La Nasa in un video: ecco la lenta morte del pianeta Marte

Miliardi di anni fa, quando il Pianeta Rosso era giovane, l'atmosfera era abbastanza calda e spessa da poter permettere l'esistenza di oceani di acqua liquida, ingrediente fondamentale per la formazione della vita. L'animazione della Nasa mostra come la superficie di Marte poteva apparire durante questo antico e florido periodo. L'intenzione del video è quella di far vedere quanto il pianeta fosse diverso e adatto ad accogliere forme di vita. Ma il trascorrere degli anni ha mutato profondamente l'ambiente e il clima: da caldo e umido a freddo e secco. Le immagini seguono l'avanzare del tempo, rappresentato dal repentino passaggio di nuvole, mentre i laghi si prosciugano e i cieli azzurri e limpidi assumono tonalità rosa e marrone chiaro. A seguire il filmato.

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Commenti: 2
  • #1

    Margherito H (venerdì, 15 novembre 2013 22:20)

    Memorie di un Sistema Solare in continua evoluzione. Incredibili ipotesi formulate nei secoli, trovano riscontri più o meno attinenti man mano che la scienza avanza nelle sue scoperte e nelle metodologie d'indagine.
    Abbiamo ancora pochi e incompleti riscontri di come poteva essere la composizione del nostro Sistema Solare in epoche remote...ma l'osservazione sempre più affinata del Cosmo che ci circonda sta fornendo agli scienziati delle validissime basi di ricerca che diventano pian piano delle risposte concrete a domande mai pienamente risolte.
    Il nostro misero "far parte della storia", è relativo ad una porzione di tempo veramente insignificante, rispetto all'età di questa porzione d'Universo che ci circonda.
    L'ipotesi della presenza di forme viventi nel passato di altri pianeti di questo Sistema Solare è una probabilità assai più concreta di quanto ci si possa immaginare. Una probabilità su cui non abbiamo mai avuto modo d'indagare a dovere, a causa della mancanza di una tecnologia che si sta colmando solo in tempi recentissimi.
    Le speculazioni nate in passato si sono addirittura ingigantite da quando le missioni spaziali hanno avuto a disposizione il mezzo telematico, tramite il quale sono diventate di libera consultazione per chiunque le fotografie provenienti dalle sonde inviate in giro per il Sistema Solare. Ma, al tempo stesso, le gigantesche masse di dati raccolte hanno fornito basi d'analisi importantissime per gli scienziati che si stanno occupando di "capire" come funziona e come si è evoluto questo angolo di Cosmo.
    Riferendosi al nostro pianeta, sappiamo con certezza quali e quanti cambiamenti si siano prodotti sul nostro pianeta, e quanto siano diverse tra di loro le creature che si sono succedute nelle epoche passate sulla superficie terrestre. Esistono fattori che indicano come i cambiamenti atmosferici e climatici abbiano man mano favorito lo sviluppo di una tipologia vivente piuttosto che un'altra, tanto che sono al vaglio molteplici fattori sui quali l'evidenza di un susseguirsi di diversissime caratteristiche ambientali e geologiche sia stata preponderante nell'evoluzione di specie viventi adattatesi con incredibile costanza al continuo "mutare" di Gaia.
    La "vita" ha infinite risorse, delle quali ha dimostrato ampiamente l'estrema efficacia nel suo non farsi "cancellare" dai mutamenti e dalle molteplici catastrofi spesso repentine che il pianeta Terra ha subito nei miliardi di anni dalla sua formazione.
    La scienza è recentemente arrivata a determinare che dalla prima comparsa d'organismi viventi sul nostro pianeta, la catena della vita non si è mai del tutto interrotta.
    Fondamentalmente per merito di un'atmosfera che da circa 3.5 miliardi di anni avvolge la Terra e che, pur essendo variata molto nella sua composizione più e più volte, ha comunque mantenuto la presenza di ossigeno all'interno di valori adatti al proliferare di forme viventi da quando le primordiali stromatoliti ne rilasciarono, per prime, grandi quantità nell'atmosfera.
    Marte ha recentemente rivelato, con certezza pressochè assoluta, d'aver posseduto in passato un'atmosfera ben più densa e composita di quella estremamente rarefatta che ancora l'avvolge nel presente. La massa del pianeta rosso, piuttosto esigua rispetto alla Terra, è altrettanto certo sia la causa principale del mancato trattenere quest'antica atmosfera sino ai giorni nostri.
    La risposta che ritengo sia ora la più importante da cercare, è relativa alla determinazione temporale di quanto a lungo Marte abbia avuto un'atmosfera adatta al proliferare di forme di vita, ammesso che risulti senza ombra di dubbio che ciò sia effettivamente avvenuto.
    Probabilmente queste risposte arriveranno dagli studi geologici che le prossime sonde marziane effettueranno sul suolo marziano.
    Attendendo con impazienza e grande curiosità....aggiungo un Ad Maiora!!!

    See U soon

  • #2

    baal (sabato, 16 novembre 2013 18:46)

    ci dovremmo preoccupare della nemmeno troppo lenta del pianeta terra... sto giusto leggendo il rapporto sull'inquinamento del napoletano da parte dello us navy americano; c'è da spaventarsi!!