Fulmini in aumento? Un fenomeno raccontato dalla "devozione"

Decine di migliaia di fulmini al giorno sono caduti in Italia nel corso delle recenti tempeste d’agosto; un fenomeno che ha caratterizzato la stagione calda e che certamente sembra essere proprio dei temporali che si scatenano nei mesi estivi. Ma quest’anno il numero è apparso eccezionale, quasi il seguito del cattivo tempo prolungato, la coda di una meteorologia questa volta uscita dai canoni del periodo.

Eppure, non sono pochi gli studiosi che ritengono probabile come nei secoli passati, in particolare nel corso dei lunghi anni della piccola glaciazione, e fino ai primi decenni del Settecento, i fulmini potessero cadere con intensità molto maggiore di quella cui siamo stati abituati fino alla seconda metà del XX secolo. Fulmini rovinosi per la numerosissima popolazione dedita allora ai lavori dei campi, allo sfruttamento dei boschi, al pascolo. Innumerevoli contadini, pastori, carbonai, taglialegna, erano esposti ai pericoli delle tempeste, dei fulmini che potevano sorprenderli senza che fosse possibile raggiungere un riparo adeguato. E non erano soltanto loro. Carmelo Currò racconta a Ufoonline il fenomeno dei fulmini nella storia, sfatando alcuni luoghi comuni.

Se si sfogliano le pagine di molti antichi registri di morti delle nostre parrocchie, saremo sorpresi dalle periodiche annotazioni su sacrestani e campanari che muoiono colpiti dalle scariche elettriche mentre si trovano sui campanili a svolgere il proprio lavoro. Le torri degli edifici sacri attirano le saette, cadono, fanno rovinare le campane. Si tratta di casi che rientrano nella normalità di quei periodi. Io stesso ho rinvenuto un’annotazione notarile del 1759 in cui i mastri campanari giunti a Perito, nel Cilento, per fondere la nuova grande campana che sostituisse l’altra che si è rotta solo qualche settimana prima, fanno aggiungere al loro contratto la clausola di dover essere sollevati da ogni responsabilità per danni derivanti dai fulmini o dai terremoti; indicando che il temporale pieno di elettricità era allora considerato evento normale quanto i fenomeni sismici che colpivano il Meridione. E nel portare a compimento la loro opera, i peritissimi mastri forgiano sulla campana quattro figure sacre: l’Immacolata, S.Nicola protettore del paese, S.Barbara e S.Irene.

 

Barbare, Irene. Due sante che entrano prepotentemente nella meteorologia insieme a S.Eurasia di Jaca. Tutte protettrici contro le saette, la grandine, la morte improvvisa; e le cui devozioni sono in grado di precisare i contorni di una storia sull’intensità dei fulmini, proprio in base alla diffusione del culto nei loro confronti.

 Intanto, c’è da aggiungere che la morte per fulmine non costituiva solo il potenziale dramma di quelli che lavoravano nelle campagne e negli ampi spazi e agricoli; ma era anche legata a fenomeni che impressionavano gli abitanti dei centri urbani. Così ad Altamura dove nel primo Settecento si erano certo accorti che le scariche elettriche parevano sensibilmente aumentate negli ultimi decenni; e l'opinione pubblica era rimasta particolarmente scossa dalla rovinosa caduta in cattedrale di due fulmini che nel 1727 avevano colpito l'altare maggiore e il coro. L’ avvenimento convinse i fedeli a chiedere ufficialmente il patrocinio di S.Irene, poiché doveva essere allora ritenuto miracoloso il fatto che nella non lontana Lecce nessuno era rimasto colpito dal fulmine nel corso di temporali che dovevano essere ugualmente violenti, come ancora oggi ricorda una lapide che si trova a piazza del duomo nella città salentina.

