Paul Davies del Seti Institute e "quelle storie" sugli ufo

"Le indagini mostrano che il numero sbalorditivo di quaranta milioni di americani ha visto qualcosa di descritto come Ufo. Alla lettera l'acronimo significa Oggetto Volante non Identificato, cioè che nessuno sa di cosa si tratti. La stampa però ha trasformato un'accezione negativa (non sappiamo) in una positiva (sappiamo che è qualcos'altro). Nell'immaginazione comune questo qualcos'altro è una navicella spaziale proveniente da un altro mondo. Così, se qualcuno vede nel cielo qualcosa che non sa identificare, questo qualcosa  -cosi funziona il ragionamento- è candidato ad essere un velivolo alieno". Sono le parole di Paul Davies, -fisico e saggista inglese direttore della divisione del Seti sul Post-Detection TaskGroup-, che racconta uno spaccato della sua esperienza sullo studio degli Ufo. Una testimonianza sull'avvicinamento al tema nel corso del tempo, da parte dello scienziato che ha personalmente constatato come sia facile trovarsi davanti a casi ufo "fragili". C'è spazio anche per il suo incontro con il celebre ufologo Allen Hynek. Ma Davies spiega soprattutto la logica che porta ad una similitudine -sbagliata- tra ufo e disco volante.

"Oggetto volante non identificato uguale proveniente da altri pianeti." Non c'è bisogno di dire che niente di questo fa colpo sugli scienziati. Tanto per cominciare la logica è difettosa: non essere in grado di identificare qualcosa come X non implica che questo qualcosa debba essere Y. Potrebbe essere Z. Ci sono migliaia di avvistameti di Ufo, e la maggior parte di questi può essere spiegata nell'immediato come strani effetti atmosferici, velivoli visti in condizioni inusuali, pianeti brillanti eccetera. 

E' vero che c'è una manciata di casi difficili da spiegare, ma non c'è nessuna linea di demarcazione ovvia che divida quelli che possono essere risolti da quelli che non possono esserlo. Siamo quindi tentati di concludere che se il 95% degli avvistamenti può essere spiegato senza troppi sforzi, il rimanente 5% potrebbe essere spiegato con altrettanta facilità se soltanto avessimo abbastanza informazioni a nostra disposizione, perchè non c'è nulla che distingua questi casi dagli altri, a parte il fatto che ci lasciano un po' più perplessi.

Questa è, di certo, la posizione di molti governi che hanno messo su dei progetti di ricerca sugli ufo. Il governo britannico ha registrato (dal 1950) 11.000 casi.

Dopo aver per anni minimizzato l'importanza di questo studio, alla fine sono stati divulgati numerosi documenti sugli ufo grazie al Freedom of Informaction Act.

Nonostante ci siano alcuni casi sconcertanti la conclusione del governo è che, qualsiasi cosa possa essere ciò che resta inspiegato, ciò non indica che ci siano alieni all'opera. Un portavoce ha concesso che "il ministro della difesa non nega che nel cielo ci siano cose strane" ma d'altra parte "non c'è nessuna prova del fatto che una navicella aliena sia atterrata o voli sul nostro pianeta".

Da parte sua il governo americano nel 1950 ha lanciato il programma Blue Book per valutare se gli ufo costituissero una minaccia per la sicurezza nazionale.

Nel corso di vent'anni sono stati setacciati migliaia di resoconti, per centinaia tra questi sono state condotte ricerche approfondite. Alla fine di questa analisi mastodontica si chiese al noto fisico atomico Edward Condon di fare una valutazione: il risultante Condon Report concluse che il 90% degli avvistamenti poteva essere spiegato in termini di fenomeni normali, mentre il restante 10% non conteneva sufficiente valore scientifico o altri elementi di rilievo che giustificassero la continuazione del progetto Blue Book. Che infatti fu debitamente chiuso. Il Blue Book impiegò come consulente scientifico, un astronomo: Allen Hynek della Northwestern University dell'Illinois. Quando ero ricercatore, durante il mio post dottorato ho incontrato in molte occasioni il cordiale Dr. Hynek, fgran fumatore di pipa, e sono anche andato a trovarlo a casa sua nell'Illinois, dove un'intera stanza strabordava di polverosi documenti sugli ufo.

