Fortunato Zanfretta all'Ansa: Gli alieni torneranno a prendermi

Pier Fortunato Zanfretta, il metronotte italiano che sostiene di avere vissuto, tra il 1978 e il 1981, undici episodi di incontro ravvicinato del terzo e quarto tipo, ha dichiarato in un'intervista rilasciata all'Ansa che gli alieni torneranno a prenderlo presto. I "Dargos" con qui l'uomo avrebbe interagito esattamente 35 anni fa, si rivelerebbero di nuovo a Febbraio, il contatto sarebbe imminente. Nella breve intervista, una delle tante di questi ultimi mesi, Zanfretta conferma di essere stato vittima di un rapimento, di essere stato spogliato e messo in un lettino dove una sonda a 6 punte in vetro lo avrebbe ispezionato.

A seguire un breve riepilogo del caso.

L'aneurisma del 2012

Zanfretta era stato colpito a Settembre del 2012 da un aneurisma celebrale e lottava per la vita in un letto d'ospedale. Al risveglio dal coma farmacologico diceva di "non ricordare, nulla". Il Centro Ufologico Nazionale che seguiva da vicino la vicenda diramava dei comunicati. In quel caso era tanta la solidarietà arrivata ai figli e gli amici. Nessuna aveva fatto mancare il proprio appoggio all'ex metronotte che per fortuna ha imboccato una buona ripresa senza danni neurologici rilevanti.

 

Gli Ufo di torriglia del 2010

Molti testimoni dell'epoca, tra cui diversi colleghi di Zanfretta, nonché numerosi residenti del Comune di Torriglia, teatro di alcuni degli eventi, dichiararono di aver assistito ad avvistamenti di «oggetti volanti molto grossi e luminosi» correlati a presunti rapimenti ad opera degli alieni. anfretta lo andava ripetendo da oltre un anno: “Torneranno – diceva – vedrete che tra poco si faranno rivedere. Ne sono sicuro”. Nella cittadina sulle alture genovesi che ha fatto da teatro alle misteriose avventure notturne dell’ex metronotte gli Ufo avevano fatto la loro ricomparsa, nella notte tra il 23 e il 24 novembre  del 2010. Lo riportava il settimanale Il Nuovo Levante.

Per spiegare bene tutta la storia chi vuole può leggere il libro di Rino di Stefano, giornalista professionista laureato in Giornalismo negli Stati Uniti, che sul caso ha scritto un libro: Caso Zanfretta, la storia vera di un incredibile caso di cronaca.

 

Quando la notizia uscì sul «Secolo XIX» , il quotidiano regionale più diffuso della Liguria, l'uomo divenne subito oggetto di un'interminabile serie di scherzi e battute. Eravamo negli anni Settanta e a Genova, una città che per tradizione rifiuta il nuovo. Figuriamoci poi se appare nella veste di un Ufo con tanto di rapimento e alieni giganteschi. Allora ero un giovane cronista fresco di studi americani e quindi con una mentalità decisamente più aperta di quella di molti miei concittadini. Ragionando, mi chiedevo perché un metronotte stimato nel suo ambiente come uomo serio e coraggioso, sposato e padre di due figli, si andasse a complicare la vita, rischiando seriamente il licenziamento, raccontando quella strana favola ufologica. Decisi allora di indagare per saperne di più e fu proprio quella la ragione che per due anni mi fece seguire le avventure di Piero Zanfretta, ormai diventato noto in tutta Italia dopo la sua comparsa alla trasmissione televisiva Rai «Portobello» di Enzo Tortora.

