Curiosity scopre Metano e molecole organiche su Marte, nuovi indizi di vita sul pianeta rosso ?

Importante novità sul fronte dei possibili indizi della vita su Marte. Curiosity, il rover della NASA mandato sul pianeta rosso tra le altre cose per cercare le prove dirette o indirette di vita extraterrestre, ha rilevato una quantità di metano nell’atmosfera circa 10 volte superiore rispetto a quella misurata nel punto in cui era atterrato nell’estate del 2012. La comparazione è stata effettuata tra il periodo di approdo del rover su Marte e gli ultimi mesi della sua permanenza. I ricercatori a questo punto dovranno indagare sulle origini della concentrazione anomala di metano, elemento associato da sempre alla possibile presenza di vita organica. Infatti gli organismi viventi producono grandi quantità di questo gas nonostante lo stesso si possa produrre per processi geologici e chimici che non c’entrano direttamente con la vita.  La scoperta è stata pubblicata sulla rivista scientifica Science e ha fatto subito il giro del mondo. Intanto la Nasa ha confermato che da un campione analizzato sempre da Curiosity sarebbero state trovate  molecole organiche.

A seguire i dettagli di queste due eccezionali scoperte.

"È un risultato che lascia molto, molto perplessi", dice il planetologo Joel Levine al National geographic. "O Marte ha un'attività geologica, il che sarebbe sorprendente, oppure ospita forme di vita, il che avrebbe implicazioni ancora più profonde". 


Le oscillazioni del tasso di metano nell'atmosfera di Marte incuriosiscono da decenni gli scienziati a caccia di vita sul pianeta rosso: così, quando nel novembre 2013 Curiosity ha rilevato un improvviso aumento di ben dieci volte, il team di Curiosity è entrato subito in agitazione. 


Durante le sue esplorazioni, il rover ha registrato quattro episodi di netto aumento delle concentrazioni di metano nell'aria del pianeta. I valori restavano alti solo per qualche settimana ed erano concentrati in un breve segmento - circa 800 metri - del tracciato seguito dal rover. Il dato, sostiene Sushil Atreya, uno degli studiosi del team, fa pensare che il metano venga da una sola fonte di emissioni, probabilmente situata a nord del punto in cui si trova Curiosity, nel cratere Gale. 

Gli scienziati avvertono che, oltre che dall'attività biologica, il metano può essere prodotto anche dall'interazione tra acqua e rocce o dagli effetti della luce solare su eventuali resti di meteorite caduti sulla superficie marziana. Ma l'ipotesi che sia originato da microbi non è affatto escluso. "Dai dati non siamo in grado di dire se sia di origine biologica o geologica", riassume Atreya. 

I dati sono sorprendenti in ogni caso. Da stime precedenti, si pensava che il metano prodotto dall'impatto di meteoriti o comunque prodotto sulla superficie di Marte restasse nell'atmosfera per 300 anni. Quello rilevato da Curiosity, invece, spariva nel giro di qualche settimana. Inoltre, il tasso di metano "di fondo" presente comunque nella sottile aria marziana era la metà di quello previsto in base alle misurazioni effettuate in passato da telescopi e sonde orbitanti. 

I ricercatori prima di lasciarsi andare all'entusiasmo giustificato vogliono capire se le tracce trovate siano  frutto di un’attività biologica o di attività geologica di qualche tipo nei pressi della superficie marziana.

 

E' bene ricordare che già altre volte si era dedotta la presenza di metano sul pianeta ma le prove indirette non erano riuscite ad essere soddisfacenti. I nuovi dati raccolti da Curiosity invece sono più dettagliati, tanto da aver subito acceso il dibattito tra gli scienziati.

 

Tra i più ottimisti sulla possibilità di trovare forme di vita su Marte c'è Vladimir Krasnopolsky, della Catholic University of America di Washington che fa notare che sul pianeta rosso l'attività vulcanica è assente da milioni di anni, quindi "la fonte più plausibile del metano marziani sono batteri metanogenici". Anche Levin scommetterebbe, seppur con moderazione, sull'esistenza dei microrganismi. 

 

Ma Atreya smorza gli entusiasmi eccessivi avvertendo che gli eventuali batteri metanogenici potrebbero anche non essere vivi in questo momento. Il gas potrebbe essere stato prodotto in passato - da attività biologica o geologica - e poi essere rimasto intrappolato sotto la superficie "anche per miliardi di anni" sotto forma di composti congelati, i clatrati, per poi ricomparire lentamente nell'atmosfera a causa dell'erosione. 

 

C'è poi un altro studio, pubblicato sempre su Science, che ha analizzato un campione di roccia trapanato da Curiosity e che avrebbe rilevato alcuni composti organici, che potrebbero essersi formati direttamente su Marte o essere stati trasportati in tempi remoti sulla sua superficie da una cometa o un asteroide, in seguito a un loro impatto con il pianeta. Le molecole organiche che sono state trovate sono un un ulteriore indizio che il pianeta ha nella suo suolo -oltre che nell'atmosfera- i mattoni della vita, indispensabili perchè si produca o si sia prodotta in passato, un'evoluzione anche primitiva di microbio o esseri viventi, in forme elementari o complesse. Tutti questi elementi presi singolarmente non costituiscono la prova che ci sia oggi vita aliena su Marte, ma uniti tra loro -con ulteriori analisi- potrebbero fornire l'evidenza scientifica che il pianeta rosso ospiti vita organica, una scoperta che se confermata sarebbe rivoluzionaria pur nella sua semplicità. 

