Marte, scorre l'acqua nei pendii delle montagne ?

Acqua su Marte, si torna a parlarne. Il Mars Reconnaissance Orbiter (MRO), la sonda NASA che orbita intorno al pianeta da circa otto anni ha fotografato alcuni pendii sui quali stagionalmente compaiono alcune strisce nere quando le temperature superficiali di Marte aumentano. Sugli stessi pendii sono state rilevate, indirettamente, variazioni di minerali ferrosi, forse dovute al passaggio di una soluzione acquosa che comprende gli stessi minerali che hanno la proprietà di ridurre il suo punto di congelamento. "Noi ancora non abbiamo la pistola fumante per l'esistenza di acqua, anche se non siamo sicuri di come questo processo si possa svolgere senza", ha detto Lujendra Ojha, uno studente laureato presso il Georgia Institute of Technology, Atlanta, autore di due nuovi rapporti su questi flussi. 

Tutti i particolari a seguire.

Lo studio completo è pubblicato sulla rivista Geophysical Research Letters e prende in esame le immagini scattate dalla HiRISE su 13 diverse aree, che sono state osservate anche con lo Spectrometer Reconnaissance Imaging Compact (CRISM) a bordo della sonda della NASA.

 

Come detto non c'è una prova diretta della presenza di acqua, ma i processi come questo a secco sono concepibili, tuttavia le firme spettrali dei minerali di ferro presenti negli RSL potrebbero bloccare i segni spettrali di acqua, rendendo difficile agli scienziati trovare una risposta definitiva.

 

Fra le possibili spiegazioni ci sono un aumento dell'ossidazione nei minerali, o il diradamento della patina polverosa che ricopre la superficiale marziana, che potrebbero essere dovuti sempre all'umidità. L'acqua come si vede resta un elemento chiave delle ipotesi anche se non se ne sono ancora trovate tracce dirette. Le ricerche quindi continueranno, perché "il flusso di acqua, anche l'acqua salmastra, ovunque su Marte sarebbe una scoperta importante, e inciderebbe sulla nostra comprensione dei cambiamenti climatici su Marte e sull'indicazione di un potenziale habitat per la vita vicino alla superficie odierna" scrive Richard Zurek, del Jet Propulsion Laboratory della NASA.

 

 

Il precedente sull'acqua marziana

In Ottobre il rover Curiosity aveva scoperto una roccia che si sarebbe formata in un ambiente ricco di acqua. La roccia, alla quale la rivista Science dedicò la copertina, non somigliava a nessuno degli altri minerali fino ad allora trovati sul pianeta rosso. La roccia aveva invece forti somiglianze con le rocce terrestri chiamate maugeariti, che si trovano sulle isole oceaniche o nelle fratture continentali. La ricerca era sta condotta da Martin Fisk, geologo marino presso l'università dello Stato dell'Oregon e membro del gruppo scientifico di Curiosity. La roccia fu battezzata dalla Nasa "Jake M." in onore dell'ingegnere Jake Matijevic deceduto pochi giorni dopo l'arrivo su Marte di Curiosity sul quale aveva lavorato. 

 

Spiegava Fisk co-autore di tutti e tre gli articoli dedicati a Marte pubblicati su Science

 

"Sulla Terra abbiamo una buona idea di come si formano le maugeariti. Si inizia con il magma in profondità all'interno della Terra, che cristallizza in presenza di 1-2 % di acqua e che, dopo una serie di processi, arriva sulla superficie attraverso eruzioni vulcaniche''
Per Fisck "Jake M. è significativa perché ci fa supporre che l'interno di Marte sia composto da aree con differenti composizioni, non miscelate bene tra loro. Forse Marte non si è mai omogeneizzato come ha fatto la Terra attraverso le sue placche tettoniche e i processi di convezione''.

