Chi crede nell'Angelo Custode è più prudente e meno incline al pericolo

Un'entità  ti sorveglia e osserva tutte le tue mosse. Una protezione "dall'alto" che ti fa sentire più sicuro: è il famoso angelo custode. Potrebbe sembrare naturale pensare che chi crede a questa figura sia più sicuro delle proprie azioni e si permetta di correre dei rischi. Invece no. Anzi, è proprio il contrario. Uno studio scientifico appositamente organizzato per analizzare le attitudini di chi crede a questa "risorsa immaginaria" dimostra che queste persone in realtà sono quelle che corrono meno rischi nella propria vita. Pur essendo convinte di avere una "rete di protezione" speciale. La notizia ha fatto il giro del mondo ed è stata ripresa tra gli altri dal Medicaldaily e dal NyMagazine, che hanno pubblicato i risultati apparsi sulla rivista Sage Open

I ricercatori David Etkin, Jelena Ivanova, Susan MacGregor e Alalia Spektor della York University hanno condotto interviste su un campione di 198 persone rilevando che, fra chi crede nell'angelo custode, il 68% assicura che questa convinzione influenza il proprio comportamento. Ma mentre alcuni hanno confessato che questo li rende più inclini al pericolo, la maggior parte ha dichiarato di non essere molto tendenti al rischio. 

Per esempio, quando è stato chiesto ai partecipanti di giudicare la guida pericolosa in auto, la maggioranza di coloro che non credono all'angelo custode ha affermato che guidare a 20 km/h sopra il limite consentito è un atteggiamento rischioso a un livello 2, in una scala da 1 a 5. Mentre la maggioranza di coloro che credono in una "protezione invisibile" assegna un rischio di livello 3. "Può essere che le persone che hanno la tendenza a vedere il mondo come potenzialmente pericoloso siano anche i più inclini a credere in uno 'spirito guardiano' personale", hanno commentato i ricercatori.

Una storia che parte da lontano

La Chiesa cristiana primitiva ereditò il concetto di "angelo" dal mondo ebraico, in cui l'esistenza di un anello intermedio fra Dio e l'uomo era garante della trascendenza divina e la presenza di una "corte" di angeli attorno a Dio era una necessaria conseguenza della sua maestà regale. Nello stesso ambiente precristiano era anche comune assegnare agli angeli il controllo dei fenomeni naturali (ad esempio nel Libro di Enoch il gelo, la neve e altri fenomeni) e in particolare identificare gli angeli con le stelle fisse e gli arcangeli con i sette astri mobili (cinque pianeti più il sole e la luna).

 

La posizione della Chiesa Cattolica in merito agli angeli custodi

Pur essendo sempre una questione di fede, i cristiani prendono molto sul serio l'argomento. Il Catechismo della Cei per gli adulti afferma esplicitamente che «nella nostra cultura dubbi e negazioni riguardo agli angeli e ai demoni coesistono con il fascino dell’occulto». Perciò «occorre chiarire e chiedersi: ci sono davvero queste presenze nella storia? quale incidenza hanno?». La risposta è netta: «La rivelazione attesta la creazione dei puri spiriti e la loro chiamata alla comunione con Cristo. Creati liberi, possono liberamente accogliere o rifiutare il disegno di Dio». Quelli che hanno accolto il progetto divino «sono gli angeli santi», che «stanno davanti a Dio per servirlo, contemplano la gloria del suo volto e giorno e notte cantano la sua lode» e «accompagnano e aiutano la Chiesa nel suo cammino».

Nel Catechismo della Chiesa cattolica viene con chiarezza spiegato che «l’esistenza degli esseri spirituali, incorporei, che la Sacra Scrittura chiama abitualmente angeli, è una verità di fede. La testimonianza della Scrittura è tanto chiara quanto l’unanimità della Tradizione» (n. 328). «In tutto il loro essere, gli angeli sono servitori e messaggeri di Dio» (n. 329) e «in quanto creature puramente spirituali, essi hanno intelligenza e volontà: sono creature personali e immortali. Superando in perfezione tutte le creature visibili, e a quanto pare dando sicurezza e prudenza a chi ci crede.

 

Bibliografia e fonti

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Commenti: 1
  • #1

    Malles (sabato, 27 settembre 2014 21:22)

    Già all'alba dei tempi più remoti si manifestò la credenza in alcun esseri celesti che si muovono nella sfera del divino e che sembrano costituire come "corte" o l'esercito di JAHVEH. Di questi esseri non si ha un'idea molto chiara. Da un lato si ritiene che siano messaggeri divini e figli di Dio, da un'altro si ha una sconcertante concretezza, per cui gli angeli mangerebbero in compagnia degli umani, gustando pietanze a base di focacce, vitello, burro e latte (Genesi 18).

    Gli angeli delle più antiche tradizioni ebraiche mancano di individualità e sono tutti anonimi. Oltre ad essere intrmediari presso gli uomini, essi sono anche adoratori. Un aspetto che è presente nella Bibbia, spinge molti teologi ad immaginare un Paradiso "statico", mentre, con buona pace di taluni, il paradiso è quantomai dinamico, a cominciare dalle figure angeliche..San Paolo cercò di diminuire le prerogative che i cristiani davano agli angeli, come l'onnipresenza e persino l'onnipotenza, con la lettera ai Colossesi :"La vera realtà è il corpo di Cristo. Nessuno ve ne defraudi compiacendosi nel culto degli angeli (Colossesi 2:18)