Del resto il caso Zanfretta non ci sarebbe stato - e oggi non ne sapremmo nulla - se io non avessi chiesto, e ottenuto, che la guardia giurata fosse sottoposta a ipnosi regressiva. Per farla breve, l'uomo ebbe altri tre «incontri ravvicinati» con i presunti alieni e durante l'ipnosi continuò a fornire dettagli a dir poco esplosivi. Il punto era che spesso e volentieri le sue testimonianze collimavano con quelle di altre persone che si sono trovate a vivere l'esperienza dell'avvistamento ufologico. Nel primo caso, ad esempio, i carabinieri di Torriglia, comandati dal maresciallo Antonio Nucchi, trovarono 52 testimoni oculari e una grossa traccia a forma di ferro di cavallo nel punto in cui Zanfretta venne trovato. La circostanza si ripetè in altri incontri e sempre più allarmante sembrava la coincidenza che i misteriosi episodi fossero confermati da testimoni o da fatti oggettivi. Nel 1980, così come erano comparsi, gli avvistamenti ufologici sparirono dalla provincia di Genova. E anche per Zanfretta, ormai completamente succube degli «extraterrestri» , venne il momento di salutare i suoi «amici» .

Almeno ufficialmente, i suoi incontri terminarono. Ed egli in privato continuò a sostenere di essere il guardiano di una sfera che però, a quanto ne so, nessuno è mai riuscito a vedere. Persino nelle sedute ipnotiche dimostrava di essere chiaramente controllato da una forza estranea che lo faceva regolarmente sfuggire al controllo del dottor Mauro Moretti, il medico ipnotista che lo seguiva. Da quel momento persi di vista Zanfretta e fu solo quattro anni dopo, nel 1984, ormai a mente fredda, che mi decisi a raccontare la mia esperienza in un libro pubblicando «Luci nella Notte, Ufo: Il Caso Zanfretta» con la Alkaest Editrice di Genova. Recentemente, invece, il libro è stato riproposto dalla De Ferrari Editore con il titolo «Il Caso Zanfretta» . Il volume suscitò anche un buon interesse dopo che la Rai ne ricavò uno sceneggiato televisivo in due puntate che andò in onda il 12 e 18 dicembre 1984. Devo dire che in quel periodo Zanfretta era davvero molto conosciuto. Un mio articolo apparso sul settimanale «Gente» venne tradotto e venduto in tutto il mondo. Mi capitò di trovare pezzi sul caso Zanfretta in giornali americani, brasiliani e giapponesi. Ancora adesso, se si cerca nella bibliografia internazionale, il nome di Zanfretta salta fuori assieme al mio libro. Un ulteriore sviluppo internazionale del caso avvenne nel '92 quando venni invitato a Tucson, in Arizona, per presentare il volume al primo Congresso mondiale di ufologia. In quell'occasione venne fuori una realtà americana della quale, fino ad oggi, non ho mai parlato. Intendo dire che all'Hotel Hilton di Tucson venni contattato da due persone, un uomo e una donna, che mi dissero di ritenere attendibile la storia di Zanfretta anche perché loro erano a conoscenza di altre due sfere esistenti sulla Terra, anch'esse donate da alieni a presunti rapiti. Insomma, volevano a tutti i costi la sfera di Zanfretta e per ottenerla erano disposti a ricompensarci principescamente. Per dimostrare che non scherzavano, i due, che si dicevano rappresentanti di una non meglio specificata organizzazione, vennero a trovarmi in Liguria dopo il mio ritorno e stettero due settimane parlandomi di tutti i loro progetti da fare insieme. Io avrei preferito cedere i diritti del libro e farla finita lì , ma loro desideravano invece coinvolgermi in una joint-venture comune. In altre parole una società che doveva gestire il business che sarebbe scaturito dall'uscita di un film, prodotto da Hollywood, sul caso Zanfretta. A questo proposito mi fecero inviare da un legale di Chicago (anche se loro erano dell'Arizona, quindi l'organizzazione di cui facevano parte non era locale ma nazionale) un contratto che io dovevo firmare. Contratto che però io non volli sottoscrivere in quanto mi qualificava come maggior azionista della società (50%) la cui gestione era affidata interamente agli altri due (25% l'uno). Era come dire che io sarei stato responsabile di tutto quello che loro avrebbero fatto o deciso. Su questo scoglio l'accordo saltò e non se ne fece più nulla. Dopo un po' dei due non sentii più parlare.

