La Terra ha uno scudo protettivo "simile" a quello di Star Trek

Lo scudo invisibile di Star Trek non è solo un'invenzione della fantascienza: esiste a circa 11.000 chilometri dalla Terra e respinge gli elettroni killer che ruotano intorno al nostro pianeta a velocità elevatissime, costituendo una minaccia per satelliti e astronauti. Pubblicata su Nature, la scoperta si deve al gruppo coordinato da Daniel Baker, dell'università del Colorado a Boulder. La barriera che blocca gli elettroni, che sfrecciano alla velocità di 160.000 chilometri, è stata scoperta nelle fasce di Van Allen. Queste sono due 'ciambelle' di gas elettricamente carico che circondano la Terra, ricche di elettroni ad alta energia e protoni in arrivo dal Sole, intrappolati dal campo magnetico terrestre. A seguire i dettagli.

Rappresentazione artistico dello scudo invisibile che circonda la Terra (fonte: Andy Kale, University of Alberta)
Rappresentazione artistico dello scudo invisibile che circonda la Terra (fonte: Andy Kale, University of Alberta)

A paragonare l'enorme scudo a quello di Star Trek, per rendere meglio l'idea è Daniel Baker, direttore dello CU-Boulder’s Laboratory for Atmospheric and Space Physics (LASP) e primo autore dello studio pubblicato su Nature.

 «È come se gli elettroni finissero per infrangersi contro una parete di vetro, nel bel mezzo dello spazio. Un po’ come succede con gli scudi deflettori che vediamo in azione a Star Trek, stiamo assistendo al curioso fenomeno di uno scudo invisibile capace di bloccare il transito agli elettroni ultrarelativistici che si muovono a velocità elevatissima nello strato superiore dell’atmosfera».


Cosa succeda in un ambiente carico di radiazioni come quello dello spazio vicino alla Terra è da anni oggetto di studi e ricerche in astrofisica. Le cosiddette fasce di Van Allen, vale a dire le regioni a ciambella cariche di particelle di alta energia che circondano il nostro pianeta e si sviluppano a partire da una quota di 6.300 chilometri fino a 40.000 chilometri, sono zone ricche di protoni ed elettroni imprigionate dal campo magnetico terrestre. È qui che si trova lo scudo deflettore scoperto dai ricercatori del Colorado.


Il team ha valutato una serie di ipotesi che potrebbero giustificare l’esistenza di una barriera simile. Potrebbe avere a che fare con le linee del campo magnetico terrestre che ingabbia protoni ed elettroni facendoli rimbalzare tra i due poli terrestri come perle sul filo di una collana. O forse con i segnali radio emessi da Terra e bastevoli a sparpagliare elettroni carichi sulla barriera, impedendone una ricaduta verso il basso. Ma sono spiegazioni senza fondamento scientifico.


Ci si aspetterebbe perlomeno che alcuni di questi elettroni si muovessero verso l’alto o il basso. Non è chiaro come un lento e graduale processo abbia spinto queste particelle verso la creazione di una frontiera forte e stabile.


Un altro scenario possibile è che sia la plasmasfera – ovvero la parte di magnetosfera più interna, una gigantesca nube di gas freddo e carico elettricamente che inizia a un migliaio di chilometri sopra la Terra e prosegue per migliaia di chilometri nella fascia esterna di Van Allen – ad essere responsabile di un sibilo a bassa frequenza capace di arginare gli elettroni. Un rumore bianco contro i pericoli dello spazio profondo.

 

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