Pioggia di diamanti giganti si abbatte su Giove e Saturno

Dieci milioni di tonnellate di diamanti. Un mare liquido, con iceberg giganteschi e una pioggia di pietre preziose. Potrebbe essere così il paesaggio dentro Giove e Saturno. I due pianeti hanno temperature e pressioni adatte per creare l'ambiente perfetto alla formazione delle gemme, trasparenti, blu. 
"Sappiamo che il limite massimo di temperatura oltre il quale un diamante solido si scioglie e di 8,000 Kelvin. Ma ora siamo in grado di calcolare le temperature dei due pianeti", ha spiegato Kevin Baines, scienziato dell'University of Wisconsin–Madison e co-autore insieme a Mona L. Delitsky della California Specialty Engineering, di uno studio presentato questa settimana a Denver, Colorado, per il 45esimo incontro annuale della Division of Planetary Sciences of the American Astronomical Society. I risultati dimostrano che sia Giove che Saturno sono pianeti ideali per la formazione dei diamanti solidi. 

Pioggia, pietre di ogni dimensione. La sonda Cassini ha avvistato temporali e giganteschi lampi tra le nubi di Saturno, simili a quelli di Giove, e secondo Baines sarebbe in quei temporali l'origine della creazione dei diamanti. Nella parte più profonda dell'atmosfera di Giove le condizioni sono così estreme che le gemme possono formare un oceano di diamanti liquido. "Al di sotto di quegli strati, dove i diamanti si sciolgono, l'atmosfera diventa così ostile con idrogeno atomizzato e ionizzato da poter trasformare le pietre in altri materiali". Lo scienziato William Hubbard, dell'Università dell'Arizona, però è detto scettico sulla chimica del carbonio proposta dallo studio. 

Per circa 30 anni, gli scienziati avevano ritenuto che fossero i nuclei di Urano e Nettuno a  ospitare diamanti solidi e stabili, Giove e Saturno erano ritenuti troppo caldi, o comunque inadatti. I nuovi risultati dimostrano il contrario. Le intense temperature e la pressione di Giove e Saturno permettono la conversione di metano in diamanti che fluttuano in un fluido composto da idrogeno e elio. Gli scienziati hanno esaminato dati recenti a proposito dei diagrammi di fase del carbonio su Giove e Saturno e li hanno confrontati con diagrammi di pressione e temperatura, sempre relativi ai due pianeti. 

I diamanti potrebbero sussistere stabilmente in profondità, nell'interno dei due pianeti. Inoltre alle altitudini inferiori a quelle delle regioni in cui i diamanti sono stabili, pressione e temperatura potrebbero essere tali da fonderli, creando una sorta di 'pioggia di diamanti' o diamanti liquidi. Nel mare potrebbero galeggiare quindi pietre di ogni dimensione, anche enormi: "Sono trasformazioni di elementi atmosferici a creare i diamanti, e su quei due pianeti ce ne sono almeno dieci tonnellate".

Repubblica.it

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