 

Questa storia, però, provocò una cocente delusione in Zanfretta che probabilmente si vedeva già in America. Comunque sia, poco tempo dopo l'uomo ebbe guai con la giustizia (anche se ha sempre sostenuto di essere stato vittima di un complotto), abbandonò la divisa da guardia giurata e si mise a fare altri lavori. Un po' di soddisfazione cinematografica gli sta arrivando proprio in questo periodo visto che la Liguria Film Company ha appena annunciato di voler girare un film di fantascienza a sfondo ironico («Invaxön», ma si legge «Invasciun» , alla genovese) che prende spunto proprio dalle sue avventure. Non sarà un successo hollywoodiano, ma è comunque qualcosa. Del resto, film a parte, a quanto mi dicono continua a dire di essere il guardiano di quella sfera. E nessuno è mai riuscito a risolvere il mistero che si porta dentro.

Commenti: 27 (Discussione conclusa)
  • #1

    Yale (mercoledì, 29 gennaio 2014 14:42)

    Più lo guardo più mi sembra un uomo buono :) Qualcosa se la sarà sicuramente inventata anche lo sbarco ultimo però rispetto non ha guadagnato nulla in questa tormenta solo insulti e parolacce, rimane un simbolo ufologico italiano.

  • #2

    Iat (mercoledì, 29 gennaio 2014 15:01)

    Ancora? ma basta non se ne può più

  • #3

    Spai (mercoledì, 29 gennaio 2014 15:06)

    Ha indagato anche alfredo lissoni e i rapiti italiani sono tanti informatevi non solo Zanfretta che è uscito allo scoperto

    Gricignano d’Aversa, 9.12.54.

    Il contadino Giovanni Aquilante, scomparso da casa da due giorni, ricompare dal nulla, scioccato ed affamato, raccontando di essere stato sequestrato da due strani nani volanti in abiti multicolori. Aquilante aveva solo ricordi confusi (false memorie?), rammentando approssimativamente di avere viaggiato per due giorni in luoghi sconosciuti, sempre accompagnato dai due esseri che mutavano continuamente forma e dimensioni. A seguito del trauma subito, l’uomo si ammalò e morì.

    Lago d’Idro (BS), 27.7.73.

    Durante un’escursione il giovane Marco Pialorsi scopre le tracce di un atterraggio UFO ed ha un vuoto di memoria. Sotto ipnosi ricorderà in seguito di avere incontrato uno strano essere che, toccandolo con uno strano oggetto, gli aveva fatto perdere i sensi. In seguito il giovane era stato sollevato in aria da un fascio di luce e trasportato a bordo di un UFO, in una stanza rotonda, ove era stato esaminato da quattro alieni e da una donna.

    Sesto Fiorentino, 23.2.78, ore 11.45.

    Due automobilisti appartati sul Monte Morello captano una strana interferenza radio. L'uomo esce dalla vettura e viene investito da una luce viola, proiettata da quattro umanoidi scesi da un UFO. Quando l’uomo rientra in sé scopre di essere sparito per venti minuti. La donna sta ancora urlando di paura.

    Cosenza, 21.9.78, ore 20.

    Un giovane del luogo viene sequestrato nei pressi di un cantiere in costruzione da quattro nanerottoli che si muovono saltellando. Le entità sono alte un metro e mezzo, portano giacche piene di bottoni ed elmi con antenne, uno zaino sulla schiena e hanno pinze al posto delle mani. L’uomo perde conoscenza e quando riprende i sensi, mezz’ora dopo, attorno a lui non c'è più nulla.

    Lusiana di Vicenza, 18.1.79, ore 23.30.

