Un oceano su Encelado accende la speranza di trovare vita aliena

Che ci fosse lo si sospettava da qualche mese a causa degli spruzzi tipo geyser che erutta continuamente, ma ora finalmente se ne ha la certezza: l'elegante Encelado, satellite di Saturno di 250 chilometri di diametro, sotto la crosta ghiacciata ha un bell'oceano di acqua liquida, ad una temperatura prossima allo zero. Lo hanno potuto determinare gli scienziati del gruppo di Luciano Iess, dell'Università romana della Sapienza assieme a colleghi statunitensi, grazie alle misure fatte con la sonda italo americana Cassini, che da 10 anni studia quell'affascinante mondo di anelli e satelliti che circonda il maestoso Urano.

Il satellite sarebbe fatto in questo modo: un nucleo roccioso molto esteso all'interno, una crosta ghiacciata all'esterno e in mezzo, a 30-40 chilometri di profondità dalla superficie, un oceano di acqua liquida di almeno 8 chilometri di spessore, non è dato sapere se esteso a tutto il satellite o solo in gran parte attorno al polo sud di quel satellite. Comunque le stime parlano di tanta acqua da poter riempire da zero 500 volte il lago di Garda, il nostro maggiore bacino interno. E dove c'è l'acqua potrebbe esserci anche la vita.

Gli studiosi hanno potuto determinare tutto questo grazie a 3 passaggi ravvicinati della sonda Cassini a Encelado, anche a soli 50 chilometri di distanza. La misura accurata del campo gravitazionale del satellite ha fatto capire che il corpo celeste è solo in parte solido. La pressione esercitata sull'acqua, stretta fra il nucleo solido e la crosta ghiacciata, farebbe uscire quindi i giganteschi spruzzi tipo geyser osservati dalla sonda. Considerato che la superficie è a -180 gradi la differenza di temperatura è veramente notevole. La scoperta è decisiva e sicura, dato che l'acqua è più densa del 7% circa del ghiaccio e questo riesce a spiegare la differenza fra le misure di gravità e la topografia del satellite. In parole povere si capisce dai dati presi dal satellite che lì sotto ci doveva essere qualcosa di più denso, appunto acqua.

 

Questa ricerca, come altre anche recenti, ci dimostra che il Sistema solare è fatto di corpi all'apparenza molto semplici, biglie perse nell'immensità dell'universo, ma in realtà molto complesse e strutturate, con una storia importante alle spalle: chi ha fornito tutta quell'acqua a Encelado per esempio? E ancora: il fatto che ci sia un nucleo solido di roccia, quindi silicati, a contatto con acqua non può formare un ambiente almeno non ostile, se non proprio favorevole, a qualche tipo di vita anche elementare?

Su questo Luciano Iess è più che cauto: «È vero che si sono trovati nei getti dei geyser dei composti organici semplici come metano e CO2, ed è anche vero che i colleghi americani sono molto più possibilisti di noi, ma penso occorra andare avanti coi piedi di piombo». Si parla ora, negli Stati Uniti, di una missione di media grandezza, per essere un po' prosaici sui 300 milioni di dollari, per mandare una seconda sonda a esaminare cosa viene fuori da quella luna di Saturno in quelli spruzzi tipo geyser che si sono visti.

 

Cassini, missione fortemente voluta dall'Agenzia spaziale Italiana Asi fin dalla sua nascita, ha regalato in questi dieci anni migliaia di immagini stupefacenti di Saturno e del suo ambiente di anelli e satelliti, e soprattutto tanta conoscenza in più di quel particolare mondo ghiacciato e affascinante. Finirà di lavorare, vien da dire purtroppo, nel 2017 quando verrà lanciata a distruggersi proprio verso Saturno.

Scoperta molto italiana quindi fatta grazie a un satellite molto tricolore, che viene pubblicata questa settimana sull'importante rivista Science. D'altronde Cassini, l'astronomo che per primo studiò Saturno e i suoi anelli all'inizio del 1700, era italianissimo, di Perinaldo ridente paese ligure, anche se finì la sua carriera a Parigi, come direttore del bellissimo Osservatorio della capitale francese.

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Commenti: 13
  • #1

    max (venerdì, 04 aprile 2014 13:32)

    le foto della sonda non ci sono?

  • #2

    Giotto (venerdì, 04 aprile 2014 18:35)

    Non c'è nessuna sorpresa che l'acqua sia ovunque nel sistema solare solo la cecità umana può negarlo. Secondo il modello del big bang, l’esplosione primordiale creò gli atomi di idrogeno e di elio. Carbonio, azoto, ossigeno e gli altri elementi si formarono in seguito, dalle reazioni nucleari che avvengono nelle stelle. Dopo idrogeno ed elio, carbonio e ossigeno sono gli elementi più comuni dell’universo. Data la forte affinità fra gli atomi di ossigeno e di idrogeno, le molecole d’acqua sono molto stabili: le si deve riscaldare fino a 3000 kelvin perché comincino a dissociarsi. Niente di strano, dunque, che l’acqua sia così comune nel sistema solare.

  • #3

    Receptionist (venerdì, 04 aprile 2014 20:07)

    Ma guarda che scoop.