 

Questo succedeva negli anni 70. E' stato Hynek a dividere i resoconti in diverse categorie e a coniare il termine oggi familiare di incontri ravvicinati del terzo tipo, divenuto proverbiale dopo che Steven Spielberg l'ha usato come titolo per il suo famoso film. Dopo anni di indagini faticose, Hynek si è convinto che "dietro debba esserci qualcosa" anche se ammette che soltano una piccola frazione dei casi contiene prove di carattere davvero strano.

 

Per un po' ha convinto anche me, se non altro ero preparato ad avere una mente aperta. Nel corso degli anni tuttavia riflettendo in modo più approfondito su questi avvenimenti ho iniziato a vedere quanto fossero antropocentrici e quanto si portassero dietro tutti i segnali distintivi di una mente umana piuttosto che aliena.

Questo era vero soprattutto nei casi più complicati, in cui i testimoni affermavano di aver incontrato esseri alieni in "carne ed ossa".

 

Quasi sempre questi ufonauti avevano forme umanoidi e spesso le descrizioni davano l'impressione che stessero partecipato ad un cast per un film di Hollywood. Un'altro elemento rivelatore era la banalità dei presunti piani d'azione alieni, che sembravano consistere nel rovistare qua e la nei campi e nelle radure, dando la caccia a mucche, velivoli o automobili come adolescenti annoiati e rapire uomini per esperimenti che sembravano quelli dei nazisti. Non esattamente quello che ci si aspetterebbe da una super mente cosmica.

 

Di tanto in tanto alcuni casi li ho risolti io stesso. Alcuni erano facili: uno consisteva in un filmato che mostrava una luce brillante nel cielo in direzione orientale, proprio prima dell'alba e che nell'arco di circa mezz'ora compariva gradualmente alla vista. Come ogni astronomo amatoriale saprebbe subito riconoscere si trattava di Venere, che si presentava come "stella del mattino" palesandosi proprio prima del sorgere del sole. Un altro filmato mostrava una serie di luci stagliate contro un cielo nuvoloso, ognuna delle quali cadeva dal cielo lentamente e con un moto un poco oscillante fino a spegnersi. Il filmato era stato girato da una coppia di campeggiatori che si trovava nel sud dell'Inghilterra in prossimità di Stonehenge, luogo trasudante misticismo e intriso del folclore dei tempi antichi. Se vi dovesse capitare di vedere un ufo non esiste posto migliore.

Il filmato era così sconvolgente che Granada Television lo mostrò nel notiziario delle sei e organizzò un dibattito a seguire. Fui invitato a partecipare: raggiunsi lo studio con un po' di anticipo e, com'è ovvio, chiesi di poter visionare in anticipo il filmato. Nel momento in cui lo vidi seppi di cosa si trattava: erano razzi di segnalazione militari. Fu per quanto mi riguarda un vero e proprio colpo di fortuna, perchè io stesso avevo visto dal vivo un evento molto simile poco tempo prima. Chiesi all'operatore di ingrandire le immagini e, come mi aspettavo, vidi le tracce di fumo. I razzi erano stati lanciati da sopra le basi delle nuvole e comparivano agganciati a piccoli paracadute che oscillavano con il vento, cosichè apparivano uno a uno da dietro le nuvole e scendevano lentamente prima di spegnersi.

Una volta fornita la spiegazione, le luci non erano più cosi misteriose come prima. Il fatto che Stonehenge sia situata in prossimità di un campo di allenamento militare non era parso rilevante a nessuno. Una volta spiegata la storia, Granada Tv cercò, senza successo di togliere la notizia dal telegiornale; anche il dibattito andò in onda lo stesso, cosìcchè chiesi ai testimoni di descrivere la scena. Sembrava che avessero osservato le strane luci nella stessa porzione di cielo per diversi giorni di seguito prima di filmarli. Volevo sapere perchè non si fossero avvicinati di più, dal momento che il fenomeno era così prevedibile. "Abbiamo provato" risposero "ma ci è stato impedito di farlo dall'esercito, dal momento che stavano facendo delle esercitazioni proprio in quell'aerea".  

 

A questo punto potreste pensare che, stando così le cose, la mia spiegazione in termini di razzi di segnalazione militari avesse convinto tutti, ma vi sbagliereste: negli occhi della coppia, e forse anche in quelli della maggior parte del pubblico che stava guardando il programma gli oggetti del filmato erano davvero degli UFO, che "sembravano" razzi di segnalazione. Con questo modo di ragionare non c'è niente da fare.

