I segreti di Cerere, il pianeta nano più enigmatico: a Marzo l'incontro con la sonda Dawn

C'è un oggetto del sistema solare di cui si parla poco, e si discute ancora meno. Eppure è enigmatico e interessante. Stiamo parlando di Cerere, il pianeta nano compreso nella fascia degli asteroidi tra Marte e Giove. Individuato per la prima volta il 1º gennaio 1801 dall'astronomo italiano Giuseppe Piazzi, sarà la destinazione della sonda NASA chiamata Dawn, lanciata nel 2007, ed entrata da poco nella fase di approccio che dovrebbe portarla verso l'unico asteroide del sistema solare classificato come pianeta nano. La data stabilita per l'incontro è il 6 marzo 2015 e la sonda rimarrà nell’orbita di Cerere per circa un anno. Dawn avrà il compito di mappare la superfice di Cerere e di raccogliere dati geologici e termici che possano aiutare a capire qualcosa di più su questo enigmato corpo cosmico, sulla presenza di acqua sotto la superficie e sulla sua temperatura. Scopriamo di più sulla missione dopo il salto.

La sonda Dawn rientra nel Programma Discovery della NASA, ed ha già fatto visita all’asteroide Vesta nel 2011, dopo 14 mesi di orbita.

 

Cerere è un oggetto affascinante ed enigmatico che intriga gli scienziati e gli astrobiologi per la sua composizione. Di recente è stato osservato attorno all'asteroide del vapore acqueo transiente. L'origine di questo vapore e la presenza di acqua sono uno degli obbiettivi di studio della sonda Dawn. Più piccolo della Luna ma più grande della maggior parte gli asteroidi Cerere, a differenza di Vesta, non ha oggetti che gli orbitano attorno. E' l'approdo ideale per indagare a fondo i segreti del sistema solare primordiale. 


Dai risultati fin'ora raccolti sembra che Cerere abbia  un mantello spesso di ghiaccio e gli scienziati non escludono di trovare acqua liquida sotto la superficie. Una scoperta che potrebbe aprire scenari inaspettati.

 

Addirittura su Cerere qualcuno aveva sognato un'ipotetica colonizzazione futura, ed un suo "utilizzo come fonte di acqua, carburante e idrogeno per astronavi di passaggio verso la colonizzazione del sistema solare esterno, e base per missioni spaziali."

 

Paragonando la sua storia e la sua composizione a quella di Vesta, -l'altro asteroide visitato da Dawn, collocata nella stessa zona del Sistema solare-, i ricercatori sperano di ricostruire i processi evolutivi che sono stati all'origine del sistema solare.


Il ruolo dell'Italia

Anche l'Italia avrà un ruolo determinante nella missione, la prima a  raggiungere e orbitare intorno a due diversi corpi celesti. In particolare l’INAF ha curato la realizzazione dello spettrometro a immagine VIR (Visual and Infrared Spectrometer) nel visibile e vicino infrarosso. L'apparecchiatura è stata finanziata dall’ASI ed  è stata interamente costruito in Italia, come  ha spiegato a Media INAF Maria Cristina De Sanctis, ricercatrice presso l’Istituto di Astrofisica e Planetologia Spaziali dell’INAF a Roma. Semppe la ricercatrice ricorda che l’Italia contribuisce alle operazioni della sonda e partecipa alla missione con numerosi Co-investigators  e team members. Fra tre mesi sapremo se tutto è andato per il meglio.

Bibliografia e risorse

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