L'India va su Marte: parte la sua prima missione sul pianeta rosso

Il fronte dei pionieri spaziali si allarga. Oggi alle 10.08 ora italiana l'India lancerà il suo primo satellite verso Marte. Mangalyaan, questo il suo nome, inizierà il suo viaggio verso il Pianeta Rosso dalla base di Sriharikota. Se la missionedovesse riuscire, l'Agenzia Spaziale Indiana sarà la quarta super potenza dopo Stati Uniti, Russia e Unione Europea, a indirizzare con successo un vettore verso il pianeta rosso. Mangalyaan sarà portato in orbita da un razzo vettore indiano PSLV-C25 ed è atteso da un viaggio lungo quasi 11 mesi. L'orbiter pesa circa 1340 kg ed è stato messo a punto interamente in India. Quando sarà arrivato a destinazione, nel settembre 2014, i suoi strumenti forniranno dati sulla superficie del pianeta e sull'atmosfera marziana. Se tutto andrà come deve andare il subcontinete indiano avrà battuto sul tempo il colosso cinese, uno smacco non di poco conto per il dragone orientale.

La missione è stata organizzata a tempo di record, avendo ricevuto il via libera solo nell’agosto 2011: il design del veicolo è basato sull’orbiter lunare Chandrayaan, che è stato operativo dal novembre 2008 all’agosto 2009.
Per i contatti con la sonda, l’India usufruirà anche del collaudato Deep Space Network di NASA, avendo ricevuto dagli USA ampia rassicurazione che l’accordo non verrà intaccato in alcun modo dallo “shutdown” delle attività federali americane.
Il veicolo si servirà dei motori a razzo aggiuntivi PSLV che porteranno il vascello spaziale in una orbita ellittica con apogeo a 23mila chilometri di quota. Da qui, una sequenza di sei accensioni dei motori della sonda consentirà l’immissione in una traiettoria con destinazione Marte. Il veicolo indiano dovrebbe arrivare nei pressi del pianeta rosso il giorno prima della sonda americana MAVEN, ed immettersi in una orbita con altitudine variabile tra 380 ed 80mila chilometri, con un periodo di rivoluzione di 3,2 giorni.

Missione low cost
Rispetto agli standard occidentali si tratta di una missione a bassissimo costo. La spesa è stata di circa 74 milioni di dollari, cioè intorno a 55 milioni di euro. Pochi per un progetto simile, comunque tantissimi secondo i critici. C'è chi si è chiesto, infatti, se sia opportuno che un Paese con molti cittadini alle prese con la povertà e l'assenza di servizi basilari investa in un programma spaziale. 

 

Un'offerta alla divinità

Come e' consuetudine, ieri, alla vigilia della missione, il presidente del Centro di Ricerca Spaziale (Isro), K.Radhakrishnan, si e' recato in un famoso tempio di Tirupati, a circa 100 km dalla base, per pregare per il buon esito dell'impresa. Lo scienziato ha compiuto una ''puja'' (offerta alla divinita') con una replica in miniatura della navicella.


Testa a testa con la Cina
Per il governo indiano, la riuscita della missione avrebbe enormi ricadute dal punto di vista dell'immagine. La Cina finora è sempre arrivata prima, ma non è ancora riuscita a "conquistare" il Pianeta Rosso. Mangalyaan ha un compito che va al di là delle pure finalità scientifiche. La cura dei dettagli dunque è stata massima, anche dal punto di vista scaramantico. La sua partenza avverrà di martedì, cioè il giorno di Marte. L'Agenzia Spaziale Indiana spera che anche questo possa rivelarsi di buon auspicio.

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Commenti: 8
  • #1

    Marco (martedì, 05 novembre 2013 23:24)

    Roba indecente! Già mi disgusta il fatto che questi si siano fatti le bombe atomiche, adesso vanno su Marte. E per cosa? Per fare il doppione inutile delle ricerche russe e americane? Per darsi arie da super-potenza? Ma che pensino a sfamare la propria gente che è meglio. E' una vera vergogna ed uno scandalo che buttino via così i loro soldi. 74 milioni di dollari... che qualcuno venga a propormi una colletta per i poveri dell'India, saprò bene come pulire le suole delle mie scarpe!

  • #2

    vradox (mercoledì, 06 novembre 2013 01:53)

    ... non preoccuparti, tutta propaganda... ma 'ndò vuoi che vadano gli indiani....

  • #3

    Giotto (mercoledì, 06 novembre 2013 09:09)

    Un paese terzomondista, soldi buttati.

  • #4

    Malles (mercoledì, 06 novembre 2013 12:28)

    Antichi retaggi...

    La storia " astronautica " indiana ( derivante?) è molto più antica e sconvolgente di quanto lo siano la " scuola Usa o Russa ".
    Molti testi in sancrito ( ovvero la lingua degli dei ) rimangono ancora per noi e ai nostri giorni inaccessibili, custoditi dagli " uomini -libro indù" . 10.000 anni di storia indiana è giunta frammentata fino a noi, ma è ugualmente sufficiente ad indicarci l'antica scienza, comprensiva di manoscritti e conoscenze tramandate oralmente.

