Ex astronauti NASA: "Il rischio impatto asteroidi è sottovalutato"

Sembrerebbe uno scenario da Armageddon, ma la possibilità che un asteroide colpisca la Terra causando vittime è sottovalutata e maggiore di quanto gli scienziati credessero fino a qualche anno fa. Lo rivela l'associazione non profit americana B612, un gruppo di cui fanno parte diversi ex astronauti della Nasa, che tenta di sensibilizzare l'opinione pubblica sul problema. Il loro obiettivo è sviluppare entro il 2018 un sofisticato telescopio per la rilevazione di questi pericolosi pianetini vaganti. Dal 2000 al 2013 un sistema internazionale per il monitoraggio delle esplosioni atomiche che fa capo a Comprehensive Nuclear Test Ban Treaty Organization ha registrato ben 26 deflagrazioni di asteroidi sulla Terra. B612 ha ricostruito geograficamente, e in modo cronologico, con un video dove sono avvenuti gli impatti. "Quello che può accadere lo abbiamo visto l'anno scorso a Chelyabinsk, in Russia", spiega a Repubblica.it. Ed Lu, oggi presidente di B612 dopo essere stato due volte in missione sullo Space Shuttle e per sei mesi in orbita nellaStazione spaziale internazionale (Iss). A seguire i dettagli.

Le esplosioni causate dall'impatto con l'atmosfera di uno di questi oggetti il 15 febbraio 2013 a Chelyabinsk, in Russia, hanno investito moltissimi edifici e ferito più di 1000 persone con schegge, detriti e pezzi di vetro esplosi dalle finestre dei palazzi. Per fortuna l'asteroide aveva un diametro di soli 20 metri. M questi oggetti possono arrivare a misurare fino a un chilometro e possiamo solo immaginare quello che causerebbe l'impatto di una tale formazione rocciosa che piomba sulla terra a una velocità di "mach 50", cinquanta volte quella del suono. Dal più piccolo al più grande, l'energia che possono sprigionare i pianetini spazia da uno a 600 kilotoni e, per fare un paragone, 15 era la potenza della bomba atomica che ha raso al suolo Hiroshima.

Certo, conclude Lu, "ci sono buone probabilità che l'asteroide colpisca un'area disabitata oppure finisca nell'oceano senza fare grossi danni. È una questione legata al caso, ma siamo in presenza di un fenomeno costante e crediamo che un impatto in grado di causare reali danni alla Terra avvenga generalmente ogni 100 anni". Nel 1908 uno di questi oggetti dal diametro di 45 metri si era schiantato ancora una volta in Russia, vicino al fiume Tunguska, fortunatamente senza causare vittime perché nel mezzo della steppa siberiana. 


La Nasa ha un servizio di monitoraggio del cielo. Un sistema però solo in grado di rilevare l'avvicinamento di enormi asteroidi: più di un chilometro e 200 metri di diametro. L'associazione B612 invece sta invece realizzando qualcosa di più complesso per prevedere questi eventi: si chiama Sentinel, un telescopio che costa circa 250 milioni di dollari finanziato da donazioni private che ovrebbe essere pronto tra quattro anni. Posizionato nell'orbita del pianeta Venere, con un'inquadratura verso la Terra, sarà in grado di prevedere l'impatto di unasteroide con decenni di anticipo. "Se noi abbiamo solo settimane o mesi di preavviso", spiega a Repubblica.it Harold Reitsema, direttore della missione Sentinel per B612, e in passato alla guida della squadra che ha realizzato il telescopio Hubble per la Nasa, "possiamo solo evacuare le città. Inoltre, sfortunatamente, per ora siamo solo in grado di prevedere l'uno per cento degli impatti di asteroidi capaci di devastazioni in grandi aree. La cosa più probabile che succeda è scoprire le esplosioni solo nel momento in cui accadono, come è successo a Chelyabinsk".

