Agenzia Spaziale Italiana e scandalo tangenti, nuove rivelazioni: spuntano i politici

Spunta il nome del senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri nell'inchiesta sull'Asi, L' Agenzia Spaziale Italiana di cui avevamo già parlato. Il nome del politico farebbe la sua comparsa, nell'ambito della stessa indagine per la quale è finito agli arresti con le accuse di concussione e corruzione Enrico Saggese, ex presidente dell'agenzia e grande amico dell'esponente politico. Lo scrive “l'Espresso” anticipando un articolo che sarà in edicola domani. A parlare di Gasparri, nel corso di un interrogatorio dei magistrati della procura di Roma, è stata Francesca Sette, dirigente di Finmeccanica distaccata all'Asi, finita agli arresti domiciliari e considerata una fedelissima di Saggese. La donna ha dichiarato che il presidente avrebbe indotto Arsiero Pignataro, titolare della Art Work, in cambio di contratti garantiti, di finanziare la campagna elettorale di Gasparri attraverso dei fondi neri. Toccherà ai magistrati adesso trovare riscontri e vagliare la consistenza delle accuse. Dall'inchiesta emerge anche che l'Agenzia faceva acquistare dagli imprenditori a cui concedeva favori, i regali di Natale per politici, militari e magistrati.

L'origine dello scandalo tangenti 

Il 6 febbraio scorso, su disposizione dei pm romani Paolo Ielo e Mario Palazzi, gli uomini del nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza ed i carabinieri del nucleo investigativo avevano perquisito alcuni uffici dell’Agenzia nella sede romana di Tor Vergata e le sedi di sei società alla ricerca di documenti e di memorie di computer relativi ai rapporti contrattuali. Il sospetto di inquirenti ed investigatori era che dietro alcuni appalti ci fosse stato un rilevante giro di tangenti. 

 

Tra gli indagati, per concussione e corruzione a seconda delle posizioni, finirono il presidente dell’Asi Enrico Saggese, due collaboratori di quest’ultimo, Francesca e Mario Giacomo Sette (dipendenti Finmeccanica distaccati presso l’Asi con mansioni di portavoce) e gli operatori di società Elena Oteri, Alfiero Pignataro, Salvatore Marascia e Vittorio Sette. 

 

Le verifiche vertevano anche sull’eventuale sussistenza di fatture false per operazioni inesistenti, sui requisiti di soggetti nominati dirigenti e sui criteri di assegnazione di consulenze.

L'arresto di Saggese

Dopo due settimane a fine Febbraio Enrico Saggese fu addiritura arrestato, dopo aver dato le dimissioni dell'Agenzia spaziale italiana. 
L'arresto seguì le perquisizioni nella sede dell'Agenzia ilegate al filone sulla presunta concussione ai danni di Roberto Borsa, il dirigente dell'Agenzia spaziale che aveva scoperto delle irregolarità e le aveva segnalate a Saggese, il quale però lo avrebbe minacciato di ripercussioni professionali negative per indurlo a non denunciare. 

Borsa, un "quadro" di primo livello dell'ente, aveva notato fatture irregolari per operazioni inesistenti. Per l'accusa fu "invitato" a farsi gli affari propri, altrimenti il suo futuro professionale sarebbe stato compromesso. E invece Borsa denunciò tutto alla magistratura. 

Finì nella lente di ingrandimento della magistratura anche il Cira, il Centro italiano di ricerche aerospaziali con sede a Capua. 
Gli enti di primo livello delle organizzazioni aerospaziali italiane che tante soddisfazioni avevano procurato finiriono nel fango.

Oggi infine la rivelazione sul ruolo di politici di primo piano, che sarebbero coinvolti e che, secondo le anticipazioni dell'Espresso, sono la punta dell'iceberg dell'ennesimo sistema clientelare e corrutivo del nostro paese.

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