I dimeri di ossigeno faranno luce sull'esistenza di vita aliena ?

Pochi giorni fa  Eric Agol, un astronomo dell’università di Washington-Seattle,  che ha svolto un ruolo essenziale nella scoperta di 715 nuovi pianeti extrasolari annunciata il 26 febbraio, ha trovato 7 di questi mondi in orbita intorno alla stessa stella, Kepler-90. Si tratta del primo sistema planetario con 7 pianeti che orbitano intorno alla loro stella ospite, e ora  alcuni suoi colleghi dicono di essere in grado di capire se quei mondi alieni ospitano vita.

In totale sono 1.700 gli esoplaneti confermati al di fuori del Sistema solare, e nello studio “Using Dimers to Measure Biosignatures and Atmospheric Pressure for Terrestrial Exoplanets” pubblicato su Astrobiology un team di astrobiologi statunitensi e scozzesi dell’university of St Andrews, guidato da Amit Misra del dipartimento di astronomia dell’università di Washington-Seattle, descrive un nuovo metodo per rilevare non solo l’acqua, ma addirittura la vita su mondi lontanissimi dalla Terra e dal Sistema solare.

Su Science Angus Chen spiega con chiarezza una tecnica che in realtà sembra molto complicata:

«L’atmosfera terrestre è pesante. È ciò che impedisce all’acqua di volare nello spazio. Così gli astronomi alla ricerca di mondi alieni in grado di ospitare la vita sono anche alla ricerca di atmosfere pesanti. Ora hanno trovato un modo per misurare la pressione atmosferica di pianeti lontani utilizzando molecole che si accoppiano fino a formare molecole più grandi chiamate dimeri: in questo caso, due molecole di ossigeno». Chen sottolinea che «quando un pianeta passa davanti alla sua stella, la sua luce brilla attraverso l’atmosfera del pianeta e prosegue attraverso lo spazio fino a raggiungerci. I dimeri nell’atmosfera assorbono la luce come un filtro di colore in una fotocamera, creando anomalie rilevabili una volta che la pressione del pianeta è di almeno 0,25 bar, alta abbastanza da trattenere l’acqua liquida».

In chimica, un dimero è un termine generico che si riferisce a qualsiasi composto assemblato  da due unità più piccole identiche;  Misra e il suo team si occupano principalmente del la presenza di dimeri di ossigeno. L’ossigeno gassoso di solito prende la forma di O2, e quindi  un dimero di ossigeno comprende 4 atomi di ossigeno e viene descritto come O2-O2.

I dimeri sono rilevabili solo se l’atmosfera è ben ossigenata e l’unico modo che gli scienziati conoscono per rendere un ambiente ossigenato è la vita foto sintetica: quindi, sostengono, se troveranno dimeri su un esopianeta potranno essere solo in un mondo con acqua dolce e un’atmosfera respirabile. In un mondo vivente.

Attualmente non sono però in corso missioni spaziali in grado di caratterizzare il dimero O2-O2 nell’atmosfera di un esopianeta,  e per misurare la pressione atmosferica sui pianeti candidati ad ospitare la vita aliena gli scienziati dovranno aspettare la messa in orbita del successore di Hubble, il James Webb Space Telescope della Nasa, il cui lancio  è previsto solo nell’ottobre 2018.

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Commenti: 10
  • #1

    Fidelio (martedì, 11 marzo 2014 14:08)