  • #4

    Rigel (venerdì, 04 aprile 2014 22:56)

    @max

    Questo è il link alle immagini raw di Encelado, dall'inizio della missione ad oggi:

    http://saturn.jpl.nasa.gov/photos/raw/index.cfm

    Qui invece trovi "il menù" delle varie pagine di immagini della missione Cassini:

    http://saturn.jpl.nasa.gov/photos/

  • #5

    Franz (sabato, 05 aprile 2014 08:44)

    I satelliti di Saturno e di Giove sono l'unica possibilità che abbiamo per poter vedere la vita aliena.

  • #6

    El paso (sabato, 05 aprile 2014 12:00)

    Con una riserva d'acqua di quelle dimensioni potremmo anche fare una colonia con gli scavi sotto la crosta per farla emergere in superficie. La temperatura è di -180° teniamo conto che al polo sud è -65° circa potremmo riscaldare Encelado sfruttando l'energia solare in qualche modo, in un centinaio di anni si potrebbe fare un terraforming ...sto sognando ma non è utopia. Se c'è l'acqua tutto è possibile.

  • #7

    Daniele (sabato, 05 aprile 2014 19:20)

    Tenendo conto della "crisi" imposta.
    Tenendo conto della lentezza della comunita' scientifica ad ottenere finanziamenti.
    Tenendo conto che ci vogliono 5-7 anni ad arrivare fin laggiu'.
    Tenendo conto che ai grandi della terra non gliene frega nulla di queste cose ma proprio nulla.
    Se c'e' vita lassu lo sapranno forse ma forse i figli dei nostri nipoti...... forse ma forse ma forse.

  • #8

    "l'angolo acuto" di FABIOSKY63 (domenica, 06 aprile 2014 23:50)


    cit. Hanz Christian Andersen
    "...sono l'unica possibilità..."

    a lei "le donne" proprio NON piacciono èh? ah!ah! eppure Europa, anche se "datata", non è malaccio...per non parlare poi del pianeta Venere, che è tutto un programma, dal primo all'ultimo "velo"!.. :D

    e Marte poi? puzza di metano che è una bellezza èh? ah!ah! ma poi NON è mica così antipatico come sembra! mhmh!..ma sai quanta vita ci sarà nel sottosuolo?..

    http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/c/cd/Martian_Methane_Map.jpg

    basta aspettare...che Curiosity (campa cavallo che l'erba cresce :D) la trovi... :D

  • #9

    Daniele (lunedì, 07 aprile 2014 12:11)

    Peccato che:
    Curiosity non e' dotato di nessuna attrezzatura per rilevare la vita.

  • #10

    Franz (lunedì, 07 aprile 2014 20:57)

    Su Marte sono state rilevate da curiosity solo tracce di metano insufficiente per indicare l'attività di eventuali forme viventi. http://www.lescienze.it/news/2013/09/19/news/marte_metano_atmosfera_bassi_livelli-1815329/
    Curiosity è dotata del Mars Hand Lens Imager come microscopio inoltre a il Gascromatografo-spettrometro di massa per individuare l'eventuale presenza dei composti organici.

  • #11

    "l'acuto" di FABIOSKY63 (lunedì, 07 aprile 2014 22:51)


    cit. Daniele
    "...nessuna attrezzatura per rilevare la vita..."

    oppoffarbacco!?! e chissà perché?!? ah!ah!ah! EEEE l'eeerbaaa CReeeesceee!!!...ma che peccato! "il cavallo" campa, però... :DDD

  • #12

    Daniele (martedì, 08 aprile 2014 17:05)

    @Franz
    Purtroppo la tua affermazione pur essendo vera dimostra che Curiosity non e' dotato di strumenti per rilevare la vita.
    Il microscopio di cui e'dotato e' per uso geologico, utile per vedere le strutture cristalline nelle rocce ma incapace di poter "vedere" eventuali batteri.
    Riguardo ad eventuali composti organici che e' in grado di rilevare non significa un bel nulla.
    I composti organici sono tutto cio' che e' a base carbonio e non confondiamoli con "residui" biologici !
    Per fare un esempio se hai un auto a benzina devi sapere che anche la benzina fa parte dei composti organici.
    Tuttavia e' molto difficile che tu possa affermare di avere un "alieno" nel sebatoio o che la benzina sia un composto vivo.
    La faccenda era gia stata "denunciata" da alcuni scienziati sul National Geographics ossia che curiosity non era in grado di rilevare nessuna forma di vita. In sostanza se un ipotetica capra marziana stesse ballando la giga sulla schiena del rover esso non avrebbe nessun strumento in grado di rilevarla-analizzarla.

  • #13

    Franz (mercoledì, 09 aprile 2014 20:56)

    Mars Hand Lens Imager a una risoluzione di 14.5 µm mentre i batteri hanno dimensioni che variano tra 0.2 µm e 30 µm è quindi potenzialmente in grado di rilevare forme di vita anche se non in modo assoluto.
    Il Mars Hand Lens Imager non serve per determinare la struttura cristallina delle rocce.
    Curiosity è in grado di determinare la presenza di forme di vita indirettamente col Gascromatografo dato che l'attività biologica dei microrganismi alterano la chimica del mezzo gassoso in modo riconoscibile.