I dati ricavati del telescopio Wise della Nasa mostrano che il numero di asteroidivaganti nello spazio con dimensioni tra 100 metri e un chilometro potrebbe essere intorno ai 20.000, la maggior parte dei quali però non è stata né identificata né localizzata. Sentinel potrà invece rilevare il 90% degli degli oggetti che si accingono ad attraversare l'orbita terrestre con un diametro di 100 metri e il 50% di quelli larghi 30 con grande anticipo. Ma cosa si può fare se si intercetta in tempo un pianetino minaccioso? È possibile distruggerlo? "Non proprio", continua Reitsema, "solo nei film si fanno saltare in aria gli asteroidi. In realtà sono generalmente molto più grandi di quello che un'arma nucleare possa distruggere.Inoltre se pure se si riuscisse a farli esplodere, i pezzi potrebbero colpire la Terra. Con un'arma nucleare sarebbe meglio creare un'esplosione vicino alla traiettoria dell'asteroide in modo che l'onda d'urto lo spinga in un'altra direzione, ma non crediamo che sia la soluzione più adatta". 


Con decenni di anticipo infatti, prima di ogni possibile impatto con il nostro pianeta, il gruppo B612 è convinto si possa organizzare una missione spaziale per raggiungere l'asteroide killer e neutralizzarlo prima che possa far danni con un'altra tecnica. "Potremmo partire con una semplice astronave", prosegue Reitsema, "e fermarla una volta raggiunta la traiettoria dell'asteroide. La sua quantità di moto si trasferirebbe così all'asteroide, modificandone la velocità". Anche se il risultato ottenuto sarebbe una piccola variazione della rapidità con cui il corpo celeste si avvicina alla Terra, questo determinerebbe comunque un tempo diverso per il raggiungimento del nostro pianeta "la cui costante rotazione", conclude Reitsema, "eviterebbe l'impatto".

Repubblica.it

Scrivi commento

Commenti: 11
  • #1

    Luca Effe (sabato, 26 aprile 2014 02:14)

    Argomento di cui è sacrosanto informare. In questo "vi" quoto.
    Tuttavia le parole di Ed Lu mi trovano in disaccordo su più punti.
    Più che in disaccordo, mi pare piuttosto che parli come un "appassionato" e non certo come un esperto, cosa che invece sarebbe auspicabile, visto l'argomento non certo faceto su cui si è espresso.

    Ad esempio, cito:
    "ci sono buone probabilità che l'asteroide colpisca un'area disabitata oppure finisca nell'oceano senza fare grossi danni. È una questione legata al caso, ma siamo in presenza di un fenomeno costante e crediamo che un impatto in grado di causare reali danni alla Terra avvenga generalmente ogni 100 anni"

    Si sta riferendo ad un asteroide di quelli "che possono arrivare a misurare anche un chilometro", affermando che l'impatto in area disabitata o nell'oceano non procurerebbero "grossi danni".
    Certo, a Chixulub si schiantò un asteroide di 12 Km, si stima...
    E causò l'estinzione dei Dinosauri. Si stima...

    Ora...un affarino di 1 km non estinguerebbe la popolazione terrestre, ma sarebbe anche altrettanto lontano dal causare "pochi danni".

    Un impatto in grado di causare danni alla Terra avviene ogni circa 100 anni, afferma inoltre.
    Anche quest'asserzione è lontana dalla realtà.
    Non mi dilungo, ma il moto di alcuni tra i più massicci oggetti nel sistema solare è già stato abbondantemente determinato. Questo lo si dice anche nell'articolo. Ciò che Come è stato determinato che questi oggetti subiscono spesso influenze gravitazionali tali da non poterne determinare con certezza un'orbita costante nel tempo. Quindi la presunta sistematicità di "ogni 100 anni" è quanto mai errata.
    Una fase di risonanza tra Saturno e Giove, ad esempio, "garantirebbe" un paio d'anni di impatti ai pianeti interni, tra cui la Terra.
    Quel "mostro" gravitazionale Sole-Giove-Saturno, capace di creare un bel caos anche e soprattutto nella fascia degli asteroidi tra Marte e Giove, è una "mina vagante" totalmente imponderabile negli effetti che genererebbe.

    Non intendo fare polemica "gratuita".

    Proseguo nel prossimo commento....

  • #2

    Luca Effe (sabato, 26 aprile 2014 03:36)

    ...ordunque...

    Il "discorso asteroidi" viene discusso, come in questo caso, anche su siti ufologici.
    A differenza, però, dell'argomento principe, cioè l'ufologia, è di tutt'altra "nobiltà scientifica".

