Gliese 581g, il mondo alieno che somigliava alla Terra, non esiste ?

Grandi emozioni accompagnarono nel 2010 la scoperta di Gliese 581g, il mondo alieno che somigliava alla Terra per dimensioni e temperatura, e che quindi avrebbe potenzialmente potuto ospitare la vita. Ma secondo un articolo pubblicato la settimana scorsa sulla rivista Science, tutta quell'eccitazione era fuori luogo.  "Gliese 581g non esiste", ha scritto l'autore Paul Robertson della Penn State University di State College, Pennsylvania. E, ha detto, non esiste neanche un altro pianeta dello stesso sistema solare, noto agli astronomi come come Gliese 581d, annunciato nel 2009, descritto come meno abitabile ma ancora una volta visto da alcuni come un possibile luogo dove trovare vita aliena. Spiega Michael D. Lemonick del National Geographic  che in realtà ciò che si pensava potesse essere un pianeta extrasolare nella zona abitabile di Gliese 581 potrebbero essere soltanto una manciata di macchie solari.

immagine filtrata con macchie solari simili a quelli di Gliese 581 - Alan Friedman
immagine filtrata con macchie solari simili a quelli di Gliese 581 - Alan Friedman

La scoperta iniziale 
La prova originale dell'esistenza di entrambi i mondi proveniva da misure della stella madre Gliese 581, una debole nana rossa, circa un terzo più massiccia del Sole, che si trova a circa 22 anni luce di distanza dal nostro sistema solare.

La maggior parte dei pianeti extrasolari sono troppo vicini alle loro stelle per essere osservati direttamente con i telescopi. Gli astronomi 

 

sono allora costretti a cacciarli con metodi indiretti. Nel caso di Gliese 581g, hanno utilizzato la cosiddetta spettroscopia doppler che sfrutta le leggere variazioni nelle rilevazioni causate dalla gravità di un pianeta orbitante in maniera regolare attorno a una stella. 

Questo almeno è ciò che Paul Butler del Carnegie Institution for Science, di Washington DC, e Steven Vogt della University of California di Santa Cruz, pensarono di aver osservato all'annuncio della scoperta di Gliese 581g. 
Il tempo che ha occorreva al "pianeta" per completare un'orbita (37 giorni) aveva suggerito agli astronomi la distanza tra il pianeta e la stella. Nel caso di questa nana fredda, la distanza calcolata era "proprio quella giusta per avere acqua liquida sulla superficie" dell'ipotetico pianeta, aveva detto Butler all'epoca. Le restanti rilevazioni delle velocità orbitali, nel frattempo, suggerivano che il pianeta fosse circa tre volte più massiccio della Terra. 

Primi dubbi
Già all'epoca altri astronomi si erano chiesti se Gliese 581g esistesse davvero. Le osservazioni di questo tipo vengono fatte misurando la luce di una stella e analizzando tutto il suo spettro, come spalmandolo in una sorta di arcobaleno. Le oscillazioni rilevate erano così piccole, tuttavia, che c'era stato bisogno di effettuare delle analisi statistiche per rintracciare la possibile presenza di un pianeta. 

Critici come l'esperto di pianeti extrasolari Eric Ford, che oggi lavora alla Penn State, dissero che l'analisi di Vogt e Butler era poco convincente, sostenendo che il modello non era ancora chiaramente rintracciabile nei dati. 

Oggi Robertson e i suoi colleghi hanno effettivamente trovato un modello: "Un reale segnale fisico c'è", spiega Robertson. La cattiva notizia? "Proviene dalla stella stessa, non dalla gravità dei pianeti D e G". 

Vedere le stelle
Quello che sta succedendo, spiegano, è che i disturbi magnetici sulla superficie di Gliese 581 - le sue macchie stellari - stanno alterando lo spettro della stella in modo da imitare il movimento indotto da un pianeta. 

La stella ruota su se stessa una volta ogni 130 giorni, e porta le macchie stellari con sé; gli ipotetici pianeti avrebbero dovuto avere periodi quasi esattamente pari alla metà e a un quarto del periodo totale di 130 giorni. Ma quando gli scienziati hanno corretto le rilevazioni sottraendo il segnale delle macchie stellari, entrambi i pianeti scomparsi. 
"Questa analisi dimostra in maniera abbastanza convincente che le rilevazioni erano causa dell'attività stellare e non dell'esistenza dei pianeti", ha detto Ford, che non è stato coinvolto in questa ricerca. Butler ha rifiutato di commentare il nuovo risultato, e Vogt non ha risposto a una richiesta via email per un commento.