    Molto interessante, del resto come si fa a pensare che con tutti i pianeti esistenti non vi siano forme di vita anche intelligenti. Personalmente sono molto affascinato dalla teoria dei viaggiatori dello spazio intesi come una civiltà evoluta costretta a lasciare il proprio pianeta e a vagare per lo spazio a bordo di una nave madre evolutissima, una sorta di arca ipertecnologica. Ci sarebbe anche un'altra tesi cioè quella delle basi aliene su altri pianeti che non possono di loro ospitare la vita ma cui la vita potrebbe adattarsi, (ricordate "Saturn-3"?). Ad ogni modo per chi vuol credere, le prove dell'esistenza della vita aliena sono alquanto evidenti e trovo quasi paradossale che ci si sforzi di cercarle sotto forma di vita primordiale. Abbiamo Ufo che ci girano sopra la testa da anni, (secoli a giudicare dalle testimonianze lasciate dalle civiltà del passato, dalla pittura etc.), e siamo quì a mandare segnali a radiofrequenza e a cercare aminoacidi invece di far luce sugli elementi che abbiamo a disposizione e che sono tantissimi. Ho l'impressione che l'ufologia sia spesso presa sotto gamba e non riceva il giusto appoggio e non credo di essere l'unico a pensarla così ma non è questo il tema per cui termino qui il mio intervento.

  • #2

    Receptionst (martedì, 11 marzo 2014 17:31)

    Erano tutti palloni sonda e prototipi antesignani del blackbird.

  • #3

    Maurone (martedì, 11 marzo 2014 20:10)

    Per chi vuol credere? Agli alieni? Agli UFO? Ma cosa è una nuova religione? Ma per favore... mi mi facci il piacere... diceva Toto'.

  • #4

    Mad Max (mercoledì, 12 marzo 2014 00:17)

    La scoperta piu importante in esobiologia del 2013 e'che la vita nell'universo, alla luce delle nuove misurazioni, non ha iniziato a svilupparsi 5 miliardi di anni fa ma puo essersi sviluppata gia 8 miliardi di anni fa. E'quanto emerge dai nuovi calcoli sulla metallicita'stellare e protoplanetaria. Sempre secondo i nuovi parametri vanno riviste le stime ipotetiche riguardo la presenza di civilta'tecnologiche nel passato. Le stime vanno portate indietro almeno di un miliardo di anni. Voi sapete cosa puo'significare per una civilta.. Essere piu'avanzata della nostra di 1 miliardo di anni. Inoltre il rischio autodistruzione dettato dalla scienza ortodossa e'ormai messo fortemente in discussione dal fatto che una civilta'piu evoluta della nostra anche solo di 500 anni avrebbe gia'colonizzato un numero sufficiente di pianeti sistema e forse anche extrasistema da potersi assicurare una diversificazione sufficiente a garantire la sopravvivenza degli altri pianeti colonizzati anche nel caso estremo della distruzione totale di uno di questi. Alla luce dei nuovi dati e'sempre piu'probabile una escalation di scoperte molto interessanti nell'arco di un decennio.

  • #5

    Mad Max (mercoledì, 12 marzo 2014 00:59)

    Inoltre nell'ipotesi che una razza aliena ci stia osservando da vicino, questa potrebbe avere un protocollo da rispettare: non interferiamo direttamente, non produciamo shock storici in una civilta che deve ancora evolversi e potrebbe precipitare nel caos. Sappiamo che gli umani stanno costruendo dei super telescopi. Sappiamo che presto si accorgeranno da soli della presenza di pianeti con atmosfere contenenti gas prodotti da forme di vita. Sappiamo che stanno per scoprire la vita su Marte ed Europa. Aspettiamo che facciano queste scoperte e accettino quindi l'idea della NON unicita'della vita sulla terra. Solo dopo questo shock i governi delle nazioni piu potenti ed evolute della terra saranno pronti ad uno shock molto piu'grande, quello del primo contatto. E'anche probabile che non abbiano rispettato questo protocollo e che il governo USA ne sappia qualcosa gia'da qualche decennio. Come e'probabile anche che il governo USA o altri non sappiano ancora nulla e potrebbero ricevere il primo contatto tra qualche anno. Saranno loro comunque ad essere contattati dagli alieni e non certo la massa. Prima i governi, poi l'interazione con i governi, poi, forse, molto tempo dopo, la massa. Essenzialmente si trattera'di un contatto tra governi terrestre ed alieno, e vige la regola del pazzo: i componenti piu'alti del governo, della difesa e dei servizi segreti saranno informati. Non saranno certo loro a lasciarsi scappare qualcosa di fronte alla massa. Ma se la notizia trapelera'negli anelli piu'bassi del potere, tale individuo che rivelera'eventuali informazioni su alieni verra'automaticamente preso per pazzo dalla massa e dai media. Esattamente come spesso accade, per una legge naturale. Vedi per esempio l'ex ministro della difesa canadese. Questo meccanismo terra'al sicuro il segreto senza problemi fino a quando, e se, i governi decideranno di rivelarlo ufficialmente. I governi delle nazioni i cui scienziati dovessero registrare qualsiasi contatto o scoperta di vita aliena, riveleranno la cosa solo SE e QUANDO converra'a loro dal punto di vista STRATEGICO ed ECONOMICO.