    Credo che andrebbe sviscerato nelle sue reali proporzioni e caratteristiche. Nelle sue "priorità" e nel suo essere obbiettivo PRIMARIO per le agenzie spaziali e per tutto l'ambiente di ricerca astronomico.
    Meglio ancora, vorrei delineare la "linea operativa" per il futuro impiego delle risorse "To Space", per quello che sembra esserlo a me, umile appassionato.
    Colgo l'occasione per "ampliare" il discorso in questo senso, per quanto possa io disporre di cognizione in merito, ovviamente.

    1) A differenza di quanto si legge (anche) in molte pagine web, non c'è nessun incremento recente nel numero di asteroidi che minacciano d'impattare con la Terra, rispetto al passato.

    2) Più in generale, non c'è nessun incremento di nulla, se non dei mezzi d'informazione e dei dispositivi fotografici e ottici in genere, in mano a "chicchessia".

    3) A differenza di quanto dicono i "complottisti", nessuno nasconde nulla a nessuno, almeno per quanto riguarda il monitoraggio di corpi "vaganti" pericolosi per la Terra. Infatti il lavoro di catalogazione, come per un numero sempre crescente di "oggetti nello spazio", si avvale di un buon numero di ricercatori indipendenti, quando non addirittura di "semplici skywatchers" con strumentazioni importanti.
    Da questo inviterei a ragionare anche sull'intera casistica ufologica recente.
    E' credibile un'ufologia che riesce sistematicamente a "sfuggire" a chi monitora SERIAMENTE i cieli?
    Stiamo parlando di migliaia...decine di migliaia di "comuni mortali", che con un Celestron (per citare "un amico") arrivano a...scoprire sistemi binari di stelle lontane!
    Ok...troppo OT, proseguire oltre.
    Ma...ragionateci (Chi di voi ne ha "bisogno", ovviamente ^_^ )

    4) A differenza di quanto dicono gli "scettici oltranzisti", non abbiamo certezze sulla valenza del binomio "Sitchin e Nibiru = Fuffa", anzi, direi che siamo piuttosto certi di un "qualcosa" che assomiglia ad un avallo almeno di una parte della sua teoria.
    Sappiamo, in definitiva, che il Sistema Solare ha assunto una sua "conformazione di massima" come quella che ha oggi, passando da momenti probabilmente anche "recenti" di grossi cambiamenti al suo interno.

    5) Il "censimento del pericolo meteorite" è solo un primo passo, al quale STA GIA' seguendo una serrata progettazione di tecnologie atte a poter "interagire", deviando l'eventuale traiettoria d'impatto, in un futuro si spera il più prossimo possibile.
    In questo, a mio parere, si stanno investendo mezzi e risorse che mi pare siano definibili in vari modi ma non certo "Stanno sottovalutando il pericolo".

    6) Molti "appassionati" si sperticano spesso in una "richiesta" a gran voce di missioni "manned".
    Missioni che i "veri" appassionati sanno invece essere ben lontane (da anni) dalle priorità più immediate in cui vengono investiti i fondi per "lo spazio". Certo, la ricerca si muove anche in questo senso, ma la priorità non è "mandare qualcuno lassù" allo sbaraglio, come lo sarebbe con le tecnologie attuali.
    Una delle strade che si stanno percorrendo con giusta logica, è proprio quella della " messa sin sicurezza" del pianeta, quanto prima possibile.
    Poco affascinante, sicuramente. Ma assai più utile che "far contenti gli spettatori". IMHO...e anche IOSHO (Questa non la "capta" nemmeno Fabiosky! ) ^_^

    7) Gli alieni, non è che non esistono. Dobbiamo ancora scoprirli.
    Gli asteroidi, non è che "tanto non li possiamo fermare". Dobbiamo ancora "affinare" il come.
    Gli UFO, non è che sono tutte allucinazioni o malinterpretazioni. Dobbiamo solo capire come essere più umili e onesti. Tutti quanti.

    E buon meteorite a tutti, che...se ce tocca, ce lo pijamo...per ora.