    L’auto di un tagliaboschi di quarantadue anni si blocca in prossimità di un UFO atterrato. Le luci della vettura si spengono e le portiere si aprono e due umanoidi alti un metro, in tuta color bronzo-rame a scaglie, compaiono dal nulla e catturano il terrestre.

    L’uomo si ritrova in una stanza di 2 metri, piena di strumenti elettrici ed uno schermo con delle "palline luminose". Mentre gli alieni tentano di spogliare il terrestre per esaminarlo, questi riesce a divincolarsi e a fuggire.

    Reppia (GE), estate 1983, 23.45. Il giovane scout Valerio Lonzi scorge tre luci notturne vorticare a mezz'aria attorno ad un altro scout, quest’ultimo paralizzato e come in trance. Quando le luci scompaiono, Lonzi scopre di avere un missing time di tre quarti d'ora e tre cicatrici sulla schiena.

    Pietra Ligure, agosto 1989.

    Il consulente finanziario Giuseppe Di Giorgio scompare misteriosamente sull'Autofiori e viene ritrovato, sei giorni dopo, a Sarzana, con tre molotov in mano e un sacco a pelo. Racconterà di essere stato nello spazio e di aver scoperto un antidoto per l’AIDS.

    Gogna, 22 luglio 1996.

    Carlo Lenci e Jennifer hanno un missing time dopo un incontro ravvicinato con due strane entità sui monti Berici.

  • #4

    Scettico (mercoledì, 29 gennaio 2014 15:44)

    @ Ha indagato anche alfredo lissoni e i rapiti italiani sono tanti informatevi non solo Zanfretta che è uscito allo scoperto

    Adesso che sappiamo che ha indagato Lissoni il caso è chiuso XD. Tornare su questo caso per ogni esternazione di Fortunato non serve a niente rispettiamo l'età, è un uomo provato di estrazione semplice, viene da una famiglia di circensi nella vita ha lavorato sodo e bisogna avere un certo stile quando si trattano questi casi. Servirebbe a qualcosa andare a rivedere le sue previsioni che arrivano da lontano, probabilmente no. Enrico Ruggeri al Bivio curò una lunga intervista e già allora diceva le stesse cose. Non c'è più niente da dire l'ufologia dei contattisti è ferma ad Adamski, alle floride terre di Venere. Nulla in più è stato scoperto, la radice minuziosa dove siede il grande albero vuole acqua fresca non sporca. Auguri a Fortunato per Febbraio, senza ironia.

  • #5

    Diogene (mercoledì, 29 gennaio 2014 16:19)

    mettetevi d'accordo abbandono la diviso o lo licenziarono

  • #6

    Lorenzo (mercoledì, 29 gennaio 2014 17:05)

    Occhio alla sfera: Ha tagliato in due una lepre (o un coniglio, non ricordo bene).
    Questi Dargos prima arrivano, poi spariscono, poi ritornano, poi lo sondano, poi gli danno una palla di non so cosa con una piramide d'oro al centro che gira come una trottola, poi gli dicono che torneranno e lo prenderanno di nuovo...Poi sfiga vuole che gli venga un ictus, ma che siano i medici a salvarlo con una buona dose di fortuna, non i Dargos: Forse è perchè con la fantasia non si cura un ictus ?
    Ma porca miseria: Non ti rendi conto che nessuno ti crede ?
    E' mai possibile che continui a sostenere a vuoto di essere stato rapito dagli alieni ?
    Buon uomo, alla tua età devi volerti bene, non passare per stupido, anche se la tua storia non ti ha certo reso ricco.
    Bettitene u belin, vivi senza l'incubo dei Dargos, tanto a quelli li glienefrega un accidenti di te, del destino dell'uomo, di quello della Terra e dei suoi abitanti.
    Ritagliati un orticello, piuttosto, cura le piante e vivi sereno: Oggi dormi sereno che domani è un altro giorno.