Santi diversi ma problemi simili avevano diffuso devozioni particolari assecondando la storia e le tradizioni di comunità separate da nazionalità e confini geografici. Così, se Irene è la Santa meridionale il cui culto si è diffuso a partire dalla Puglia grecofona; se Barbara di Nicomedia procede attraverso le stesse vie dall’Oriente e lungo le rotte dei traffici commerciali; nell'Italia settentrionale centrale, le influenze spagnole hanno rafforzato la devozione per santa Eurosia, figlia del duca  di Boemia martirizzata dai saraceni a Jaca, sui Pirenei, mentre stava per sposare un principe iberico. Eurosia ricevette il martirio dopo che, con orribile tortura che evoca quelle dei nostri giorni, i musulmani armati di scimitarra le avevano mozzato mani e piedi mentre lei era rimasta in ginocchio a pregare. Secondo la tradizione, la sua morte sarebbe avvenuta in un terribile torbinio di tuoni, fulmini e grandine che disperse l'esercito saraceno mentre una voce dal cielo proclamava: "A lei sia dato il potere di placare le tempeste, ovunque sia invocato il suo nome".

 

Il patrocinio del santo è sempre invocato quando ci si rende conto che un’emergenza necessita di una particolare protezione celeste e le vicende della vita di un eroe del Cristianesimo si adeguano ai periodi difficile che le comunità stanno attraversando. Se durante le ricorrenti pestilenze che colpirono Italia ed Europa dal Trecento alla metà del XVII secolo furono invocati quali protettori molti santi già venerati in tante località, queste autentiche catastrofi sociali (in alcuni luoghi morì anche il 60% della popolazione) sancirono la devozione in massa per S.Rocco e S.Sebastiano a causa delle piaghe e delle ferite riprodotte sui quadri e le statue che li raffiguravano. I Santi avevano avuto le stesse dolorose vicissitudini dei loro devoti. E così accade per S.Emidio e il terremoto; quando il sisma del 1703 nel Piceno rade al suolo città e paesi, lascia indenne Ascoli Piceno. Un fenomeno che sbalordisce, che viene soppesato, interpretato; e che viene infine considerato la prova del patrocinio del protettore di Ascoli S.Emidio vescovo e martire, la cui fama valica rapidamente i confini delle Marche, imponendolo in pochi decenni quale protettore universale contro il terremoto.

 

Anche Barbara, Irene e Eurosia hanno a che vedere con morti dolorose, con tuoni, grandinate, saette, scimitarre metalliche che attirano i fulmini divini; con le torri in cui si imprigionava chi era fedele a Cristo, così alte, pericolose, simili alle torri di chiese e fortezze sempre più spesso colpite dalla furia delle tempeste. Secondo la tradizione sacra, Barbara e Irene sono state nascoste dai padri in una torre altissima dove tuttavia lo Spirito Santo ispira loro la Religione cristiana. Ambedue sono martirizzate per volontà paterna; e un fulmine colpisce il genitore stesso di Barbara alla morte di sua figlia.

 

Barbara è venerata come protettrice degli artificieri almeno dal 1529. Ed è da pensare che per “estensione” il suo culto si sia successivamente esteso anche alle pericolose esplosioni metereologiche. Forse Martin Lutero, nel fatidico giorno del 2 luglio 1505, allorché fu sorpreso nel bosco da una spaventosa tempesta, non invocò S.Anna, protettrice dei minatori? Suo padre era stato un minatore, e il fatto di aver pregato la madre di Maria lascia intendere che almeno nelle sue località di nascita e formazione, la devozione per S.Barbara non si era ancora diffusa. Ma proprio questo racconto ricorda l’intensità dei temporali che si avvicinava dopo le primavere botticelliane del Medioevo europeo.

