Il futuro nel 2064 secondo gli americani, tra droni, teletrasporto e il pessimismo sulla conquista rapida di Marte

Cosa ci riserva il futuro, e come potrebbero cambiare le nostre vite in modo pratico grazie ai progressi venturi ? Gli scienziati cercando di spiegarlo spesso, raccontandoci il progresso dalla loro prospettiva privilegiata. Ma come si immagina la gente comune il futuro, tra nuove tecnologie, cibernetica e bionica ? Il Pew Research Center ha voluto interrogare gli americani sul loro punto di vista. È nata così la ricerca "U.S. Views of Technology and the Future", un'indagine demoscopica sulla scienza nei prossimi 50 anni. Interrogati sulla tecnologia del futuro e sui traguardi che verranno raggiunti entro il 2064, tra mezzo secolo, gli americani non hanno smentito il pregiudizio, assai diffuso, sul loro ottimismo: circa il 59% degli intervistati prevede un futuro nel quale la tecnologia permetterà di vivere meglio; il 30% è invece pessimista. Prevale, insomma, l'idea che le conquiste della scienza e della tecnologia condurranno l'intera umanità verso alcune delle tanto desiderate mete che hanno costellato la produzione letteraria e cinematografica degli ultimi decenni. Ecco in pillole la Scienza futura "secondo" gli Americani.

Organi sintetici

Il 22% degli intervistati ci crede fermamente; il 60% lo considera probabile: sarà possibile sostituire gli organi malati irreparabilmente con organi sintetici, "fatti su misura". La scienza in effetti ha fatto passi da gigante in questo campo. La prima vescica sintetica è stata trapiantata già nel 2006. Trachee parzialmente artificiali, ricostruite a partire da cellule dei tessuti del paziente, sono già un brevetto della Harvard Apparatus Regenerative Technology. Cuori sintetici, realizzati partendo da cellule cardiache di ratto, sono in corso di sperimentazione in tutto il mondo: la trapiantologia corre veloce verso nuovi traguardi.

 

Arte sintetica

Il 16% ci crede, il 35% lo definisce probabile: entro il 2064 anche i computer sapranno produrre arti figurative e musica. Difficile considerare questo un progresso per l'umanità: al massimo sarà il segno di un portentoso progresso tecnologico. Tuttavia alcuni esperimenti realizzati nel campo della produzione artistica hanno lasciato il segno. Lo ha fatto Simon Colton, un informatico britannico, che ha sviluppato "The Painting Fool", un software che sembra capace di dipingere in tanti stili diversi. Ma anche Iamus, sviluppato da un gruppo di ricercatori dell'Università di Malaga, è una macchina che compone musica senza l'intervento umano, basandosi sui processi "bioinspirati" di Melomics; ed è già sul mercato.

 

Teletrasporto

Ci crede solo il 7% degli intervistati, accompagnato dal 32% che lo considera soltanto "probabile". Gli scienziati ci provano da tempo. Uno studio dell'Aviazione militare Usa, risalente al 2004, prese sul serio l'ipotesi, dedicando alla prospettiva uno spazio cospicuo, seppur circoscritto alle ipotesi fisiche. Comunque non si è mai andati oltre la fisica quantistica: il maggior successo è stato quello di trasferire da un atomo a un altro le caratteristiche quantiche. Ma da qualche parte si deve cominciare.

 

La colonizzazione dello spazio

I viaggi interplanetari e integalattici sono il pane quotidiano di tanta fantascienza. Eppure, da quando l'umanità ha cominciato a guardare il cielo, siamo arrivati fisicamente "soltanto" sulla Luna. Nonostante tutto, il 5% degli americani crede che l'umanità colonizzerà lo spazio extraterrestre, a partire da Marte. Una parte cospisca, il 28%, dice di crederci almeno un po'.

I dubbi sull'onnipresenza delle macchine, e dei dispositivi impiantabili e indossabili

 

Nonostante il loro ottimismo generale circa l'impatto a lungo termine del cambiamento tecnologico, gli americani esprimono riserve importanti su alcuni di questi sviluppi potenzialmente a breve termine. Alcuni controversi passi in avanti della tecnologica potrebbero cambiare in peggio la vita dei cittadini d'oltreoceano se diventassero di uso comune.

 

L'atteggiamento del pubblico nei confronti di dispositivi tecnologici onnipresenti e troppo invadenti è prudenziale: il 53% degli americani pensa che sarebbe una brutta cosa se "la maggior parte delle persone indossassero protesi o altri dispositivi che mostrano costantemente le informazioni sul mondo che li circonda", poco più di un terzo (37%) pensa che questo sarebbe un cambiamento in megli .

 

Uomini e donne hanno atteggiamenti molto simili verso la maggior parte di questi ipotetici cambiamenti sociali, ma divergono sostanzialmente nei loro atteggiamenti verso i dispositivi di elaborazione indossabili e impiantabili. Gli uomini sono equamente divisi sulla questione: il 44% ritiene che sarebbe un cambiamento in meglio e il 46% un cambiamento in peggio. Ma le donne per il 59% vedono un peggioramento netto del tipo di vita che potrebbe essere condotta.

 

I droni

Il quadro giuridico e normativo per il funzionamento dei droni non miliarari è attualmente oggetto di dibattito, ma il pubblico è in gran parte poco entusiasta: il 63% degli americani pensa che sarebbe un cambiamento in peggio se "droni personali e commerciali potessero volare invadendo lo spazio aereo degli Stati Uniti ", mentre il 22% pensa che sarebbe un cambiamento positivo. 

 

Robotica

Paesi come il Giappone stanno già sperimentando l'uso di assistenti robot per aiutare in modo automatizzato gli anziani, a causa dell'alto tasso di invecchiamento della popolazione, ma gli americani sono generalmente cauti. Circa il 65% pensa che sarebbe un cambiamento in peggio se i robot diventassero i "badanti primari" degli anziani e delle persone in precarie condizioni di salute. È interessante notare che i pareri su questa questione sono quasi identici attraverso l'intero spettro di età: giovani, di mezza età e anziani americani sono concordi nell' affermare che l'uso diffuso degli "infermieri robot" sarebbe generalmente una svolta negativa per la loro vita. Perchè se è vero che una macchina non si stanca mai, alla fine tutti hanno bisogno di qualcosa che nelle macchine ancora non è stata ancora inventata: una certa "umanità" e un'anima, qualcunque essa sia.

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