  • #7

    Malles (mercoledì, 29 gennaio 2014 18:34)

    @Yale, concordo, il suo nome (Fortunato) non lo fu mai di fatto.
    @Spai, ottimo. Alcuni dei casi che riporti sono più che credibili e andrebbero meglio rivisitati senza fronzoli ideologici, e comparati con l'attuale casistica.

    A differenza di alcuni miei colleghi non ho mai conosciuto il Sig. Zanfretta, però prima del nuovo millennio mi sono recato in due occasioni a Torriglia e ho visitato la sopraelevata frazione che vide gli eventi. Ho potuto discutere del caso con abitanti del posto e limitrofi, fino ad avere elementi e spunti per una indagine del tutto personale, traendo in definitiva che Zanfretta disse (non so ora) la verità e nient'altro che la verità,qualunque questa possa essere intesa .

    è noto che in quegli anni tutta la zona prospiciente Torriglia era una zona "calda" per la fenomenologia d'aspetto ufologico, il caso Zanfretta risulta solo il più eclatante. Porto qui a conoscenza due testimonianze che credo compatibili con i fatti. Il primo riguarda il Sign. Pinetto Garella,a quei tempi agricoltore di 58 anni, abitante a Rossi, frazione di Torriglia. Il 14 di Dicembre verso la mezzanotte sentì abbaiare violentemente il suo cane, allarmato si affacciò alla finestra che guardava sopra ad una collinetta dove passa la strada che immette in zona Rossi.

    Fu con sorpresa e timore che vide alti sopra la strada, a meno di 200 Mt. due grossi "fari" rotondi di un rosso vivo, stazionando a qualche Mt. dal suolo, immobili e silenziosi. In quella ristretta zona non vi erano fonti di luce ed egli non trovò nessuna giustificazione. Nel frattempo il cognato e la cognata dell'agricoltore, attirati dall'insolito abbaiare del cane scesero dal piano superiore della stessa casa dove anch'essi abitavano e pure loro videro le grandi luci ferme. Il Garella chiamò anche la moglie che potè anch'essa vedere le fonti luminose, le quali rimasero ben visibili per alcune ore per poi sparire come se si fossero "spente".

    L'altro avvistamento si manifestò a Ponte di Savignone, sempre vicino a Torriglia, ed ebbe come testimoni tre operaie dello stabilimento "General Gomma" SPA, la signora Anna La Fortuna, 23 anni, che abitava a Sarizzola in piazza E. Marchese 3A/15. La venticinquenne B.Maria Pinna, e Pinna Carmela pure di 23 anni, entrambe di Busalla, con corrispondente domicilio in Via del Turchino 2A/12 e in Via Levrero 1. Ebbene il 26 Febbraio furono testimoni di uno strano oggetto volante dalle dimensioni di "un segnale stradale di senso vietato" (testuale) con due grandi luci rosse, con una rotta da est a ovest, poi invertì la direzione ripercorrendo il tratto già fatto dirigendosi infine a sud fino a scomparire. Il cielo era limpido ed erano le sette di sera, anche questo presentava la dinamica del silenzio assoluto.

    I due avvistamenti assumono un notevole interesse anche per le testimonianze plurime, sia per le dimensioni e del comportamento degli oggetti e sia perchè ben si intersecano con i tempi degli incontri plurimi del Zanfretta. Da parte mia avevo già escluso lanterne cinesi (a quei tempi introvabili) fulmini globulari,stelle, pianeti o di altri effetti elettrici.

    @Caro Scettico, dare consigli è come ergersi su un'altra persona, e io cerco di non permettermi, ma tu non puoi tutte le volte che ti trovi davanti ad un caso che esce dai tuoi parametri di giudizio, trarre conclusioni e concludere con un rispetto verso l'uomo solo in considerazione dell'età, questo poi non risulta rispetto vero ma supponenza verso un fenomeno che ritieni non vero, e verso chi suo malgrado ha invece dovuto costatarne la realtà

  • #8

    Malles (mercoledì, 29 gennaio 2014 18:42)

