Gli scienziati sono scesi nei "misteriosi" crateri siberiani nello Yamal: ecco le foto

Ricordate i misteriosi crateri siberiani apparsi nella penisola dello Yamal, termine russo che vuol dire "fine del mondo". Una missione nel gelo siberiano composta da ricercatori ed esperti, ha cercato di esplorare le voragini che si sono formate in estate. Più che un cratere la formazione si può definire una dolina, un cedimento della struttura sottostante, che ha portato il suolo a sprofondare.


Gli scienziati che hanno raggiunto uno dei tre crateri questa volta si sono portati dietro l’equipaggiamento speleologico, e si sono calati nelle profondità di questa voragine alta circa 16 metri e mezzo. Alla base hanno trovato un lago ghiacciato ed hanno effettuato un carotaggio. L’acqua, qui, è profonda altri 10 metri e mezzo. I campioni raccolti dovranno essere esaminati, per confermare l'ipotesi che le voragini siano state causate da cedimento del permafrost, dovuto al riscaldamento globale. Fin'ora per quanto logica l'ipotesi non è confermata da prove certe. Insieme alla missione sono state effettuate delle foto mozzafiato, che potete osservare dopo il salto.

Secondo le idee maturate dagli esperti, queste doline sono il frutto del riscaldamento globale. Appena era stato scoperto, Anna Kurchatova, del Centro per la ricerca scientifica del sub-articososteneva che il cratere (all'epoca solo uno) si fosse formato da un’esplosione connessa al  riscaldamento globale, che stava producendo un costante e inesorabile scioglimento del permafrost (lo strato di ghiaccio superficiale) nelle zone artiche.

 

Secondo la Kurchatova il permafrost disciolto si è man mano liberato del gas, finché la pressione ha causato un’esplosione. I gas come il metano, imprigionati sottoterra, a causa del calore superiore alla media hanno fatto aumentare la pressione all'interno di una cavità naturale finché il terreno circostante non è più riuscito a contenerla. Considerato che attorno al “cratere” c’è un anello di detriti che hanno formato un terrapieno, questo processo deve aver avuto un finale drammatico, non differente da un’esplosione in miniera.

Teoria confermata secondo le prime misurazioni, dalle tracce del gas metano ritrovare quest’estate, un indizio a sostegno della principale ipotesi. Si è dovuto attendere fino a Novembre per una esplorazione diretta il terreno era troppo umido e molle in estate per arrischiarsi a scendere nella voragine.

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Commenti: 2
  • #1

    chip (domenica, 16 novembre 2014 22:50)

    Volevo sapere quanto costa affittareun drone con la telecamera con protocollo WiFi e mandarlo subito in estate appena si era scoperto il bucone a prendere foto e non dopo mesi, quando il gelo e la neve hanno coperto molto bene tutte le belle tracce anomale, che le prime fotografie del cratere ben dimostravano

  • #2

    Ulisse (lunedì, 17 novembre 2014 16:27)

    1.da quello che c'è scritto nell'articolo dovevano effettuare i carotaggi dentro il cratere, il drone non serviva.

    2. ci sono tanti filmati dei buchi prese in estate

    3. è scritto.. il terreno era friabile e pericoloso

    4. sono scesi solo in un cratere le altre cavità, saranno ancora li.