  • #3

    El Paso (sabato, 26 aprile 2014 16:15)

    Secondo me non dobbiamo alimentare paure infondate però sotto una certa soglia questi oggetti non possono essere monitorati neanche dai progetti che ha in campo la NASA. Senza arrivare all'estinzione della specie basta uno di questi meteoriti di modeste dimensioni per fare migliaia di morti. Alla fine la precauzione può essere fatta se riusciamo a identificare questi oggetti prima che arrivino con molti anni di anticipo per poter deviare la loro orbita. Passando all'estinzione della specie questa non avverrà mai, perché la vita è in grado di rigenerarsi e rimanere inattiva per millenni e rifiorire ovunque. La nostra differenziazione genetica sia degli esseri umani che delle piante e di tutte le specie farà si che vivremmo in eterno, con estinzioni solo regionali o continentali ma in qualche posto nel mondo rimarrà sempre un seme di vita. La vita può resistere a tutto, alle glaciazioni e anche agli asteroidi. Un asteroide di 300 metri ci colpisce con frequenza ogni 15.000 anni. Ogni 250 mila anni invece statisticamente c'è lo scontro con corpi oltre il chilometro e mezzo, come un milione di bombe atomiche che potrebbe distruggere intere nazioni...ma non tutte.

  • #4

    Ticino (sabato, 26 aprile 2014 17:02)

    Sulla scala di Torino tutti gli asterodi sono massimo a livello 1

  • #5

    Lau (sabato, 26 aprile 2014 17:45)

    Se volete giocare per calcolare gli effetti devastanti di un impatto consiglio questo sito:
    http://impact.ese.ic.ac.uk/ImpactEffects/

  • #6

    Malles (sabato, 26 aprile 2014 18:51)

    Signori e signore (Lau) buonasera.
    Non è certo una novità che questi bolidi vaganti rappresentano un rischio concreto per l'umanità, è solo ultimamente aumentata l'enfasi. è come se il nostro antico passato tornasse a ondate per spaventarci. Gli asteroidi sono nient'altro che residui dell'aggregazione primordiale che condensò i pianeti dalla nebulosa protosolare, questo "assemblaggio" ebbe inizio con il formarsi di corpi solidi detti planetesimi con corpi di diverse centinaia di mt.La nostra Terra si formò calamitandosi addosso questi planetesimi, oltre a polveri e gas .

    In questo modo la Terra riusci a far crescere la propria massa e la conseguente gravità. Queste continue cadute al suolo non fece altro che aumentare la temperatura fino a trasformare il nostro pianeta in puro magma fuso. Il conseguente raffreddamento si ebbe quando questa pioggia di materiali si esaurì, ( 4 miliardi di anni fa, anno più, anno meno...) si esaurì pure il bombardamento dei planetesimi, con in seguito un graduale raffreddarsi e dando il via al formarsi della crosta solida.

    Tutto questo per arrivare a dire che dopo il caos primordiale, i planetesimi sopravvissuti, si stabilizzarono nella fascia principale di asteroidi tra 2.2 e 3.3 (più o meno) U.A (Unità Astronomiche) dal sole. Tra l'altro abbiamo pure un'altra fascia di planetesimi nella parte più esterna del Sistema, a distanze stimate (più o meno) di 50 / 100 mila U.A, la famosa Nube di Ort, nella quale stanno facendo il girotondo circa 10 miliardi di graziosi oggetti...
    e si sa che qualche scapestrato in famiglia c'è sempre, voglioso di girare il..."mondo. Dobbiamo quindi seriamente prendere in considerazione la caduta di qualche asteroide. Non solo quindi il famoso Meteor Crater in Arizona, con un diametro di 1200 mt. ma molteplici altri sassolini, che se anche non impattano con la Terra, la loro sola onda d'urto può scavare notevoli depressioni.

    Ad esempio come quella registrata il 30 giugno 1908 a Tunguska, nella Siberia centrale, quando uno di questi bolidi esplose a diversi km. di altitudine , incendiando ugualmente circa 2150 km. quadrati di foresta, liberando comunque una energia comparata a 10/20 megaton. Riguardo a quanto pensa Margherito, credo che non serva neanche più la definizione "complottisti"in materia ufologica quando certe evidenze sovrastano tali definizioni. Se mai avrai un pò di tempo per approfondire la materia mi farò carico di darti alcune indicazioni che potrebbero porti un eventuale e conseguente punto di domanda in più, ciao

  • #7

    Lau (sabato, 26 aprile 2014 19:48)

