Dopo 126 anni scoperta l'identità di Jack lo Squartatore ?

Arriva dall’Inghilterra - e non poteva essere altrimenti - l’ultima presunta rivelazione sul serial killer conosciuto come Jack Lo Squartatore, responsabile di almeno 5 omicidi compiuti a Londra nel 1888. Nel corso di oltre 100 anni sono state avanzate ipotesi più o meno fondate, teorie che hanno permesso agli esperti di restringere il cerchio intorno a una manciata di sospetti, da John Druitt ad Aaron Kosminski, passando per Michael Ostrog e George Chapman, senza dimenticare l'ipotesi Mary Pearcey, la cosiddetta Jill The Ripper. Ora sembra sia finalmente emersa la verità, anche se il condizionale è d’obbligo in questi casi - specie perchè la presunta “esclusiva mondialearriva dal non sempre affidabile Daily Mail. L’esperto di DNA Jari Louhelainen, docente di biochimica presso l’università di Liverpool, sarebbe riuscito a dare un nome e un volto a uno degli assassini più misteriosi di sempre: si tratterebbe dell’immigrato polacco Aaron Kosminski.

Russell Edwards tiene lo scialle che ha comprato nel 2007
Russell Edwards tiene lo scialle che ha comprato nel 2007

A lui l’esperto forense sarebbe arrivato grazie a delle tracce di DNA rinvenute sullo scialle di una delle vittime di Jack Lo Squartatore, Catherine Eddowes, acquistato a un’asta nel 2007 dall’inglese Russell Edwards. Sfruttando le più avanzate tecniche forensi, il dottor Louhelainen è riuscito a confrontare quelle tracce col DNA dei discendenti della vittima, così da trovare un collegamento con Eddowes, e infine col DNA dei sei sospettati dalle autorità.

 

 

Le analisi sono cominciate nel 2011 e soltanto nelle ultime settimane hanno portato alla presunta verità: su quello scialle sono state trovate anche tracce di Aaron Kosminski, che a questo punto, fino a prova contraria, sembra davvero essere il misterioso serial killer che ha terrorizzato la Londra di fine ottocento per una manciata di settimane nell’autunno 1888, compiendo delitti così brutali da essere passato alla Storia. Kosminski, ce lo dicono i documenti ufficiali, era un immigrato polacco e aveva appena 23 anni quando avrebbe compiuto quei massacri. Viveva a Greenfield Street insieme ai due fratelli e alla sorella, a poche decine di metri dal luogo in cui fu uccisa la terza vittima, Elizabeth Stride.

 

 

Un libro in uscita rivela i dettagli

La clamorosa scoperta è illustrata in un libro in uscita in questi giorni in Inghilterra. L’autore del libro Russell Edwards, è soddisfatto e non nasconde la sua gioia: «Ci ho lavorato per 14 anni- Abbiamo definitivamente risolto il mistero sull’identità di Jack lo Squartatore». 

 

Lo scialle che ha permesso la ricostruzione dei fatti ha una storia interessante.  

L’indumento lungo oltre 7 metri, ovviamente molto vecchio e danneggiato, era stato preso da un poliziotto sulla scena del delitto della quarta vittima di Jack, Catherine Eddowes, il 30 settembre 1888. Il sergente Amos Simpson chiese se poteva avere quell’indumento per la moglie sarta. Ma comprensibilmente, la moglie di Simpson reagì con orrore al pensiero di usare uno scialle insanguinato. E così l’indumento venne riposto al sicuro, mai lavato, e tramandato di generazione in generazione, fino al giorno della sua vendita all’asta, a parte un paio di anni in cui l’indumento fu dato in prestito allo Scotland Yard’s Black Museum.  

Dalle macchie di sangue e sperma ancora presenti sullo scialle è stato possibile risalire al Dna di Catherine Eddowes e del suo assassino e confrontarlo con quello dei discendenti di entrambi. E se è stata svelata la sua identità, non è ancora certo il numero delle sue vittime. Alla mano di Jack lo Squartatore vengono attribuiti con sicurezza gli omicidi di cinque donne nell’East London, fra l’agosto e il novembre del 1888. Ma secondo molti il killer ha proseguito anche oltre, eliminando altre quattro donne sempre nella stessa zona. Quello che è invece certo è il modo in cui uccideva le sue vittime, tagliando loro la gola, per rimuovere indisturbato gli organi interni e abbandonare poi il loro corpo mutilato in vicoli bui. Ora il serial killer più famoso di tutti i tempi ha finalmente un'identità.

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Commenti: 2
  • #1

    Lorenzo (lunedì, 08 settembre 2014 20:03)

    Beh: Un 23enne che va a b@g@sce ci sta, almeno per l'età.
    Che il liquido seminale sia il suo può anche essere, ma il killer le trombava (e come ?) o no prima di ucciderle ?
    L'immigrato polacco doveva avere conoscenze notevoli in materia di anatomia, considerata la precisione chirurgica delle asportazioni...
    E se fosse stata una donna il killer ?

  • #2

    Malles (martedì, 09 settembre 2014 15:31)

    Che sciocchezze, le "nuove" prove, compreso il DNA sarebbero praticamente nulle anche se la povera Chaterine Eddowes fosse stata un'educanda quindicenne illibata. Figuriamoci la suddetta con la sua fonte di sostentamento e con la gioventù del vicinato che andava a trovarla sovente per innocue partitine a briscola...

    Ritengo più serio Robert J. Lees che dopo avere avuto per tre volte chiare visioni precognitive e chiaroveggenti di Jack, sempre poi confermate dai ritrovamenti dei cadaveri delle vittime, condusse, dopo una notte di ricerche sui luoghi incriminati, alcuni poliziotti (che nel frattempo gli davano credito) davanti ad un edificio signorile del West End dove abitava un noto medico, il quale confessò di essere l'assassino chiedendo di venire ucciso subito perchè non voleva più vivere con "lui" sotto lo stesso tetto.

    Costui fu ritenuto in fase avanzata di pazzia in seguito a lue da lui contratta con una prostituta, da qui il suo incontrollabile desiderio di vendetta