi si trovano della zona abitabile, dove potenzialmente si può trovare acqua liquida e un ambiente favorevole allo sviluppo della vita. Gli ultimi risultati di queste ricerche sono state presentati al meeting dell’American Astronomical society, e sono in corso di pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal”. A seguire i dettagli.

Kepler-438b” e “Kepler-442b”, orbitano intorno a stelle più piccole e più fredde del Sole e questo rende le loro fasce di abitabilità più prossime ai loro astri di riferimento, in direzione della costellazione della Lira.


Entrambi gli esopianeti infatti orbitano intorno ad una nana rossa. Il primo, Kepler 438b, dista 475 anni luce dalla Terra, ha una massa superiore a quella del nostro pianeta di circa il 12%, e il 70% di probabilità di essere composto di roccia e di rientrare nella zona abitabile della sua stella. Il secondo, Kepler 442b, è più distante, trovandosi a circa 1.100 anni luce da noi, è più grande della Terra di circa il 30%, ha una probabilità del 97% di trovarsi nella zona abitabile e del 60% di essere solido.


Occorreranno nei prossimi mesi analisi più approfondite per studiare le caratteristiche di questi nuovi mondi. Gli scienziati della Nasa stanno preparando un nuovo catalogo degli esopianeti, in cui saranno inseriti anche i nuovi dati raccolti nell’ultimo mese da Kepler. Gli astronomi proveranno, ad esempio, a capire quanto è frequente l’esistenza di pianeti rocciosi in zone di abitabilità di stelle simili al Sole. “Stiamo cercando di comprendere il nostro posto nell’universo – sottolinea Fergal Mullally, dell’Ames research center della Nasa e membro del progetto Seti (Search for extraterrestrial intelligence) -. Siamo più vicini di quanto non lo fossimo mai stati alla scoperta di Terre gemelle, che orbitano intorno a stelle come il nostro Sole. È a questi pianeti che stiamo dando la caccia”.

Le prossime tappe di questa caccia saranno il lancio, nel 2017, del successore di Kepler, il telescopio della Nasa Tess (Transiting exoplanet survey satellite), che esplorerà l’intera volta celeste, anziché uno spicchio come fa Kepler. I possibili candidati come gemelli della Terra verranno poi studiati più approfonditamente dal successore del telescopio Hubble, il James Webb space telescope, che dovrebbe essere lanciato nel 2018. “La tappa finale di questo viaggio – conclude David Kipping, astronomo presso l’Harvard Smithsonian center for astrophysics e coautore del nuovo studio – è l’analisi dell’atmosfera di questi nuovi pianeti, alla ricerca di possibili tracce di vita, come un segnale relativo alla presenza di clorofilla”.

Scrivi commento

Commenti: 0