Luca Parmitano a Sanremo: l'attrazione per lo spazio è stata irreversibile

«Sulla stazione spaziale, facevo le pulizie il sabato mattina con le cuffie alle orecchie e l'aspirapolvere. Ascoltavo la stessa musica che amo sulla Terra: Fabrizio De André, Lucio Battisti, Dalla. I Beatles, il jazz di Patt Metheny. Mia moglie Kathyinvece di essere all'Ariston è a un suo concerto. La invidio un po'». L'Astronauta Luca Parmitano ospite di Fabio Fazio e Luciana Littizzetto per la terza serata del festiva di Sanremo, parla della sua avventura sulla Stazione Spaziale Internazionale, ripercorrendo il lungo viaggio personale e professionale che lo ha portato a diventare astronauta. Le cose che più lo emozionanto non sono nanoparticelle e campi magnetici. «Ho avuto paura, sì. Ma non l'ho imbrigliata. L'addestramento serve a questo: ad avere così fiducia nella propria conoscenza delle macchine e delle procedure da eliminare il dubbio nell'azione, anche in parentesi non previste». 
A seguire il video della partecipazione al Festival.

Fin da bambino la mia attrazione per lo spazio è stata irreversibile”, così Parmitano incomincia il suo discorso, dopo aver visto numerose immagini da lui scattate e postate sui social network più celebri:“Vedere la Terra da così in alto è qualcosa di indescrivibile. Non esistono parole che possano esprimere le sensazioni provate lassù“. Parmitano poi parla della Stazione Spaziale Internazionale, la più grande opera di ingegno mai costruita dall'uomo.

 

Parmitano ne fa riferimento così: La base ha più o meno il volume di un Boeing 747 e per il 40% è stata costruita da italiani. Dobbiamo esserne orgogliosi, poiché nessun altro paese ha avuto questo onore”.

“Stando lontano dalla Terra, non mi sono mai sentito così vicino ad essa”, Parmitano prosegue il suo discorso ricordando che il nostro pianeta è l’unico che ospita la vita, e tornando dal suo viaggio hariscoperto l’amore per la propria culla. Egli, successivamente, racconta l’episodio in cui è riuscito a chiamare la madre nel momento stesso in cui si trovava sopra la Sicilia, luogo d’origine della famiglia, e il cielo mostrava da lontano la ISS.

 

La chiusura è ad effetto, come volevasi dimostrare. Parmitano viene invitato a leggere una sua riflessione che tocchi anche il tema centrale del Festival di Sanremo 2014, quello della bellezza. Il messaggio comincia con una citazione del poeta romantico John Keats: “Una cosa bella è una gioia per sempre”. Questo per affermare che la bellezza non è solo visiva, ma riguarda sensazioni primordiali: l’assoluto silenzio dello spazio è riconducibile a tutto ciò che accade nella quotidianità, come il canto di una donna per far prender sonno al figlio.

 

La filosofia dell'Astronauta italiano più celebre del mondo è una cosa semplice. «Bisogna andare sempre più lontano. Guardare l'orizzonte, inseguire quello, chiedersi che cosa nasconde e c'è oltre, provare a toccarlo con mano. La Terra è una bellezza azzurra commovente. Adesso tutte le volte che guardo il cielo stellato, o il mare, ripenso a com'erano dall'altra parte».

Commenti: 8 (Discussione conclusa)
  • #1

    the phantom of Fabiosky63 (sabato, 22 febbraio 2014 10:51)


    GRAZIE Luca!.:)
    per le sentite parole rivolte a tutti i nostri bimbi...e sopratutto per averli incontrati nelle scuole raccontando personalmente la tua avventura...

    il mio Lele, di sei anni, ti avrebbe detto "ottimo lavoro Comandante!"...mostrando il suo pollicino "up"..;)

    un sentito saluto..:)

  • #2

    Lau (sabato, 22 febbraio 2014 13:19)

    Che uomo di classe, il sogno di tutte le donne me compresa

  • #3

    Malles (sabato, 22 febbraio 2014 15:08)

    Cara Lau, sotto il nickname Malles si nasconde effettivamente Luca Parmitano, se vuoi approfittarne...