    Esiste anche un manoscritto indiano ( VYMAANIKA-SHAASTRA ) che non è nient'altro che un manuale di preastronautica. Il testo rende principalmente noto la macchina volante VYMAANA, di questa si accenna ampiamente anche nell'epico storico poema indiano RAMAYANA, in questo testo vengono rese note le " macchine volanti vimaana ", la tecnologia per costruirle, le modalità di guida, con tante descrizioni dei loro motori, dei loro radar confacienti alla schermatura difensiva, spiega anche le armi che la difendevano e che si trovavano a bordo, mette anche in rilievo le diversità dei vari vimaana.

    Il Vymaana - Shaastra risulta un vero manuale astrofisico,NON è un libro qualunque. Descrive pure le innumerevoli leghe che venivano usate per la costruzione di questi apparecchi volanti. Con tutto questo vogliamo impedire ai predecessori del volo spaziale di limitarsi a raccogliere i ragnetti filamentosi e di quocerli in fricassea ?Apriamoci, non è scritto da nessuna parte che uno che è nato povero non debba espandere la propria curiosa creatività anche in ambito spaziale

  • #5

    Margherito H (mercoledì, 06 novembre 2013 18:35)

    "L'India".

    Un subcontinente con una popolazione che rasenta il doppio di quella europea.
    Ci sono vari Indiani tra gl'uomini più ricchi del mondo.
    Tecnologicamente non sono certo gl'ultimi. (Il numero più alto di scienziati statunitensi "non americani", è quello composto dagli originari dell'India.)
    L'ultimo posto dove fare "di tutta l'erba un fascio".
    Come dire che l'ESA dovrebbe chiudere perchè in molte regioni europee se la passano male.

    Non vedo dove stia lo "scandalo"?
    Oggi come oggi è pura retorica argomentare di come quei soldi "andrebbero meglio spesi".
    Ce ne sono di ben più "sprecati" che non quelli impiegati per le missioni spaziali, che creano conoscenza per le future generazioni molto più di quanto siano un "danno per l'economia del Paese". A differenza della quasi totalità delle altre "inutili spese" che ogni Stato sovrano toglie al popolino, per garantire vita agiata a chi "gira intorno" all'apparato statale "di professione".

    A me personalmente incuriosisce molto di più il come non appaia il Giappone in questa "corsa al Pianeta Rosso".


  • #6

    Maurone vs Margherito H (mercoledì, 06 novembre 2013 23:44)

    A me personalmente incuriosisce molto di più il come non appaia il Giappone in questa "corsa al Pianeta Rosso".... ecco appunto prova a domandartelo. Perché non sono scemi e non si mettono a spendere soldi per riscoprire l'acqua calda. Solo tu e gli indiani fate certe cose. La ricerca scientifica ha senso quando è ricerca di frontiera, non quando si cerca di reinventare l'uovo. Non ci sei arrivato? E allora non t'offendere ma sei scemo pure te!

  • #7

    Margherito H (giovedì, 07 novembre 2013 04:40)

    Non mi offendo.
    C'era forse da offendersi?
    Ehm...mi perdoni, forse ero distratto.
    Probabilmente stavo facendo una di quelle cose che solo io e gl'indiani facciamo. (?)
    O forse ero impegnato a reinventare l'ovo. Visto che non si riesce a piazzarlo prima o dopo la coccodevole genitrice...reinventiamolo!
    Lei è un genio, "Maurone versus me".
    I giapponesi non sono scemi.
    E chi se l'immaginava una così definitiva rivelazione?!

    "Perchè non sono scemi e non si mettono a spendere soldi per scoprire l'acqua calda"

    La prego, vada piano. Tutta questa scienza, tutta in una volta. Non riesco a starle dietro...
    Giuro, non ci ero proprio arrivato al suo encomiabile ragionamento.
    Altro che offendermi...lei mi ha finalmente aperto gl'occhi. Averne di Mauroni versus Margheriti, come lei.
    Invece, solitamente, sono delle merde con un minimo di argomentazioni, gli avversari che offendono.
    Quando viene da un intelligente pezzettino di merda, l'offesa si fa sentire, a volte.
    Se arriva dal pezzettino senza ulteriore aggettivo...
    Beh...

    Dicevamo....perchè dovrei offendermi, o pezzettin maurone?

    OT off. Lo gggiuro.

    See You On

  • #8

    geremia (giovedì, 07 novembre 2013 07:16)

    Mandare un orbiter a Marte con appena 70 milioni...o sono dei geni o sono completamente pazzi. Per cercare metano spendono un centesimo di quanto fanno gli stati uniti, e con orbite precise e appena un anno di lavoro. Mostruoso!!!