    Mi ero scordato, ma ritengo doveroso ringraziare per i sentiti auguri l'intero staff dell'uomo universale. Caro univesal, errore : chi mi aveva inscritto e che per questo ora è nella legione straniera, non era mia cugina, ma un'amica di famiglia. Comunque ringrazio tutti del gentile pensiero, colgo pure l'occasione di una stretta di coda al caro Insider, al quale mi hanno detto la retromarcia non fa difetto...ma sa sfruttare così bene i propri difetti da farli sembrare virtù, ci sentiamo .ciao

  • #9

    Scettico (mercoledì, 29 gennaio 2014 19:41)

    Si festeggia un compleanno caro Malles prima gli auguri, che appena posso ti faro anche dove ti hanno dedicato il pensiero, per non incappare nelle maglie della moderazione.

    Malles ti ho detto tante volte che io non ho nessuna certezza, la mia formazione mi porta a essere sempre cauto quando devo dare giudizi e lo faccio se so di poter sostenere quello che asserisco. Lo faccio per togliere nel mio interlocutore ogni sensazione di essere prevenuto. Vuoi entrare nel discorso Zanfretta, lo faccio ma quello che leggerai non ti piacerà, lo illustro come sempre mi è capitato di fare, spero apprezzerai non mi illudo che tu lo possa sottoscrivere.

    Io penso che la sua storia sia frutto di un disturbo cognitivo disfunzionale. I fatti successivi sono simili nell'impianto alle famose allucinazioni di massa che ho illustrato in altri posti. In particolare l'esperienza del tenente Giovanni Cassiba che affermò di aver visto e sparato dei proiettili contro fasci luminosi provenienti da una nuvola la notte della sparizione di Zanfretta è un tipico sintomo di quando ho detto prima . E' un sintomo anche l'avvistamento di alcuni contadini di Marzano la sera precedente al 2 dicembre, che avevano avvistato un corpo luminoso sopra il paese chiudendosi in casa. Questo tipo di racconti completamente sganciati da una logicità emotiva sono chiaramente inventati, e uno studioso di comportamenti tipici, e antropologia sa che esistono schemi mentali ricorrenti nelle situazioni di pericolo. Tu se vedessi un fascio di luce nel cielo prenderesti la pistola e spareresti, se l'avessi avuta, o se vedessi delle luci nel cielo ti chiuderesti in casa correndo, ti domando. Sono dissonanze, non posso dire non avendo avuto accesso ai dati reali, se volute o inconsapevoli. In ogni schema mentale davanti a una data situazione sia essa conosciuta o non conosciuta l'essere umano si rapporta nel range di possibilità con alcuni schemi fissi. Questi schemi fatalità sono sempre alterati nei racconti ufologici. Quando si tratta di stragi, attentati e altri avvenimenti il caso vuole che ogni comportamento segua una logica, sociale, culturale, emotiva. Tu crederesti a un orafo che minacciato di morte nel suo negozio, alla vista della pistola si mettesse a ballare il tuca tuca , o cominciasse a miagolare. Prenderesti quella testimonianza spuria da ogni ragione e ti metteresti a ridere. Devo ancora leggere un caso di abduction che segua i parametri che non il popolino ma un serio antropologo possa giudicare coerente. Io prima dei fatti di scienza guardo i fatti di coscienza, quelli conosco.

    Ti fornisco un ultimo dato. Nel 1957 quando arrivò alla grande stampa il caso del rapimento di Villas Boas, di 23 anni rapito nei campi il mondo si interrogò. Gli studi sulle esperienze uguali erano all'inizio. Oggi tutti i documenti sono concordi: la navicella descritta dal giovane era la sonda Sputnik. Voglio dire che verità e ragione, esperienze vissute e inconscio giocano un ruolo fondamentale che io giudico la spiegazione. Vale anche per i casi di possessione demoniaca se ti può interessare.