  • #4

    Lau (sabato, 22 febbraio 2014 16:23)

    Malles sei mi porti tra le stelle approfitto di sicuro :))

  • #5

    malles (sabato, 22 febbraio 2014 19:42)

    Tra le stelle di sicuro...a te la scelta della Galassia

  • #6

    Receptionist (domenica, 23 febbraio 2014 12:36)

    Cazzo come invidio gli astronauti.

  • #7

    Secretus (domenica, 23 febbraio 2014 13:05)

    È un mestiere che richiede sacrifici enormi e rinunce ma il regalo in cambio è vedere la Terra da un punto di vista privilegiato.

  • #8

    Antonio Paolozzi (domenica, 23 febbraio 2014 13:50)

    In linea di principio chiunque può diventare astronauta. Occorre tuttavia superare delle prove molto selettive che tendono a evidenziare l’attitudine fisica e psichica. La perfetta conoscenza della lingua inglese è un requisito fondamentale come pure conoscenze nei settori tecnico-scientifici. Le prove di selezione tipicamente si svolgono in più giorni. Il primo giorno si compilano questionari a tempo di tipo attitudinale, cultura generale, concentrazione e comprensione della lingua inglese. Un colloquio con insegnanti in madre lingua inglese conclude le prove del primo giorno. Di solito meno del 10% dei candidati viene accettato per le prove successive che sono di tipo fisico e medico. Anche in questo caso c’è un ulteriore sfoltimento del numero dei candidati. Le ultime prove consistono nella valutazione dei titoli e dell’esperienza dei candidati e in colloqui di tipo tecnico e scientifico. Il numero di candidati che si presenta alle selezioni in risposta ai bandi dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) è in genere elevatissimo nonostante i rischi della professione dell’astronauta che purtroppo abbiamo riscontrato in ben due occasioni con lo Space Shuttle (Challenger e Columbia). L’utilizzo più immediato degli astronauti italiani è prevedibile sulla stazione spaziale internazionale (ISS) dove il loro compito sarà fondamentalmente quello di controllare gli impianti di sopravvivenza della stazione, montare nuovi esperimenti spediti dalla terra e controllarne il regolare funzionamento. Sul sito dell’Agenzia Spaziale Italiana sono rintracciabili le biografie degli astronauti italiani : i componenti attuali del corpo degli astronauti italiani sono Umberto Guidoni, Roberto Vittori e Paolo Angelo Nespoli. Altri astronauti italiani sono stati: Franco Malerba (primo astronauta italiano che volò nel 1992 con lo Space Shuttle) e Maurizio Cheli (pilota collaudatore) .

    Riportiamo ora alcuni consigli estratti dal sito dell’Agenzia Spaziale Italiana dedicati appunto a chi volesse provare a diventare astronauta.

    “In conseguenza dell'evoluzione nelle attività spaziali, la figura dell'astronauta va gradualmente evolvendo: non sono più richieste, come ai primordi dell'era spaziale, caratteristiche da superuomo ma si stanno ormai delineando delle classi particolari, come i piloti della navetta o gli specialisti nell'operare la strumentazione scientifica, i cosiddetti specialisti di missione, con caratterizzazione più scientifico-ingegneristica. Questa evoluzione proseguirà, anche se ancora per qualche tempo la permanenza nello spazio sarà ridotta a un ristretto numero di individui. Tipicamente, un ragazzo o una ragazza di 15 anni che volessero diventare astronauti dovrebbero intraprendere una carriera universitaria di tipo scientifico (scienze matematiche, ingegneria, medicina o anche chimica) ottenendo un buon curruiculum studi, possibilmente con ottimi voti, magari caratterizzando il loro percorso di studi inserendo alcuni esami su tematiche spaziali. Dopo il percorso universitario dovrebbero sviluppare esperienze lavorative in realtà pubbliche o private che operano in questo settore, nella ricerca o nelle attività produttive, in ambito nazionale o internazionale. Una alternativa è quella di possedere il titolo di pilota collaudatore, differente dal pilota civile. Non meno importante è il profilo attitudinale dei candidati, che dovranno superare prove psico-attitudinali, mediche e di conoscenza fluida della lingua inglese, parlata e scritta, a livello internazionale.”

    Chi scrive in passato ha partecipato ad una selezione per diventare astronauta, ma purtroppo è stato eliminato per una distrazione nelle prove di comprensione di inglese. Al nostro web-nauta facciamo quindi i migliori auguri per una splendida carriera!