Non è tutto da buttare 
Allo stesso tempo, però, togliere il segnale delle macchie dalle rilevazioni ha fatto sì che dai dati spuntassero fuori indizi più forti dell'esistenza degli altri tre mondi del sistema di Gliese 581 - i pianeti b, c, ed e, tutti troppo caldi per essere abitabili. 
"È un peccato che non esistano altri pianeti", ha detto il co-autore Suvrath Mahadevan, anche lui astronomo della Penn State. "Ma possiamo portare a casa un risultato importante: ora sappiamo che l'attività stellare è una grande fonte di contaminazione, e possiamo tenerne conto". 

È molto incoraggiante, ha convenuto Robertson, il fatto che "ora possiamo sottrarre l'influenza stellare dai dati e rivelare meglio l'esistenza dei pianeti".

Nationalgeographic.it

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Commenti: 11
  • #1

    Daniele (giovedì, 10 luglio 2014 19:15)

    A quanto si legge su diversi siti, pare che non esista.
    Cmq questo la dice lunga sulle nostre attuali "credenze" astronomiche, insomma non riusciamo ad avere un quadro preciso su Marte dopo 40 anni di sonde, rover,robot geologici, e altro "ciarpame" vario lanciato ogni due anni, raccogliendo dati (tra l'altro perennemente in contrasto con quelli raccolti precedentemente).E siamo "nel giardino di casa" fuguriamoci l'attendibilita' dei nostri dati riguardo sistemi lontani anni luce.
    Dopo aver sognato Star Trek mi accontenterei di Bender !

  • #2

    Alessio (giovedì, 10 luglio 2014 19:25)

    Posso dire figura di merda? Lo dico perchè da anni stiamo subendo questa ondata di pianeti abitabili e nessuno mai spiega il meccanismo con cui vengono scoperti e che sono solo presunti. Magari anche Marte è un ologramma ^_-

  • #3

    D.G (giovedì, 10 luglio 2014 19:49)

    Il metodo di rilevazione di pianeti extrasolari è in continua evoluzione

    http://www.lezionidiastronomia.it/astrofisica/pdf/extrasolar_rilevazione_gasparri.pdf

  • #4

    Franz (giovedì, 10 luglio 2014 22:09)

    In questo articolo correlato il problema riguardante l'attendibilità delle rilevazioni era già stato sollevato.
    Esopianeti, il numero potrebbe essere molto più piccolo ? del 15/7/2013.
    Certamente la tecnologia attuale non è paragonabile con quella della fantascienza.
    Chi conosce la ricerca scientifica sa benissimo che la ricerca è costellata da delusioni.

  • #5

    Elpaso (giovedì, 10 luglio 2014 22:50)

    E chi se ne frega, c'è questo :) http://gaianews.it/scienza-e-tecnologia/spazio/gliese-832-c-pianeta-abitabile-i-simili-terra-56432.html

  • #6

    brunbrun (venerdì, 11 luglio 2014 14:54)

    ULTIME NOTIZIE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    NON ESISTE NEANCHE LA TERRA!!!
    SIAMO SOLO UN PENSIERO IN UNA MENTE INESISTENTE!!!!!

  • #7

    Malles (venerdì, 11 luglio 2014 15:28)

    E il mio amico Johnny è un uomo vestito di peli di cammello, si nutre di locuste e svanvera nel deserto,.......quello scientifico beninteso

  • #8

    FABIOSKY63 (venerdì, 11 luglio 2014 18:16)


    @Malles
    cominciavo a preoccuparmi... :D

    scendi dalle mie parti? o mi organizzo per un salto su?..è ora che vediate alcune "cose"... :)

    @...
    per ogni pianeta che viene smentito se ne scoprono altri 5 nuovi! ed alcuni veramente promettenti, per "la vita come noi la conosciamo"...qual'è il problema? forse che -ormai- questa è una strada inarrestabile?.. :)

    @Franz
    "...la ricerca è costellata da delusioni..."

    VERO! ma le si faccia coraggio! su, su...provi a pensare anche "un po'" positivo... :)

  • #9

    65C02 (venerdì, 11 luglio 2014 19:05)

    Mah che devo dire? capita! le stelle sono lontane e la tecnologia terrestre e' retrograda per cui guardare lontano e' diffiicle.
    Io contiuo a suggerire Sirio (base di prossimita'), Alfa Centauri (altra base di prossimita?) nonche' Tau Ceti (altra base di prossimita') nonche' Marte (altra base di prossimita')

  • #10

    Franz (venerdì, 11 luglio 2014 20:56)

    FABIOSKY63 certo nella ricerca scientifica non ci sono solo delusioni come non tutti i pianeti extrsolari che sono stati sin qui scoperti sono delle illusioni.

  • #11

    trintrom (venerdì, 11 luglio 2014 22:04)

    In un epoca che s'usa aprir
    la bocca
    senza die mai niente
    possibile che esista
    questo fenomeno vivente
    che dice tante cose
    a bocca chiusa?