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Commenti: 9
  • #1

    IO (mercoledì, 17 dicembre 2014 23:00)

    Bell'articolo.

  • #2

    Daniele (giovedì, 18 dicembre 2014 16:25)

    Questi continui indizi senza la possibilita' di trovare la pistola fumante, sono indice (mio parere personale) che la ricerca della vita tramite prove indirette
    (Curiosity non e' attrezzato specificatamente per la ricerca di vita nonostante il parere contrario del caro Franz) che la Nasa ha intrapreso non forniranno
    prove schiaccianti (per ora) della presenza di forme di vita sul pianeta rosso.
    Forse (sempre mio parere personale) visto il costo gia' eserbitante di Curiosity (2,5 miliadi di dollari) tanto valeva fare 31 e dotarlo di strumentazione specifica anche per la ricerca di vita.
    Sarebbe un bello smacco per gli USa se dopo tantissimi rover e missioni su Marte a stelle e strisce, fossero gli indiani o gli europei a scoprire la vita su marte grazie a rover o stumentazioni specifiche solo per la ricerca di vita e che accantonassero le indagini geologiche.
    sinceramente a me interessa la risposta ossia vita si o vita no. E non la bandiera che risolvera questo mistero.


  • #3

    IBelive (venerdì, 19 dicembre 2014 13:04)

    Ma come marte non era un pianeta morto inerme da buttare? E partirà la gara a sminuire questa notizia. Pronti partenza via !

  • #4

    Franz (venerdì, 19 dicembre 2014 13:33)

    Daniele "non e' attrezzato specificatamente per la ricerca di vita" dipende dove si troverebbero queste forme di vita se queste si trovassero nelle profondità del pianeta la sonda di certo non sarebbe atrezzata per scendere nelle profondità nel sottosuolo.
    "la ricerca della vita tramite prove indirette"è necessaria dato che nessuno sa dove queste forme di vita (ammesso che ci siano) si troverebbero.

  • #5

    Franz (venerdì, 19 dicembre 2014 20:57)

    IBelive Marte è un pianeta morto sul piano geologico ed esternamente il pianeta non ha le condizioni per ospitare la vita.

  • #6

    IBelive (sabato, 20 dicembre 2014)

    ma che ne sai? Marte non doveva neanche contenere acqua, come la Luna e la Nasa è stata smentita. Tu conosci sempre tutto ? Sai anche cose che non sanno gli stessi ricercatori...ma se hai tutte queste certezze come mai non lavori per loro ? marte è stato un pianeta vivo e lo è tutt'ora, noi non conosciamo neanche la terra per interno e tu pensi che Marte ci abbia rivelato tutti i suoi segreti? Illuso :DDD

  • #7

    Franz (sabato, 20 dicembre 2014 17:24)

    Io come la NASA mi baso su ciò che si è potuto scoprire sino ad 'ora, basterebbe informarsi un po cosa che evidentemente lei non fa.
    Invece lei come fa a sapere che Marte è un pianeta vivo tutt'ora? Lei ne sa forse più dei ricercatori?

  • #8

    Daniele (domenica, 21 dicembre 2014 13:24)

    @ Franz
    Si daccrodo, ma tu dimentichi l'evoluzione.
    Sulla Terra le forme di vita batteriche in miliardi di anni si sono evolute e conquistato tutto (tutto) il pianeta.
    Dai gelo dell'artico, al deserto infuocato,nei laghi acidi,nelle profondita' abissali,nelle profondita' terrestri,nei comignoli vulcaniti,nellacido della batteria
    e perfino colonie di batteri vivono beatamente sulle barre dei reattori nucleari.
    Si chiamano per farla breve batteri estremofili.
    Ora se su Marte esiste la vita, come si e' adattata alle condizioni del pianeta Terra (anche in quelle estreme) dovrebbe essersi adattata in miliardi di anni anche all'ambiente marziano (sempre che esita vita).
    Quindi se esiste e' molto probabile trovarla anche a pochi cm dal sottosuolo. E chissa' forse in miliardi di anni i batteri marziani si sono adattati anche alla superficie e alle radiazioni ultraviolette, sfruttanto per esempio le tempeste di sabbia (molto frequenti su marte) per spostarsi e colonizzare il pianeta.
    Ora la ricerca tramite prove indirette non dara' mai ! una certezza. E i dati possono sempre essere letti o interpretati.
    Per (esempio si trova metano ? ma e' di origine batterica...o chimica ? molecole organiche....si ma potrebbero anche derivare da meteoriti e asteroidi...
    ..e cosi via).
    Insomma se senti battere alla porta poi indirettamente capire che fuori c'e' qualcuno...ma...e' stato il vento ? un amico ? oppure puo' essere anche
    l'elefante del circo....non lo saprai mai.
    Quindi il discorso e' come un cane che si morde la coda.
    Non credo che Curiosity possa confermare o smentire definitivamente la diattriba.
    Sarebbe bello che la vita fosse presente anche lassu (marte)...ma credo che dovranno passare molti molti molti anni prima di saperlo con certezza.

  • #9

    Franz (domenica, 21 dicembre 2014 23:58)

    Ma i dati di Curiosity potranno orientare le future missioni che sono in programma.