  • #10

    Ticino. (mercoledì, 29 gennaio 2014 20:03)

    Quando qualcuno deve attirare l'attenzione annuncia:

    1. La fine del mondo
    2. La terza guerra mondiale
    3. La venuta di Gesù cristo
    4. La fine di Berlusconi

    4 profezie che non si sono mai avverate.

  • #11

    Malles (mercoledì, 29 gennaio 2014 23:07)

    @Scettico..."devo ancora leggere un caso di abduction che segua i parametri non del popolino ma di un serio antropologo"...
    Perchè secondo te l'antropologo serio è esente da pecche (limiti), condizionamenti più o meno imposti e coinvolgimenti del tutto umani? Secondo te l'antropologo serio esce forse dai canoni di scuole e da procedimenti conoscitivi riconducibili (per forza di cose) alla capacità di valutazione che NON può esulare dalla ristretta sfera umana? Siamo sempre li caro Scettico, e di li non ci spostiamo, peccato. Qui abbiamo di fronte fatti strani e che per cercare una qualche risposta è necessario lasciare la gabbia e la zavorra intelettuale che ci condiziona, senza con questo cercare di emulare Pindaro.


    Quasi tutto quello che riporti lo trovo esageratamente di parte e per questo confittuabile e son tentato di smontarlo, volerebbero "marzianate"...Mi preme però venirti incontro, non escludendo in parte e a volte l'evidenza di uno stesso stimolo (c'è una verifica in atto) soggettivo nei rapiti, ma che non ci permette (per ora) di ben distinguerlo fra le vere, tante prove oggettive. Pensa solo al fatto che in questo caso le testimonianze NON si fermano alle deposizioni del solo Zanfretta,

    Questo caso (come tanti altri) non ha solo testimoni più o meno credibili, animali compresi, ma ha lasciato dietro di se anche traccie FISICHE ben visibili. Stringo: dal pieno di carburante della sua auto, dai vestiti asciutti nonostante la pioggia, orme sul terreno bagnato di circa 50 cm. il tettuccio dell'auto bollente, traccie circolari che si sono riscontrate sotto la postazione dell'ufo, ecc. Questi sono prove tangibili che vanno considerate, al di là delle valutazioni mentali dei soggetti in questione.

    Il quale Zanfretta poi subì un drastico mutamento del suo modo di vivere: da tranquillo e riservato che era, si trovò di colpo sbattuto in prima pagina, sui giornali e in televisione, circondato dall'incredulità e dal ridicolo, fatto oggetto di un pesante indottrinamento. Fu pure danneggiato sul lavoro da un temporaneo ritiro del porto d'armi nel 1980, ma questo è ben poco in confronto di quello che subì in seguito...

  • #12

    N3tSplit (giovedì, 30 gennaio 2014 09:22)

    ...che noia che è diventata questa pagina.

  • #13

    lorenzo (giovedì, 30 gennaio 2014 11:34)

    Per gli scettici,non siete obbligati a credere per forza, ma nella vita ce sempre un punto di domanda. Coraggiosi loro che ci stanno indicando la via.

  • #14

    Lau (giovedì, 30 gennaio 2014 12:38)

    Ma non perdeteci tempo che il suo scopo è proprio fare notizia!

  • #15

    Hiver (giovedì, 30 gennaio 2014 14:19)

    Ansa sempre più autorevole ...il computer alle spalle e la canadese anni 70 in accettato provengono dal pianeta dei dragos?

  • #16

    Lorenzo (giovedì, 30 gennaio 2014 20:10)

    Se i Dargos sono in cerca di un altro pianeta perchè il loro sta morendo (storia già trita e ritrita, lo stesso è stato detto dei grigi) perchè mai dovrebbero andarsene, poi tornare in continuazione ?
    Cosa avrà mai di speciale quest uomo da doverlo sondare a ripetizione ?
    Se hanno trovato il pianeta Terra, perchè non sono qui e son visibili da tutti ?
    Il caso Zanfretta, come tanti altri, lascia aperte così tante domande di carattere puramente logico che non è possibile dargli credito perchè è illogico ogni indizio sul quale si dovrebbe fondare la verità del caso.
    Extraterrestre, portami via, voglio una stella che sia tutta mia ...