 

Fra le moltissime tempeste, gli antichi Autori ricordano l’eccezionale grandinata dell’aprile 1508 e lo spaventoso uragano abbattutosi nel 1523 con fulmini nel Regno di Napoli; l’eccezionale avvenimento metereologico nel Mare del Nord nell’ottobre 1531 quando in Olanda si pensò fosse arrivata la fine del mondo, poiché le acque penetrarono per chilometri oltre la costa, nel corso di una tempesta catastrofica accompagnata da tuoni e “baleni spaventevoli” che ingoiò interi paesi. Nel 1596 e 1598 il papa Clemente VIII accordò ad alcune località friulane un ampio perdono per i peccati che gli abitanti e i loro antenati avessero potuto commettere: da alcuni anni, infatti, il Friuli era flagellato da tali tempeste e grandinate (sempre accompagnate dai fulmini) in grado di rovinare puntualmente i raccolti, che le popolazioni si erano convinte di essere colpite dalla punizione divina. Il famoso terremoto in Capitanata fu preceduto il 6 settembre 1627, da un tempesta con tuoni, fulmini e grandine di smisurata grandezza;  e la perturbazione del 1629 in Moravia colpì con innumerevoli fulmini le torri campanarie; mentre un’altra simile si registrò a Praga nel 1649 quando i fulmini incendiarono i magazzini di polveri di quella fortezza. Sono questi i periodi in cui si sviluppa, diffonde e precisa la devozione per queste sante: testimonianza viva di quanto stava accadendo a livello meteorologico.

 

Ancora una volta, dunque, niente di nuovo sotto il sole. Le leggi della natura sembrano mutare ma anche i mutamenti (oggi evidenti grazie alle continue informazioni e alla relativa straordinarietà del clima di quest’anno) rientrano invece entro regole periodicamente ricorrenti.

Carmelo Currò per Ufoonline.it

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Commenti: 8
  • #1

    Pietro Cacciapuoti (mercoledì, 03 settembre 2014 21:26)

    super bene

  • #2

    giuseppe annunciata (mercoledì, 03 settembre 2014 21:29)

    davvero interessante

  • #3

    luigi pica (mercoledì, 03 settembre 2014 21:34)

    un articolo che ancora una volta approfondisce e insegna senza stancare, complimenti

  • #4

    Giuseppa Caputo (mercoledì, 03 settembre 2014 22:02)

    Un articolo colto e anche rassicurante dopo la profusione di notizie catastrofiche che spesso non sono fondate su niente se non sul sensazionalismo

  • #5

    Cesare Casale (mercoledì, 03 settembre 2014 22:04)

    questi articoli dovrebbero essere letti e riletti

  • #6

    Fausta Managò (mercoledì, 03 settembre 2014 22:13)

    come sempre benissimo

  • #7

    Giuliano (giovedì, 04 settembre 2014 06:15)

    Sempre che non siano stato scritto ad Hoc per tranquillizzare gli animi inquieti. =), scherzo, ottimo articolo, speriamo sia tutto vero....

  • #8

    Daniele (venerdì, 05 settembre 2014 17:58)

    Si,si certo va tutto benissimo !
    anzi ogni anno va sempre meglio....no ?
    La cosa che mi fa sbelicare e' che ogni anno il tempo e' sempre piu' bizzarro e i cambiamenti climatici sono cosi evidenti da essere eclatanti....
    ma......
    ma ogni anno continuo a leggere la solita storiella su quella fatidica estate in cui tamigi ghiaccio' ecc ecc o della piccola era glaciale (probabilmente causata da attivita' vulcanica) verificatasi dopo l'anno mille....... quindi tutto e' nella normalita' !!!!
    peccato che ghiaccio' un estate sola !!!! e non per 20 anni di fila !!!!
    I cambiamenti sono eclatanti,rapidi,e drammatici,e sono sotto gli occhi di tutti, ma le favole secondo cui tutto sulla Terra e' immutabile e noi siamo assolutamente innocenti e incapaci di danneggiare il pianeta sono dannatamente accomodanti e liberatorie.
    Ma credo che dovro' aspettare che al polo nord crescano i cactus
    e che i pinguini depongano le uova a Riccione prima che qualcuno pronunci la parola
    "mhh.....forse fose qualche impercettibile cambiamento c'e'"