Gli astronauti e quei misteriosi lampi di luce nello spazio profondo

Durante i viaggi spaziali delle missioni Apollo, gli astronauti osservarono nel loro campo visivo quelli che descrivevano come bagliori e lampi di luce. Questi lampi di luce variavano per forma, dimensione e colore, e per molto tempo rimasero un mistero. Non sapendo in quei primi anni di cosa si trattasse, le ipotesi furono molte, ed essendo gli astronauti lontani dalla Terra, in una "dimensione sospesa del sistema solare", si misero in gioco messaggi alieni criptati, avvertimenti di qualche razza ostile nei confronti dei pionieri dell'universo, e altre spiegazioni fantascientifiche.

In realtà molti anni più tardi si tornò a scoprire un'antica teoria formulata nel 1952 dal fisico Cornelius Tobias, che ipotizzo già allora, che i raggi cosmici in un'eventuale missione spaziale potessero  interagire con gli occhi degli astronauti stimolandolo e producendo percezioni anomale visive

Quelli che oggi sono noti come “Light Flashes” sono l'unico fenomeno fisico in cui l’uomo riesce a vedere le particelle elementari senza l’ausilio di strumenti. 

Una spiegazione affascinante nella sua semplicità e per questo sempre messa in discussione.

Lampi di forme e dimensioni diverse

Durante le testimonianze raccolte dagli astronauti al ritorno dalle loro missioni, veniva riferito di vari tipi di lampi, probabilmente legati ai diversi tipi di interazioni possibili: una singola striscia, più tracce contemporaneamente, una stella molto luminosa e così via. Tuttavia, quando si cerca di identificare i meccanismi fisici alla base dell’interazione tra i raggi cosmici e l’apparato visivo, sorgono molti problemi, legati alla necessità di correlare le osservazioni provenienti da un rivelatore di particelle di tipo elettronico con le sensazioni provate dagli astronauti. L’importanza di questi studi è legata - tra l’altro - alla possibilità che i Lampi di Luce rappresentino la classica punta di un iceberg rappresentato da effetti neuro-fisiologici ben più complessi e nascosti.

 

Gli studi sistematici sui Lampi di Luce ebbero inizio già nelle successive missioni lunari (Apollo 14-17, 1971-1972), proseguendo poi sullo Skylab (1974) e sull’Apollo-Soyuz (1975). A Terra furono affiancati anche da vari test su acceleratori di particelle. Gli studi sui Lampi di Luce sono poi ripresi negli anni ’90 a bordo della stazione spaziale russa Mir con il programma Sileye e proseguono attualmente sulla stazione spaziale internazionale.

Occhi sotto tiro

Che l'esposizione duratura alla radiazione cosmica provochi dei problemi si sospettava da tempo. Una delle patologie più frequenti per gli astronauti è la Cataratta, cioè la perdita della trasparenza del cristallino. Di solito è un problema legato alla vecchiaia, ma negli astronauti è alto il rischio di soffrirne molto prima, in relazione al fatto che l’esposizione alla radiazione cosmica comporta un deterioramento del cristallino. 
Ma se la Cataratta era una malattia conosciuta, i lampi di luce durante il sonno degli astronauti o al buio, sono rimasti per molto tempo qualcosa di enigmatico.

 

Recentemente le condizioni per essere testimoni degli bagliosi sono state riprodotte sulla Terra. Gli strumenti utilizzati consistono in un casco con annesso un rivelatore di particelle al silicio (da cui il nome da SILicon EYE, od Occhi di Silicio). Il cosmonauta indossa il casco, si pone in condizioni di buio e preme un bottone ogni qualvolta osserva un Lampo di Luce; contemporaneamente si misura il tipo e l’energia di tutti i nuclei che attraversano il telescopio al silicio.