Com'è ovvio si può dire lo stesso di tutte le teorie di cospirazione: molte persone sono convinte che "il governo" conosca "la verità" sugli ufo, ma che la tenga nascosta per ragioni malvagie. Questo sarebbe anche plausibile, dato che i governi hanno l'abitudine di tenere nascoste le cose. Ho chiesto un parare a Seth Shostak del Seti Institute che ha studiato dettagliatamente il mondo degli ufo: "Sarebbero davvero così bravi a tenere nascosta una cosa tanto grossa?" ha risposto scettico Shostak ? "Non dimentichiamoci che stiamo parlando dello stesso governo che gestisce gli uffici postali...". Ha aggiunto, inoltre, che gli ufo non sono un'esclusiva degli Stati Uniti, e che gli avvistamenti avvengono in tutto il mondo. Che dire dei governi del Belgio o, mettiamo del Botswana? Potremmo aspettarci che almeno uno di questi, di tanto in tanto, si faccia sfuggire qualcosa.

Niente di tutto ciò è riuscito a sferrare un colpo definitivo al "dilemma" degli ufo; non sarei sorpreso se una piccola parte dei casi riguardasse fenomeni atmosferici o psicologici nuovi o poco noti. Qualsiasi cosa si celi dietro questo ostinato residuo di casi difficili da spiegare, non vedo nessuna ragione di attribuirli all'attività di essere alieni in visita con i dischi volanti nel nostro pianeta.

Le storie sugli ufo un po' come quelle sui fantasmi sono divertenti da leggere ma non possono essere prese sul serio come prova dell'esistenza di esseri extraterrestri. Nonostante questo però, contribuiscono a perseguire uno scopo utile, in quanto forniscono uno spaccato del modo di immaginare gli alieni e le tecnologie aliene tipico della mente umana.

 

Ciò che colpisce in questi resoconti non è il loro carattere strano e il loro sapore vagamente ultraterreno, bensi quanto siano legati all'esperienza umana: ci si aspetteremmo che gli extraterrestri fossero qualcosa di un po' fuori dal comune che umanoidi al comando dell'quivalente di un bombardiere mimetico con il motore truccato.

Paul Davies - Seti Institute. The Eerie Silence. 

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Commenti: 11
  • #1

    Mauro (lunedì, 14 luglio 2014 14:38)

    Parole sante quelle di Davies. Chi vuol credere a tutti i costi (e sono molti) continua a farlo anche di fronte all'evidenza più brutale. Alcuni anni fa feci un esperimento con un noto sito USA di ufologia. Scattai una foto di un lampione a Roma, truccai la foto eliminando il palo e gliela inviai ipotizzando che si trattasse di un UFO. Dopo un sommario esame la pubblicarono in prima pagina e cominciarono a parlarne nel forum. Dopo mezza giornata rivelai tutta la storia aspettandomi una degna pagina di smentite e una bella tirata di orecchi. E invece no! Ecco qui la foto ravvicinata dell'oggetto sconosciuto da me truccata: https://www.google.com/maps/@41.934772,12.472016,3a,75y,163.5h,90t/data=!3m4!1e1!3m2!1s76U7hs8Dhtz89LenD-2RLw!2e0 ed ecco la pagina dell'avvistamento UFO, che nonostante la mia smentita è ancora in bella mostra on line: http://www.ufocasebook.com/2011/romeitaly011911.html . Anziché ricevere un bel cicchetto il Webmaster aveva provveduto a cancellare dal forum la mia smentita e a nascondere la verità chiudendo anche il mio account. Come vedete c'è chi preferisce mandare avanti le menzogne a tutti i costi anziché tornare saggiamente sui propri passi. Esperimento riuscito. Meditate gente!

  • #2

    Yale (lunedì, 14 luglio 2014 17:51)

    Anche tu mauro ne hai di tempo da perdere...

  • #3

    Mauro (lunedì, 14 luglio 2014 18:00)

    Errata corrige: "Anziché DARMI un bel cicchetto il Webmaster aveva provveduto a cancellare dal forum la mia smentita e a nascondere la verità chiudendo anche il mio account. Come vedete c'è chi preferisce mandare avanti le menzogne a tutti i costi anziché tornare saggiamente sui propri passi. Esperimento riuscito. Meditate gente"!

