Scienziati della "SolarMax" lanciano l'allarme: una tempesta solare ci metterà in ginocchio

Tra tutte le possibili calamità naturali che possono crearci problemi le tempeste solari sono da sempre sottovalutate. Negli ultimi vent'anni gli asteroidi in prossimità della Terra, il cambiamento climatico, e le possibili guerre nucleari sono diventati un costante motivo di preoccupazione per i media e gli scienziati di tutto il mondo. Il Sole no, eppure potrebbe mettere preso a rischio la nostra soppravivenza, come scrive il Telegraph nelle sue pagine. Una cosa è certa: arriverà una super tempesta solare, un brillamento capace di mettere in ginocchio linee elettriche, provocando estesi blackout, e di mandare in tilt i satelliti Gps e quelli per le telecomunicazioni e, se di altissima intensietà, causare milioni di morti. Niente vittime immediate, ma conseguenza dei disastri alle nostre comunicazioni e al collasso del sistema elettrico e tecnologico che permette al nostro mondo di andare avanti. A questo proposito ricercatori della task force internazionale SolarMax, lanciano dalla rivista Physics World un appello ai Governi, perché mettano in atto contromisure fin da subito. Non sono gli unici a farlo: gruppi di ricercatori con l'obiettivo di tenere alta l'attenzione sul problema, sensibilizzando i governi, esistono anche in Europa con lo scopo di tenere alta l'attenzione per non farsi cogliere impreparati dalla super tempesta solare. Per ora il grido d'allarme è rimasto inascoltato.

Il gruppo Italiano di monitoraggio del Sole

Anche in Italia sta nascendo un gruppo chiamato Swic (Space Weather Italian Community).

"L'obiettivo è coordinarsi in una rete europea", spiega Massimo Messerotti, dell'osservatorio di Trieste dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e membro del Consiglio direttivo della Swic. Gli obiettivi sono comuni, anche se gli scenari prefigurati dal gruppo SolasMax sono decisamente apocalittici. La sua portavoce, Ashley Dale dell'università di Bristol, non usa mezzi termini e avverte che gli effetti della super tempesta solare potrebbero essere "catastrofici" e protrarsi "a lungo termine", paralizzando sistemi di comunicazione, reti elettriche e trasporti. Per Dale la tempesta potrebbe essere imminente, visto che secondo i calcoli della Nasa ne avviene una ogni 150 anni e che l'ultima c'è stata nel 1859.

La paura di un nuovo 1859

Finora la più grande tempesta geomagnetica ad interessare il nostro pianeta è il cosiddetto evento Carrington del 1859, che assieme a fenomeni di aurora boreale alle latitudini di Cuba e di Roma, mandò in tilt i telegrafi per 14 ore. In quell'occasione, l'indice DST (disturbance by storm) con cui si misura l'intensità di una tempesta magnetica (che è tanto più violenta quanto più basso è l'indice) era arrivato a -850 nanotesla. 

Dall'inizio dell'era spaziale, la tempesta più intensa è stata quella del 13 marzo 1989 che, con un DST pari a -548 nanotesla, portò al collasso di buona parte della rete elettrica canadese, lasciando senza corrente sei milioni di persone per nove ore. Se la tempesta del 23 luglio 2012 avesse investito la Terra, hanno calcolato i ricercatori, il suo indice DST avrebbe potuto raggiungere addirittura i -1150 nanotesla

Nel 2012 una tempesta disastrosa ci mancò.

Il 23 luglio 2012 si è verificata una “tempesta magnetica perfetta”, che fortunatamente non ha investito la Terra, originata da due espulsioni di nubi di plasma coronali (CME, coronal mass ejection) verificatesi sul Sole a breve distanza spaziale e temporale l'una dall'altra, con un potenziamento quasi esponenziale degli effetti.  La valutazione dell'inaspettata potenza di questi fenomeno "meteo" spaziale fu possibile solo un anno e mezzo dopo in seguito all'analisi dei dati registrati dalle sonde spaziali STEREO (Solar Terrestrial Relations Observatory) A, Stereo B e SOHO (Solar & Heliospheric Observatory) condotta da un gruppo internazionale di ricercatori che scrissero i risultati su “Nature Communications” riassumendo quali conseguenze disastrose avrebbero potuto prodursi e che solo per un caso fortuito hanno risparmiato la Terra. 

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