 

Da questi esperimenti – che hanno accompagnato l’esplorazione spaziale in tutte le sue fasi - sono emersi come più probabili tre tipi interazioni. Vi è la stimolazione diretta per ionizzazione della retina o del nervo ottico; l’interazione nucleare di un protone che produce molte particelle secondarie, dando luogo ad uno stimolo complessivo; l’emissione di luce Cherenkov  (la stessa che dà il tipico colore bluastro alle piscine delle centrali nucleari) nel bulbo oculare degli astronauti. Dai dati ottenuti sino ad ora al momento sembrerebbe che nello spazio abbiano luogo tutti e tre questi fenomeni, seppur con probabilità differente.

La ricerca Italiana

Sul fenomeno indagò a metà degli anni Novanta un gruppo internazionale formato anche da scienziati italiani. In particolare l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare che con i tecnici di Laben-Finmeccanica ha collaborato a metteva a punto il casco di cui abbiamo prima spiegato il funzionamento. A indossarlo fu il cosmonauta Sergei Avdeev nell' arco di due missioni nel 1995 e nel 1997 sperimentò il sistema. Si riscontrò allora che anche a Terra, persone cieche o soggette ad attacchi di emicrania o attacchi epilettici "vedevano" gli stessi lampi.

La ricerca scientifica ha permesso nel corso del temp di mettere a punto degli schermi sempre più efficaci contro le radiazioni cosmiche, ma non ha azzerato il rischio. Inoltre in caso di superbrillamenti solari o tempeste magnetiche ad oggi nessuna vera protezione è in grado di garantire l'incolumità degli astronauti soprattutto se questi fossero investiti quando si trovano a passeggiare nello spazio.

Commenti: 13 (Discussione conclusa)
  • #1

    MM (lunedì, 02 dicembre 2013 10:57)

    La butto lì: e se fossero delle pulsar?

  • #2

    Miro72 (lunedì, 02 dicembre 2013 19:54)

    Non sanno che roba è? :O

  • #3

    Lorenzo (lunedì, 02 dicembre 2013 20:30)

    Veramente lo scopo dell'articolo dovrebbe essere quello di mettere a confronto chi crede agli UFO nello spazio perchè gli astronauti asseriscono di averli visti e chi, invece, fornisce una spiegazione scientifica al fenomeno delle luci scambiate per navi aliene...
    Personalmente, non saprei: il 100% degli avvistamenti nello spazio è dovuto ad alterazioni visive a causa di raggi cosmici ?

  • #4

    Miro72 (lunedì, 02 dicembre 2013 22:45)

    "Si riscontrò allora che anche a Terra, persone cieche o soggette ad attacchi di emicrania o attacchi epilettici "vedevano" gli stessi lampi."

    E tutta un'altra roba,alieni ed astronavi non c'entrano niente.

  • #5

    Scettico (martedì, 03 dicembre 2013 00:22)

    Avete preso un granchio, mi riferisco ai commenti sopra. I bagliori descritti sono un fenomeno interno dell'occhio non flash esterni e non hanno niente a che fare con i lampi luminosi che si vedono nei pressi della stazione spaziale internazionale o sulla Luna. Quelli sono altri, e sono fenomeni diversi.
    Questi lampi luminosi e differenti per forma e colore sono simili a quelli che vediamo tutti se chiudiamo gli occhi dopo aver puntato una luce per molto tempo, provateci, ecco vi appariranno lampi simili (simili non uguali).
    Quando gli astronauti rientrarono descrissero questi fenomeni e nessun seppe spiegare per molti anni come e perché succedesse. Lo studio citato è del 1997 e parla di una ipotesi suffragata da studi del 2009: quei lampi sono dati dalla radiazione cosmica che fa vedere particelle elementari.

  • #6

    Miro72 (martedì, 03 dicembre 2013 09:50)

    @Scettico
    Quello che dici tu rientra nella casistica dei fosfeni, http://it.wikipedia.org/wiki/Fosfene , i lampi fanno parte di un altro meccanismo che è meglio lasciar perdere per ora.