 

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Commenti: 11
  • #1

    Receptionist (mercoledì, 12 febbraio 2014 13:55)

    Ma perché non si mandano i rovers in luoghi piú consoni alla ricerca scentifica?
    Li mandano nei deserti e quando le missioni finiscono abbiamo piú dubbi che altro.
    Beh come sempre, non so voi ma a me m par na str........ Parafrasando i mitici trettré.

  • #2

    Malles (giovedì, 13 febbraio 2014 16:06)

    Che su Marte ci siano i rubinetti aperti NON deve meravigliare più di tanto. Chiediamoci invece il PERCHé di questo gocciolamento...di notizie.
    Che si sapesse già da molto tempo questo ed altro? Ma va, questo lo pensano solo i cospirazionisti che vedono ometti verdi in ogni dove.

    Forse era un infingardo pure lo specialista di rielaborazioni di immagini digitali Mark Carlotto, compreso TUTTO il gruppo di scienziati ( Webb, Van Flandern, Torun, Hoagland, della Mars Mission) che pubblicamente accusarono la Nasa di aver nascosto le scoperte marziane della sonda Mars Observer, che era costata la bellezza di 980 milioni di dollari e che la stessa NASA dichiarò non più efficiente e non più raggiungibile dalla base, (il Centro di Controllo -jet Propulsion Laboratory-di Pasadena, California).

    L'opinione di Mark Carlotto era che l'Observer veniva a confermare ciò che da anni, nelle alte sfere, era già noto, e cioè che certe strutture non si poteva che considerarle artificiali. Mark Carlotto (esperto analista di immagini della "Analytic Sciences Corporation) era venuto in possesso di alcuni videonastri della missione Viking, ai quali iniziò ad applicarvi le più moderne tecniche di elaborazione digitale e di grafica compiuterizzata, potendo così ottenere ingrandimenti ottimali, tali a fargli fare il salto di ...careggiata.

    Lui e tutto il gruppo di scienziati su nominato, ebbero a dire che esistevano evidenti segni di una (passata?) civiltà marziana, che la Nasa ne era al corrente e che dall'epoca dei Viking in poi, vale a dire dal 1976, tutte le missioni per Marte, fosse russa o americana, fallirono, ufficialmente imputabili a guasti, errori umani, meteoriti ecc. , ma che la realtà era ben diversa. Secondo questo gruppo di scienziati, l'attesa di ben 16 anni (dopo i Viking) per altre missioni Marziane, NON erano da imputarsi alla mancanza di fondi, ma per le problematiche iniziate con la scoperta di veri reperti e manufatti marziani.

    Dopo tanti anni, uno spirito critico più moderno, per questi fatti s'impone, tuttavia anche ai giorni nostri le spiegazioni NASA non sono poi molto cambiate dai tempi dei Viking e di Mars Orbiter. Come già dissi, le dichiarazioni ufficiali sono molto spesso dichiarazioni distorte dalla realtà, qualunque sia la loro provenienza, siano cioè dette in ambiti finanziari, religiosi, politici, scientifici ecc. questo per essere meglio assimilate, confezionate quindi per l'uso e consumo della gente comune. Da sempre chi detiene il potere ha COMUNQUE deciso come e quando fosse conveniente (per loro) rilasciare "certe" dichiarazioni"

  • #3

    alfonso (giovedì, 13 febbraio 2014 22:57)

    @Malles
    si diceva la stessa cosa della Luna , addirittura di un'astronave trovata con l'ultima missione Apollo ufficiale...
    ma ora che tutti possono osservare la superficie lunare con i satelliti , e la Cina ha fatto allunare anche una sua sonda , non se ne parla più..

    su Marte succederà lo stesso tra una decina d'anni.