    Ciao Malles è un piacere risentirti :*** Chiamatemi pure inguaribile romantica ma io vedo anche un aspetto psicologico ed esistenziale che come esseri umani dobbiamo affrontare quando pensiamo alla fine dei tempi. Come tramandare le nostre conoscenza alle future generazioni perché non vadano perdute. La nostra anima va salvata prima delle nostre case, siamo straordinari perché abbiamo dei sentimenti è la nostra mente che ci ha permesso di esplorare un piccolo pezzo di universo. Gli alieni che esistono ovunque siano devono poter conoscere tutta la nostra storia non solo un pezzo. Se la nostra Terra dovesse diventare un giorno come Marte cosa resterà di noi ? Vorrei che ci fossero dei progetti come capsule di sicurezza scavate sotto terra per contenere i nostri tesori o delle arche di noe che orbitano intorno alla Terra che potrebbero ospitarci in caso pericolo. I miei pensieri come leggete sono più sentimentali dei vostri!!

  • #8

    max t (sabato, 26 aprile 2014 20:20)

    Il primo rapporto NASA del 24 dicembre 2004 indicava una probabilità d'impatto di "1 su 300 circa", un dato ampiamente diffuso dai media. Le stime reali della NASA erano in quel momento di 1 su 233; Apophis ottenne quindi una valutazione di pericolosità pari al livello 2 della scala Torino, il primo asteroide in assoluto a raggiungere un livello superiore a 1.Lo stesso giorno, sulla base di 64 osservazioni complessive, le stime vennero successivamente aggiornate a 1 su 62 (1,6 %), con conseguente aggiornamento del rapporto iniziale e un salto al livello 4 della scala Torino.Il 25 dicembre le stime furono prima riportate a 1 su 42 (2,4 %) e più tardi, in quello stesso giorno, (sulla base di 101 osservazioni) a 1 su 45 (2,2 %). Allo stesso tempo, il diametro stimato dell'asteroide fu abbassato da 440 a 390 metri e la sua massa da 1,2×1011 kg a 8,3×1010 kg.Il 26 dicembre (sulla base di 169 osservazioni complessive) la probabilità d'impatto rimase stimata a 1 su 45 (2,2 %) mentre le stime del diametro e della massa scesero rispettivamente a 380 m e 7,5×1010 kg.Il 27 dicembre (sulla base di 176 osservazioni complessive) la probabilità d'impatto salì a 1 su 37 (2,7 %); il diametro fu aumentato a 390 m e la massa a 7,9×1010 kg.Il 27 dicembre, nel pomeriggio, una pre-scoperta aumentò l'arco temporale di osservazione a 287 giorni e permise calcoli più accurati, riclassificando l'avvicinamento del 2029 al livello zero della scala Torino (nessuna minaccia). La probabilità cumulativa di collisione fu stimata intorno allo 0,004%, un rischio più basso rispetto all'asteroide 2004 VD17, che ancora una volta divenne l'oggetto più pericoloso (una posizione che aveva conservato fino al novembre del 2004). Un passaggio nel 2053 comportava ancora un rischio minore d'impatto e, con la nuova orbita, Apophis rimase catalogato al livello 1 della scala Torino.Il 28 dicembre alle 12:23 GMT (sulla base di 139 osservazioni complessive) venne indicato il livello 1 sulla scala Torino per il 2044-04-13,29 e il 2053-04-13,51.Alle 01:10 GMT del 29 dicembre l'unico passaggio classificato a 1 sulla scala Torino era quello del 2053-04-13,51 sulla base di 139 osservazioni lungo un arco di 287,71 giorni (da 2004-Mar-15,1104 a 2004-Dec-27,8243).Alle 19:18 GMT del 29 dicembre, sulla base di 147 osservazioni lungo un arco di 288,92 giorni (da 2004-Mar-15,1104 a 2004-Dec-29,02821), gli incontri ravvicinati furono ridotti a 4 in totale.Alle 13:46 GMT del 30 dicembre, nessun passaggio è classificato sopra il livello 0, sulla base di 157 osservazioni lungo un arco di 289,33 giorni (da 2004-Mar-15,1104 a 2004-Dec-29,44434). L'incontro più pericoloso è stimato a 1 su 7 143 000.Alle 22:34 GMT del 30 dicembre, sulla base di 157 osservazioni lungo un arco di 289,33 giorni (da 2004-Mar-15,1104 a 2004-Dec-29,44434), un passaggio al livello 1 (Scala Torino) e 3 altri passaggi al livello zero.Alle 03:57 GMT del 2 gennaio 2005, sulla base di 182 osservazioni lungo un arco di 290,97 giorni (da 2004-Mar-15,1104 a 2004-Dec-31,07992), un passaggio al livello 1 (Scala Torino) e 19 altri passaggi al livello zero.Alle 14:49 GMT del 3 gennaio, sulla base di 204 osservazioni lungo un arco di 292,72 giorni (da 2004-Mar-15,1104 a 2005-Jan-01,82787), un passaggio al livello 1 (Scala Torino) e 15 altri passaggi al livello zero.Osservazioni radar estremamente precise compiute all'Osservatorio di Arecibo il 27, 28 e 30 gennaio perfezionarono ulteriormente l'orbita e mostrarono che nell'incontro ravvicinato dell'aprile 2029 Apophis sarebbe passato a solo 5,6 raggi terrestri di distanza, a metà circa della distanza precedentemente stimata.Un'osservazione radar del 7 agosto 2005 ha rifinito ulteriormente l'orbita e ha escluso la possibilità di un impatto nel 2035agosto 2006 ulteriori osservazioni hanno ridotto il rischio d'impatto a meno di 1 su 40000 portando l'evento al livello 0 della scala Torino.Il 7 ottobre 2009, sulla base di nuove osservazioni e simulazioni, il rischio d'impatto è stato ulteriormente ridotto ad 1 su 233000.Osservazioni effettuate tra il 15 aprile e il 6 maggio 2013 hanno portato ad escludere la possibilità di un impatto.apophis ha raggiunto livello 4 sulla scala di torino