  • #7

    Dif (martedì, 03 dicembre 2013 18:06)

    I fosfeni vengono dopo che ti sei grattato l occhio... sono causati da un inganno del cervello...stimolando i fotorecettori grattandosi questi inviano un segnale al cervello che è simile a quello che avviene davanti a fonti luminose. I fosfeni possono essere stimolati anche che da stimolazione elettromagnetica e droghe. I flare spaziali degli astronauti avvengono senza stimolazioni, basta chee loro chiudano gli occhi. La causa è la radiazione cosmica. La differenza è notevole anche come tipo di luci e colori visualizzati.

  • #8

    Davide (mercoledì, 04 dicembre 2013 06:47)

    Vi seguo assiduamente, mi chiedevo se aveste mai visto questo video,di cui non riesco personalmente a dare una logica..
    http://www.youtube.com/watch?v=17TMiYPbkxg
    buona giornata ragazzi.
    Laura

  • #9

    Trigomo (mercoledì, 04 dicembre 2013 22:54)

    Davide@
    Potevi pubblicarlo nel Forum del sito http://ufoonline.freeforumzone.leonardo.it/forum.aspx?c=58363&f=58363
    Cosi' a prima vista sembra un uccello che plana sostenuto da forti correnti ascensionali. . Qui' non mi sembra il luogo adatto. A presto

  • #10

    Malles (giovedì, 05 dicembre 2013 12:12)

    Caro davide sono tutti uccelli uccellacci e passere... non c'è mai stato nessun caso ufologico degno di questo termine. Dai retta a chi ne sa di più e che ridicolarizza TUTTI i filmati per quel che sono: farlocchi, fuffoooologici,( o puffologici ) scemenze che fanno ( giustamente ) scombisciare...eccetto i fuffari che diventano STRAmiliardari vendendo libri agli ingenui...

  • #11

    Scettico (giovedì, 05 dicembre 2013 19:45)

    Veramente gli unici che si arricchiscono sono gli ufologi come pinotti che pubblica con mondadori.
    Sei confuso su chi specula, sono gli ufofuffologi che ricamano simposi associazioni convegni. Chi cerca di dire la verità in questo paese è ormai un eroe siamo pieni di imbonitori.

  • #12

    Malles (giovedì, 05 dicembre 2013 20:37)

    Caro Scettico stiamo facendo scommesse se la tua camicia ( non di forza, non fraintendere ) reggerà il peso delle medaglie che un cercatore di verità come te avrà senz'altro guadagnato come eroe sul campo...

  • #13

    FABIOSKY63 (sabato, 07 dicembre 2013)


    @Davide
    a vista sembra un volatile stabilizzato su una corrente ascensionale...che NON dovrebbe esserci lì, così vicino a terra, in quella situazione ambientale generale, e mi da l'idea di un qualcosa "di farlocco", ci sono molte fluttuazioni di pixels attorno all'oggetto, potrebbe essere un montaggio recente su immagini d'epoca...

    il tutto da verificare ovviamente..:)


    per ciò che riguarda l'articolo dovrebbe essere sufficiente dire che quando un essere umano è esposto alla TOTALITA' della radiazione solare...e dei raggi cosmici...

    http://it.wikipedia.org/wiki/Radiazione_solare

    http://it.wikipedia.org/wiki/Raggi_cosmici

    il nervo ottico ed i centri sinaptici sono DIRETTAMENTE stimolati, senza ricevere "impulsi" dagli occhi, da alcune frequenze emesse dal Sole e da altre fonti cosmiche, e quindi reagiscono "traducendo" i segnali in lampi di luce...

    http://it.wikipedia.org/wiki/Nervo_ottico

    http://it.wikipedia.org/wiki/Sinapsi

    tra l'altro molte delle stesse frequenze, NON schermate dagli strati atmosferici "nello spazio vuoto", sono altamente dannose per il DNA umano ed inducono mutazioni...geneticamente irreversibili...

    http://www.biologia.uniba.it/biosanweb/16_mutagenesi.ppt.

    cosa che va ben oltre le piccole allucinazioni alle quali gli astronauti sono sottoposti..:)