  • #4

    Iker (venerdì, 14 febbraio 2014 03:43)

    Non è ridicolo che la Nasa continui ad essere così riluttante a divulgare con vera efficacia i dati sulla quantità di acqua su Marte. Per dire che c'era acqua sulla Luna sono passati 34 anni, in cui hanno decritto la Luna come un satellite morto senza un goccio di acqua. Poi sono arrivati e da poco è uscita una nuova ricerca su Natura http://www.nature.com/ngeo/journal/v6/n3/full/ngeo1735.html

    Marte è anche peggio contro logica prima i ghiacciai marziani, quindi hanno trovato metano, poi tracce di molevole essenziali. E' ora che il coraggio lo trovi la Nasa invece di essere sempre così cauta. Tanto le cose prima o poi le scopriranno le altre agenzie spaziali, si è riattivato anche l rover Lunare cinese, è un segno :)

  • #5

    Asimovlll (venerdì, 14 febbraio 2014 08:28)

    E QUANDO HANNO OCCULTATO TUTTO NEL 2010 ... due sonde Viking raccolsero nel 1976 suolo marziano, riscaldandolo e studiando i gas rilasciati cercando composti organici. Ne vennero individuati due...clorometano e diclorometano .... ma gli scienziati conclusero che si trattava in realtà di materiale proveniente dal fluido usato per pulire le sonde. Nello studio del 2010 avevano prelevato nel deserto cileno di Atacama, che ha il suolo più simile a quello di Marte, materiale sottoposto prima a freddo e poi a caldo all'esame del perclorato. Nel primo caso è emersa la presenza del materiale organico e nel secondo caso, a causa del riscaldamento, la presenza è stata cancellata. Il materiale organico può giacere sulla superficie di Marte per milioni di anni senza mutare forma - sottolinea McKay - Ma non appena viene riscaldato viene distrutto rapidamente. Alla luce ricerca le tracce di clorometano trovate dai Viking potevano quindi venire dal materiale organico. Gilbert Levin che per oltre 30 anni aveva contestato la interpretazione negativa data dagli scienziati ai dati inviati dalle sonde Viking era stato irriso da tutti. VI RICORDA QUALCOSA . La Nasa e Esa operano sotto il controllo dei governi e dei gruppi di potere.


  • #6

    Diogene (venerdì, 14 febbraio 2014 09:41)

    @Alfonso

    Infatti si dice anche di Europa e di Titano...diamo il tempo di bruciare anche loro.

  • #7

    M.H. (venerdì, 14 febbraio 2014 11:33)

    Curiosity "scollina", e regala foto da alcuni metri di distanza di un'altra di quelle che sembrano evidenze di presenza recente di qualche liquido "che scorre in superficie". A mio avviso anche più interessanti di queste dell'MRO...che riprende da parecchi chilometri di distanza.

    Le ultime 6 delle immagini FULL (dal Curiosity):
    http://mars.jpl.nasa.gov/msl/multimedia/raw/?s=540&camera=NAV_LEFT_


  • #8

    Franz (venerdì, 14 febbraio 2014 11:50)

    Non è ridicolo che la Nasa e l'Esa facciano progetti per inviare costose sonde su Marte alla ricerca di forme di vita per poi nasconderne i risultati.
    In quanto Mars Observer si sono perse le tracce prima che entrasse nell'orbita di Marte per cui non può aver scoperto nulla.
    Le foto dettagliate della sonda Mars Global Surveyor nel 1998 hanno dimostrato che la teoria dei presunti manufatti di cydonia di Mark Carlotto e compagni erano in realtà illusioni ottiche.

  • #9

    El Paso (venerdì, 14 febbraio 2014 21:14)

    Ma migliore è questa
    http://mars.jpl.nasa.gov/msl-raw-images/proj/msl/redops/ods/surface/sol/00540/opgs/edr/ncam/NLB_445439965EDR_F0261102NCAM00251M_.JPG

    Vi riferite a questa foto in particolare che ricorda i sedimenti fangosi che rimangono nel terreno dopo le piogge o di quel substrato che si stagli all'orizzone. Esistono le stesse foto che non sono in bianco e nero?