  • #9

    Malles (sabato, 26 aprile 2014 23:24)

    @Lau,
    "...la nostra anima va salvata prima delle nostre case"...
    Con questo hai vinto per...distacco (a buon intenditor). Oggi si tende a giustificare la materialità a discapito della spiritualità, questa è una scorretta visione di una gran parte di umanità, il cui torto è di arrendersi di fronte alle difficoltà di apprendere consciamente le cose dello spirito.

    Eppure...con la nostra dipartita finiscono tutti i nostri averi, i nostri possessi e pure l'amata forma fisica. la nostra generazione è angosciata perchè è individualista, materialista e isolata più che mai, punta ossessivamente sull'avere, dimenticando l'essere che pure gli appartiene ma NON si vede, che è comune ad altri esseri che NON si vedono ma coabitano negli altri

  • #10

    XXX (domenica, 27 aprile 2014 20:54)

    L'atmosfera ci salva quasi sempre.

  • #11

    Daniele (mercoledì, 30 aprile 2014 15:37)

    Nuovi studi asseriscono che la tesi secondo cui un asteroide causo la scomparsa dei dinosauri e' falsa.
    Effettivamente lo strato di iridio e il cratere nello yucatan sono reali ma gia' nello strato sottostante non vi sono fossili di dinosauro.
    A quanto pare erano gia' estinti da circa2-5 milioni di anni. Effettivamente se la tesi fosse vera in ogni punto della crosta terrestre dovremmo trovare uno strato annerito e ricolmo dei circa 6-10 miliardi di dinosauri che abitavano il pianeta ma invece non ve ne e' traccia. Se ipotizziamoche un asteroide impattasse ora sulla Terra e causasse l'estinzione dell'uomo, e facciamo finta di essere degli extraterrestri che visitano il pianeta dopo circa qualche milone di anni, dovremmo trovare fossili di umani in ogni dove e tutti compatti nello stesso strato geologico cosa che a quanto pare non avviene nel caso dei dinosauri. Anche tenendo conto che non tutti i resti si fossilizzano parliamo comunque di una quantita' immensa di dinosauri che dovrebbero essersi estinti in un breve lasso, e invece sappiamo che i fossili di dinosauro sono abbastanza rari e per alcuni esemplari esistono solo resti incompleti e unici.
    Rigurardo al rischio odierno vala la regola delle assicurazioni, ossia se il rischio e' molto improbabile il costo non viene giustificato in base al rischio
    con questo voglio dire che difficilmente i governi spenderanno soldi per prendere possibili contromisure per altro ancora incerte.
    Del resto se la distruzione fosse solo parziale o colpisse una piccola regione il business risultante dalla ricostruzione farebbe sbavare wall street !
    cinico ma e' cosi ! del resto il motto occulto delle conpagnie finanziarie e' "la devastazione crea moltissime opportunita'"