    Scusate.

  • #4

    65C02 (lunedì, 14 luglio 2014 18:49)

    Aggiungo un altro commento adesso che ho finito di leggere il lungo articolo.
    Il SETI farebbe bene a guardare le foto su Marte della NASA, invece di far finta di non vedere, non sentire, non sapere niente!.

  • #5

    Receptionist (lunedì, 14 luglio 2014 19:16)

    Certo che dubitare e' sempre cosa giusta, pero' se una persona asserisce di aver visto qualcosa che voli con traiettorie diverse da quelle di un aereo, un elicottero o un razzo beh non vedo il perche' di tanta resistenza.
    Magari non sara' proveniente da un altro pianeta ma prima di dire che si tratti di un velivolo militare, venere, un drone o un fulmine globulare ce ne passa.
    Ci state chiamando stupidi e visionari senza giri di parole.
    Non stiamo parlando di FOTO di lampioni o dei famosi bottoni di Urzi ma di oggetti che sono reali, fisicamente presenti nei cieli da decadi.

  • #6

    Malles (lunedì, 14 luglio 2014 20:19)

    Il mitico Paul Davies si è grdualmente ingobbito. La sua statura da mt.1.75 che era, si riscontra oggi a 1.70. Quando si dice il peso delle menzogne. Un altro ometto insomma

  • #7

    Mauro (lunedì, 14 luglio 2014 21:15)

    Eh.. eh.. guai a toccare il sacro dogma della verità intangibile dell'esistenza degli alieni! Per fortuna non sanno dove vivo altrimenti mi aspetterebbero sotto casa per mettermi al rogo. Gli aliens non esistono! Gli alieni brutti e cattivi sì, ma siamo sempre noi!

  • #8

    Malles (lunedì, 14 luglio 2014 22:16)

    Sacrosanta verità caro Mauro, gli unici alieni siamo noi, sebbene un pò alienati nell'intento di far trionfare la verità, ma stai sereno siamo sulla buona strada, abbiamo fior di scienziati come Paul Davies dalla nostra parte, validi e sinceri che sanno il fatto loro. Prima o poi anche i complottisti più intransigenti si renderanno conto delle assurdità delle loro motivazioni

  • #9

    Elpaso (lunedì, 14 luglio 2014 22:37)

    Se realizzassi un centesimo di quello che ha fatto Davies signor malles potresti vivere di rendita a vita

  • #10

    Pirullo (martedì, 15 luglio 2014 01:52)

    Ahi ahi... Mauro, che fai? Sei in cerca di guai? A sta gente i mass media gli hanno già portato via Dio, se poi ti ci metti tu a portargli via gli extraterrestri è proprio finita. Essere atei duri e puri è praticamente impossibile, che facciamo? Dobbiamo spararci? Allora senti, per favore, lasciaci stare i nostri bei dischi volanti, OK?!

  • #11

    65C02 (martedì, 15 luglio 2014 15:05)

    non vedo il mio primo commento, quindi lo riposto :-P
    La tematica UFO & alieni, la si risolve in modo science friendly con un approccio PALEOUFOLOGICO dal passato ad oggi, dato che e' facile scovare almeno un grosso paleocontatto alieno e poi e' facile evidenziare un cluster di tecnologie aliene percepite in modo frazionato nel tempo ed geograficamente asperso dai buzzurri umani. Tuttavia tali cluster hanno una evoluzione tecnologica ed e' facile evidenziare quali siano gli shape UFO genuine, da ricercare nell'ogg. Con un approccio paleoufologico e' facile bypassare asimmetria informativa e caos entropico. Vicecersa, procedendo con un approccio ufologico dall'oggi al passato, obiettivamente il fenomeno UFO & alieni appare incasinato, ci si scontra con l'asimmetria informativa, il caos entropico e la tematica UFO & alieni appare piu' difficile da sbrogliare, di quanto lo sia in realta'.

    Non c'e' una parola di Paul Davies sull'approccio PALEOUFOLOGICO ossia un paleocontatto nella storia dell'uomo, direi che e' negazionista (si spiega perche' quelli del SETI facciano finta di non aver visto nulla su Marte, non aver sentito nulla) nonche' espone un atteggiamento palesemente ottuso ed antropocentrico, roba da epiciclici d'epoca galileiana!

    ;-P