  • #10

    IBelive (venerdì, 14 febbraio 2014 21:30)

    Asimovlll - E QUANDO HANNO OCCULTATO TUTTO NEL 2010 ... due sonde Viking raccolsero nel 1976 (..........)

    Lo studio del 2012 è stato pubblicato online su International Journal of Aeronautical and Space Sciences.

    http://www.nationalgeographic.it/scienza/spazio/2012/04/16/news/nasa_aveva_scoperto_vita_su_marte-969223/

    Sono queste le parole che mi hanno colpito....
    "Non so perché, ma la NASA non ha mai inviato su Marte un microscopio che permetterebbe di fare esattamente questo", dice il ricercatore. "Eppure, se fanno arrivare lassù un microscopio per i geologi, potrebbero farlo anche per i biologi”.

    La prossima missione della NASA su Marte - il Mars Science Laboratory, anche detto Curiosity - arriverà sul pianeta rosso verso la fine di quest'anno. Benché non sia provvista di un simile microscopio, Miller pensa che il lander possa trovare elementi a supporto dell'ipotesi del suo team.

    "Non verificherà l'ipotesi della vita su Marte in modo diretto, ma potrebbe essere in grado di rilevare metano", dice Miller. "E se osservassimo un ritmo circadiano nel rilascio del metano nell'atmosfera, ciò sarebbe una conferma di quanto abbiamo verificato matematicamente".

  • #11

    Mad Max (sabato, 15 febbraio 2014 01:02)

    ---"Il flusso di acqua, anche l'acqua salmastra, ovunque su Marte sarebbe una scoperta importante, e inciderebbe sulla nostra comprensione dei cambiamenti climatici su Marte e sull'indicazione di un potenziale habitat per la vita vicino alla superficie odierna" scrive Richard Zurek, del Jet Propulsion Laboratory della NASA.---
    Pero':
    La NASA mandera'un nuovo rover simile a Curiosity nel 2020. L'ESA mandera'un rover insieme a NASA. Questi rover non indagheranno affatto sulla possibile presenza di acqua nel sottosuolo (se non indirettamente), ne'tantomeno su possibili fonti acquatiche temporanee su Marte.
    Il fatto che NASA ed ESA, alla luce di una tale possibile scoperta, la cui ipotesi e'gia'nota da alcuni anni e arricchita da queste nuove ennesime foto di possibili "fonti temporanee di acqua", non abbiano alcun programma di esplorazione robotica al riguardo, e'un fatto estremamente interessante.
    Un fatto che nella sua assurdita'lascia spazio ovviamente al cospirazionismo.
    Caliamo un velo sull'ESA (e un velo pietoso sull'ASI e le sue tangenti) ma e'invece sconcertante vedere come un'agenzia spaziale come la NASA stia giocando in questi anni a lasciarsi scappare le piu'grandi scoperte della storia, vedi anche l'immobilismo riguardo la luna di Giove Europa, a causa di "scelte scientifiche"dettate da personaggi ambigui e da "capricci di budget".
    E'noto che basterebbe solo lo 0,5% di budget trasferito dalla difesa USA alla NASA, cioe' 4 miliardi, per permettere all'agenzia spaziale di passare da 16 a 20 miliardi annuali, non dover rinunciare a missioni piu'ambiziose e quindi poter fare le tanto attese scoperte significative, con ricadute importanti sugli stessi USA.
    Si pensa alle ricadute che potrebbe avere la scoperta, in ambiente acquatico sotterraneo su Marte, anche solo di un DNA alieno accertato (o qualcosa di piu'di un DNA...) per la nazione che dovesse arrivarci per prima. E alla catena esponenziale di deduzioni e possibili altre scoperte conseguenti in ambito esobiologico e biologico.
    Si scatenerebbe un dibattito su scala globale che ci farebbe voltare pagina.
    Auguriamoci che accada presto.