  • #6

    Franz (mercoledì, 12 marzo 2014 08:59)

    Mad Max perchè questa ipotetica civiltà aliena si dovrebbe preoccupare della civiltà umana?

  • #7

    Daniele (mercoledì, 12 marzo 2014 11:03)

    Ho letto attentamente l'articolo, tuttavia nonostante la scientificita' delle argomentazioni io avrei una piccola osservazione.
    Se e' vero che si potrebbe trovare con tale procedura la prova indiretta dell'esistenza di vita in pianeti extrasolari, come mai in circa 40 anni di missioni marziane con sonde e rover avanzatissini,continuiamo ad assistre da piu' di un 30ennio e con cadenza semestrale al "tantra" acqua si acqua no sul suolo marziano ???
    Cioe', "no riusciamo" (o non vogliano) a trovare la risposta definitiva se esiste acqua su Marte, ma contempraneamente asseriamo che si puo' dare una risposta di probabile vita extrasolare.
    E mi sono fermato alla vicenda acqua ! perche' la stessa cosa vale per la possibilita' di vita anche solo batterica sul suolo Marziano.
    Anche qui da circa 40 anni assistiamo ad un si,ma,no,boh,forse ecc,ecc,
    Pensare che non mi sembra cosi difficile rilevare o osservare un batterio perfino per un alunno della terza liceale,e con un semplice microscopio da 40 euro. Su Marte non siamo stati capaci di farlo (o non abbiamo voluto).Ma se non riusciamo a vedere concertezza all'interno del "nostro giardino di casa" dubito che il compito risulti piu' facile con osservazioni a distanza di anni luce.
    Insomma qualcosa non quadra, o forse mettendo da parte la scienza.....
    "l'erba del vicino e' sempre piu' verde", e i "marziani" e' meglio cercarli bene,ma fuori da casa nostra, anzi il piu' lontano possibile,e senza "disturbare" troppo la coscienza sonnecchiante del mondo.

  • #8

    Franz (giovedì, 13 marzo 2014 14:44)

    Daniele su Marte l'acqua si trova in grandi quantità nei ghiacci polari ed è ormai certo che ci sia stata anche acqua allo stato liquido in passato c'è anche il sospetto che possa esistere tutt'ora.
    L'assenza del metano escluderebbe la presenza di vita microbica.

  • #9

    "the essence" of Merlin (venerdì, 14 marzo 2014 02:40)


    cit. doctor Franz
    "...L'assenza del metano escluderebbe la presenza di vita microbica..."

    http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/c/cd/Martian_Methane_Map.jpg


    "...c'è anche il sospetto che possa esistere tutt'ora..."

    http://technews.it/notizie/immagine/5493?width=632&height=350&ext=.jpg

  • #10

    Daniele (venerdì, 14 marzo 2014 21:37)

    @Franz
    La tua risposta sarebbe perfetta,ma ci vorrebbe una manciata di forse in piu'.
    Tutta questa certezza non appare poi cosi granitica.
    Infatti a distanza di anni fanno ancora discutere le immagini della sonda Phoenix,e non si e' ancora capito se le gocce che sono apparse sulle sue zampe fossero formate da acqua o ghiaccio secco.
    Insomma mi pare che mantenere questo dubbio sia molto utile come scusa per ennesime missioni e ennesimi appalti alle industrie aerospaziali.