  • #17

    Lorenzo (giovedì, 30 gennaio 2014 20:13)

    Il cervello la logicità la mette da parte in talune situazioni e sono quelle in cui non è vigile.

  • #18

    Franz (venerdì, 31 gennaio 2014 08:12)

    Il suo brama di spettacolo tradisce la disonestà di questo personaggio.

  • #19

    FABIOSKY63 (venerdì, 31 gennaio 2014 14:54)


    vigile? maaa...non faceva il metronotte?.:D

    ma cosa volete ancora da quest'uomo!?! pensate e credete ciò che vi piace di più, questo NON cambierà né il suo passato né il suo futuro...che è già scritto nel "libro della vita"...

    so che leggi anche queste pagine Fortunato! non preoccuparti, se i "dargos" torneranno NON sarà per "farti del male"...se ti hanno scelto è perché sapevano di avere di fronte un uomo forte e paziente! un caro saluto..:)

  • #20

    Ciccio (venerdì, 31 gennaio 2014 16:46)

    Non ha avuto ricchezze con sta storia altro che fortuna e falsità le ha passate brutte che non ve lo auguro.

  • #21

    Lino (venerdì, 31 gennaio 2014 17:30)

    E' da oltre 35 anni che dice che i suoi alieni dargos lo riprenderanno! Che lo riprendano e se lo portino via che
    cosi' non se ne' parla piu'!

  • #22

    Malles (venerdì, 31 gennaio 2014 22:34)

    Credo sia più disonesto dare del disonesto a persone che non si sono frequentate abitualmente per un ragionevole lasso di tempo per farsene un'idea, e non seguendo delle correnti di pensiero che spesso riportano notizie del tutto (queste si) false o volutamente aggreganti.
    Poco seri (e non certo migliori) è trattare come un manichino un uomo che ne ha passate letteralmente di ogni sorta. Possibile che non si possa dissertare senza offendere chi non ci ha fatto niente e non si conosce a fondo per permettersi di poterlo fare ?

  • #23

    Captcha (sabato, 01 febbraio 2014 00:01)

    Chi conosce davvero fortunato è FORTUNATO, e sa come è semplice e vero. I suoi IR sono i migliori e più documentati in Italia e tra i primi 3 nel mondo. Piero ha solo un sogno che non ha mai realizzato incontrare Josef Allen Hynek che purtroppo non è più possibile per tutto l'altro ha i suoi amici e suoi famigliari che lo amano e lo apprezzano. Siccome è un uomo generoso non si tira mai indietro e tende a farsi fregare dalle volpi e dai lupi.

  • #24

    Franz (sabato, 01 febbraio 2014 00:24)

    Zanfretta da metronotte è diventato un uomo di spettacolo tra show televisivi e film.

  • #25

    Iat (sabato, 01 febbraio 2014 01:17)

    Malles è uno pubblico che si è esposto, è andato in tv è normale che sia giudicato.

    Captha ma nessuno giudica l'uomo ma la storia, siete troppo sensibili non stiamo parlando di un bambino, Anfretta è un uomo sano di mente e molto ludico quindi se dice cose fuori dal mondo io sono libero di dirlo senza sentirmi un mostro !

  • #26

    Franz (sabato, 01 febbraio 2014 08:51)

    Se è vero come lui afferma che non ha mai guadagnato nulla da questa storia allora Zanfretta sarebbe un individuo psicolabile amante del protagonismo altrimenti sarebbe solo un furbo.

  • #27

    lino (sabato, 01 febbraio 2014 20:38)

    Nessuno dice che non abbia avuto le esperienze ufologiche che ha avuto. Ma poi con il tempo le storie si
    possono anche gonfiare...e non sarebbe il primo!